MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

DECRETO 6 agosto 2021, n. 151

Regolamento recante modalita' di iscrizione al registro delle imprese e nel REA dei soggetti esercitanti l'attivita' di mediatore del diporto. (21G00163)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 04/01/2022
vigente al 21/01/2022
  • Allegati
Testo in vigore dal: 4-1-2022
attiva riferimenti normativi
 
                             IL MINISTRO 
                      DELLO SVILUPPO ECONOMICO 
 
                           di concerto con 
 
                      IL MINISTRO DELL'ECONOMIA 
                          E DELLE FINANZE, 
 
                             IL MINISTRO 
                  PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, 
 
                     IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA 
 
  Visto il decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171, recante codice
della nautica da diporto ed attuazione della direttiva 2003/44/CE,  a
norma dell'articolo 6 della legge 8 luglio 2003, n. 172; 
  Visto il decreto legislativo 3 novembre 2017, n.  229,  concernente
revisione ed integrazione del decreto legislativo 18 luglio 2005,  n.
171, recante codice della nautica  da  diporto  ed  attuazione  della
direttiva 2003/44/CE, a norma dell'articolo 6 della  legge  8  luglio
2003, n. 172, in attuazione dell'articolo 1  della  legge  7  ottobre
2015, n. 167; 
  Visto l'articolo 33 del decreto legislativo  3  novembre  2017,  n.
229, con il quale e' stato inserito, dopo il Capo II, del Titolo  III
del decreto legislativo 18 luglio  2005,  n.  171,  il  Capo  II-bis,
concernente figure professionali per le unita' da diporto; 
  Visto l'articolo 49-ter del Capo II-bis del decreto legislativo  18
luglio 2005, n. 171,  che  istituisce  la  figura  professionale  del
mediatore del diporto; 
  Visto l'articolo 49-quater, comma 13, del  decreto  legislativo  18
luglio 2005, n. 171; 
  Vista la legge 7 agosto 1990, n. 241, e in  particolare  l'articolo
19, concernente disciplina della  segnalazione  certificata  d'inizio
attivita' (SCIA); 
  Visto l'articolo 25, comma 3,  del  decreto  legislativo  26  marzo
2010, n. 59; 
  Visto l'articolo 5, comma  2,  del  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 7 settembre 2010, n. 160; 
  Visto l'articolo 9, comma 5, del decreto-legge 31 gennaio 2007,  n.
7, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40; 
  Visto l'articolo 8 della legge 29 dicembre 1993,  n.  580,  recante
riordinamento delle camere di  commercio,  industria,  artigianato  e
agricoltura; 
  Visto il decreto del Presidente della Repubblica 7  dicembre  1995,
n. 581; 
  Visto il decreto legislativo 7 marzo 2005, n.  82,  recante  codice
dell'amministrazione digitale; 
  Visto il decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33; 
  Visto l'articolo 20 del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59; 
  Visto l'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400; 
  Acquisita l'intesa della Conferenza unificata di cui all'articolo 8
del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, resa nella seduta del
13 febbraio 2019 e confermata nella successiva seduta  del  28  marzo
2019; 
  Udito il parere del Consiglio  di  Stato,  espresso  dalla  Sezione
consultiva per gli atti normativi nell'adunanza del 6 giugno 2019; 
  Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei ministri, ai
sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n.  400,
effettuata con nota n. 0020119 del 19 settembre 2019, come  integrata
con nota n. 0023362 del 4 novembre 2020, come da ultimo integrata con
PEC del 17 novembre 2020; 
 
                               Adotta 
                      il seguente regolamento: 
 
                               Art. 1 
 
                             Definizioni 
 
  1. Ai fini del presente decreto si intendono per: 
    a) «Codice», il decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171; 
    b) «decreto legislativo», il decreto legislativo 26  marzo  2010,
n. 59; 
    c) «SCIA», la segnalazione certificata di inizio attivita' di cui
all'articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241; 
    d) «SUAP», lo sportello unico per le attivita' produttive di  cui
all'articolo 38, comma 3, del decreto-legge 25 giugno 2008,  n.  112,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133; 
    e) «registro delle imprese», il registro  di  cui  agli  articoli
2188 e seguenti del codice civile; 
    f)   «REA»,   il   repertorio   delle   notizie   economiche   ed
amministrative di cui all'articolo 9 del decreto del Presidente della
Repubblica 7 dicembre 1995, n. 581; 
    g) «Camera di commercio»,  la  camera  di  commercio,  industria,
artigianato e agricoltura, di cui alla legge  29  dicembre  1993,  n.
580; 
    h) «Comunicazione unica», la comunicazione unica per  la  nascita
dell'impresa di cui all'articolo 9 del decreto-legge 31 gennaio 2007,
n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 2  aprile  2007,  n.
40; 
    i) «attivita'», l'attivita' regolamentata dal decreto legislativo
18 luglio 2005, n. 171; 
    l)  «modelli»,  il  modello  «MEDIATORI  DEL  DIPORTO»,  di   cui
all'allegato «A»  del  presente  decreto, e  il  modello  intercalare
«REQUISITI»,  di  cui  all'allegato  «B»  del  presente   decreto, da
utilizzarsi  per  gli  adempimenti  previsti  dal  presente  decreto,
presentati  come  file  XML,  secondo  le  specifiche   tecniche   da
approvarsi ai sensi degli articoli 11, comma 1, 14, comma  1,  e  18,
comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 7 dicembre 1995,
n.  581,  come  allegati  alla   modulistica   informatica   registro
imprese/REA, redatti secondo gli allegati  «A»  e  «B»  del  presente
decreto. 
                                     NOTE 
 
          Avvertenza: 
              Il testo delle note qui  pubblicato  e'  stato  redatto
          dall'amministrazione  competente  per  materia,  ai   sensi
          dell'art. 10, comma 3, del Testo unico  delle  disposizioni
          sulla  promulgazione  delle  leggi,   sull'emanazione   dei
          decreti   del   Presidente   della   Repubblica   e   sulle
          pubblicazioni   ufficiali   della   Repubblica    italiana,
          approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985,  n.  1092,  al  solo
          fine di facilitare la lettura delle disposizioni  di  legge
          modificate o alle  quali  e'  operato  il  rinvio.  Restano
          invariati il valore e l'efficacia  degli  atti  legislativi
          qui trascritti. 
              Per gli atti dell'Unione europea  vengono  forniti  gli
          estremi   di   pubblicazione   nella   Gazzetta   Ufficiale
          dell'Unione europea (GUUE). 
          Note alle premesse: 
              - Si riporta il testo del comma 3  dell'art.  17  della
          legge 23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell'attivita'  di
          Governo e ordinamento della Presidenza  del  Consiglio  dei
          Ministri): 
              «Art. 17 (Regolamenti). - 1. - 2. (Omissis). 
              3. Con decreto  ministeriale  possono  essere  adottati
          regolamenti nelle materie di competenza del ministro  o  di
          autorita'  sottordinate  al  ministro,  quando   la   legge
          espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per
          materie di competenza  di  piu'  ministri,  possono  essere
          adottati con decreti interministeriali, ferma  restando  la
          necessita' di apposita autorizzazione da parte della legge.
          I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono
          dettare norme contrarie a quelle  dei  regolamenti  emanati
          dal Governo. Essi debbono essere comunicati  al  Presidente
          del Consiglio dei ministri prima della loro emanazione. 
              (Omissis).». 
