MINISTERO DELLA GIUSTIZIA

DECRETO 4 agosto 2021, n. 124

Regolamento concernente norme per la ripartizione degli incentivi per funzioni tecniche ai sensi dell'articolo 113 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50. (21G00132)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 01/10/2021
vigente al 21/01/2022
Testo in vigore dal: 1-10-2021
attiva riferimenti normativi
 
                     IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA 
 
  Visto l'articolo 17, commi 3 e 4, della legge 23  agosto  1988,  n.
400; 
  Visto  il  decreto  legislativo  9  aprile  2008,  n.  81,  recante
«Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto  2007,  n.  123,  in
materia di tutela della  salute  e  della  sicurezza  nei  luoghi  di
lavoro»; 
  Visto il decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, recante «Codice
dei contratti pubblici» e, in particolare, l'articolo 113; 
  Visto il decreto del Ministro della giustizia  9  luglio  2008,  n.
139, di adozione del «Regolamento recante norme per  la  ripartizione
dell'incentivo economico di cui all'articolo 92, comma 5, del decreto
legislativo 12 aprile  2006,  n.  163»,  pubblicato  nel  supplemento
ordinario n. 202 alla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n.
210 dell'8 settembre 2008; 
  Visto il contratto collettivo  nazionale  del  lavoro  relativo  al
personale del comparto ministeri, sottoscritto in data  14  settembre
2007 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica  italiana
n. 237 dell'11 ottobre 2007; 
  Ritenuto di  dover  procedere  ai  sensi  di  quanto  previsto  dal
predetto articolo 113 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50; 
  Sentite le organizzazioni sindacali di settore; 
  Udito il parere del Consiglio  di  Stato,  espresso  dalla  sezione
consultiva degli atti normativi nell'adunanza del 23 febbraio 2021; 
  Vista la comunicazione  effettuata  in  data  5  luglio  2021  alla
Presidenza del Consiglio dei Ministri,  ai  sensi  dell'articolo  17,
comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400; 
 
                               Adotta 
                      il seguente regolamento: 
 
