DECRETO-LEGGE 19 maggio 2020, n. 34

Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all'economia, nonche' di politiche sociali connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19. (20G00052)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 19/05/2020
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 17 luglio 2020, n. 77 (in S.O. n. 25, relativo alla G.U. 18/07/2020, n. 180)
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 27/02/2023)
  • Allegati
Testo in vigore dal: 17-2-2023
aggiornamenti all'articolo
 
                              Art. 121 
 
Opzione per la cessione o per lo sconto  in  luogo  delle  detrazioni
                               fiscali 
 
  1. I soggetti che sostengono, negli anni 2020, 2021, 2022,  2023  e
2024, spese per gli interventi elencati al comma 2 possono optare, in
luogo   dell'utilizzo    diretto    della    detrazione    spettante,
alternativamente: 
  a) per un contributo,  sotto  forma  di  sconto  sul  corrispettivo
dovuto, fino a un  importo  massimo  pari  al  corrispettivo  stesso,
anticipato dai fornitori che hanno effettuato  gli  interventi  e  da
questi ultimi recuperato sotto forma di credito d'imposta, di importo
pari alla  detrazione  spettante,  cedibile  dai  medesimi  ad  altri
soggetti, compresi gli istituti di credito e gli  altri  intermediari
finanziari, senza facolta' di successiva  cessione,  fatta  salva  la
possibilita' di tre ulteriori cessioni solo se effettuate a favore di
banche  e  intermediari   finanziari   iscritti   all'albo   previsto
dall'articolo 106 del testo unico delle leggi in materia  bancaria  e
creditizia, di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n.  385,
di societa' appartenenti a un gruppo bancario  iscritto  all'albo  di
cui all'articolo 64 del predetto testo unico delle leggi  in  materia
bancaria e creditizia ovvero di imprese di assicurazione  autorizzate
ad operare in Italia ai sensi del codice delle assicurazioni private,
di cui al  decreto  legislativo  7  settembre  2005,  n.  209,  ferma
restando l'applicazione dell'articolo 122-bis, comma 4, del  presente
decreto, per ogni cessione intercorrente  tra  i  predetti  soggetti,
anche successiva alla prima  ;  alle  banche,  ovvero  alle  societa'
appartenenti  ad  un  gruppo  bancario  iscritto  all'albo   di   cui
all'articolo 64 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e'
sempre consentita la  cessione  a  favore  di  soggetti  diversi  dai
consumatori o utenti, come definiti dall'articolo 3, comma 1, lettera
a), del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre
2005, n. 206, che abbiano stipulato un contratto  di  conto  corrente
con la banca stessa, ovvero con la banca capogruppo,  senza  facolta'
di ulteriore cessione; (60) (66) (78) 
  b) per la cessione di un credito d'imposta  di  pari  ammontare  ad
altri  soggetti,  compresi  gli  istituti  di  credito  e  gli  altri
intermediari finanziari, senza facolta' di successiva cessione, fatta
salva la possibilita' di tre ulteriori cessioni solo se effettuate  a
favore di banche e intermediari finanziari iscritti all'albo previsto
dall'articolo 106 del testo unico delle leggi in materia  bancaria  e
creditizia, di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n.  385,
di societa' appartenenti a un gruppo bancario  iscritto  all'albo  di
cui all'articolo 64 del predetto testo unico delle leggi  in  materia
bancaria e creditizia ovvero di imprese di assicurazione  autorizzate
ad  operare  in  Italia  ai  sensi  del  codice  di  cui  al  decreto
legislativo 7 settembre 2005, n. 209, ferma  restando  l'applicazione
dell'articolo 122-bis,  comma  4,  del  presente  decreto,  per  ogni
cessione intercorrente tra i predetti soggetti, anche successiva alla
prima; alle banche, ovvero alle societa' appartenenti  ad  un  gruppo
bancario  iscritto  all'albo  di  cui  all'articolo  64  del  decreto
legislativo 1° settembre  1993,  n.  385,  e'  sempre  consentita  la
cessione a favore di soggetti diversi dai consumatori o utenti,  come
definiti dall'articolo  3,  comma  1,  lettera  a),  del  codice  del
consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206,  che
abbiano stipulato un contratto di conto corrente con la banca stessa,
ovvero con la banca capogruppo, senza facolta' di ulteriore cessione.
