DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 22 settembre 1988, n. 447

Approvazione del codice di procedura penale.

note: Entrata in vigore del decreto: 24/10/1989 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 29/06/2022)
Testo in vigore dal: 1-5-2020
aggiornamenti all'articolo
                              Art. 103. 
                 Garanzie di liberta' del difensore 
  1. Le ispezioni e le perquisizioni negli uffici dei difensori  sono
consentite solo: 
   a) quando essi o altre persone che svolgono stabilmente  attivita'
nello  stesso  ufficio   sono   imputati,   limitatamente   ai   fini
dell'accertamento del reato loro attribuito; 
   b) per rilevare tracce o altri effetti materiali del reato  o  per
ricercare cose o persone specificamente predeterminate. 
  2. Presso i difensori e gli  investigatori  privati  autorizzati  e
incaricati in relazione al procedimento, nonche' presso i  consulenti
tecnici non si puo'  procedere  a  sequestro  di  carte  o  documenti
relativi all'oggetto della difesa, salvo che costituiscano corpo  del
reato. 
  3. Nell'accingersi a eseguire una ispezione, una perquisizione o un
sequestro nell'ufficio di un  difensore,  l'autorita'  giudiziaria  a
pena di nullita' avvisa il consiglio dell'ordine  forense  del  luogo
perche' il presidente o  un  consigliere  da  questo  delegato  possa
assistere alle  operazioni.  Allo  stesso,  se  interviene  e  ne  fa
richiesta, e' consegnata copia del provvedimento. 
  4. Alle ispezioni, alle perquisizioni e ai sequestri  negli  uffici
dei difensori procede personalmente  il  giudice  ovvero,  nel  corso
delle  indagini  preliminari,  il  pubblico  ministero  in  forza  di
motivato decreto di autorizzazione del giudice. 
  5. Non e' consentita l'intercettazione relativa a  conversazioni  o
comunicazioni dei difensori, degli investigatori privati  autorizzati
e incaricati in relazione al procedimento, dei consulenti  tecnici  e
loro ausiliari, ne' a quelle tra i medesimi  e  le  persone  da  loro
assistite. 
  6. Sono vietati il  sequestro  e  ogni  forma  di  controllo  della
corrispondenza tra  l'imputato  e  il  proprio  difensore  in  quanto
riconoscibile dalle prescritte  indicazioni,  salvo  che  l'autorita'
giudiziaria abbia fondato motivo di ritenere che si tratti  di  corpo
del reato. 
  7. Salvo quanto  previsto  dal  comma  3  e  dall'articolo  271,  i
risultati delle ispezioni, perquisizioni, sequestri,  intercettazioni
di  conversazioni  o  comunicazioni,  eseguiti  in  violazione  delle
disposizioni precedenti, non  possono  essere  utilizzati.  Fermo  il
divieto  di  utilizzazione  di  cui  al  primo  periodo,  quando   le
comunicazioni e conversazioni sono  comunque  intercettate,  il  loro
contenuto non puo' essere trascritto, neanche  sommariamente,  e  nel
verbale delle operazioni sono indicate soltanto la data, l'ora  e  il
dispositivo su cui la registrazione e' intervenuta. (253) (260) (263)
(267) (270) ((275)) 
 
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AGGIORNAMENTO (253) 
  Il D.Lgs. 29 dicembre 2017, n. 216 ha disposto (con l'art. 9, comma
1)  che  la  presente  modifica  si  applica   alle   operazioni   di
intercettazione relative a provvedimenti autorizzativi emessi dopo il
centottantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore  del
decreto medesimo. 
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AGGIORNAMENTO (260) 
  Il D.Lgs. 29 dicembre 2017, n. 216, come  modificato  dal  D.L.  25
luglio  2018,  n.  91,  convertito  con  modificazioni  dalla  L.  21
settembre 2018, n. 108, ha disposto (con l'art. 9, comma 1)  che  "Le
disposizioni di cui agli articoli 2, 3 4, 5 e  7  si  applicano  alle
operazioni di intercettazione relative a provvedimenti  autorizzativi
emessi dopo il 31 marzo 2019". 
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AGGIORNAMENTO (263) 
  Il D.Lgs. 29 dicembre 2017, n. 216, come  modificato  dalla  L.  30
dicembre 2018, n. 145, ha disposto (con l'art. 9, comma  1)  che  "Le
disposizioni di cui agli articoli 2, 3 4, 5 e  7  si  applicano  alle
operazioni di intercettazione relative a provvedimenti  autorizzativi
emessi dopo il 31 luglio 2019". 
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AGGIORNAMENTO (267) 
  Il D.Lgs. 29 dicembre 2017, n. 216, come  modificato  dal  D.L.  14
giugno 2019, n. 53 ha disposto  (con  l'art.  9,  comma  1)  che  "Le
disposizioni di cui agli articoli 2, 3 4, 5 e  7  si  applicano  alle
operazioni di intercettazione relative a provvedimenti  autorizzativi
emessi dopo il 31 dicembre 2019". 
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AGGIORNAMENTO (270) 
  Il D.Lgs. 29 dicembre 2017, n. 216, come  modificato  dal  D.L.  30
dicembre 2019, n. 161,  convertito  con  modificazioni  dalla  L.  28
febbraio 2020, n. 7, ha disposto (con l'art.  9,  comma  1)  che  "Le
disposizioni di cui agli articoli 2, 3 4,  5  e  7  si  applicano  ai
procedimenti penali iscritti dopo il 30 aprile 2020". 
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AGGIORNAMENTO (275) 
  Il D.Lgs. 29 dicembre 2017, n. 216, come  modificato  dal  D.L.  30
aprile 2020, n. 28 ha disposto  (con  l'art.  9,  comma  1)  che  "Le
disposizioni di cui agli articoli 2, 3 4,  5  e  7  si  applicano  ai
procedimenti penali iscritti dopo il 31 agosto 2020".