                               Art. 1 
 
                   Oggetto, ambito di applicazione 
                      e costituzione del Fondo 
 
  1. Il presente  regolamento  disciplina,  per  il  Ministero  della
giustizia,  la  quantificazione,  le  modalita'  ed  i   criteri   di
ripartizione delle risorse finanziarie di cui all'articolo 113, comma
2, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50. 
  2. Ai fini del presente regolamento  si  applicano  le  definizioni
contenute nel decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50  (di  seguito
denominato «decreto legislativo»). 
  3. A valere sugli stanziamenti previsti per i  singoli  appalti  di
lavori,  servizi  e  forniture  viene  costituito,  nell'ambito   dei
rispettivi  quadri  economici,  un  apposito  Fondo  in  misura   non
superiore al 2 per cento degli importi posti a base di gara e pari  a
quanto stabilito dagli articoli 5, comma 1, e 6, comma 2. In caso  di
modifiche, nonche' di varianti, dei contratti di appalto in corso  di
validita', nelle  ipotesi  previste  dall'articolo  106  del  decreto
legislativo, autorizzate dal responsabile unico del procedimento, che
comportino un incremento dell'importo a base di gara, il Fondo di cui
al primo periodo e' determinato in riferimento al nuovo importo lordo
del contratto di appalto, nel rispetto del limite massimo del  2  per
cento di cui all'articolo 113, comma 2, del decreto  legislativo.  La
liquidazione   degli   incentivi,   come   ricalcolati   a    seguito
dell'incremento del Fondo ai sensi del secondo periodo e' effettuata,
secondo le aliquote gia' definite, a favore di tutti soggetti  aventi
diritto di cui all'articolo 2. Le risorse finanziarie di cui al comma
4, destinate agli incentivi per le funzioni tecniche, sono prelevate,
attraverso opportune variazioni di bilancio, dagli  stanziamenti  dei
capitoli utilizzati per il singolo lavoro,  servizio  e  fornitura  e
versate in uno specifico capitolo di nuova istituzione dello stato di
previsione del Ministero della giustizia. 
  4. L'80 per cento delle risorse finanziarie del Fondo e'  ripartito
tra il personale del Ministero della  giustizia,  che,  per  ciascuna
opera  o  lavoro,  servizio  o  fornitura,  e'  incaricato  e  svolge
effettivamente le funzioni tecniche per le attivita', anche in  quota
parte, di cui all'articolo 113, comma 2, del  decreto  legislativo  e
specificamente: 
  a) programmazione della spesa per investimenti; 
  b) valutazione preventiva dei progetti; 
  c) predisposizione  e  controllo  delle  procedure  di  gara  e  di
esecuzione dei contratti pubblici; 
  d) responsabile unico del procedimento; 
  e) direzione dei lavori; 
  f) direzione dell'esecuzione dei contratti di servizi e forniture; 
  g) collaudo tecnico amministrativo; 
  h) collaudo statico; 
  i) verifica di conformita' nei contratti di servizi e forniture. 
  5.  Il   restante   20   per   cento   del   Fondo   e'   destinato
all'amministrazione secondo quanto disposto dall'articolo 113,  comma
4, del decreto legislativo. 
  6. Quando il Ministero della giustizia si avvale di una centrale di
committenza il Fondo costituito a norma del comma 3 e'  destinato  ai
dipendenti della centrale, limitatamente alle funzioni effettivamente
svolte per  le  attivita'  di  cui  al  comma  4,  sulla  base  della
ripartizione  prevista   dal   regolamento   dell'amministrazione   o
dell'ente  che  funge  da  centrale  di   committenza.   E'   esclusa
l'applicazione del primo periodo nell'ipotesi  in  cui  l'avvalimento
della  centrale  di   committenza   avviene   previo   riconoscimento
convenzionale di un corrispettivo. 
  7.  Quando  il  Ministero  della  giustizia   presta   servizi   in
convenzione in favore di altre pubbliche  amministrazioni,  il  Fondo
costituito a norma del comma 3 e' destinato, in misura non  superiore
al 2 per cento degli importi posti a base di gara, ai dipendenti  del
medesimo Ministero, limitatamente alle funzioni effettivamente svolte
per le attivita' di cui al comma 4,  sulla  base  della  ripartizione
prevista dal presente regolamento. 
          NOTE 
          Avvertenza: 
              Il testo delle note qui  pubblicato  e'  stato  redatto
          dall'amministrazione  competente  per  materia,  ai   sensi
          dell'art.  10,  commi  2  e 3,  del   Testo   unico   delle
          disposizioni    sulla    promulgazione     delle     leggi,
          sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
          e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica  italiana,
          approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985,  n.  1092,  al  solo
          fine di facilitare la lettura delle disposizioni  di  legge
          modificate o alle  quali  e'  operato  il  rinvio.  Restano
          invariati il valore e l'efficacia  degli  atti  legislativi
          qui trascritti. 
          Note alle premesse: 
              - Si riporta il testo dell'art. 17, commi 3 e 4,  della
          legge 23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell'attivita'  di
          Governo e ordinamento della Presidenza  del  Consiglio  dei
          ministri): 
                «Art. 17 (Regolamenti). - Commi 1. e 2. Omissis. 
                3. Con decreto ministeriale possono  essere  adottati
          regolamenti nelle materie di competenza del ministro  o  di
          autorita'  sottordinate  al  ministro,  quando   la   legge
          espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per
          materie di competenza  di  piu'  ministri,  possono  essere
          adottati con decreti interministeriali, ferma  restando  la
          necessita' di apposita autorizzazione da parte della legge.
          I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono
          dettare norme contrarie a quelle  dei  regolamenti  emanati
          dal Governo. Essi debbono essere comunicati  al  Presidente
          del Consiglio dei ministri prima della loro emanazione. 
                4. I regolamenti di cui al comma 1 ed  i  regolamenti
          ministeriali ed interministeriali,  che  devono  recare  la
          denominazione di "regolamento", sono adottati previo parere
          del  Consiglio  di  Stato,  sottoposti  al  visto  ed  alla
          registrazione della Corte  dei  conti  e  pubblicati  nella
          Gazzetta Ufficiale. 
                Commi 4-bis. e 4-ter. Omissis.». 
              -  Si  riporta  il  testo  dell'art.  113  del  decreto
          legislativo 18 aprile 2016, n.  50  (Codice  dei  contratti
          pubblici): 
                «Art. 113 (Incentivi per funzioni tecniche). - 1. Gli
          oneri  inerenti  alla  progettazione,  alla  direzione  dei
          lavori ovvero al direttore dell'esecuzione, alla vigilanza,
          ai collaudi tecnici e amministrativi ovvero alle  verifiche
          di conformita', al collaudo  statico,  agli  studi  e  alle
          ricerche  connessi,  alla  progettazione   dei   piani   di
          sicurezza e  di  coordinamento  e  al  coordinamento  della
          sicurezza in fase di esecuzione quando  previsti  ai  sensi
          del  decreto  legislativo  9  aprile  2008,  n.  81,   alle
          prestazioni professionali e specialistiche necessari per la
          redazione  di  un  progetto  esecutivo  completo  in   ogni
          dettaglio fanno carico agli  stanziamenti  previsti  per  i
          singoli appalti di lavori, servizi e forniture negli  stati
          di previsione della spesa  o  nei  bilanci  delle  stazioni
          appaltanti. 
                2. A valere sugli stanziamenti di cui al comma 1,  le
          amministrazioni aggiudicatrici  destinano  ad  un  apposito
          fondo risorse finanziarie in misura non superiore al 2  per
          cento  modulate  sull'importo   dei   lavori,   servizi   e
          forniture, posti a base di gara per  le  funzioni  tecniche
          svolte dai dipendenti delle stesse  esclusivamente  per  le
          attivita' di programmazione della spesa  per  investimenti,
          di valutazione preventiva dei progetti, di  predisposizione
          e di controllo delle procedure di gara e di esecuzione  dei
          contratti pubblici, di RUP, di direzione dei lavori  ovvero
          direzione   dell'esecuzione   e   di    collaudo    tecnico
          amministrativo  ovvero  di  verifica  di  conformita',   di
          collaudatore  statico   ove   necessario   per   consentire
          l'esecuzione del contratto nel  rispetto  dei  documenti  a
          base di gara, del progetto, dei tempi e costi prestabiliti.
          Tale  fondo  non   e'   previsto   da   parte   di   quelle
          amministrazioni aggiudicatrici per le quali sono in  essere
          contratti o convenzioni che prevedono modalita' diverse per
          la retribuzione delle funzioni tecniche svolte  dai  propri
