MINISTERO DELLE FINANZE
DECRETO 11 febbraio 1997, n. 37

Regolamento recante norme relative all'esercizio del potere di autotutela da parte degli organi dell'Amministrazione finanziaria.

note: Entrata in vigore del decreto: 20-3-1997
vigente al 29/03/2014
Testo in vigore dal: 20-3-1997
attiva riferimenti normativi
                      IL MINISTRO DELLE FINANZE
  Visto l'articolo 2-quater del decreto-legge 30 settembre  1994,  n.
564,  convertito, con modificazioni, dalla legge 30 novembre 1994, n,
656, che prevede che con decreti  del  Ministro  delle  finanze  sono
indicati  gli  organi dell'Amministrazione finanziaria competenti per
l'esercizio del potere di annullamento d'ufficio o di  revoca,  anche
in  pendenza  di  giudizio o in caso di non impugnabilita' degli atti
illegittimi o infondati, nonche' i criteri di economicita' sulla base
dei quali si inizia o si abbandona l'attivita' dell'Amministrazione;
  Vista la legge 10 ottobre 1989, n. 349, recante delega  al  Governo
per  la  riorganizzazione  dell'Amministrazione  delle dogane e delle
imposte indirette;
  Visto il decreto legislativo 26 aprile 1990, n. 105, recante  norme
per  la  riorganizzazione  dell'Amministrazione  delle dogane e delle
imposte indirette e l'ordinamento del relativo personale;
  Vista la legge 29 ottobre 1991, n. 358, recante disposizioni per la
ristrutturazione del Ministero delle finanze;
  Visto il decreto del Presidente della Repubblica 27 marzo 1992,  n.
287,  che  reca  il  regolamento  degli  uffici  e  del personale del
Ministero delle finanze;
  Riconosciuta la necessita' di individuare gli organi competenti per
l'esercizio del potere di autotutela di cui all'articolo 2-quater del
decreto-legge n. 564 del 1994, nonche' di  disciplinare  la  relativa
procedura;
  Visto  l'articolo  17,  commi 3 e 4, della legge 23 agosto 1988, n.
400;
  Udito il parere del  Consiglio  di  Stato,  espresso  nell'adunanza
generale del 28 novembre 1996;
  Viste le comunicazioni, n. 3-779 del 30 gennaio 1997 e n. 3-911 del
4  febbraio  1997,  al Presidente del Consiglio dei Ministri, a norma
dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
                             A D O T T A
                      il seguente regolamento:
                               Art. 1.
Organi competenti per l'esercizio del potere di annullamento e di
   revoca  d'ufficio  o  di  rinuncia  all'imposizione  in  caso   di
   autoaccertamento.
  1.   Il   potere   di  annullamento  e  di  revoca  o  di  rinuncia
all'imposizione in caso di autoaccertamento spetta all'ufficio che ha
emanato l'atto illegittimo o che e' competente per  gli  accertamenti
d'ufficio  ovvero  in via sostitutiva, in caso di grave inerzia, alla
Direzione regionale o compartimentale dalla  quale  l'ufficio  stesso
dipende.
          AVVERTENZA:
             Il  testo  delle note qui pubblicato e' stato redatto ai
          sensi  dell'art.  10,  comma  3,  del  testo  unico   delle
          disposizioni     sulla     promulgazione    delle    leggi,
          sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
          e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica  italiana,
          approvato  con  D.P.R.  28  dicembre 1985, n. 1092, al solo
          fine di facilitare la lettura delle disposizioni  di  legge
          alle  quali  e'  operato  il  rinvio.  Restano invariati il
          valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
          Note alle premesse:
            -  Si  riporta  il  testo  dell'art. 2-quater del D.L. 30
          settembre 1994,
          n. 564 (Misure urgenti in materia fiscale), convertito, con
          modificazioni, dalla legge 30 novembre 1994, n. 656:
             "Art. 2-quater. - Con decreti del Ministro delle finanze
          sono indicati gli organi  dell'Amministrazione  finanziaria
          competenti  per  l'esercizio di annullamento d'ufficio o di
          revoca, anche in pendenza di giudizio  o  in  caso  di  non
          impugnabilita', degli atti illegittimi o infondati. Con gli
          stessi  decreti  sono  definiti  i  criteri di economicita'
          sulla base dei quali si inizia o si  abbandona  l'attivita'
          dell'amministrazione".
             - La legge 10 ottobre 1989, n. 349 (Delega al governo ad
          adottare   norme   per   l'aggiornamento,   la  modifica  e
          l'integrazione delle disposizioni  legislative  in  materia
          doganale, per la riorganizzazione
          dell'amministrazione  delle  dogane e imposte indirette, in
          materia di contrabbando e  in  materia  di  ordinamento  ed
          esercizio dei magazzini
           generali,  nonche'  delega  ad  adottare un testo unico in
          materia doganale e di imposte di fabbricazione e  consumo),
          e'  stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 250 del 25
          ottobre 1989.
             - Il D.Lgs.  26  aprile  1990,  n.  105  (Organizzazione
          centrale  e  periferica dell'amministrazione delle dogane e
          delle  imposte  indirette  e   ordinamento   del   relativo
          personale,  in  attuazione  della legge 10 ottobre 1989, n.
          349), e' stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale  n.  106
          del
          9 settembre 1990.
             -  La  legge  29  ottobre  1991,  n.  358  (Norme per la
          ristrutturazione del Ministero  delle  finanze),  e'  stata
          pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
          n. 264 dell'11 novembre 1991.
             -  Il  D.P.R.  27  marzo 1992, n. 287 (Regolamento degli
          uffici e del personale  del  Ministero  delle  finanze)  e'
          stato  pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale n. 116 del 20
          maggio 1992. Si riporta il testo dell'art. 68, comma 1, del
          citato D.P.R. 27 marzo 1992, n. 287: "1.    Salvo  che  sia
          intervenuto   giudicato,  gli  uffici  dell'Amministrazione
          finanziaria possono procedere  all'annullamento,  totale  o
          parziale,   dei  propri  atti  riconosciuti  illegittimi  o
          infondati  con   provvedimento   motivato   comunicato   al
          destinatario dell'atto".
             -  Si  riporta il testo dell'art. 17, commi 3 e 4, della
          legge 23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell'attivita'  di
          Governo  e  ordinamento  della Presidenza del Consiglio dei
          Ministri):
             "3. Con  decreto  munsteriale  possono  essere  adottati
          regolamenti  nelle  materie di competenza del ministro o di
          autorita'  sottordinate  al  ministro,  quando   la   legge
          espressamente  conferisca  tale potere.   Tali regolamenti,
          per materie di competenza di piu' ministri, possono  essere
          adottati  con  decreti interministeriali, ferma restando la
          necessita' di apposita autorizzazione da parte della legge.
          I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono
          dettare norme contrarie a quelle  dei  regolamenti  emanati
          dal  Governo.  Essi debbono essere comunicati al Presidente
          del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione.
             4. I regolamenti di cui al  comma  1  ed  i  regolamenti
          ministeriali  ed  interministeriali,  che  devono recare la
          denominazione di "regolamento", sono adottati previo parere
          del  Consiglio  di  Stato,  sottoposti  al  visto  ed  alla
          registrazione  della  Corte  dei  conti  e pubblicati nella
          Gazzetta Ufficiale".