(60) (66) (78) 
  1-bis. L'opzione di cui  al  comma  1  puo'  essere  esercitata  in
relazione a ciascuno stato di avanzamento dei  lavori.  Ai  fini  del
presente comma, per gli interventi di cui all'articolo 119 gli  stati
di avanzamento dei lavori non possono essere piu' di due per  ciascun
intervento complessivo e ciascuno stato di avanzamento deve riferirsi
ad almeno il 30 per cento del medesimo intervento. 
  1-ter. Per le spese relative agli interventi elencati nel comma  2,
in caso di opzione di cui al comma 1: 
    a) il contribuente richiede il  visto  di  conformita'  dei  dati
relativi  alla  documentazione  che  attesta   la   sussistenza   dei
presupposti che danno  diritto  alla  detrazione  d'imposta  per  gli
interventi di cui al presente articolo. Il visto  di  conformita'  e'
rilasciato ai sensi dell'articolo 35 del decreto legislativo 9 luglio
1997, n. 241, dai soggetti indicati alle lettere a) e b) del comma  3
dell'articolo  3   del   regolamento   recante   modalita'   per   la
presentazione delle dichiarazioni relative alle imposte sui  redditi,
all'imposta regionale sulle attivita' produttive  e  all'imposta  sul
valore aggiunto, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22
luglio 1998, n. 322, e dai responsabili dell'assistenza  fiscale  dei
centri costituiti dai soggetti di  cui  all'articolo  32  del  citato
decreto legislativo n. 241 del 1997; 
    b) i tecnici  abilitati  asseverano  la  congruita'  delle  spese
sostenute secondo le disposizioni dell'articolo  119,  comma  13-bis.
Rientrano tra le spese detraibili per gli interventi di cui al  comma
2 anche quelle sostenute per il rilascio del  visto  di  conformita',
delle attestazioni e delle asseverazioni di cui  al  presente  comma,
sulla base dell'aliquota prevista dalle  singole  detrazioni  fiscali
spettanti in relazione ai predetti interventi. Le disposizioni di cui
al presente comma non si applicano alle opere gia' classificate  come
attivita' di edilizia libera ai sensi dell'articolo 6 del testo unico
delle disposizioni legislative e regolamentari in  materia  edilizia,
di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno  2001,  n.
380, del decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti  2
marzo 2018, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 81  del  7  aprile
2018, o della normativa  regionale,  e  agli  interventi  di  importo
complessivo non superiore  a  10.000  euro,  eseguiti  sulle  singole
unita'  immobiliari  o  sulle  parti  comuni   dell'edificio,   fatta
eccezione per gli interventi di cui all'articolo 1, comma 219,  della
legge 27 dicembre 2019, n. 160. (54) 
  1-quater. I crediti derivanti dall'esercizio delle opzioni  di  cui
al comma 1, lettere a) e b), non possono formare oggetto di  cessioni
parziali  successivamente  alla  prima   comunicazione   dell'opzione
all'Agenzia delle entrate effettuata con le  modalita'  previste  dal
provvedimento del direttore dell'Agenzia  delle  entrate  di  cui  al
comma  7.  A  tal  fine,  al  credito   e'   attribuito   un   codice
identificativo  univoco  da  indicare   nelle   comunicazioni   delle
eventuali successive cessioni,  secondo  le  modalita'  previste  dal
provvedimento di cui al primo periodo.  Le  disposizioni  di  cui  al
presente comma si applicano alle comunicazioni della prima cessione o
dello sconto in fattura inviate all'Agenzia delle entrate  a  partire
dal 1° maggio 2022. 
  ((1-quinquies. Ai fini del coordinamento della finanza pubblica, le
pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, della legge
31 dicembre 2009, n. 196, non possono essere cessionari  dei  crediti
di imposta derivanti dall'esercizio delle opzioni di cui al comma  1,
lettere a) e b).)) 
  2. In deroga all'articolo  14,  commi  2-ter,  2-sexies  e  3.1,  e
all'articolo 16, commi 1-quinquies, terzo, quarto e quinto periodo, e
1-septies, secondo e terzo periodo, del decreto legge 4 giugno  2013,
n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto  2013,  n.
90, le disposizioni contenute nel presente articolo si applicano  per
le spese relative agli interventi di: 
  a) recupero del patrimonio edilizio  di  cui  all'articolo  16-bis,
comma 1, lettere a), b) e d),  del  testo  unico  delle  imposte  sui
redditi, di  cui  al  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  22
dicembre 1986, n. 917; 
  b) efficienza energetica di cui all'articolo 14 del decreto-legge 4
giugno 2013, n. 63, convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge  3
agosto 2013, n. 90 e di cui ai commi 1 e 2 dell'articolo 119; 
  c) adozione di misure antisismiche di cui all'articolo 16, commi da
1-bis a 1-septies del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito,
con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n.  90,  e  di  cui  al
comma 4 dell'articolo 119; 
  d) recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti,  ivi
inclusi quelli di sola  pulitura  o  tinteggiatura  esterna,  di  cui
all'articolo 1, commi 219 e 220, della legge  27  dicembre  2019,  n.