              - Il  decreto  legislativo  18  luglio  2005,  n.  171,
          recante «Codice della  nautica  da  diporto  ed  attuazione
          della direttiva 2003/44/CE, a norma dell'art. 6 della legge
          8 luglio  2003,  n.  172»,  e'  pubblicato  nella  Gazzetta
          Ufficiale n. 202 del 31 agosto 2005 - Suppl.  Ordinario  n.
          148. 
              -  Si  riporta  il  testo  dell'art.  33  del   decreto
          legislativo 3 novembre 2017, n. 229, recante «Revisione  ed
          integrazione del decreto legislativo  18  luglio  2005,  n.
          171, recante codice della nautica da diporto ed  attuazione
          della direttiva 2003/44/CE, a norma dell'art. 6 della legge
          8 luglio 2003, n. 172,  in  attuazione  dell'art.  1  della
          legge 7 ottobre 2015, n. 167»,  pubblicato  nella  Gazzetta
          Ufficiale n. 23 del 29 gennaio 2018: 
              «Art.  33  (Figure  professionali  per  le  unita'   da
          diporto). - 1. Dopo il Capo II del Titolo III  del  decreto
          legislativo  18  luglio  2005,  n.  171,  e'  inserito   il
          seguente: 
              "Capo II-bis (Figure professionali  per  le  unita'  da
          diporto). 
              Art. 49-ter (Mediatore del diporto). - 1. E'  istituita
          la figura professionale del mediatore del diporto. 
              2.  E'  mediatore  del  diporto  colui  che  mette   in
          relazione, anche attraverso attivita' di consulenza, due  o
          piu' parti per la conclusione di contratti di  costruzione,
          compravendita, locazione, noleggio e ormeggio di unita'  da
          diporto. 
              3.   Il   mediatore   del   diporto    puo'    svolgere
          esclusivamente l'attivita' indicata  al  comma  2  nonche',
          fermo restando quanto previsto dalle  disposizioni  di  cui
          alla legge 4 aprile 1977, n. 135, e  alla  legge  8  agosto
          1991, n. 264, le attivita' connesse o strumentali e  svolge
          la propria attivita' professionale senza essere  legato  ad
          alcune  delle  parti  da  rapporti  di  collaborazione,  di
          dipendenza, di rappresentanza o da rapporti che ne  possano
          compromettere l'indipendenza. 
              4. Il  mediatore  del  diporto  non  puo'  delegare  le
          funzioni relative all'esercizio della professione,  se  non
          ad altro mediatore iscritto. 
              5. Dopo la conclusione del contratto per  la  quale  ha
          prestato la propria opera, il mediatore  del  diporto  puo'
          ricevere incarico dal cantiere costruttore  o  comunque  da
          una delle  parti  di  rappresentarla  negli  atti  relativi
          all'esecuzione del contratto medesimo. 
              6. Fatte salve  le  disposizioni  di  cui  al  presente
          articolo e  all'art.  49-quater  del  presente  codice,  ai
          mediatori del diporto si applica la disciplina di cui  agli
          articoli 1754 e seguenti del codice civile. 
              Art. 49-quater (Attivita' del mediatore del diporto). -
          1.  L'attivita'  di  cui  all'art.  49-ter  e'  soggetta  a
          segnalazione  certificata  di  inizio   di   attivita'   da
          presentare alla Camera di commercio, industria, artigianato
          e agricoltura per il  tramite  dello  sportello  unico  del
          comune competente per  territorio  ai  sensi  dell'art.  19
          della  legge  7  agosto  1990,  n.  241,  corredata   delle
          autocertificazioni e  delle  certificazioni  attestanti  il
          possesso dei requisiti prescritti con decreto del  Ministro
          dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro delle
          infrastrutture e dei trasporti. 
              2. La Camera di  commercio,  industria,  artigianato  e
          agricoltura verifica il possesso dei requisiti e iscrive  i
          relativi dati nel registro delle imprese, se l'attivita' e'
          svolta in forma di impresa, oppure, per i soggetti  diversi
          dalle imprese, in una apposita sezione del repertorio delle
          notizie  economiche   e   amministrative   (REA)   previsto
          dall'art. 8  della  legge  29  dicembre  1993,  n.  580,  e
          dall'art. 9 del decreto del Presidente della  Repubblica  7
          dicembre 1995, n.  581,  assegnando  ad  essi  la  relativa
          qualifica  con  effetto  dichiarativo  del   possesso   dei
          requisiti abilitanti all'esercizio della relativa attivita'
          professionale. 
              3. Possono svolgere la professione  del  mediatore  del
          diporto coloro che sono in possesso dei seguenti requisiti: 
                a) cittadinanza dell'Unione europea; 
                b) eta' minima di 18 anni; 
                c) requisiti di onorabilita' previsti per i mediatori
          marittimi di cui alla legge 12 marzo 1968, n. 478; 
                d) avere assolto  l'obbligo  di  istruzione,  di  cui
          all'art. 1, comma 622, della legge  27  dicembre  2006,  n.
          296; 
                e) aver frequentato un apposito corso teorico-pratico
          e superato il relativo esame, salvo  che  per  i  mediatori
          marittimi di cui alla legge 12 marzo 1968, n. 478; 
                f) aver stipulato una polizza di assicurazione  della
          responsabilita' civile per i danni arrecati  nell'esercizio
          dell'attivita' derivanti da condotte proprie  o  di  terzi,
          del cui operato essi rispondono a norma di legge; 
                g) non essere stati dichiarati delinquenti  abituali,
          professionali o per tendenza, non essere stati sottoposti a
          misure di sicurezza personali o alle misure di prevenzione,
          non essere  stati  condannati  a  una  pena  detentiva  non
          inferiore a  tre  anni,  salvo  che  non  sono  intervenuti
          provvedimenti  di  riabilitazione  e   non   essere   stati
          sottoposti alle misure di prevenzione  di  cui  al  decreto
          legislativo 6 settembre 2011, n. 159. 
              4.  Il  corso  di  cui  al  comma  3,  lettera  e),  e'
          organizzato  annualmente  dalle  Regioni.  L'iscrizione  al
          corso e' subordinata al pagamento da parte  di  coloro  che
          intendono iscriversi di un  diritto  commisurato  al  costo
          sostenuto dalle Regioni per la gestione del corso. 
              5. L'ammontare  del  diritto  di  cui  al  comma  4  e'
          stabilito ogni tre anni  con  decreto  del  Ministro  delle
          infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro
          dell'economia e  delle  finanze  e  previa  intesa  con  la
          Conferenza unificata di cui all'art. 8 del decreto delegato
          28 agosto 1997, n. 281. 
              6. Il mediatore del diporto di cui all'art. 49-ter, che
          si rende colpevole di violazioni delle norme di deontologia
          professionale ovvero delle norme di comportamento  previste
          dal presente codice  e'  soggetto  alle  seguenti  sanzioni
          disciplinari disposte dalla Camera di commercio, industria,
          artigianato  e  agricoltura  del  luogo  in  cui  e'  stata
          commessa la condotta: 
                a)   ammonimento,   che    consiste    nell'informare
          l'incolpato che la sua condotta non e' stata conforme  alle
          norme deontologiche e di legge, con invito ad astenersi dal
          compiere altre infrazioni. Esso e' disposto quando il fatto
          contestato non e' grave e vi  e'  motivo  di  ritenere  che
          l'incolpato non commetta altre infrazioni; 
                b) censura, che consiste nel  biasimo  formale  e  si
          applica quando la gravita'  dell'infrazione,  il  grado  di
          responsabilita',  i  precedenti  dell'incolpato  e  il  suo
          comportamento successivo al fatto inducono a  ritenere  che
          egli non incorrera' in un'altra infrazione; 
                c)   sospensione,   che   consiste    nell'esclusione
          temporanea dall'esercizio dell'attivita' professionale e si
          applica per infrazioni consistenti in  comportamenti  e  in
          responsabilita' gravi o quando non sussistono le condizioni
          per irrogare la sola sanzione della censura; 
                d) inibizione perpetua dell'attivita', che  impedisce
          in   via   definitiva   lo    svolgimento    dell'attivita'
          professionale.  L'inibizione  perpetua  e'   inflitta   per
          violazioni  molto  gravi  che  rendono   incompatibile   la
          prosecuzione   dell'attivita'   professionale   da    parte
          dell'incolpato. 