          dipendenti. Gli enti che costituiscono o  si  avvalgono  di
          una centrale di committenza possono destinare  il  fondo  o
          parte  di  esso  ai  dipendenti  di   tale   centrale.   La
          disposizione di cui  al  presente  comma  si  applica  agli
          appalti relativi a servizi o forniture nel caso in  cui  e'
          nominato il direttore dell'esecuzione. 
                3. L'ottanta per cento delle risorse finanziarie  del
          fondo costituito ai sensi del comma  2  e'  ripartito,  per
          ciascuna  opera  o  lavoro,  servizio,  fornitura  con   le
          modalita' e i criteri previsti in  sede  di  contrattazione
          decentrata  integrativa  del  personale,  sulla   base   di
          apposito regolamento adottato dalle amministrazioni secondo
          i rispettivi ordinamenti, tra  il  responsabile  unico  del
          procedimento e i soggetti che svolgono le funzioni tecniche
          indicate al comma 2 nonche' tra i loro  collaboratori.  Gli
          importi sono comprensivi anche degli oneri previdenziali  e
          assistenziali      a      carico      dell'amministrazione.
          L'amministrazione  aggiudicatrice  o  l'ente  aggiudicatore
          stabilisce i criteri e le modalita' per la riduzione  delle
          risorse finanziarie connesse alla singola opera o lavoro  a
          fronte di eventuali incrementi dei tempi o  dei  costi  non
          conformi alle norme del presente decreto. La corresponsione
          dell'incentivo e' disposta dal dirigente o dal responsabile
          di servizio  preposto  alla  struttura  competente,  previo
          accertamento delle specifiche attivita' svolte dai predetti
          dipendenti. Gli incentivi complessivamente corrisposti  nel
          corso dell'anno al singolo  dipendente,  anche  da  diverse
          amministrazioni, non possono superare l'importo del 50  per
          cento del trattamento economico complessivo annuo lordo. Le
          quote parti dell'incentivo corrispondenti a prestazioni non
          svolte  dai  medesimi  dipendenti,  in  quanto  affidate  a
          personale   esterno    all'organico    dell'amministrazione
          medesima,   ovvero   prive   del   predetto   accertamento,
          incrementano la quota del fondo  di  cui  al  comma  2.  Il
          presente comma non si applica al  personale  con  qualifica
          dirigenziale. 
                4. Il restante 20 per cento delle risorse finanziarie
          del fondo di cui  al  comma  2  ad  esclusione  di  risorse
          derivanti da finanziamenti europei o da altri finanziamenti
          a destinazione vincolata e' destinato all'acquisto da parte
          dell'ente di beni, strumentazioni e tecnologie funzionali a
          progetti di innovazione anche per  il  progressivo  uso  di
          metodi e strumenti elettronici  specifici  di  modellazione
          elettronica informativa per l'edilizia e le infrastrutture,
          di implementazione delle banche dati per il controllo e  il
          miglioramento della capacita' di spesa e di efficientamento
          informatico, con particolare riferimento alle metodologie e
          strumentazioni elettroniche  per  i  controlli.  Una  parte
          delle risorse  puo'  essere  utilizzato  per  l'attivazione
          presso  le  amministrazioni  aggiudicatrici   di   tirocini
          formativi e di orientamento di cui  all'articolo  18  della
          legge 24 giugno 1997,  n.  196  o  per  lo  svolgimento  di
          dottorati di ricerca di alta qualificazione nel settore dei
          contratti  pubblici  previa  sottoscrizione   di   apposite
          convenzioni con le Universita' e  gli  istituti  scolastici
          superiori. 
                5. Per i compiti svolti dal personale di una centrale
          unica di  committenza  nell'espletamento  di  procedure  di
          acquisizione di lavori, servizi e forniture  per  conto  di
          altri enti, puo' essere riconosciuta,  su  richiesta  della
          centrale  unica  di  committenza,  una  quota  parte,   non
          superiore ad un quarto, dell'incentivo previsto  dal  comma
          2. 
                5-bis. Gli incentivi  di  cui  al  presente  articolo
          fanno capo al medesimo capitolo di  spesa  previsto  per  i
          singoli lavori, servizi e forniture.». 
 