160; 
  e) installazione  di  impianti  fotovoltaici  di  cui  all'articolo
16-bis, comma 1, lettera h) del testo unico delle imposte sui redditi
di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22  dicembre  1986,
n.  917,  ivi  compresi  gli  interventi  di  cui  ai  commi  5  e  6
dell'articolo 119 del presente decreto; 
  f) installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici
di cui all'articolo 16-ter del decreto-legge 4 giugno  2013,  n.  63,
convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, e di
cui al comma 8 dell'articolo 119; 
  f-bis) superamento ed eliminazione di barriere  architettoniche  di
cui all'articolo 119-ter del presente decreto. 
  3. I crediti d'imposta di cui al presente articolo sono  utilizzati
in compensazione ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo  9
luglio 1997, n. 241, sulla base delle rate residue di detrazione  non
fruite. Il credito d'imposta e' usufruito con la stessa  ripartizione
in quote annuali con la quale sarebbe stata utilizzata la detrazione.
La quota di credito  d'imposta  non  utilizzata  nell'anno  non  puo'
essere usufruita negli anni successivi, e non puo' essere richiesta a
rimborso. Non si applicano i limiti di cui all'articolo 31, comma  1,
del  decreto-legge  31  maggio   2010,   n.   78,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n.  122,  all'articolo  34
della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e  all'articolo  1,  comma  53,
della legge 24 dicembre 2007, n. 244. 
  4. Ai fini del controllo, si applicano, nei confronti dei  soggetti
di cui al comma 1, le attribuzioni e i poteri previsti dagli articoli
31  e  seguenti  del  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  29
settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni. I fornitori  e  i
soggetti cessionari rispondono  solo  per  l'eventuale  utilizzo  del
credito d'imposta in modo irregolare o in misura maggiore rispetto al
credito  d'imposta  ricevuto.  L'Agenzia  delle  entrate  nell'ambito
dell'ordinaria attivita' di controllo  procede,  in  base  a  criteri
selettivi e tenendo  anche  conto  della  capacita'  operativa  degli
uffici, alla verifica documentale della sussistenza  dei  presupposti
che danno diritto alla detrazione d'imposta di cui  al  comma  1  del
presente articolo nei termini di cui all'articolo 43 del decreto  del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600 e  all'articolo
27, commi da 16 a 20, del decreto-legge 29  novembre  2008,  n.  185,
convertito, con modificazioni dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2. 
  5. Qualora sia accertata la mancata  sussistenza,  anche  parziale,
dei requisiti che danno diritto alla detrazione d'imposta,  l'Agenzia
delle entrate provvede al recupero dell'importo  corrispondente  alla
detrazione non spettante nei confronti dei soggetti di cui  al  comma
1. L'importo  di  cui  al  periodo  precedente  e'  maggiorato  degli
interessi di cui all'articolo 20 del  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 29 settembre  1973,  n.  602,  e  delle  sanzioni  di  cui
all'articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471. 
  6. Il recupero dell'importo di cui al comma  5  e'  effettuato  nei
confronti  del  soggetto  beneficiario  di  cui  al  comma  1,  ferma
restando, in presenza di concorso nella violazione con dolo  o  colpa
grave, oltre all'applicazione dell'articolo 9, comma  1  del  decreto
legislativo 18 dicembre 1997, n. 472,  anche  la  responsabilita'  in
solido del fornitore che ha applicato lo sconto e dei cessionari  per
il pagamento dell'importo di cui al comma 5 e dei relativi interessi.
