MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA
DECRETO 22 ottobre 2004, n. 270

Modifiche al regolamento recante norme concernenti l'autonomia didattica degli atenei, approvato con decreto del Ministro dell'universita' e della ricerca scientifica e tecnologica 3 novembre 1999, n. 509.

note: Entrata in vigore del provvedimento: 27/11/2004 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 08/03/2012)
vigente al 01/10/2020
Testo in vigore dal: 27-11-2004
attiva riferimenti normativi
    IL MINISTRO DELL'ISTRUZIONE DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA

  Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300;
  Vista   la   legge  23 agosto  1988,  n.  400,  ed  in  particolare
l'articolo 17, comma 3;
  Visto  l'articolo 17, comma 95, della legge 15 maggio 1997, n. 127,
e successive modificazioni ed integrazioni;
  Visto  il decreto ministeriale 3 novembre 1999, n. 509, e i decreti
ministeriali  4 agosto 2000 pubblicato nel supplemento ordinario alla
Gazzetta  Ufficiale  n.  245  del  19 ottobre 2000; 28 novembre 2000,
pubblicato  nel  supplemento  ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 18
del  22 gennaio  2001;  2 aprile  2001,  pubblicato  nel  supplemento
ordinario alla Gazzetta Ufficiale 23 gennaio 2001;
  Visto  il  decreto del Presidente della Repubblica 27 gennaio 1998,
n. 25;
  Visto il decreto 25 marzo 1998, n. 142, del Ministero del lavoro;
  Vista la legge 3 luglio 1998, n. 210;
  Vista la legge 2 agosto 1999, n. 264;
  Visti il parere del Consiglio universitario nazionale (CUN) reso il
25 settembre  2003,  il parere del Consiglio nazionale degli studenti
universitari   (CNSU)   reso  il  19 giugno  2003,  il  parere  della
Conferenza  dei  rettori  delle  universita'  italiane (CRUI) reso il
23 settembre 2003 e il parere del Comitato di valutazione del sistema
universitario (CONVSU) reso il 21 maggio 2003;
  Udito  il  parere  del  Consiglio  di Stato, espresso dalla sezione
consultiva degli atti normativi nelle adunanze del 24 novembre 2003 e
del 22 marzo 2004;
  Visti i pareri delle competenti commissioni parlamentari;
  Vista  la comunicazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri,
a  norma  dell'articolo 17,  comma 3, della predetta legge n. 400 del
1988  (nota  n.  2705/1.5/04 del 21 giugno 2004) cosi' come attestata
dalla  Presidenza  del Consiglio dei Ministri, con nota del 12 luglio
2004, n. 13634-Dagl1/21.3-4/1/2004;

                               Adotta

                      il seguente regolamento:
                               Art. 1.
                             Definizioni

  1. Ai sensi del presente regolamento si intende:
    a) per   Ministro   o  Ministero,  il  Ministro  o  il  Ministero
dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca;
    b) per decreto o decreti ministeriali, uno o piu' decreti emanati
ai  sensi  e  secondo  le procedure di cui all'articolo 17, comma 95,
della legge 15 maggio 1997, n. 127, e successive modificazioni;
    c) per  regolamenti  didattici  di  ateneo,  i regolamenti di cui
all'articolo 11, comma 1, della legge 19 novembre 1990, n. 341;
    d) per  regolamenti  didattici dei corsi di studio, i regolamenti
di  cui  all'articolo 11,  comma 2,  della legge 19 novembre 1990, n.
