DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 22 settembre 1988, n. 447

Approvazione del codice di procedura penale.

note: Entrata in vigore del decreto: 24/10/1989 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 13/07/2022)
Testo in vigore dal: 20-4-2019
aggiornamenti all'articolo
                              Art. 438. 
                 Presupposti del giudizio abbreviato 
  1.  L'imputato  puo'  chiedere  che  il   processo   sia   definito
all'udienza preliminare allo stato degli atti, salve le  disposizioni
di cui al comma 5 del presente articolo e all'articolo 441, comma 5. 
  ((1-bis. Non e' ammesso il giudizio abbreviato per i delitti puniti
con la pena dell'ergastolo)). 
  2. La richiesta puo' essere proposta,  oralmente  o  per  iscritto,
fino a che non siano formulate le conclusioni a norma degli  articoli
421 e 422. 
  3. La volonta' dell'imputato e' espressa personalmente o per  mezzo
di procuratore speciale e  la  sottoscrizione  e'  autenticata  nelle
forme previste dall'articolo 583, comma 3. 
  4. Sulla richiesta il giudice provvede con ordinanza con  la  quale
dispone il giudizio abbreviato. Quando l'imputato chiede il  giudizio
abbreviato  immediatamente  dopo  il  deposito  dei  risultati  delle
indagini difensive, il giudice provvede solo dopo che sia decorso  il
termine non superiore a sessanta giorni, eventualmente richiesto  dal
pubblico  ministero,  per  lo  svolgimento  di  indagini   suppletive
limitatamente  ai  temi  introdotti  dalla  difesa.  In   tal   caso,
l'imputato ha facolta' di revocare la richiesta. 
  5. L'imputato ferma restando la utilizzabilita' ai fini della prova
degli atti indicati nell'articolo 442, comma. 1-bis, puo' subordinare
la richiesta ad una integrazione probatoria necessaria ai fini  della
decisione.   Il   giudice   dispone   il   giudizio   abbreviato   se
l'integrazione probatoria richiesta risulta necessaria ai fini  della
decisione e compatibile con  le  finalita'  di  economia  processuale
proprie del procedimento, tenuto conto degli atti gia'  acquisiti  ed
utilizzabili.  In  tal  caso  il  pubblico  ministero  puo'  chiedere
l'ammissione  di  prova  contraria.  Resta   salva   l'applicabilita'
dell'articolo 423. 
  5-bis. Con la richiesta presentata ai sensi del comma 5 puo' essere
proposta, subordinatamente al suo rigetto, la  richiesta  di  cui  al
comma  1,  oppure  quella  di  applicazione  della  pena   ai   sensi
dell'articolo 444. 
  ((6. In caso di dichiarazione di inammissibilita' o di rigetto,  ai
sensi, rispettivamente, dei commi 1-bis e 5, la richiesta puo' essere
riproposta fino al termine previsto dal comma 2)). 
  6-bis. La richiesta di giudizio  abbreviato  proposta  nell'udienza
preliminare determina la sanatoria delle  nullita',  sempre  che  non
siano assolute, e la non rilevabilita' delle inutilizzabilita', salve
quelle derivanti dalla violazione  di  un  divieto  probatorio.  Essa
preclude altresi' ogni questione sulla competenza per territorio  del
giudice. 
  ((6-ter. Qualora  la  richiesta  di  giudizio  abbreviato  proposta
nell'udienza preliminare sia stata dichiarata inammissibile ai  sensi
del comma 1-bis, il giudice, se all'esito  del  dibattimento  ritiene
che per il fatto accertato sia ammissibile  il  giudizio  abbreviato,
applica la riduzione della pena ai  sensi  dell'articolo  442,  comma
2)). 
 
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AGGIORNAMENTO (17) 
  La Corte costituzionale, con sentenza  28  gennaio  -  15  febbraio
1991, n. 81 (in G.U. 1a s.s. 20/02/1991,  n.  8),  ha  dichiarato  l'
illegittimita' costituzionale del combinato disposto degli artt. 438,
439, 440 e 442 del codice di procedura penale, " nella parte  in  cui
non prevede che il pubblico  ministero,  in  caso  di  dissenso,  sia
tenuto ad enunciarne le ragioni e nella parte in cui non prevede  che
il giudice, quando, a dibattimento concluso,  ritiene  ingiustificato
il dissenso del pubblico ministero, possa applicare  all'imputato  la
riduzione di pena contemplata dall'art.  442,  secondo  comma,  dello
stesso codice ". 
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AGGIORNAMENTO (30) 
  La Corte costituzionale, con sentenza 22-31  gennaio  1992,  n.  23
(G.U. 1a s.s.  5/2/1992,  n.  6)  ha  dichiarato  "l'  illegittimita'
costituzionale del combinato disposto degli artt. 438, 439, 440 e 442
nella parte  in  cui  non  prevede  che  il  giudice,  all'esito  del
dibattimento, ritenendo che il processo poteva essere  definito  allo
stato degli atti dal  giudice  per  le  indagini  preliminari,  possa
applicare la riduzione di pena prevista dall'art. 442, secondo comma,
dello stesso codice ". 
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AGGIORNAMENTO (133) 
  La Corte costituzionale, con sentenza 19-23 maggio 2003 n. 169  (in
G.U.  1a  s.s.  28/5/2003  n.  21)  ha  dichiarato   l'illegittimita'
costituzionale dell'art.  438,  comma  6,  del  codice  di  procedura
penale, nella parte in cui non prevede che, in caso di rigetto  della
richiesta di giudizio  abbreviato  subordinata  ad  una  integrazione
probatoria, l'imputato  possa  rinnovare  la  richiesta  prima  della
dichiarazione di apertura  del  dibattimento  di  primo  grado  e  il
giudice possa disporre il giudizio abbreviato.