              7. La sospensione, di cui al comma 6,  lettera  c),  e'
          disposta per una durata non superiore a 12 mesi. 
              8. La sospensione e' obbligatoria, oltre che  nei  casi
          previsti dal codice penale, nei seguenti casi: 
                a) mancata  stipula  o  sopravvenuta  mancanza  della
          polizza di assicurazione di cui al comma 4, lettera f); 
                b) emissione del decreto di fermo di cui all'art. 384
          del codice di procedura penale e dell'ordinanza di custodia
          cautelare di cui  all'art.  285  del  codice  di  procedura
          penale; 
                c) interdizione dai pubblici uffici  per  una  durata
          non superiore a tre anni; 
                d) ricovero in un ospedale psichiatrico  giudiziario,
          fuori dei casi previsti dal comma 13, lettera b); 
                e) assegnazione a una casa di cura e di  custodia  di
          cui all'art. 219 del codice penale; 
                f) applicazione di una delle misure di sicurezza  non
          detentive previste dall'art. 215, comma terzo,  numeri  1),
          2), 3) del codice penale. 
              9. Nel caso di esercizio dell'azione penale  contro  un
          mediatore del diporto la Camera  di  commercio,  industria,
          artigianato  e  agricoltura  ha  facolta'  di  ordinare  la
          sospensione   cautelare   del    medesimo    dall'esercizio
          professionale  dell'attivita'  fino   alle   sentenze   che
          definiscono il grado di giudizio. 
              10. La sospensione obbligatoria di cui  al  comma  8  o
          cautelare di cui al comma 9 non e' soggetta  al  limite  di
          durata stabilito dal comma 7. 
              11. L'inibizione perpetua  dell'attivita'  puo'  essere
          pronunciata a carico del mediatore del diporto che, con  la
          propria condotta,  ha  gravemente  compromesso  la  propria
          reputazione  e  la   dignita'   della   categoria   ed   e'
          obbligatoria nei seguenti casi: 
                a) interdizione dai pubblici uffici,  perpetua  o  di
          durata  superiore  a  tre  anni,   o   interdizione   dalla
          professione per uguale durata; 
                b) ricovero in un ospedale  psichiatrico  giudiziario
          nei casi indicati dall'art. 222, secondo comma, del  codice
          penale; 
                c) assegnazione ad una colonia agricola o ad una casa
          di lavoro; 
                d)  condanne   per   delitto   contro   la   pubblica
          amministrazione, l'amministrazione della giustizia, la fede
          pubblica, l'economia pubblica, l'industria e il  commercio,
          il patrimonio, per esercizio abusivo della mediazione e per
          ogni altro delitto  non  colposo  per  il  quale  la  legge
          commini la pena della reclusione non inferiore, nel minimo,
          a due anni e, nel massimo, a cinque  anni,  salvo  che  sia
          intervenuta la riabilitazione. 
              12. Le sanzioni di cui al  comma  6  sono  annotate  ed
          iscritte  per  estratto  nel  REA.  A  detti  provvedimenti
          accedono gli uffici del registro delle imprese nonche', nel
          rispetto delle procedure previste dal capo V della legge  7
          agosto 1990, n. 241, gli altri soggetti interessati. 
              13. Con decreto da adottare,  ai  sensi  dell'art.  17,
          comma 3, della legge 23 agosto 1988, n.  400,  il  Ministro
          dello  sviluppo  economico,  di  concerto  con  i  Ministri
          dell'economia e delle finanze, per la semplificazione e  la
          pubblica amministrazione, della  giustizia,  previa  intesa
          con la Conferenza unificata di cui all'art. 8  del  decreto
          delegato 28 agosto 1997, n. 281, stabilisce le modalita' di
          iscrizione  nel  registro  delle  imprese  e  nel  REA,   i
          programmi del corso e i criteri per le prove  di  esame  di
          cui al comma  3,  lettera  e),  nonche'  nel  rispetto  del
          principio  del  contradditorio  e  dei  principi   generali
          dell'attivita' amministrativa, le procedure di applicazione
          delle sanzioni disciplinari  di  cui  al  comma  6  per  le
          violazioni disposte dalla Camera di  commercio,  industria,
          artigianato  e  agricoltura  del  luogo  in  cui  e'  stata
          commessa la violazione. 
              Art.  49-quinquies  (Istruttore  di  vela).  -  1.   E'
          istituita la figura professionale dell'istruttore di vela. 
              2.  E'   istruttore   di   vela   colui   che   insegna
          professionalmente,  anche  in  modo  non  esclusivo  e  non
          continuativo, a persone singole e a gruppi di  persone,  le
          tecniche  della  navigazione  a  vela  in  tutte  le   loro
          specializzazioni, esercitate con qualsiasi tipo di  unita',
          in mare, nei laghi e nelle acque interne. 
              3. L'esercizio professionale dell'istruttore di vela e'
          riservato  ai  soggetti  iscritti  in  un  apposito  elenco
          nazionale tenuto dal Ministero delle infrastrutture  e  dei
          trasporti. 
              4. L'iscrizione  nell'elenco  di  cui  al  comma  3  e'
          subordinata al pagamento da parte di coloro  che  intendono
          iscriversi di un diritto commisurato al costo sostenuto dal
          Ministero delle  infrastrutture  e  dei  trasporti  per  la
          gestione del predetto elenco. 
              5. L'ammontare  del  diritto  di  cui  al  comma  4  e'
          stabilito  annualmente  con  decreto  del  Ministro   delle
          infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro
          dell'economia e delle finanze. 
              6. Le entrate derivanti dalla riscossione  dei  diritti
          di cui al comma  5  affluiscono  all'entrata  del  bilancio
          dello  Stato  per  essere  riassegnate,  con  decreto   del
          Ministero dell'economia  e  delle  finanze,  ai  pertinenti
          capitoli dello stato  di  previsione  del  Ministero  delle
          infrastrutture e dei  trasporti  ai  fini  della  copertura
          delle spese sostenute per le attivita' di cui al comma 3. 
              7. L'elenco di cui al comma 3 e'  pubblicato  sui  siti
          istituzionali del  Ministero  delle  infrastrutture  e  dei
          trasporti, della Federazione italiana  vela  e  della  Lega
          navale italiana  e  dei  Comuni  nel  cui  territorio  sono
          presenti centri velici. 
              Art.  49-sexies  (Elenco  dell'istruttore  di  vela   e
          condizioni dell'iscrizione). -  1.  L'iscrizione  va  fatta
          nell'elenco  nazionale  dell'istruttore  di  vela  di   cui
          all'art.  49-quinquies,  comma  3.   L'iscrizione   abilita
          all'esercizio della  professione  in  tutto  il  territorio
          della Repubblica. 
              2. Possono ottenere l'iscrizione  nel  predetto  elenco
          nazionale  coloro  che  sono  in  possesso   dei   seguenti
          requisiti: 
                a) cittadinanza dell'Unione europea; 
                b) eta' minima di 18 anni; 
                c) avere assolto  l'obbligo  di  istruzione,  di  cui
          all'art. 1, comma 622, della legge  27  dicembre  2006,  n.
