DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 22 settembre 1988, n. 447

Approvazione del codice di procedura penale.

note: Entrata in vigore del decreto: 24/10/1989 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 13/07/2022)
Testo in vigore dal: 25-3-2016
aggiornamenti all'articolo
                              Art. 550. 
               (Casi di citazione diretta a giudizio) 
  1. Il pubblico ministero esercita l'azione penale con la  citazione
diretta a giudizio quando si  tratta  di  contravvenzioni  ovvero  di
delitti puniti con la pena della reclusione non superiore nel massimo
a quattro anni, o con la multa, sola o congiunta alla  predetta  pena
detentiva. Si applicano, in quanto compatibili,  le  disposizioni  di
cui  all'articolo  415-bis.  Per  la  determinazione  della  pena  si
osservano le disposizioni dell'articolo 4. 
  2 La disposizione del comma 1 si applica anche  quando  si  procede
per uno dei seguenti reati: 
    a)  violenza  o  minaccia  a  un  pubblico   ufficiale   prevista
dall'articolo 336 del codice penale; 
    b) resistenza a un pubblico ufficiale prevista dall'articolo  337
del codice penale; 
    c) oltraggio  a  un  magistrato  in  udienza  aggravato  a  norma
dell'articolo 343, secondo comma, del codice penale; 
    d) violazione di sigilli aggravata  a  norma  dell'articolo  349,
secondo comma, del codice penale; 
    e) rissa aggravata a norma dell'articolo 588, secondo comma,  del
codice penale, con esclusione delle ipotesi in cui nella rissa taluno
sia rimasto ucciso o abbia riportato lesioni gravi o gravissime; 
    ((e-bis) lesioni personali stradali, anche se aggravate, a  norma
dell'articolo 590-bis del codice penale)); 
    f) furto aggravato a norma dell'articolo 625 del codice penale; 
    g) ricettazione prevista dall'articolo 648 del codice penale. 
  3. Se il pubblico  ministero  ha  esercitato  l'azione  penale  con
citazione diretta per un reato per il  quale  e'  prevista  l'udienza
preliminare e la relativa eccezione  e'  proposta  entro  il  termine
indicato dall'articolo 491, comma 1, il giudice dispone con ordinanza
la trasmissione degli atti al pubblico ministero.