DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 22 settembre 1988, n. 447

Approvazione del codice di procedura penale.

note: Entrata in vigore del decreto: 24/10/1989 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 13/07/2022)
Testo in vigore dal: 28-7-2016
aggiornamenti all'articolo
                              Art. 460. 
                  Requisiti del decreto di condanna 
  1. Il decreto di condanna contiene: 
    a) le generalita' dell'imputato o le altre indicazioni  personali
che valgano a identificarlo nonche',  quando  occorre,  quelle  della
persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria; 
    b)  l'enunciazione  del  fatto,   delle   circostanze   e   delle
disposizioni di legge violate; 
    c) la concisa esposizione dei motivi di fatto e di diritto su cui
la  decisione  e'  fondata,  comprese   le   ragioni   dell'eventuale
diminuzione della pena al di sotto del minimo edittale; 
    d) il dispositivo; 
    e) l'avviso che l'imputato e la persona civilmente obbligata  per
la pena pecuniaria possono proporre opposizione entro quindici giorni
dalla notificazione  del  decreto  e  che  l'imputato  puo'  chiedere
mediante l'opposizione  il  giudizio  immediato  ovvero  il  giudizio
abbreviato  o  l'applicazione  della  pena  a   norma   dell'articolo
444;((239)) 
    f)  l'avvertimento  all'imputato  e   alla   persona   civilmente
obbligata per la pena pecuniaria che, in caso di mancata opposizione,
il decreto diviene esecutivo; 
    g) l'avviso che l'imputato e la persona civilmente obbligata  per
la pena pecuniaria hanno la facolta' di nominare un difensore; 
    h) la data e la sottoscrizione del giudice e dell'ausiliario  che
lo assiste. 
  2. Con il decreto di condanna il  giudice  applica  la  pena  nella
misura  richiesta  dal   pubblico   ministero   indicando   l'entita'
dell'eventuale diminuzione della pena stessa al di sotto  del  minimo
edittale; ordina la confisca, nei casi  previsti  dall'articolo  240,
secondo comma  del  codice  penale,  o  la  restituzione  delle  cose
sequestrate; concede la sospensione condizionale della pena. Nei casi
previsti dagli  articoli  196  e  197  del  codice  penale,  dichiara
altresi' la responsabilita' della persona civilmente obbligata per la
pena pecuniaria. 
  3. Copia del decreto e' comunicata  al  pubblico  ministero  ed  e'
notificata con il precetto al condannato, al difensore d'ufficio o al
difensore  di  fiducia  eventualmente  nominato   ed   alla   persona
civilmente obbligata per la pena pecuniaria. 
  4.  Se   non   e'   possibile   eseguire   la   notificazione   per
irreperibilita' dell'imputato, il giudice revoca il decreto penale di
condanna e restituisce gli atti al pubblico ministero. (115) 
  5. Il decreto penale  di  condanna  non  comporta  la  condanna  al
pagamento delle spese del procedimento, ne'  l'applicazione  di  pene
accessorie. Anche se divenuto esecutivo non ha efficacia di giudicato
nel giudizio civile o amministrativo. Il  reato  e'  estinto  se  nel
termine di cinque anni, quando il decreto concerne un delitto, ovvero
di  due  anni,  quando  il  decreto  concerne  una   contravvenzione,
l'imputato non commette un delitto ovvero una  contravvenzione  della
stessa indole. In questo caso si estingue ogni effetto  penale  e  la
condanna  non  e'  comunque  di  ostacolo  alla  concessione  di  una
successiva sospensione condizionale della pena. 
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AGGIORNAMENTO (115) 
  La Corte costituzionale, con sentenza 13-18 novembre 2000,  n.  504
(in G.U. 1ª s.s. 22/11/2000, n. 48) ha  dichiarato  "l'illegittimita'
costituzionale dell'art.  460,  comma  4,  del  codice  di  procedura
penale, nella parte in cui non prevede la revoca del  decreto  penale
di condanna e la restituzione degli atti al pubblico ministero  anche
nel caso in cui non sia  possibile  la  notificazione  nel  domicilio
dichiarato a norma dell'art. 161 del codice di procedura penale". 
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AGGIORNAMENTO (239) 
  La Corte costituzionale, con sentenza 6 - 21 luglio  2016,  n.  201
(in G.U. 1ª s.s. 27/07/2016, n. 30) ha  dichiarato  "l'illegittimita'
costituzionale dell'art. 460, comma 1,  lettera  e),  del  codice  di
procedura penale, nella parte in  cui  non  prevede  che  il  decreto
penale di condanna contenga l'avviso della facolta' dell'imputato  di
chiedere mediante l'opposizione la sospensione del  procedimento  con
messa alla prova".