          296; 
                d) non essere stati dichiarati delinquenti  abituali,
          professionali o per tendenza, non essere stati sottoposti a
          misure di sicurezza personali o alle misure di prevenzione,
          non essere  stati  condannati  a  una  pena  detentiva  non
          inferiore a  tre  anni,  salvo  che  non  sono  intervenuti
          provvedimenti  di  riabilitazione  e   non   essere   stati
          sottoposti alle misure di prevenzione  di  cui  al  decreto
          legislativo 6 settembre 2011, n. 159; 
                e) residenza o domicilio o  stabile  recapito  in  un
          comune della Repubblica; 
                f) essere in possesso almeno di brevetto che  abilita
          all'insegnamento delle tecniche di base della navigazione a
          vela, rilasciato dalla Marina Militare,  dalla  Federazione
          italiana vela, o dalla Lega navale italiana,  nel  rispetto
          del sistema nazionale di qualifiche  dei  tecnici  sportivi
          del Comitato  olimpico  nazionale  italiano  e  del  quadro
          europeo delle qualifiche - European Qualification Framework
          dell'Unione europea; 
                g) essere in possesso del  certificato  di  idoneita'
          psicofisica,  sulla  base  dei  requisiti  previsti   dalle
          disposizioni  di  attuazione  di   cui   all'art.   5   del
          decreto-legge 30 dicembre 1979,  n.  663,  convertito,  con
          modificazioni, dalla legge 29 febbraio 1980, n. 33; 
                h) aver stipulato una polizza di assicurazione  della
          responsabilita' civile per i danni arrecati  nell'esercizio
          dell'attivita' derivanti da condotte proprie  o  di  terzi,
          del cui operato essi rispondono a norma di legge. 
              3. L'iscrizione negli elenchi ha efficacia per sei anni
          ed  e'  rinnovata,  previo  accertamento  ogni   tre   anni
          dell'idoneita' psico-fisica di cui al comma 2, lettera  g),
          e a seguito di  frequenza  di  un  corso  di  aggiornamento
          professionale, organizzato  dalla  Marina  Militare,  dalla
          Federazione italiana vela, o dalla  Lega  navale  italiana.
          L'iscrizione al corso e' subordinata al pagamento da  parte
          di  coloro  che  intendono   iscriversi   di   un   diritto
          commisurato al costo sostenuto per la gestione  del  citato
          corso. L'ammontare del diritto stabilito ogni tre anni  con
          decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e
          del Ministro della difesa,  di  concerto  con  il  Ministro
          dell'economia e delle finanze, sentiti gli enti di  cui  al
          primo periodo del presente comma. 
              4. L'istruttore di vela di cui  all'art.  49-quinquies,
          che  si  rende  colpevole  di  violazioni  delle  norme  di
          deontologia   professionale,   ovvero   delle   norme    di
          comportamento previste dal presente codice e' soggetto alle
          seguenti  sanzioni  disciplinari  disposte  dal  Capo   del
          Compartimento marittimo del luogo in cui e' stata  commessa
          la condotta: 
                a)   ammonimento,   che    consiste    nell'informare
          l'incolpato che la sua condotta non e' stata conforme  alle
          norme deontologiche e di legge, con invito ad astenersi dal
          compiere altre infrazioni. Esso e' disposto quando il fatto
          contestato non e' grave e vi  e'  motivo  di  ritenere  che
          l'incolpato non commetta altre infrazioni; 
                b) censura, che consiste nel  biasimo  formale  e  si
          applica quando la gravita'  dell'infrazione,  il  grado  di
          responsabilita',  i  precedenti  dell'incolpato  e  il  suo
          comportamento successivo al fatto inducono a  ritenere  che
          egli non incorrera' in un'altra infrazione; 
                c)   sospensione,   che   consiste    nell'esclusione
          temporanea dall'esercizio dell'attivita' professionale e si
          applica per infrazioni consistenti in  comportamenti  e  in
          responsabilita' gravi o quando non sussistono le condizioni
          per irrogare la sola sanzione della censura; 
                d) radiazione, che impedisce  in  via  definitiva  lo
          svolgimento dell'attivita' professionale. La radiazione  e'
          inflitta   per   violazioni   molto   gravi   che   rendono
          incompatibile la prosecuzione dell'attivita'  professionale
          da parte dell'incolpato. 
              5. La sospensione, di cui al comma 4,  lettera  c),  e'
          disposta per una durata non superiore a 12 mesi. 
              6. La sospensione e' obbligatoria, oltre che  nei  casi
          previsti dal codice penale, nei seguenti casi: 
                a) mancata  stipula  o  sopravvenuta  mancanza  della
          polizza di assicurazione di cui al comma 2, lettera h); 
                b) emissione del decreto di fermo di cui all'art. 384
          del codice di procedura penale e dell'ordinanza di custodia
          cautelare di cui  all'art.  285  del  codice  di  procedura
          penale; 
                c) interdizione dai pubblici uffici  per  una  durata
          non superiore a tre anni; 
                d) ricovero in un ospedale psichiatrico  giudiziario,
          fuori dei casi previsti dal comma 9, lettera b); 
                e) assegnazione a una casa di cura e di  custodia  di
          cui all'art. 219 del codice penale; 
                f) applicazione di una delle misure di sicurezza  non
          detentive previste dall'art. 215, comma terzo,  numeri  1),
          2) e 3), del codice penale. 
              7. Nel caso di esercizio dell'azione penale  contro  un
          istruttore di vela il Capo del compartimento  marittimo  ha
          facolta' di ordinare la sospensione cautelare del  medesimo
          dall'esercizio  professionale  dell'attivita'   fino   alla
          sentenza che definisce il grado di giudizio. 
              8. La sospensione obbligatoria di  cui  al  comma  6  o
          cautelare di cui al comma 7 non e' soggetta  al  limite  di
          durata stabilito dal comma 5. 
              9. La  radiazione  puo'  essere  pronunciata  a  carico
          dell'istruttore di vela che, con la  propria  condotta,  ha
          gravemente compromesso la propria reputazione e la dignita'
          della categoria ed e' obbligatoria nei seguenti casi: 
                a) interdizione dai pubblici uffici,  perpetua  o  di
          durata  superiore  a  tre  anni,   o   interdizione   dalla
          professione per uguale durata; 
                b) ricovero in un ospedale  psichiatrico  giudiziario
          nei casi indicati dall'art. 222, secondo comma, del  codice
          penale; 
                c) assegnazione ad una colonia agricola o ad una casa
          di lavoro; 
                d)  condanne   per   delitto   contro   la   pubblica
          amministrazione, l'amministrazione della giustizia, la fede
          pubblica, l'economia pubblica, l'industria e il  commercio,
          il patrimonio, per esercizio abusivo  della  professione  e
          per ogni altro delitto non colposo per il  quale  la  legge
          commini la pena della reclusione non inferiore, nel minimo,
          a due anni e, nel massimo, a cinque  anni,  salvo  che  sia
          intervenuta la riabilitazione. 