(74) 
  ((6-bis. Ferme le ipotesi di dolo di cui al  comma  6  il  concorso
nella violazione che, ai sensi del medesimo  comma  6,  determina  la
responsabilita' in solido del fornitore che ha applicato lo sconto  e
dei cessionari, e' in ogni caso escluso con  riguardo  ai  cessionari
che dimostrano di aver acquisito il credito di imposta e che siano in
possesso della seguente documentazione, relativa alle opere che hanno
originato il credito di imposta, le cui spese detraibili sono oggetto
delle opzioni di cui al comma 1: 
    a) titolo edilizio abilitativo degli interventi, oppure, nel caso
di interventi in regime di edilizia libera, dichiarazione sostitutiva
dell'atto di notorieta', resa ai sensi dell'articolo 47  del  decreto
del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, in cui  sia
indicata la data di inizio dei lavori ed attestata la circostanza che
gli interventi di ristrutturazione edilizia posti in essere rientrano
tra quelli agevolabili, pure se i medesimi non necessitano  di  alcun
titolo abilitativo, ai sensi della normativa vigente; 
    b)  notifica  preliminare  dell'avvio  dei   lavori   all'azienda
sanitaria locale, oppure, nel caso di interventi  per  i  quali  tale
notifica non e' dovuta in base alla normativa vigente,  dichiarazione
sostitutiva dell'atto di notorieta', resa ai sensi  dell'articolo  47
del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445,
che attesti tale circostanza; 
    c) visura  catastale  ante  operam  dell'immobile  oggetto  degli
interventi, oppure, nel caso di immobili non ancora censiti,  domanda
di accatastamento; 
    d) fatture, ricevute  o  altri  documenti  comprovanti  le  spese
sostenute, nonche' documenti attestanti  l'avvenuto  pagamento  delle
spese medesime; 
    e) asseverazioni, quando obbligatorie per  legge,  dei  requisiti
tecnici degli  interventi  e  di  congruita'  delle  relative  spese,
corredate da tutti gli allegati previsti dalla legge, rilasciate  dai
tecnici abilitati, con relative ricevute di presentazione e  deposito
presso i competenti uffici; 
    f)  nel  caso  di  interventi  su   parti   comuni   di   edifici
condominiali, delibera condominiale  di  approvazione  dei  lavori  e
relativa tabella di ripartizione delle spese tra i condomini; 
    g)  nel  caso  di  interventi  di   efficienza   energetica,   la
documentazione prevista dall'articolo 6, comma 1, lettere  a),  c)  e
d), del decreto del Ministro dello sviluppo  economico,  di  concerto
con i Ministri dell'economia e delle finanze, dell'ambiente  e  della
tutela del territorio  e  del  mare  e  delle  infrastrutture  e  dei
trasporti,  del  6  agosto  2020,  recante  "Requisiti  tecnici   per
l'accesso alle detrazioni fiscali per la riqualificazione  energetica
degli edifici - cd. Ecobonus", pubblicato  nella  Gazzetta  ufficiale
della Repubblica italiana n. 246 del 5 ottobre 2020, oppure, nel caso
di interventi per i quali uno  o  piu'  dei  predetti  documenti  non
risultino  dovuti  in  base  alla  normativa  vigente,  dichiarazione
sostitutiva dell'atto di notorieta', resa ai sensi  dell'articolo  47
del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445,
che attesti tale circostanza; 
    h) visto di conformita' dei dati relativi alla documentazione che
attesti  la  sussistenza  dei  presupposti  che  danno  diritto  alla
detrazione sulle spese sostenute per le opere,  rilasciato  ai  sensi
dell'articolo 35 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n.  241,  dai
soggetti indicati all'articolo 3, comma  3,  lettere  a)  e  b),  del
regolamento di cui al decreto  del  Presidente  della  Repubblica  22
luglio 1998, n. 322, e dai responsabili dell'assistenza  fiscale  dei
centri costituiti dai soggetti di  cui  all'articolo  32  del  citato
decreto legislativo n. 241 del 1997; 
    i) un'attestazione  rilasciata  dai  soggetti  obbligati  di  cui
all'articolo 3 del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231,  che
intervengono  nelle  cessioni  comunicate  ai  sensi   del   presente
articolo, di avvenuta osservanza degli obblighi di cui agli  articoli
35 e 42 del decreto legislativo n. 231 del 2007. 
  6-ter. L'esclusione di cui al comma 6-bis opera anche con  riguardo
ai  soggetti,  diversi  dai  consumatori  o  utenti,  come   definiti
dall'articolo 3, comma 1, lettera a), del codice del consumo, di  cui
al decreto legislativo 6 settembre 2005, n.  206,  che  acquistano  i
crediti di imposta da una banca, o da altra societa' appartenente  al
gruppo bancario della medesima banca, con la quale abbiano  stipulato
un contratto di conto corrente, facendosi rilasciare una attestazione
di possesso, da parte della banca o della diversa societa' del gruppo
cedente, di tutta la documentazione di cui al comma 6-bis, lettere da
a) a i). 
