DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 22 settembre 1988, n. 447

Approvazione del codice di procedura penale.

note: Entrata in vigore del decreto: 24/10/1989 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 11/05/2022)
Testo in vigore dal: 18-6-2015
aggiornamenti all'articolo
                              Art. 666. 
                     Procedimento di esecuzione 
 
  1. Il giudice dell'esecuzione  procede  a  richiesta  del  pubblico
ministero, dell'interessato o del difensore. 
  2. Se la richiesta  appare  manifestamente  infondata  per  difetto
delle condizioni di legge ovvero costituisce mera  riproposizione  di
una richiesta  gia'  rigettata,  basata  sui  medesimi  elementi,  il
giudice o il presidente del collegio, sentito il pubblico  ministero,
la dichiara inammissibile con decreto  motivato,  che  e'  notificato
entro cinque giorni all'interessato. Contro il  decreto  puo'  essere
proposto ricorso per cassazione. 
  3. Salvo quanto previsto dal comma 2, il giudice  o  il  presidente
del collegio, designato il difensore di ufficio  all'interessato  che
ne sia privo, fissa la data dell'udienza in camera di consiglio e  ne
fa dare avviso alle parti e ai difensori. L'avviso  e'  comunicato  o
notificato almeno dieci giorni prima  della  data  predetta.  Fino  a
cinque giorni prima dell'udienza possono essere depositate memorie in
cancelleria. (211) (230) ((231)) 
  4.  L'udienza  si  svolge  con  la  partecipazione  necessaria  del
difensore e del pubblico ministero. L'interessato che ne fa richiesta
e' sentito personalmente; tuttavia, se e'  detenuto  o  internato  in
luogo posto fuori della circoscrizione del giudice, e' sentito  prima
del giorno dell'udienza dal magistrato  di  sorveglianza  del  luogo,
salvo che il giudice ritenga di disporre la traduzione. 
  5. Il giudice puo'  chiedere  alle  autorita'  competenti  tutti  i
documenti e le informazioni di cui abbia bisogno; se occorre assumere
prove, procede in udienza nel rispetto del contraddittorio. 
  6.  Il  giudice  decide  con  ordinanza.  Questa  e'  comunicata  o
notificata senza ritardo alle  parti  e  ai  difensori,  che  possono
proporre ricorso per cassazione. Si osservano, in quanto applicabili,
le disposizioni sulle  impugnazioni  e  quelle  sul  procedimento  in
camera di consiglio davanti alla corte di cassazione. 
  7. Il ricorso non sospende l'esecuzione dell'ordinanza, a meno  che
il giudice che l'ha emessa disponga diversamente. 
  8. Se l'interessato e' infermo  di  mente,  l'avviso  previsto  dal
comma 3 e' notificato anche al tutore o al curatore; se l'interessato
ne e' privo, il giudice  o  il  presidente  del  collegio  nomina  un
curatore provvisorio. Al tutore e al curatore  competono  gli  stessi
diritti dell'interessato. 
  9. Il verbale di udienza e' redatto soltanto in forma riassuntiva a
norma dell'articolo 140 comma 2. (15) 
 
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AGGIORNAMENTO (15) 
  La Corte costituzionale, con sentenza  28  novembre  -  3  dicembre
1990, n. 529 (in G.U. 1ª s.s. 05/12/1990, n.  48),  visto  l'art.  27
della L.  11  marzo  1953,  n.  87,  ha  dichiarato  l'illegittimita'
costituzionale dell'art. 666, comma 9, del codice di procedura penale
(approvato con d.P.R. 22 ottobre 1988, n. 247)  nella  parte  in  cui
dopo la parola "redatto" prevede "soltanto" anziche' "di regola". 
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AGGIORNAMENTO (211) 
  La Corte costituzionale, con sentenza 19 - 21 maggio 2014,  n.  135
(in G.U. 1ª s.s. 28/05/2014, n. 23), ha dichiarato  "l'illegittimita'
costituzionale degli artt. 666, comma 3, 678, comma 1, e  679,  comma
1, cod. proc. pen., nella parte in cui non consentono che, su istanza
degli interessati, il procedimento per l'applicazione delle misure di
sicurezza si svolga, davanti  al  magistrato  di  sorveglianza  e  al
tribunale di sorveglianza, nelle forme dell'udienza pubblica". 
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AGGIORNAMENTO (230) 
  La Corte Costituzionale, con sentenza 15 aprile - 5 giugno 2015, n.
97  (in   G.U.   1ª   s.s.   10/6/2015,   n.   23),   ha   dichiarato
"l'illegittimita' costituzionale degli artt. 666,  comma  3,  e  678,
comma 1, del codice di procedura  penale,  nella  parte  in  cui  non
consentono che, su istanza degli interessati, il procedimento davanti
al tribunale di sorveglianza  nelle  materie  di  sua  competenza  si
svolga nelle forme dell'udienza pubblica". 
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AGGIORNAMENTO (231) 
  La Corte Costituzionale, con sentenza 15 aprile - 15  giugno  2015,
n.  109  (in  G.U.  1ª  s.s.  17/6/2015,  n.   24),   ha   dichiarato
"l'illegittimita' costituzionale degli artt. 666, comma 3, 667, comma
4, e 676 cod. proc. pen., nella parte in cui non consentono  che,  su
istanza degli interessati,  il  procedimento  di  opposizione  contro
l'ordinanza in materia di  applicazione  della  confisca  si  svolga,
davanti  al  giudice  dell'esecuzione,   nelle   forme   dell'udienza
pubblica".