              10. Con decreto da adottare,  ai  sensi  dell'art.  17,
          comma 3, della legge 23 agosto 1988, n.  400,  il  Ministro
          delle infrastrutture e dei trasporti,  di  concerto  con  i
          Ministri   dell'economia   e   delle   finanze,   per    la
          semplificazione  e  la  pubblica   amministrazione,   della
          difesa, della giustizia, dell'istruzione,  dell'universita'
          e della ricerca, dello sviluppo  economico  e  dei  beni  e
          delle attivita' culturali e del turismo, previa intesa  con
          la Conferenza unificata  di  cui  all'art.  8  del  decreto
          legislativo 28 agosto 1997, n. 281  e  previa  acquisizione
          del parere del Garante per la protezione dei dati personali
          ai sensi dell'art. 154, comma 4, del decreto legislativo 30
          giugno 2003, n. 196, sono  stabilite  l'organizzazione,  la
          disciplina, la tenuta, la vigilanza e i dati, nel  rispetto
          delle regole  e  delle  garanzie  previste  in  materia  di
          protezione dei dati personali con  particolare  riferimento
          ai principi di necessita', pertinenza e non  eccedenza  dei
          dati    trattati,     relativi     all'elenco     nazionale
          dell'istruttore di vela, i programmi  del  corso,  nonche',
          nel  rispetto  del  principio  del  contradditorio  e   dei
          principi   generali   dell'attivita'   amministrativa,   le
          procedure di applicazione delle  sanzioni  disciplinari  di
          cui al comma 4 per le violazioni  accertate  dal  Capo  del
          Compartimento marittimo del luogo in cui e' stata  commessa
          la violazione.".». 
              - Si riporta il testo dell'art. 19 della legge 7 agosto
          1990,  n.  241,  recante  «Nuove  norme   in   materia   di
          procedimento amministrativo e  di  diritto  di  accesso  ai
          documenti  amministrativi»,   pubblicata   nella   Gazzetta
          Ufficiale n. 192 del 18 agosto 1990: 
              «Art. 19 (Segnalazione certificata di inizio  attivita'
          -  Scia).  -  1.  Ogni  atto  di  autorizzazione,  licenza,
          concessione non costitutiva, permesso o nulla osta comunque
          denominato, comprese le domande per le iscrizioni in albi o
          ruoli    richieste    per    l'esercizio    di    attivita'
          imprenditoriale, commerciale o artigianale il cui  rilascio
          dipenda esclusivamente  dall'accertamento  di  requisiti  e
          presupposti richiesti dalla legge o da atti  amministrativi
          a contenuto generale, e non sia  previsto  alcun  limite  o
          contingente   complessivo   o   specifici   strumenti    di
          programmazione  settoriale  per  il  rilascio  degli   atti
          stessi, e' sostituito da una segnalazione dell'interessato,
          con la sola esclusione dei casi in cui  sussistano  vincoli
          ambientali,  paesaggistici  o  culturali   e   degli   atti
          rilasciati  dalle  amministrazioni  preposte  alla   difesa
          nazionale,  alla  pubblica   sicurezza,   all'immigrazione,
          all'asilo,  alla  cittadinanza,  all'amministrazione  della
          giustizia, all'amministrazione delle finanze, ivi  compresi
          gli atti concernenti le reti di acquisizione  del  gettito,
          anche derivante dal gioco, nonche' di quelli previsti dalla
          normativa per le costruzioni in zone sismiche e  di  quelli
          imposti dalla normativa  comunitaria.  La  segnalazione  e'
          corredata dalle dichiarazioni sostitutive di certificazioni
          e dell'atto di notorieta' per  quanto  riguarda  tutti  gli
          stati, le qualita'  personali  e  i  fatti  previsti  negli
          articoli 46 e 47 del testo unico  di  cui  al  decreto  del
          Presidente della  Repubblica  28  dicembre  2000,  n.  445,
          nonche',  ove  espressamente   previsto   dalla   normativa
          vigente, dalle  attestazioni  e  asseverazioni  di  tecnici
          abilitati, ovvero dalle  dichiarazioni  di  conformita'  da
          parte dell'Agenzia delle imprese di cui all'art. 38,  comma
          4, del decreto-legge 25 giugno 2008,  n.  112,  convertito,
          con modificazioni, dalla  legge  6  agosto  2008,  n.  133,
          relative alla sussistenza dei requisiti e  dei  presupposti
          di cui al primo periodo; tali attestazioni e  asseverazioni
          sono  corredate  dagli  elaborati  tecnici  necessari   per
          consentire le verifiche di competenza dell'amministrazione.
          Nei casi in cui la normativa vigente prevede l'acquisizione
          di  atti  o  pareri  di  organi  o  enti  appositi,  ovvero
          l'esecuzione di verifiche preventive,  essi  sono  comunque
          sostituiti   dalle   autocertificazioni,   attestazioni   e
          asseverazioni o certificazioni di cui  al  presente  comma,
          salve  le  verifiche  successive  degli  organi   e   delle
          amministrazioni  competenti.  La  segnalazione,   corredata
          delle dichiarazioni, attestazioni e  asseverazioni  nonche'
          dei relativi  elaborati  tecnici,  puo'  essere  presentata
          mediante posta raccomandata con avviso di  ricevimento,  ad
          eccezione dei procedimenti per cui e'  previsto  l'utilizzo
          esclusivo  della  modalita'  telematica;  in  tal  caso  la
          segnalazione  si  considera  presentata  al  momento  della
          ricezione da parte dell'amministrazione. 
              2. L'attivita' oggetto della segnalazione  puo'  essere
          iniziata, anche nei casi di cui all'art. 19-bis,  comma  2,
          dalla   data   della   presentazione   della   segnalazione
          all'amministrazione competente. 
              3. L'amministrazione competente, in caso  di  accertata
          carenza dei requisiti e dei presupposti di cui al comma  1,
          nel  termine  di  sessanta  giorni  dal  ricevimento  della
          segnalazione di cui  al  medesimo  comma,  adotta  motivati
          provvedimenti di divieto di prosecuzione  dell'attivita'  e
          di rimozione  degli  eventuali  effetti  dannosi  di  essa.
          Qualora sia possibile conformare l'attivita' intrapresa e i
          suoi  effetti  alla  normativa  vigente,  l'amministrazione
          competente,  con  atto  motivato,  invita  il   privato   a
          provvedere  prescrivendo  le  misure  necessarie   con   la
          fissazione di un termine non inferiore a trenta giorni  per
          l'adozione di queste ultime. In difetto di  adozione  delle
          misure da parte del privato, decorso il  suddetto  termine,
          l'attivita'  si  intende  vietata.  Con  lo   stesso   atto
          motivato, in presenza di attestazioni non  veritiere  o  di
          pericolo per la tutela dell'interesse pubblico  in  materia
          di ambiente, paesaggio, beni culturali,  salute,  sicurezza
          pubblica o difesa nazionale, l'amministrazione  dispone  la
          sospensione  dell'attivita'  intrapresa.  L'atto   motivato
          interrompe  il  termine  di  cui  al  primo  periodo,   che
          ricomincia  a  decorrere  dalla  data  in  cui  il  privato
          comunica l'adozione delle suddette misure.  In  assenza  di
          ulteriori provvedimenti, decorso lo stesso termine, cessano
          gli effetti della sospensione eventualmente adottata. 
              4. Decorso il termine per l'adozione dei  provvedimenti
          di cui al comma 3, primo periodo, ovvero di  cui  al  comma
          6-bis,  l'amministrazione  competente  adotta  comunque   i
          provvedimenti previsti dal medesimo  comma  3  in  presenza
          delle condizioni previste dall'art. 21-nonies. 
              4-bis.  Il  presente  articolo  non  si  applica   alle
          attivita' economiche a  prevalente  carattere  finanziario,
          ivi comprese quelle regolate dal testo unico delle leggi in
          materia bancaria e creditizia di cui al decreto legislativo
          1° settembre 1993, n. 385, e dal testo unico in materia  di
          intermediazione finanziaria di cui al  decreto  legislativo
          24 febbraio 1998, n. 58. 
