DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 22 settembre 1988, n. 447

Approvazione del codice di procedura penale.

note: Entrata in vigore del decreto: 24/10/1989 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 15/06/2022)
Testo in vigore dal: 30-11-2021
aggiornamenti all'articolo
                              Art. 267. 
                Presupposti e forme del provvedimento 
  1. Il pubblico  ministero  richiede  al  giudice  per  le  indagini
preliminari  l'autorizzazione  a  disporre  le  operazioni   previste
dall'articolo 266. L'autorizzazione  e'  data  con  decreto  motivato
quando  vi  sono  gravi  indizi  di  reato  e  l'intercettazione   e'
assolutamente  indispensabile  ai  fini  della   prosecuzione   delle
indagini. Il decreto che  autorizza  l'intercettazione  tra  presenti
mediante  inserimento  di  captatore   informatico   su   dispositivo
elettronico portatile ((indica le specifiche  ragioni))  che  rendono
necessaria tale modalita' per lo svolgimento delle indagini; nonche',
se si procede per delitti diversi da quelli di cui  all'articolo  51,
commi 3-bis e 3-quater, e dai delitti dei pubblici ufficiali o  degli
incaricati di pubblico servizio contro  la  pubblica  amministrazione
per i quali e' prevista la pena della reclusione  non  inferiore  nel
massimo a cinque anni, determinata a norma dell'articolo 4, i  luoghi
e il tempo, anche indirettamente determinati, in relazione  ai  quali
e' consentita l'attivazione del microfono. (253)  (260)  (263)  (267)
(270) (275) 
  1-bis. Nella valutazione dei  gravi  indizi  di  reato  si  applica
l'articolo 203. 
  2. Nei casi di urgenza, quando vi e' fondato motivo di ritenere che
dal ritardo  possa  derivare  grave  pregiudizio  alle  indagini,  il
pubblico ministero dispone l'intercettazione  con  decreto  motivato,
che va comunicato immediatamente e comunque non oltre le ventiquattro
ore al giudice indicato nel comma 1. Il  giudice,  entro  quarantotto
ore dal provvedimento, decide sulla convalida con  decreto  motivato.
Se il decreto  del  pubblico  ministero  non  viene  convalidato  nel
termine stabilito, l'intercettazione non puo' essere proseguita  e  i
risultati di essa non possono essere utilizzati. 
  2-bis. Nei casi di cui al  comma  2,  il  pubblico  ministero  puo'
disporre,  con  decreto  motivato,  l'intercettazione  tra   presenti
mediante  inserimento  di  captatore   informatico   su   dispositivo
elettronico portatile soltanto nei procedimenti per i delitti di  cui
all'articolo 51, commi 3-bis e 3-quater e per i delitti dei  pubblici
ufficiali o degli incaricati di pubblico servizio contro la  pubblica
amministrazione per i quali e' prevista la pena della reclusione  non
inferiore  nel  massimo  a   cinque   anni,   determinata   a   norma
dell'articolo 4. A tal fine indica, oltre a quanto previsto dal comma
1, secondo periodo, le ragioni di  urgenza  che  rendono  impossibile
attendere il provvedimento del giudice. Il decreto  e'  trasmesso  al
giudice che decide sulla convalida nei termini, con  le  modalita'  e
gli effetti indicati al comma 2. (253) (260) (263) (267)(270) (275) 
  3. Il decreto del pubblico ministero che dispone  l'intercettazione
indica le modalita' e la durata delle  operazioni.  Tale  durata  non
puo' superare i quindici giorni, ma puo' essere prorogata dal giudice
con decreto motivato  per  periodi  successivi  di  quindici  giorni,
qualora permangano i presupposti indicati nel comma 1. 
