DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 22 settembre 1988, n. 447

Approvazione del codice di procedura penale.

note: Entrata in vigore del decreto: 24/10/1989 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 13/07/2022)
Testo in vigore dal: 10-12-1993
aggiornamenti all'articolo
                              Art. 427. 
            Condanna del querelante alle spese e ai danni 
  1. Quando si tratta di reato per il  quale  si  procede  a  querela
della persona offesa, con  la  sentenza  di  non  luogo  a  procedere
perche' il fatto non sussiste o l'imputato  non  lo  ha  commesso  il
giudice  condanna  il  querelante  al  pagamento  delle   spese   del
procedimento anticipate dallo Stato. (47) ((50)) 
  2. Nei casi previsti dal comma 1, il giudice, quando  ne  e'  fatta
domanda, condanna inoltre il querelante alla  rifusione  delle  spese
sostenute dall'imputato e, se il querelante si  e'  costituito  parte
civile, anche di quelle sostenute dal responsabile  civile  citato  o
intervenuto. Quando ricorrono giusti motivi, le spese possono  essere
compensate in tutto o in parte. 
  3. Se vi e' colpa grave, il giudice puo' condannare il querelante a
risarcire i danni  all'imputato  e  al  responsabile  civile  che  ne
abbiano fatto domanda. 
  4. Contro il capo della sentenza  di  non  luogo  a  procedere  che
decide sulle spese e sui danni possono proporre impugnazione, a norma
dell'articolo  428,  il  querelante,  l'imputato  e  il  responsabile
civile. 
  5. Se il reato e' estinto per remissione della querela, si  applica
la disposizione dell'articolo 340 comma 4. 
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AGGIORNAMENTO (47) 
  La Corte costituzionale, con sentenza 2-21 aprile 1993, n. 180  (in
G.U. 1a s.s.  28/4/1993,  n.  18)  ha  dichiarato  l'  illegittimita'
costituzionale del primo comma del presente articolo " nella parte in
cui prevede, nel caso di proscioglimento dell'imputato per  non  aver
commesso il fatto, che il giudice condanni il querelante al pagamento
delle  spese  anticipate  dallo  Stato  anche  quando   risulti   che
l'attribuzione del reato all'imputato non sia ascrivibile a colpa del
querelante." 
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AGGIORNAMENTO (50) 
  La Corte costituzionale, con sentenza 18 novembre-3 dicembre  1993,
n. 423 (in  G.U.  1  a  s.s.  9/12/1993,  n.  50)  ha  dichiarato  l'
illegittimita' costituzionale del primo comma del presente articolo "
nella parte in cui prevede, nel caso di proscioglimento dell'imputato
perche' il fatto non sussiste o per non aver commesso il  fatto,  che
il giudice condanni il querelante al pagamento delle spese anticipate
dallo Stato anche in assenza di qualsiasi colpa a questi  ascrivibile
nell'esercizio del diritto di querela."