              5. 
              6. Ove il  fatto  non  costituisca  piu'  grave  reato,
          chiunque,   nelle   dichiarazioni    o    attestazioni    o
          asseverazioni  che  corredano  la  segnalazione  di  inizio
          attivita', dichiara o attesta  falsamente  l'esistenza  dei
          requisiti o dei presupposti di cui al comma 1 e' punito con
          la reclusione da uno a tre anni. 
              6-bis. Nei casi di Scia in materia edilizia, il termine
          di sessanta giorni di cui al primo periodo del comma  3  e'
          ridotto a trenta giorni. Fatta salva  l'applicazione  delle
          disposizioni di cui al  comma  4  e  al  comma  6,  restano
          altresi' ferme  le  disposizioni  relative  alla  vigilanza
          sull'attivita' urbanistico-edilizia, alle responsabilita' e
          alle sanzioni previste dal  decreto  del  Presidente  della
          Repubblica 6 giugno 2001, n.380, e dalle leggi regionali. 
              6-ter. La segnalazione certificata di inizio attivita',
          la denuncia e la  dichiarazione  di  inizio  attivita'  non
          costituiscono     provvedimenti     taciti     direttamente
          impugnabili.   Gli    interessati    possono    sollecitare
          l'esercizio delle verifiche  spettanti  all'amministrazione
          e, in caso di inerzia, esperire esclusivamente l'azione  di
          cui all'art. 31, commi 1, 2 e 3 del decreto  legislativo  2
          luglio 2010, n. 104.». 
              - Si riporta  il  testo  dell'art.  25,  comma  3,  del
          decreto  legislativo  26  marzo  2010,   n.   59,   recante
          «Attuazione della direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi
          nel mercato interno», pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale
          n. 94 del 23 aprile 2010, S.O.: 
              «Art. 25 (Sportello unico). - (Omissis). 
              3. Le domande, se contestuali alla comunicazione unica,
          disciplinata dall'art. 9 del decreto-legge 31 gennaio 2007,
          n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge  2  aprile
          2007, n. 40, sono presentate al registro delle  imprese  di
          cui all'art. 8 della legge 29 dicembre 1993, n. 580, che le
          trasmette immediatamente allo sportello unico. 
              (Omissis).». 
              - Si riporta il testo dell'art. 5, comma 2, del decreto
          del Presidente della Repubblica 7 settembre 2010,  n.  160,
          recante «Regolamento per la semplificazione ed il  riordino
          della disciplina sullo sportello  unico  per  le  attivita'
          produttive,  ai  sensi   dell'art.   38,   comma   3,   del
          decreto-legge 25  giugno  2008,  n.  112,  convertito,  con
          modificazioni,  dalla  legge  6  agosto  2008,   n.   133»,
          pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 229 del 30 settembre
          2010, S.O.: 
              «Art. 5 (Presentazione ed effetti delle segnalazioni  e
          delle istanze). - (Omissis). 
              2. La SCIA,  nei  casi  in  cui  sia  contestuale  alla
          comunicazione  unica,  e'  presentata  presso  il  registro
          imprese, che la trasmette immediatamente al SUAP, il  quale
          rilascia la ricevuta con modalita' ed effetti equivalenti a
          quelli previsti per la ricevuta di cui al comma 4. 
              (Omissis).». 
              - Si  riporta  il  testo  dell'art.  9,  comma  5,  del
          decreto-legge 31  gennaio  2007,  n.  7,  recante:  «Misure
          urgenti per la tutela dei consumatori, la promozione  della
          concorrenza,  lo  sviluppo  di  attivita'  economiche,   la
          nascita di nuove imprese, la valorizzazione dell'istruzione
          tecnico-professionale e  la  rottamazione  di  autoveicoli,
          convertito con modificazioni dalla L.  2  aprile  2007,  n.
          40», pubblicato  in  SO  n.  91,  relativo  nella  Gazzetta
          Ufficiale 2 aprile 2007, n. 77, S.O.: 
              «Art.   9   (Comunicazione   unica   per   la   nascita
          dell'impresa). - (Omissis). 
              5. La procedura di cui al presente articolo si  applica
          anche in caso  di  modifiche  o  cessazione  dell'attivita'
          d'impresa. 
              (Omissis).». 
              - Si riporta il  testo  dell'art.  8,  della  legge  29
          dicembre 1993, n. 580, recante «Riordinamento delle  camere
          di      commercio,      industria,      artigianato       e
          agricoltura», pubblicata  nella  Gazzetta  Ufficiale  n.  7
          dell'11 gennaio 1994, S. O.: 
              «Art. 8 (Registro delle imprese).  -  1.  E'  istituito
          presso la camera di commercio l'ufficio del registro  delle
          imprese di cui all'art. 2188 del codice civile. 
              2. Al  fine  di  garantire  condizioni  di  uniformita'
          informativa su tutto il territorio nazionale e fatte  salve
          le disposizioni legislative  e  regolamentari  in  materia,
          nonche' gli atti amministrativi generali da esse  previsti,
          il Ministero dello  sviluppo  economico,  d'intesa  con  il
          Ministero della  giustizia,  sentita  l'Unioncamere,  emana
          direttive  sulla  tenuta  del  registro,  assicurandone  la
          relativa vigilanza. 
              3. L'ufficio provvede alla tenuta  del  registro  delle
          imprese in conformita' agli articoli 2188, e seguenti,  del
          codice civile, nonche'  alle  disposizioni  della  presente
          legge e al regolamento di cui al comma 6-bis  del  presente
          articolo, sotto la vigilanza di uno o piu' giudici delegati
          scelti tra i giudici assegnati alle  sezioni  specializzate
          in materia  di  impresa,  e  nominati  dal  presidente  del
          Tribunale  competente  per  territorio  e  presso  cui   e'
          istituita la sezione specializzata in materia  di  impresa,
          su indicazione del presidente della medesima sezione. 
              4.  Gli  uffici  delle  Camere   di   commercio   della
          circoscrizione  territoriale  su  cui  ha   competenza   il
          tribunale delle imprese sono retti da un unico conservatore
          nominato dal Ministero dello sviluppo economico su proposta
          dell'Unioncamere, sentiti  i  presidenti  delle  camere  di
          commercio operanti nell'ambito della stessa circoscrizione,
          tra i dirigenti delle camere di commercio in  possesso  dei
          requisiti definiti  con  il  decreto  di  cui  al  comma  5
          dell'art. 20.  Il  conservatore  puo'  delegare  parte  dei
          propri compiti a dirigenti delle altre camere di  commercio
          della circoscrizione territoriale.  L'atto  di  nomina  del
          conservatore e' pubblicato sul sito istituzionale di  tutte
          le camere di commercio interessate e  del  Ministero  dello
          sviluppo economico. Il ruolo di conservatore costituisce  o
          integra il contenuto dell'incarico  dirigenziale  conferito
          dalla camere di commercio di appartenenza. 
              5. L'iscrizione nelle sezioni speciali ha  funzione  di
          certificazione anagrafica  di  pubblicita'  notizia,  oltre
          agli effetti previsti dalle leggi speciali. 
              6. La predisposizione, la tenuta, la conservazione e la
          gestione, secondo tecniche informatiche, del registro delle
          imprese ed il funzionamento dell'ufficio sono realizzati in
          modo da assicurare completezza ed organicita',  pubblicita'
          per tutte le imprese soggette ad iscrizione  attraverso  un
          unico  sistema   informativo   nazionale,   garantendo   la
          tempestivita'  dell'informazione  su  tutto  il  territorio
          nazionale. 