  4. Il pubblico  ministero  procede  alle  operazioni  personalmente
ovvero avvalendosi di un ufficiale di  polizia  giudiziaria.  PERIODO
SOPPRESSO  DAL  D.L.  30  DICEMBRE  2019,  N.  161,  CONVERTITO   CON
MODIFICAZIONI DALLA L. 28 FEBBRAIO 2020,  N.  7.  (253)  (260)  (263)
(267) (270) (275) 
  5. In apposito registro  riservato  gestito,  anche  con  modalita'
informatiche, e tenuto sotto  la  direzione  e  la  sorveglianza  del
Procuratore  della  Repubblica,  sono  annotati,  secondo  un  ordine
cronologico, i decreti che  dispongono,  autorizzano,  convalidano  o
prorogano  le  intercettazioni  e,  per   ciascuna   intercettazione,
l'inizio e il termine delle operazioni. (270) (275) 
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AGGIORNAMENTO (24) 
  Il D.L. 13 maggio 1991, n. 152, convertito con modificazioni  dalla
L. 12 luglio 1991, n. 203 ha disposto (con l'art. 13,  comma  1)  che
"In  deroga  a  quanto  disposto  dall'articolo  267  del  codice  di
procedura penale, l'autorizzazione a disporre le operazioni  previste
dall'articolo 266 dello stesso codice e' data, con decreto  motivato,
quando l'intercettazione  e'  necessaria  per  lo  svolgimento  delle
indagini in relazione ad un delitto di criminalita' organizzata o  di
minaccia col  mezzo  del  telefono  in  ordine  ai  quali  sussistano
sufficienti indizi." 
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AGGIORNAMENTO (253) 
  Il D.Lgs. 29 dicembre 2017, n. 216 ha disposto (con l'art. 9, comma
1)  che  le  presenti  modifiche  si  applicano  alle  operazioni  di
intercettazione relative a provvedimenti autorizzativi emessi dopo il
centottantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore  del
decreto medesimo. 
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AGGIORNAMENTO (260) 
  Il D.Lgs. 29 dicembre 2017, n. 216, come  modificato  dal  D.L.  25
luglio  2018,  n.  91,  convertito  con  modificazioni  dalla  L.  21
settembre 2018, n. 108, ha disposto (con l'art. 9, comma 1)  che  "Le
disposizioni di cui agli articoli 2, 3 4, 5 e  7  si  applicano  alle
operazioni di intercettazione relative a provvedimenti  autorizzativi
emessi dopo il 31 marzo 2019". 
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AGGIORNAMENTO (263) 
  Il D.Lgs. 29 dicembre 2017, n. 216, come  modificato  dalla  L.  30
dicembre 2018, n. 145, ha disposto (con l'art. 9, comma  1)  che  "Le
disposizioni di cui agli articoli 2, 3 4, 5 e  7  si  applicano  alle
operazioni di intercettazione relative a provvedimenti  autorizzativi
emessi dopo il 31 luglio 2019". 
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AGGIORNAMENTO (267) 
  Il D.Lgs. 29 dicembre 2017, n. 216, come  modificato  dal  D.L.  14
giugno 2019, n. 53 ha disposto  (con  l'art.  9,  comma  1)  che  "Le
disposizioni di cui agli articoli 2, 3 4, 5 e  7  si  applicano  alle
operazioni di intercettazione relative a provvedimenti  autorizzativi
emessi dopo il 31 dicembre 2019". 
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AGGIORNAMENTO (270) 
  Il D.L. 30 dicembre 2019,  n.  161,  convertito  con  modificazioni
dalla L. 28 febbraio 2020, n. 7, ha disposto (con l'art. 2, comma  8)
che  "Le  disposizioni  del  presente  articolo   si   applicano   ai
procedimenti penali iscritti successivamente al 30 aprile 2020". 
  Il D.Lgs. 29 dicembre 2017, n. 216, come  modificato  dal  D.L.  30
dicembre 2019, n. 161,  convertito  con  modificazioni  dalla  L.  28
febbraio 2020, n. 7, ha disposto (con l'art.  9,  comma  1)  che  "Le
disposizioni di cui agli articoli 2, 3 4,  5  e  7  si  applicano  ai
procedimenti penali iscritti dopo il 30 aprile 2020". 
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AGGIORNAMENTO (275) 
  Il D.Lgs. 29 dicembre 2017, n. 216, come  modificato  dal  D.L.  30
aprile 2020, n. 28 ha disposto  (con  l'art.  9,  comma  1)  che  "Le
disposizioni di cui agli articoli 2, 3 4,  5  e  7  si  applicano  ai
procedimenti penali iscritti dopo il 31 agosto 2020". 
  Il D.L. 30 dicembre 2019,  n.  161,  convertito  con  modificazioni
dalla L. 28 febbraio 2020, n. 7, come modificato dal D.L.  30  aprile
2020, n. 28, ha disposto (con l'art. 2, comma 8) che "Le disposizioni
del presente articolo si applicano ai  procedimenti  penali  iscritti
successivamente al 31 agosto 2020, ad eccezione delle disposizioni di
cui al comma 6 che sono di immediata applicazione".