341;
    e) per corsi di studio, i corsi di laurea, di laurea magistrale e
di specializzazione, come individuati nell'articolo 3;
    f) per  titoli  di  studio,  la  laurea, la laurea magistrale, il
diploma  di specializzazione rilasciati al termine dei corrispondenti
corsi di studio, come individuati nell'articolo 3;
    g) per  classe  di appartenenza di corsi di studio, l'insieme dei
corsi   di   studio,   comunque   denominati,  raggruppati  ai  sensi
dell'articolo 4;
    h) per  settori  scientifico-disciplinari,  i  raggruppamenti  di
discipline  di cui al decreto ministeriale 4 ottobre 2000, pubblicato
nel   supplemento  ordinario  alla  Gazzetta  Ufficiale  n.  249  del
24 ottobre 2000, e successive modifiche;
    i) per    ambito    disciplinare,    un    insieme   di   settori
scientifico-disciplinari  culturalmente  e  professionalmente affini,
definito dai decreti ministeriali;
    l)  per  credito formativo universitario, la misura del volume di
lavoro di apprendimento, compreso lo studio individuale, richiesto ad
uno  studente  in  possesso  di  adeguata  preparazione  iniziale per
l'acquisizione  di  conoscenze  ed abilita' nelle attivita' formative
previste dagli ordinamenti didattici dei corsi di studio;
    m) per  obiettivi  formativi,  l'insieme di conoscenze e abilita'
che   caratterizzano   il   profilo  culturale  e  professionale,  al
conseguimento delle quali il corso di studio e' finalizzato;
    n) per  ordinamento  didattico  di  un corso di studio, l'insieme
delle  norme  che  regolano  i  curricula  del  corso di studio, come
specificato nell'articolo 11;
    o) per attivita' formativa, ogni attivita' organizzata o prevista
dalle  universita'  al  fine  di assicurare la formazione culturale e
professionale  degli studenti, con riferimento, tra l'altro, ai corsi
di  insegnamento,  ai  seminari,  alle  esercitazioni  pratiche  o di
laboratorio, alle attivita' didattiche a piccoli gruppi, al tutorato,
all'orientamento, ai tirocini, ai progetti, alle tesi, alle attivita'
di studio individuale e di autoapprendimento;
    p) per    curriculum,   l'insieme   delle   attivita'   formative
universitarie   ed  extrauniversitarie  specificate  nel  regolamento
didattico  del corso di studio al fine del conseguimento del relativo
titolo.
          Avvertenza:
              Il  testo  delle  note  qui pubblicato e' stato redatto
          dall'amministrazione   competente  per  materia,  ai  sensi
          dell'art.  10,  comma 3, del testo unico delle disposizioni
          sulla   promulgazione   delle  leggi,  sull'emanazione  dei
          decreti   del   Presidente   della   Repubblica   e   sulle
          pubblicazioni    ufficiali   della   Repubblica   italiana,
          approvato  con  D.P.R.  28 dicembre  1985, n. 1092, al solo
          fine  di  facilitare la lettura delle disposizioni di legge
          alle  quali  e'  operato  il  rinvio.  Restano invariati il
          valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
          Note alle premesse:
              - Il   decreto  legislativo  30 luglio  1999,  n.  300,
          recante  «Riforma  dell'organizzazione del Governo, a norma
          dell'art.   11   della  legge  15 marzo  1997,  n.  59»  e'
          pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 30 agosto 1999, n. 203,
          S.O.
              - L'art. 17, comma 3 della legge 23 agosto 1988, n. 400
          (Disciplina  dell'attivita'  di Governo e ordinamento della
          Presidenza del Consiglio dei Ministri) prevede:
              «3.  Con  decreto  ministeriale possono essere adottati
          regolamenti  nelle  materie di competenza del Ministro o di
          autorita'   sottordinate   al  Ministro,  quando  la  legge
          espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per
          materie  di  competenza  di  piu'  Ministri, possono essere
          adottati  con  decreti interministeriali, ferma restando la
          necessita' di apposita autorizzazione da parte della legge.
          I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono
          dettare  norme  contrarie  a quelle dei regolamenti emanati
          dal  Governo.  Essi debbono essere comunicati al Presidente
          del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione.».