    6-quater. Il mancato possesso di parte  della  documentazione  di
cui al comma 6-bis non costituisce, da solo, causa di responsabilita'
solidale per dolo o  colpa  grave  del  cessionario,  il  quale  puo'
fornire, con ogni mezzo, prova della propria diligenza o non gravita'
della negligenza. Sull'ente  impositore  grava  l'onere  della  prova
della sussistenza dell'elemento soggettivo del  dolo  o  della  colpa
grave del cessionario, ai fini della contestazione del  concorso  del
cessionario nella violazione e della sua responsabilita' solidale  ai
sensi del comma 6.  Rimane  ferma  l'applicazione  dell'articolo  14,
comma 1.bis.1, del decreto-legge 17 maggio 2022, n.  50,  convertito,
con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2022, n. 91.)) 
  7. Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle  entrate,  da
adottare entro trenta giorni dalla data di entrata  in  vigore  della
legge di conversione del presente decreto, sono definite le modalita'
attuative delle disposizioni di cui al  presente  articolo,  comprese
quelle relative all'esercizio delle opzioni, da  effettuarsi  in  via
telematica, anche avvalendosi  dei  soggetti  previsti  dal  comma  3
dell'articolo 3 del regolamento di  cui  al  decreto  del  Presidente
della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322. 
  7-bis. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche  ai
soggetti che sostengono, dal 1° gennaio 2022  al  31  dicembre  2025,
spese per gli interventi individuati dall'articolo 119. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (54) 
  Il D.L. 30 dicembre 2021,  n.  228,  convertito  con  modificazioni
dalla L. 25 febbraio 2022, n. 15, ha disposto (con  l'art.  3-sexies,
comma 1) che "Le disposizioni di cui all'articolo 121,  comma  1-ter,
lettera b), del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito,  con
modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, si applicano  anche
per le spese sostenute dal 12 novembre 2021 al 31 dicembre 2021". 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (60) 
  Il D.L. 1 marzo 2022, n. 17, convertito con modificazioni dalla  L.
27 aprile 2022, n. 34, ha disposto (con l'art. 29-bis, comma  3)  che
"Le disposizioni di  cui  al  presente  articolo  si  applicano  alle
comunicazioni della prima cessione del  credito  o  dello  sconto  in
fattura inviate all'Agenzia delle entrate a  partire  dal  1°  maggio
2022". 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (66) 
  Il D.L. 17 maggio 2022, n. 50, convertito con  modificazioni  dalla
L. 15 luglio 2022, n. 91, ha disposto (con l'art.  14,  comma  1-bis)
che le presenti modifiche "si applicano anche alle  cessioni  o  agli
sconti in fattura comunicati all'Agenzia delle  entrate  prima  della
data di entrata in vigore della legge  di  conversione  del  presente
decreto, fermo restando il  limite  massimo  delle  cessioni  di  cui
all'articolo 121, comma 1, lettere a)  e  b),  del  decreto-legge  19
maggio 2020, n. 34, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  17
luglio 2020, n. 77". 
  Ha inoltre disposto (con  l'art.  57,  comma  3)  che  le  presenti
modifiche "si applicano alle comunicazioni  della  prima  cessione  o
dello sconto in fattura inviate all'Agenzia delle entrate  a  partire
dal 1° maggio 2022". 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (74) 
  Il D.L. 17 maggio 2022, n. 50, convertito con  modificazioni  dalla
L. 15 luglio 2022, n. 91, come modificato dal D.L. 9 agosto 2022,  n.
115, convertito con modificazioni dalla L. 21 settembre 2022, n. 142,
ha disposto (con l'art. 14,  comma  1-bis.1.)  che  "Le  disposizioni
introdotte dal presente comma si applicano esclusivamente ai  crediti
per i quali sono stati acquisiti, nel rispetto  delle  previsioni  di
legge, i visti di conformita', le asseverazioni e le attestazioni  di
cui all'articolo 119 e di cui  all'articolo  121,  comma  1-ter,  del
citato decreto-legge n. 34 del 2020". 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (78) 
  Il D.L. 18 novembre 2022,  n.  176,  convertito  con  modificazioni
dalla L. 13 gennaio 2023, n. 6, ha  disposto  (con  l'art.  9,  comma
4-ter) che "Le disposizioni di cui al comma 4-bis si applicano  anche
ai  crediti  d'imposta  oggetto  di  comunicazioni  dell'opzione   di
cessione del credito o dello sconto in  fattura  inviate  all'Agenzia
delle entrate in data anteriore a quella di entrata in  vigore  della
legge di conversione del presente decreto".