              6-bis. Con regolamento emanato, ai sensi dell'art.  17,
          comma 1, della legge 23 agosto 1988, n.  400,  su  proposta
          del Ministro dello sviluppo economico di  concerto  con  il
          Ministro  della  giustizia  e  con   il Ministro   per   la
          semplificazione  e  la   pubblica   amministrazione,   sono
          disciplinate le norme di attuazione del presente articolo. 
              6-ter. Fino all'emanazione del decreto di cui al  comma
          6-bis continua ad  applicarsi  il  decreto  del  Presidente
          della Repubblica 7 dicembre  1995,  n.  581,  e  successive
          modificazioni.». 
              - Il decreto del Presidente della Repubblica 7 dicembre
          1995, n. 581, recante «Regolamento di attuazione  dell'art.
          8 della legge 29 dicembre  1993,  n.  580,  in  materia  di
          istituzione del registro delle imprese di cui all'art. 2188
          del codice civile», e' pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale
          n. 28 del 3 febbraio 1996, S.O. 
              - Il decreto legislativo 7 marzo 2005, n.  82,  recante
          «Codice dell'amministrazione digitale», e' pubblicato nella
          Gazzetta Ufficiale n. 112 del 16 maggio 2005, S.O. 
              - Il decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33,  recante
          «Riordino  della  disciplina  riguardante  il  diritto   di
          accesso civico e gli obblighi di pubblicita', trasparenza e
          diffusione  di  informazioni  da  parte   delle   pubbliche
          amministrazioni», e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.
          80 del 5 aprile 2013. 
              - L'art. 20 del decreto legislativo 26 marzo  2010,  n.
          59,  recante  «Attuazione   della   direttiva   2006/123/CE
          relativa ai servizi nel mercato interno», reca: 
              «Art. 20 (Esercizio di attivita' di servizi  in  regime
          di libera prestazione). - 1. La  prestazione  temporanea  e
          occasionale  di  servizi   e'   consentita   ai   cittadini
          comunitari e agli altri prestatori aventi la sede  sociale,
          l'amministrazione  centrale  o  il  centro   di   attivita'
          principale all'interno  dell'Unione  europea,  quando  sono
          stabiliti in uno Stato membro. 
              2. I requisiti applicabili  ai  prestatori  di  servizi
          stabiliti in Italia si applicano  ai  soggetti  di  cui  al
          comma 1 in caso di  prestazione  temporanea  e  occasionale
          solo se sussistono ragioni di ordine pubblico, di  pubblica
          sicurezza, di sanita' pubblica o di  tutela  dell'ambiente,
          nel rispetto dei  principi  di  non  discriminazione  e  di
          proporzionalita'. 
              3. Restano ferme le disposizioni di cui  al  titolo  II
          del  decreto  legislativo  9  novembre  2007,  n.  206,  di
          recepimento della direttiva 2005/36/CE.». 
 
          Note all'art. 1: 
              - Per i riferimenti al decreto  legislativo  18  luglio
          2005, n. 171, si veda nelle note alle premesse. 
              - Per i riferimenti al  decreto  legislativo  26  marzo
          2010, n. 59, si veda nelle note alle premesse. 
              - Per i riferimenti all'art. 19 della  legge  7  agosto
          1990, n. 241, si veda nelle note alle premesse. 
              - Si riporta  il  testo  dell'art.  38,  comma  3,  del
          decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, recante «Disposizioni
          urgenti per lo sviluppo economico, la  semplificazione,  la
          competitivita', la stabilizzazione della finanza pubblica e
          la perequazione Tributaria», convertito, con modificazioni,
          dalla legge 6 agosto 2008, n. 133: 
              «Art. 38 (Impresa in un giorno). - (Omissis). 
              3. Con regolamento, adottato  ai  sensi  dell'art.  17,
          comma 2, della legge 23 agosto 1988, n.  400,  su  proposta
          del Ministro dello sviluppo economico e del Ministro per la
          semplificazione normativa, di concerto con il Ministro  per
          la pubblica amministrazione  e  l'innovazione,  sentita  la
          Conferenza  unificata  di  cui  all'art.  8   del   decreto
          legislativo  28  agosto  1997,   n.   281,   e   successive
          modificazioni,  si  procede  alla  semplificazione   e   al
          riordino della disciplina  dello  sportello  unico  per  le
          attivita' produttive  di  cui  al  regolamento  di  cui  al
          decreto del Presidente della Repubblica 20 ottobre 1998, n.
          447,  e  successive  modificazioni,  in  base  ai  seguenti
          principi e criteri, nel rispetto di quanto  previsto  dagli
          articoli 19, comma 1 e 20, comma 4, della  legge  7  agosto
          1990, n. 241: 
              a) attuazione del principio secondo cui,  salvo  quanto
          previsto per i soggetti privati di cui alla  lettera  c)  e
          dall'art. 9  del  decreto-legge  31  gennaio  2007,  n.  7,
          convertito, con modificazioni, dalla legge 2  aprile  2007,
          n. 40, lo sportello  unico  costituisce  l'unico  punto  di
          accesso per il richiedente in relazione a tutte le  vicende
          amministrative riguardanti la sua  attivita'  produttiva  e
          fornisce, altresi', una  risposta  unica  e  tempestiva  in
          luogo  di  tutte  le  pubbliche  amministrazioni   comunque
          coinvolte nel procedimento,  ivi  comprese  quelle  di  cui
          all'art. 14-quater, comma 3, della legge 7 agosto 1990,  n.
          241; 
              a-bis)  viene  assicurato,  anche  attraverso  apposite
          misure  telematiche,  il  collegamento  tra  le   attivita'
          relative  alla  costituzione  dell'impresa  di   cui   alla
          comunicazione   unica   disciplinata   dall'art.   9    del
          decreto-legge  31  gennaio  2007,  n.  7,  convertito,  con
          modificazioni, dalla legge 2  aprile  2007,  n.  40,  e  le
          attivita' relative alla attivita' produttiva  di  cui  alla
          lettera a) del presente comma; 
              b) le disposizioni si applicano sia per  l'espletamento
          delle procedure e delle  formalita'  per  i  prestatori  di
          servizi di cui alla direttiva  2006/123/CE  del  Parlamento
          europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, sia  per  la
          realizzazione e la modifica di impianti produttivi di  beni
          e servizi; 
              c)  l'attestazione  della  sussistenza  dei   requisiti
          previsti  dalla  normativa   per   la   realizzazione,   la
          trasformazione,   il   trasferimento   e   la    cessazione
          dell'esercizio  dell'attivita'  di  impresa   puo'   essere
          affidata a soggetti privati accreditati  ("Agenzie  per  le
          imprese"). In caso di istruttoria con esito positivo,  tali
          soggetti   privati   rilasciano   una   dichiarazione    di
          conformita'  che  costituisce  titolo  autorizzatorio   per
          l'esercizio   dell'attivita'.   Qualora   si   tratti    di
          procedimenti  che  comportino  attivita'  discrezionale  da
          parte dell'Amministrazione, i soggetti privati  accreditati
          svolgono unicamente attivita'  istruttorie  in  luogo  e  a
          supporto dello sportello unico; 
              d) i comuni che non hanno istituito lo sportello unico,
          ovvero il cui sportello unico non risponde ai requisiti  di
          cui alla lettera a) esercitano le  funzioni  relative  allo
          sportello unico,  delegandole  alle  camere  di  commercio,
          industria, artigianato e agricoltura  le  quali  mettono  a
          disposizione  il  portale  "impresa.gov"  che   assume   la
          denominazione di "impresainungiorno", prevedendo  forme  di
          gestione congiunta con l'ANCI; 
              e)  l'attivita'  di   impresa   puo'   essere   avviata
          immediatamente  nei  casi  in  cui   sia   sufficiente   la
          presentazione della dichiarazione di inizio attivita'  allo
          sportello unico; 
              f) lo sportello unico, al momento  della  presentazione
          della dichiarazione attestante la sussistenza dei requisiti
          previsti per la realizzazione dell'intervento, rilascia una
          ricevuta che, in caso di dichiarazione di inizio attivita',
          costituisce titolo autorizzatorio; 
              g) per i progetti di impianto produttivo  eventualmente
          contrastanti con le previsioni degli strumenti urbanistici,
          e' previsto un termine di trenta giorni per il rigetto o la
          formulazione   di   osservazioni   ostative,   ovvero   per
          l'attivazione  della   conferenza   di   servizi   per   la
          conclusione certa del procedimento; 
              h) in  caso  di  mancato  ricorso  alla  conferenza  di
          servizi,  scaduto  il  termine  previsto   per   le   altre
          amministrazioni per pronunciarsi sulle  questioni  di  loro
          competenza, l'amministrazione procedente conclude  in  ogni
          caso il procedimento prescindendo dal loro avviso;  in  tal
          caso, salvo il caso di  omessa  richiesta  dell'avviso,  il
          responsabile del procedimento non puo'  essere  chiamato  a
          rispondere degli eventuali danni  derivanti  dalla  mancata
          emissione degli avvisi medesimi.». 
