MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
DECRETO 10 marzo 2014, n. 55

Regolamento recante la determinazione dei parametri per la liquidazione dei compensi per la professione forense, ai sensi dell'articolo 13, comma 6, della legge 31 dicembre 2012, n. 247. (14G00067)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 03/04/2014 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 26/04/2018)
vigente al 23/10/2020
  • Allegati
Testo in vigore dal: 27-4-2018
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                               Art. 4 
 
Parametri  generali  per  la  determinazione  dei  compensi  in  sede
                             giudiziale 
 
  1. Ai fini della liquidazione del compenso  si  tiene  conto  delle
caratteristiche, dell'urgenza e del pregio  dell'attivita'  prestata,
dell'importanza,  della  natura,  della  difficolta'  e  del   valore
dell'affare, delle condizioni soggettive del cliente,  dei  risultati
conseguiti,  del  numero  e  della   complessita'   delle   questioni
giuridiche  e  di  fatto  trattate.  In   ordine   alla   difficolta'
dell'affare   si    tiene    particolare    conto    dei    contrasti
giurisprudenziali,  e  della  quantita'   e   del   contenuto   della
corrispondenza che risulta essere stato necessario  intrattenere  con
il cliente e con altri soggetti. Il giudice tiene  conto  dei  valori
medi di cui alle tabelle allegate, che, in applicazione dei parametri
generali, ((possono essere aumentati di regola sino all'80 per cento,
ovvero possono essere diminuiti in ogni caso  non  oltre  il  50  per
cento)). Per la fase istruttoria l'aumento e' di regola fino  al  100
per cento e la ((diminuzione  in  ogni  caso  non  oltre  il  70  per
cento)). ((2)) 
  ((1-bis.  Il  compenso  determinato  tenuto  conto  dei   parametri
generali di cui al comma 1 e' di regola ulteriormente  aumentato  del
30 per cento quando gli atti  depositati  con  modalita'  telematiche
sono redatti  con  tecniche  informatiche  idonee  ad  agevolarne  la
consultazione  o  la  fruizione  e,  in  particolare,   quando   esse
consentono la ricerca testuale all'interno dell'atto e dei  documenti
allegati, nonche' la navigazione all'interno dell'atto)). ((2)) 
  2. Quando in una causa l'avvocato assiste piu' soggetti  aventi  la
stessa posizione processuale, il compenso unico puo' di regola essere
aumentato per ogni soggetto oltre il primo nella misura del ((30  per
cento)), fino a un massimo di dieci soggetti, e del ((10 per  cento))
per ogni soggetto oltre  i  primi  dieci,  ((fino  a  un  massimo  di
trenta)). La disposizione di cui al  periodo  precedente  si  applica
quando piu' cause vengono riunite, dal momento dell'avvenuta riunione
e nel caso in cui l'avvocato assiste un  solo  soggetto  contro  piu'
soggetti. ((2)) 
  3. Quando l'avvocato assiste ambedue i coniugi nel procedimento per
separazione consensuale  e  nel  divorzio  a  istanza  congiunta,  il
compenso e' liquidato di regola con  una  maggiorazione  del  20  per
cento su quello altrimenti liquidabile per l'assistenza  di  un  solo
soggetto. 
  4. Nell'ipotesi in cui, ferma l'identita' di posizione  processuale
dei vari soggetti, la  prestazione  professionale  nei  confronti  di
questi non comporta l'esame di specifiche  e  distinte  questioni  di
fatto  e  di  diritto,  il  compenso   altrimenti   liquidabile   per
l'assistenza di un solo soggetto ((e' ridotto in misura non superiore
al 30 per cento)). ((2)) 
  5. Il compenso e' liquidato per fasi. Con riferimento alle  diverse
fasi del giudizio si intende esemplificativamente: 
  a) per fase di studio della controversia: l'esame e lo studio degli
atti a seguito della consultazione con il cliente, le  ispezioni  dei
luoghi, la ricerca dei documenti e la conseguente relazione o parere,
scritti oppure orali,  al  cliente,  precedenti  la  costituzione  in
giudizio; 
  b) per fase introduttiva del giudizio: gli  atti  introduttivi  del
giudizio e di costituzione in giudizio, e il relativo  esame  incluso
quello  degli  allegati,  quali  ricorsi,  controricorsi,  citazioni,
comparse, chiamate di terzo ed esame  delle  relative  autorizzazioni
giudiziali, l'esame di provvedimenti giudiziali di  fissazione  della
prima udienza, memorie iniziali, interventi,  istanze,  impugnazioni,
le  relative  notificazioni,  l'esame  delle  corrispondenti  relate,
l'iscrizione a ruolo, il  versamento  del  contributo  unificato,  le
rinnovazioni o riassunzioni della domanda, le autentiche di  firma  o
l'esame della procura notarile, la formazione del fascicolo  e  della
posizione della pratica in studio, le ulteriori consultazioni con  il
cliente; 
  c)  per  fase  istruttoria:  le  richieste  di  prova,  le  memorie
illustrative o di precisazione o integrazione  delle  domande  o  dei
motivi d'impugnazione, eccezioni e conclusioni, l'esame degli scritti