              - Si  riporta  il  testo  dell'art. 17, comma 95, della
          legge  15 mag-gio  1997,  n.  127  (Misure  urgenti  per lo
          snellimento    dell'attivita'    amministrativa    e    dei
          procedimenti di decisione e di controllo):
              «95.  L'ordinamento  degli  studi  dei corsi di diploma
          universitario,  di laurea e di specializzazione di cui agli
          articoli 2,  3 e 4 della legge 19 novembre 1990, n. 341, e'
          disciplinato dagli atenei, con le modalita' di cui all'art.
          11,  commi  1  e  2, della predetta legge, in conformita' a
          criteri  generali  definiti,  nel  rispetto della normativa
          comunitaria   vigente  in  materia,  sentiti  il  Consiglio
          universitario   nazionale  e  le  commissioni  parlamentari
          competenti,   con   uno   o   piu'   decreti  del  Ministro
          dell'universita' e della ricerca scientifica e tecnologica,
          di  concerto  con altri Ministri interessati, limitatamente
          ai  criteri  relativi  agli  ordinamenti  per  i  quali  il
          medesimo  concerto  e'  previsto  alla  data  di entrata in
          vigore  della  presente  legge,  ovvero da disposizioni dei
          commi  da  96 a 119 del presente articolo. I decreti di cui
          al presente comma determinano altresi':
                a) con riferimento ai corsi di cui al presente comma,
          accorpati  per  aree omogenee, la durata, anche in deroga a
          quanto  previsto  dagli  articoli 2,  3  e  4  della  legge
          19 novembre  1990,  n.  341, e successive modificazioni, ed
          anche eventualmente comprensiva del percorso formativo gia'
          svolto,  l'eventuale  serialita'  dei  predetti corsi e dei
          relativi  titoli,  gli  obiettivi  formativi  qualificanti,
          tenendo   conto   degli   sbocchi   occupazionali  e  della
          spendibilita'   a   livello   internazionale,   nonche'  la
          previsione  di  nuove  tipologie di titoli rilasciati dalle
          universita',   in  aggiunta  o  in  sostituzione  a  quelli
          determinati  dall'art.  1  della legge 19 novembre 1990, n.
          341,  in  corrispondenza  di  attivita' didattiche di base,
          specialistiche,  di  perfezionamento  scientifico,  di alta
          formazione permanente e ricorrente;
                b)  modalita'  e  strumenti  per l'orientamento e per
          favorire la mobilita' degli studenti, nonche' la piu' ampia
          informazione   sugli   ordinamenti   degli   studi,   anche
          attraverso    l'utilizzo   di   strumenti   informatici   e
          telematici;
                c) modalita'  di  attivazione da parte di universita'
          italiane, in collaborazione con atenei stranieri, dei corsi
          universitari di cui al presente comma, nonche' di dottorati
          di  ricerca,  anche  in  deroga alle disposizioni di cui al
          capo  II  del  titolo  III del decreto del Presidente della
          Repubblica 11 luglio 1980, n. 382».
              -  Il  decreto  ministeriale  3 novembre  1999, n. 509,
          recante  «Regolamento recante norme concernenti l'autonomia
          didattica   degli  atenei»  e'  pubblicato  nella  Gazzetta
          Ufficiale 4 gennaio 2000, n. 2.
              - Il decreto del Presidente della Repubblica 27 gennaio
          1998,  n. 25, riguarda: «Regolamento recante disciplina dei
          procedimenti  relativi allo sviluppo ed alla programmazione
          del sistema universitario, nonche' ai comitati regionali di
          coordinamento,  a norma dell'art. 20, comma 8, lettere a) e
          b),  della  legge 15 marzo 1997, n. 59» e' pubblicato nella
          Gazzetta Ufficiale 17 febbraio 1998, n. 39.
              - Il decreto del Ministero del lavoro 25 marzo 1998, n.
          142,  prevede:  «Norme  di  attuazione  dei  principi e dei
          criteri  di  cui all'art. 18 della legge 24 giugno 1997, n.
