DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 22 settembre 1988, n. 447

Approvazione del codice di procedura penale.

note: Entrata in vigore del decreto: 24/10/1989 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 13/07/2022)
Testo in vigore dal: 20-4-2019
aggiornamenti all'articolo
                              Art. 442. 
                              Decisione 
 
  1. Terminata la discussione, il  giudice  provvede  a  norma  degli
articoli 529 e seguenti. 
  1-bis. Ai fini della deliberazione il  giudice  utilizza  gli  atti
contenuti  nel  fascicolo  di  cui  all'articolo  416,  comma  2,  la
documentazione di cui all'articolo 419, comma 3, e le  prove  assunte
nell'udienza. 
  2. In caso di condanna, la pena che il  giudice  determina  tenendo
conto di tutte le circostanze e' diminuita della meta' se si  procede
per una contravvenzione e di un terzo se si procede per  un  delitto.
((PERIODO ABROGATO DALLA  L.  12  APRILE  2019,  N.  33)).  ((PERIODO
ABROGATO DALLA L. 12 APRILE 2019, N. 33)). (20) (116) (200) 
  3. La sentenza e' notificata all'imputato che non sia comparso.  4.
Si applica la disposizione dell'articolo 426 comma 2. (17) (30) 
 
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AGGIORNAMENTO (17) 
  La Corte costituzionale, con sentenza  28  gennaio  -  15  febbraio
1991, n. 81 (in G.U. 1a s.s. 20/02/1991,  n.  8),  ha  dichiarato  la
illegittimita' costituzionale del combinato disposto degli artt. 438,
439, 440 e 442 del codice di procedura penale, "nella  parte  in  cui
non prevede che il pubblico  ministero,  in  caso  di  dissenso,  sia
tenuto ad enunciarne le ragioni e nella parte in cui non prevede  che
il giudice, quando, a dibattimento concluso,  ritiene  ingiustificato
il dissenso del pubblico ministero, possa applicare  all'imputato  la
riduzione di pena contemplata dall'art.  442,  secondo  comma,  dello
stesso codice". 
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AGGIORNAMENTO (20) 
  La Corte costituzionale, con sentenza 22 - 23 aprile 1991,  n.  176
(in G.U. 1a s.s. 24/04/1991, n. 17), ha dichiarato  "l'illegittimita'
costituzionale dell'art. 442, comma 2,  ultimo  periodo  ("Alla  pena
dell'ergastolo  e'  sostituita  quella  della  reclusione   di   anni
trenta"), del codice di procedura penale". 
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AGGIORNAMENTO (30) 
  La Corte costituzionale, con sentenza 22-31  gennaio  1992,  n.  23
(G.U. 1a s.s.  5/2/1992,  n.  6)  ha  dichiarato  "l'  illegittimita'
costituzionale del combinato disposto degli artt. 438, 439, 440 e 442
nella parte  in  cui  non  prevede  che  il  giudice,  all'esito  del
dibattimento, ritenendo che il processo poteva essere  definito  allo
stato degli atti dal  giudice  per  le  indagini  preliminari,  possa
applicare la riduzione di pena prevista dall'art. 442, secondo comma,
dello stesso codice". 
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AGGIORNAMENTO (116) 
  Il D.L. 24 novembre 2000, n. 341 convertito con modificazioni dalla
L. 19 gennaio 2001, n. 4, ha disposto (con l'art.  7,  comma  1)  che
"Nell'articolo 442, comma 2, ultimo periodo, del codice di  procedura
penale, l'espressione "pena dell'ergastolo" deve intendersi  riferita
all'ergastolo senza isolamento diurno". 
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AGGIORNAMENTO (200) 
  Successivamente la Corte Costituzionale, con sentenza 3 - 18 luglio
2013, n. 210 (in G.U.  1a  s.s.  24/7/2013,  n.  30),  ha  dichiarato
l'illegittimita'  costituzionale  dell'articolo  7,  comma   1,   del
decreto-legge 24 novembre 2000, n. 341, convertito con  modificazioni
dalla L. 19 gennaio 2001, n. 4 (che ha disposto la modifica del comma
2 del presente articolo).