DECRETO LEGISLATIVO DEL CAPO PROVVISORIO DELLO STATO 4 aprile 1947, n. 207

Trattamento giuridico ed economico del personale civile non di ruolo in servizio nelle Amministrazioni dello Stato.

(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 28/12/2005)
Testo in vigore dal: 29-12-2005
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 9.

  A  decorrere  dalla data di entrata in vigore del presente decreto,
in  caso  di cessazione del rapporto di impiego, al personale assunto
con una qualsiasi delle qualifiche previste dal regio decreto-legge 4
febbraio  1937,  n.  100,  ed  avente  almeno  un  anno  di  servizio
continuativo,  e'  dovuta un'indennita' commisurata ad una mensilita'
della  sola  retribuzione  in godimento all'atto di licenziamento per
ciascun anno di servizio o frazione di anno superiore a sei mesi.(4)
  Il  licenziamento per motivi non disciplinari deve essere preceduto
da  preavviso,  di  un  mese  se  il  dipendente  non  di ruolo abbia
raggiunto cinque anni di servizio continuativo e di due mesi se abbia
compiuto dieci anni di servizio.(4)
  Nel  caso  di decesso del dipendente non di ruolo l'indennita' deve
essere corrisposta al coniuge, ai figli minorenni e, se vivevano a
  carico   dal   dipendente  stesso,  ai  parenti  entro  il  secondo
  grado.((9))
L'indennita' non e' dovuta nel caso di licenziamento per motivi
disciplinari  o di dimissioni volontarie o di passaggio in ruolo.(2A)
(7)
  L'indennita' non e' dovuta inoltre al personale pensionato comunque
assunto in servizio civile non di ruolo.(3)
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AGGIORNAMENTO (2A)
  La  Corte  Costituzionale con sentenza 9 - 21 novembre 1973, n. 156
(in G.U. 1a s.s. 28/11/1973, n. 307) ha dichiarato "la illegittimita'
costituzionale  dell'art.  9,  comma  quarto, del d.l.C.P.S. 4 aprile
1947,  n.  207, sul "Trattamento giuridico ed economico del personale
civile  non  di ruolo in servizio nelle Amministrazioni dello Stato",
nelle  parti  in  cui  dispone  che  non  sia  dovuta  indennita'  di
anzianita' nei casi di licenziamento in seguito a condanna penale o a
provvedimento disciplinare ed in seguito a dimissioni volontarie."
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AGGIORNAMENTO (3)
  La Corte Costituzionale con sentenza 9 - 17 luglio 1974, n. 236 (in
G.U.  1a  s.s.  24/07/1974,  n.  194) ha dichiarato "l'illegittimita'
costituzionale  dell'art.  9,  ultimo  comma, del d.l.C.P.S. 4 aprile
1947, n. 207 (Trattamento giuridico ed economico del personale civile
non di ruolo in servizio nelle Amministrazioni dello Stato)."
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AGGIORNAMENTO (4)
  La Corte Costituzionela con sentenza 7 - 20 maggio 1976, n. 116 (in
G.U.  1a  s.s.  26/05/1976,  n.  139) ha dichiarato "l'illegittimita'
costituzionale  dell'art.  9,  commi  primo  e  secondo,  del decreto
legislativo  del  Capo  provvisorio dello Stato 4 aprile 1947, n. 207
(trattamento giuridico ed economico del personale civile non di ruolo
in  servizio  nelle  amministrazioni dello Stato), nella parte in cui
dispone che l'indennita' dovuta in caso di cessazione del rapporto e'
commisurata  alla  sola  retribuzione e nella parte in cui prevede la
corresponsione  dell'indennita'  di  preavviso  per  il  solo caso di
licenziamento  per  motivi non disciplinari e non anche per quello di
decesso del dipendente."
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AGGIORNAMENTO (7)
  La Corte Costituzionale con sentenza 9 - 24 luglio 1986, n. 208 (in
G.U.  1a  s.s.  01/08/1986,  n.  38)  ha dichiarato "l'illegittimita'
costituzionale  dell'art.  9,  quarto  comma, del D.L.C.P.S. 4 aprile
1947  n.  207,  nella  parte in cui dispone che l'indennita' prevista
dallo  stesso  art.  9  per  il personale non di ruolo all'atto della
cessazione  del  rapporto  non  e'  dovuta  nel  caso di passaggio in
ruolo."
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AGGIORNAMENTO (9)
  La  Corte Costituzionale con sentenza 14 - 23 dicembre 2005, n. 458
(in  G.U.  1a s.s. 28/12/2005, n. 52) ha dichiarato "l'illegittimita'
costituzionale  dell'art. 9, terzo comma, del decreto legislativo del
Capo  provvisorio  dello  Stato  4  aprile  1947, n. 207 (Trattamento
giuridico  ed economico del personale civile non di ruolo in servizio
nelle Amministrazioni dello Stato) nella parte in cui non prevede che
l'indennita'  di  fine  rapporto spettante al dipendente non di ruolo
defunto, in mancanza dei soggetti ivi indicati, si devolva secondo le
norme che disciplinano la successione mortis causa."