          196,   sui   tirocini   formativi  e  di  orientamento»  e'
          pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 12 maggio 1998, n. 108.
              -  La legge 3 luglio 1998, n. 210, concerne: «Norme per
          il   reclutamento   dei   ricercatori   e   dei  professori
          universitari   di   ruolo»  e'  pubblicata  nella  Gazzetta
          Ufficiale 6 luglio 1998, n. 155.
              -  La  legge  2 agosto 1999, n. 264, prevede: «Norme in
          materia  di  accessi  ai  corsi universitari» e' pubblicata
          nella Gazzetta Ufficiale 6 agosto 1999, n. 183.
          Nota all'art 1:
              -  Per  il  testo  dell'art.  17,  comma 95 della legge
          15 maggio 1997, n. 127, si veda le note alle premesse.
              -  L'art.  11  della  legge  19 novembre  1990,  n. 341
          «Riforma degli ordinamenti didattici universitari» prevede:
              «Art.  11.  - 1. L'ordinamento degli studi dei corsi di
          cui  all'art.  1,  nonche'  dei  corsi  e  delle  attivita'
          formative  di cui all'art. 6, comma 2, e' disciplinato, per
          ciascun   ateneo,   da  un  regolamento  degli  ordinamenti
          didattici, denominato "regolamento didattico di ateneo". Il
          regolamento   e'   deliberato  dal  senato  accademico,  su
          proposta  delle  strutture  didattiche,  ed  e'  inviato al
          Ministero  dell'universita'  e  della ricerca scientifica e
          tecnologica  per  l'approvazione.  Il  Ministro, sentito il
          CUN,   approva   il   regolamento   entro  180  giorni  dal
          ricevimento,  decorsi  i quali senza che il Ministro si sia
          pronunciato   il   regolamento  si  intende  approvato.  Il
          regolamento e' emanato con decreto del rettore.
              2.  I  consigli delle strutture didattiche determinano,
          con  apposito  regolamento,  in  conformita' al regolamento
          didattico  di  ateneo  e  nel  rispetto  della  liberta' di
          insegnamento,   l'articolazione   dei   corsi   di  diploma
          universitario  e di laurea, dei corsi di specializzazione e
          di  dottorato  di  ricerca,  i piani di studio con relativi
          insegnamenti  fondamentali obbligatori, i moduli didattici,
          la  tipologia  delle  forme didattiche, ivi comprese quelle
          dell'insegnamento  a  distanza,  le  forme  di tutorato, le
          prove di valutazione della preparazione degli studenti e la
          composizione delle relative commissioni, le modalita' degli
          obblighi  di frequenza anche in riferimento alla condizione
          degli  studenti  lavoratori, i limiti delle possibilita' di
          iscrizione  ai  fuori corso, fatta salva la posizione dello
          studente  lavoratore,  gli insegnamenti utilizzabili per il
          conseguimento  di diplomi, nonche' la propedeuticita' degli
          insegnamenti  stessi, le attivita' di laboratorio, pratiche
          e  di  tirocinio  e l'introduzione di un sistema di crediti
          didattici  finalizzati  al riconoscimento dei corsi seguiti
          con  esito  positivo,  ferma  restando l'obbligatorieta' di
          quanto previsto dall'art. 9, comma 2, lettera d).
              3.  Nell'ambito del piano di sviluppo dell'universita',
          tenuto   anche  conto  delle  proposte  delle  universita',
          deliberate dagli organi competenti, puo' essere previsto il
          sostegno    finanziario   ad   iniziative   di   istruzione
          universitaria a distanza attuate dalle universita' anche in
          forma  consortile  con il concorso di altri enti pubblici e
          privati,  nonche'  a  programmi  e a strutture nazionali di
          ricerca   relativi  al  medesimo  settore.  Tali  strutture
          possono   essere   costituite   con  decreto  del  Ministro
          dell'universita'  e della ricerca scientifica e tecnologica
          di concerto con il Ministro del tesoro.».