              - L'art. 2188 del codice civile reca: 
              «Art. 2188 (Registro delle imprese). - E' istituito  il
          registro delle imprese per  le  iscrizioni  previste  dalla
          legge. 
              Il registro e' tenuto dall'ufficio del  registro  delle
          imprese sotto la  vigilanza  di  un  giudice  delegato  dal
          presidente del tribunale. 
              Il registro e' pubblico.». 
              - Si riporta il testo dell'art. 9  del  citato  decreto
          del Presidente della Repubblica 7 dicembre 1995, n. 581: 
              «Art.  9  (Repertorio  delle   notizie   economiche   e
          amministrative) - 1. In attuazione dell'art.  8,  comma  8,
          lettera  d),  della  legge  n.  580,  presso  l'ufficio  e'
          istituito  il  repertorio  delle  notizie   economiche   ed
          amministrative (REA). 
              2. Sono obbligati alla denuncia al REA: 
                a) gli esercenti  tutte  le  attivita'  economiche  e
          professionali la cui denuncia alla camera di commercio  sia
          prevista  dalle  norme  vigenti,  purche'   non   obbligati
          all'iscrizione  in  albi  tenuti  da   ordini   o   collegi
          professionali; 
                b) gli imprenditori con  sede  principale  all'estero
          che aprono nel territorio nazionale unita' locali. 
              3.  Il  REA   contiene   le   notizie   economiche   ed
          amministrative per le quali e' prevista  la  denuncia  alla
          camera di commercio e la relativa utilizzazione  dal  regio
          decreto 20 settembre 1934, n. 2011,  dal  regio  decreto  4
          gennaio 1925, n. 29,  dall'art.  29  del  decreto-legge  28
          febbraio 1983, n. 55, convertito, con modificazioni,  dalla
          legge 26 aprile  1983,  n.  131,  e  da  altre  leggi,  con
          esclusione di quelle gia' iscritte o annotate nel  registro
          delle imprese e nelle sue sezioni speciali. Con decreto del
          Ministro, d'intesa con il Ministro delle risorse  agricole,
          alimentari e forestali per la parte riguardante le  imprese
          agricole, sono indicate le notizie di carattere  economico,
          statistico, amministrativo che  l'ufficio  puo'  acquisire,
          invece che  dai  privati,  direttamente  dagli  archivi  di
          pubbliche amministrazioni e dei concessionari  di  pubblici
          servizi secondo le  norme  vigenti,  nonche'  dall'archivio
          statistico delle imprese  attive  costituito  a  norma  del
          regolamento CEE n. 2186 del 22  luglio  1993,  purche'  non
          coperte dal segreto statistico. Con lo stesso decreto  sono
          stabilite modalita'  semplificate  per  la  denuncia  delle
          notizie di carattere economico ed amministrativo  da  parte
          dei soggetti iscritti o annotati nelle sezioni speciali. 
              4.  L'esercente  attivita'   agricole   deve   altresi'
          indicare, qualora non compresi  negli  archivi  di  cui  al
          comma 3, i dati colturali, l'estensione e la tipologia  dei
          terreni con i relativi dati catastali, la  tipologia  degli
          allevamenti del bestiame, secondo il modello approvato  con
          decreto del Ministro, di concerto  con  il  Ministro  delle
          risorse  agricole,  alimentari  e  forestali,  sentita   la
          Conferenza permanente per  i  rapporti  tra  lo  Stato,  le
          regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. 
              5. Il REA e' gestito secondo tecniche informatiche  nel
          rispetto   delle   norme   vigenti.   L'ufficio    provvede
          all'inserimento nella memoria elettronica del REA dei  dati
          contenuti  nella  denuncia,  redatta  secondo  il   modello
          approvato dal Ministro.». 
              - Per i riferimenti alla legge  29  dicembre  1993,  n.
          580, si veda nelle note alle premesse. 
              - Per  il  testo  dell'art.  9,  del  decreto-legge  31
          gennaio 2007, n. 7, convertito,  con  modificazioni,  dalla
          legge 2 aprile  2007,  n.  40,  si  veda  nelle  note  alle
          premesse. 
              - Per i riferimenti al decreto  legislativo  18  luglio
          2005, n. 171, si veda nelle note alle premesse. 
              - Si riporta il testo degli articoli 11, comma  1,  14,
          comma 1, e 18, comma 1, del citato decreto  del  Presidente
          della repubblica 7 dicembre 1995, n. 581: 
              «Art. 11 (Procedimento di iscrizione su domanda). -  1.
          Per  l'attuazione  della  pubblicita'  nel  registro  delle
          imprese, il richiedente presenta all'ufficio  della  camera
          di commercio della provincia, nella quale l'imprenditore ha
          sede, una domanda recante  la  data  e  la  sottoscrizione,
          redatta  secondo  il  modello  approvato  con  decreto  del
          Ministro. 
              (Omissis).». 
              «Art. 14  (Procedimento  di  deposito).  -  1.  Per  il
          deposito  degli  atti  presso  l'ufficio,  il   richiedente
          presenta  all'ufficio  della  camera  di  commercio   della
          provincia, nella quale l'imprenditore ha sede, una  domanda
          redatta  secondo  il  modello  approvato  con  decreto  del
          Ministro dell'industria, datata e sottoscritta. 
              (Omissis).». 
              «Art. 18  (Procedimento  di  iscrizione  nelle  sezioni
          speciali). - 1. Per la iscrizione  nelle  sezioni  speciali
          del registro delle imprese, il richiedente deve presentare,
          entro trenta giorni dall'inizio dell'attivita' di impresa o
          dalla conclusione del contratto sociale, all'ufficio  della
          camera   di   commercio   della   provincia   nella   quale
          l'imprenditore ha sede, una domanda, recante la data  e  la
          sottoscrizione, redatta secondo il  modello  approvato  con
          decreto del Ministro e accompagnata dai documenti richiesti
          dallo stesso. 
              (Omissis).».