o  documenti  delle  altre  parti  o  dei  provvedimenti   giudiziali
pronunciati nel corso e in funzione dell'istruzione, gli  adempimenti
o le prestazioni connesse ai suddetti  provvedimenti  giudiziali,  le
partecipazioni e assistenze relative ad  attivita'  istruttorie,  gli
atti necessari per la formazione della prova o del mezzo  istruttorio
anche quando disposto d'ufficio, la  designazione  di  consulenti  di
parte, l'esame delle corrispondenti attivita'  e  designazioni  delle
altre parti, l'esame delle deduzioni dei consulenti d'ufficio o delle
altre parti, la notificazione delle domande nuove o di altri atti nel
corso  del  giudizio  compresi  quelli  al  contumace,  le   relative
richieste di copie al cancelliere, le istanze al giudice in qualsiasi
forma, le dichiarazioni  rese  nei  casi  previsti  dalla  legge,  le
deduzioni a  verbale,  le  intimazioni  dei  testimoni,  comprese  le
notificazioni  e  l'esame  delle  relative  relate,  i   procedimenti
comunque incidentali comprese le querele di falso e  quelli  inerenti
alla verificazione delle scritture private. Al fine  di  valutare  il
grado di complessita' della fase rilevano, in particolare, le plurime
memorie per parte, necessarie o  autorizzate  dal  giudice,  comunque
denominate ma non meramente illustrative, ovvero le plurime richieste
istruttorie ammesse per ciascuna parte e le plurime prove assunte per
ciascuna parte.  La  fase  rileva  ai  fini  della  liquidazione  del
compenso quando effettivamente svolta; 
  d) per  fase  decisionale:  le  precisazioni  delle  conclusioni  e
l'esame di quelle delle  altre  parti,  le  memorie,  illustrative  o
conclusionali anche in replica, compreso il loro deposito  ed  esame,
la discussione orale, sia in  camera  di  consiglio  che  in  udienza
pubblica,  le  note  illustrative  accessorie  a   quest'ultima,   la
redazione e il deposito delle note spese, l'esame e la  registrazione
o pubblicazione del provvedimento conclusivo del  giudizio,  comprese
le richieste di  copie  al  cancelliere,  il  ritiro  del  fascicolo,
l'iscrizione  di  ipoteca  giudiziale  del  provvedimento  conclusivo
stesso; il giudice, nella liquidazione della fase,  tiene  conto,  in
ogni caso, di tutte le attivita' successive alla decisione e che  non
rientrano, in particolare, nella fase di cui alla lettera e); 
  e) per fase di studio e introduttiva del procedimento esecutivo: la
disamina  del  titolo  esecutivo,  la  notificazione   dello   stesso
unitamente  al  precetto,   l'esame   delle   relative   relate,   il
pignoramento  e  l'esame  del  relativo   verbale,   le   iscrizioni,
trascrizioni e  annotazioni,  gli  atti  d'intervento,  le  ispezioni
ipotecarie, catastali, l'esame dei relativi atti; 
  f)  per  fase  istruttoria  e  di  trattazione   del   procedimento
esecutivo: ogni attivita' del procedimento stesso non compresa  nella
lettera e), quali le assistenze all'udienza o agli atti esecutivi  di
qualsiasi tipo. 
  6. Nell'ipotesi di conciliazione  giudiziale  o  transazione  della
controversia, la liquidazione del compenso  e'  di  regola  aumentato
fino a un quarto rispetto a quello altrimenti liquidabile per la fase
decisionale fermo quanto  maturato  per  l'attivita'  precedentemente
svolta. 
  7.  Costituisce  elemento  di  valutazione  negativa,  in  sede  di
liquidazione giudiziale del compenso, l'adozione di condotte  abusive
tali  da  ostacolare  la  definizione  dei  procedimenti   in   tempi
ragionevoli. 
  8. Il compenso da liquidare giudizialmente a carico del soccombente
costituito puo' essere aumentato fino a un terzo  rispetto  a  quello
altrimenti liquidabile quando le difese della parte  vittoriosa  sono
risultate manifestamente fondate. 
  9. Nel caso di responsabilita' processuale ai  sensi  dell'articolo
96 del  codice  di  procedura  civile,  ovvero,  comunque,  nei  casi
d'inammissibilita'  o  improponibilita'  o   improcedibilita'   della
domanda, il compenso dovuto all'avvocato del soccombente e'  ridotto,
ove concorrano gravi ed eccezionali ragioni  esplicitamente  indicate
nella motivazione, del 50 per  cento  rispetto  a  quello  altrimenti
liquidabile. 
  10. Nel caso di controversie  a  norma  dell'articolo  140-bis  del
decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, il compenso puo' essere
aumentato fino al triplo rispetto a quello altrimenti liquidabile. 
  ((10-bis. Nel caso di giudizi innanzi al  Tribunale  amministrativo
regionale e al Consiglio di Stato  il  compenso  relativo  alla  fase
introduttiva del giudizio e' di regola aumentato sino al 50 per cento
quando sono proposti motivi aggiunti.)) ((2)) 
 
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AGGIORNAMENTO (2) 
  Il Decreto 8 marzo 2018, n. 37 ha disposto (con l'art. 6, comma  1)
che le presenti modifiche si applicano alle  liquidazioni  successive
al 27 aprile 2018.