          Note all'art. 1: 
              - Per l'art. 113,  commi  2  e  4  del  citato  decreto
          legislativo 18 aprile 2016, n. 50, vedi note alle premesse. 
              - Si riporta il testo dell'art. 106 del citato  decreto
          legislativo 18 aprile 2016, n. 50: 
                «Art. 106 (Modifica di contratti durante  il  periodo
          di efficacia). - 1. Le modifiche, nonche' le varianti,  dei
          contratti di appalto in corso di  validita'  devono  essere
          autorizzate   dal   RUP   con   le    modalita'    previste
          dall'ordinamento  della  stazione  appaltante  cui  il  RUP
          dipende. I contratti di appalto nei settori ordinari e  nei
          settori speciali possono essere modificati senza una  nuova
          procedura di affidamento nei casi seguenti: 
                  a) se le modifiche, a prescindere dal  loro  valore
          monetario,  sono  state  previste  nei  documenti  di  gara
          iniziali in clausole chiare, precise e inequivocabili,  che
          possono comprendere clausole di revisione dei prezzi.  Tali
          clausole fissano  la  portata  e  la  natura  di  eventuali
          modifiche nonche' le condizioni  alle  quali  esse  possono
          essere impiegate, facendo riferimento alle  variazioni  dei
          prezzi  e  dei  costi  standard,  ove  definiti.  Esse  non
          apportano modifiche che avrebbero l'effetto di alterare  la
          natura generale del contratto o dell'accordo quadro. Per  i
          contratti relativi ai lavori, le variazioni  di  prezzo  in
          aumento o in diminuzione  possono  essere  valutate,  sulla
          base dei prezzari di cui all'art. 23,  comma  7,  solo  per
          l'eccedenza rispetto al dieci per cento rispetto al  prezzo
          originario e comunque in misura  pari  alla  meta'.  Per  i
          contratti relativi a  servizi  o  forniture  stipulati  dai
          soggetti aggregatori restano ferme le disposizioni  di  cui
          all'art. 1, comma 511, della legge  28  dicembre  2015,  n.
          208; 
                  b) per lavori, servizi o  forniture,  supplementari
          da  parte  del  contraente  originale  che  si  sono   resi
          necessari e non erano inclusi nell'appalto iniziale, ove un
          cambiamento del  contraente  produca  entrambi  i  seguenti
          effetti, fatto salvo quanto previsto dal comma  7  per  gli
          appalti nei settori ordinari: 
                    1) risulti impraticabile per motivi  economici  o
          tecnici   quali    il    rispetto    dei    requisiti    di
          intercambiabilita' o interoperabilita' tra apparecchiature,
          servizi   o   impianti   esistenti   forniti    nell'ambito
          dell'appalto iniziale; 
                    2) comporti per l'amministrazione  aggiudicatrice
          o l'ente aggiudicatore notevoli disguidi o una  consistente
          duplicazione dei costi; 
                  c)  ove  siano  soddisfatte   tutte   le   seguenti
          condizioni, fatto salvo quanto previsto per gli appalti nei
          settori ordinari dal comma 7: 
                    1) la necessita' di modifica  e'  determinata  da
          circostanze     impreviste     e     imprevedibili      per
          l'amministrazione    aggiudicatrice    o     per     l'ente
          aggiudicatore. In tali casi le  modifiche  all'oggetto  del
          contratto assumono la denominazione di  varianti  in  corso
          d'opera. Tra le predette circostanze puo'  rientrare  anche
          la  sopravvenienza  di  nuove  disposizioni  legislative  o
          regolamentari o provvedimenti di autorita' od enti preposti
          alla tutela di interessi rilevanti; 
                    2) la modifica non altera la natura generale  del
          contratto; 
                  d) se un nuovo contraente sostituisce quello a  cui
          la  stazione  appaltante  aveva  inizialmente   aggiudicato
          l'appalto a causa di una delle seguenti circostanze: 
                    1) una clausola di  revisione  inequivocabile  in
          conformita' alle disposizioni di cui alla lettera a); 
                    2) all'aggiudicatario iniziale succede, per causa
          di  morte  o  a  seguito  di  ristrutturazioni  societarie,
          comprese rilevazioni, fusioni,  scissioni,  acquisizione  o
          insolvenza, un altro operatore  economico  che  soddisfi  i
          criteri di selezione  qualitativa  stabiliti  inizialmente,
          purche' cio' non implichi altre  modifiche  sostanziali  al
          contratto e non sia finalizzato ad  eludere  l'applicazione
          del presente codice; 
                    3)   nel   caso    in    cui    l'amministrazione
          aggiudicatrice  o  l'ente  aggiudicatore  si   assuma   gli
          obblighi del contraente principale nei confronti  dei  suoi
          subappaltatori; 
                  e) se le modifiche non sono  sostanziali  ai  sensi
          del comma 4. Le stazioni appaltanti possono  stabilire  nei
          documenti di gara  soglie  di  importi  per  consentire  le
          modifiche. 
                2. I contratti possono parimenti  essere  modificati,
          oltre a quanto previsto al comma 1, senza necessita' di una
          nuova procedura a norma del presente codice, se  il  valore
          della modifica e'  al  di  sotto  di  entrambi  i  seguenti
          valori: 
                  a) le soglie fissate all'art. 35; 
                  b)  il  10  per  cento  del  valore  iniziale   del
          contratto per i contratti di servizi e  forniture  sia  nei
          settori ordinari che speciali ovvero il 15  per  cento  del
          valore iniziale del contratto per i contratti di lavori sia
          nei settori ordinari che speciali. Tuttavia la modifica non
          puo'  alterare  la  natura  complessiva  del  contratto   o
          dell'accordo quadro. In caso di piu' modifiche  successive,
          il valore e' accertato sulla base  del  valore  complessivo
          netto delle successive modifiche. Qualora la necessita'  di
          modificare il contratto derivi da errori o da omissioni nel
          progetto esecutivo, che pregiudicano in tutto o in parte la
          realizzazione dell'opera o la sua  utilizzazione,  essa  e'
          consentita solo nei limiti quantitativi di cui al  presente
          comma, ferma restando la  responsabilita'  dei  progettisti
          esterni. 
                3. Ai fini del calcolo del prezzo di cui ai commi  1,
          lettere b) e c), 2 e 7, il prezzo aggiornato e'  il  valore
          di riferimento quando il contratto prevede una clausola  di
          indicizzazione. 
                4. Una modifica di  un  contratto  o  di  un  accordo
          quadro  durante  il  periodo   della   sua   efficacia   e'
          considerata sostanziale ai sensi del comma 1,  lettera  e),
          quando altera considerevolmente gli elementi essenziali del
          contratto originariamente pattuiti.  In  ogni  caso,  fatti
          salvi  i  commi  1  e  2,  una  modifica   e'   considerata
          sostanziale se una o piu' delle  seguenti  condizioni  sono
          soddisfatte: 
                  a) la modifica introduce condizioni che, se fossero
          state  contenute  nella   procedura   d'appalto   iniziale,
          avrebbero consentito l'ammissione di candidati  diversi  da
          quelli  inizialmente  selezionati   o   l'accettazione   di
          un'offerta diversa da quella inizialmente accettata, oppure
          avrebbero attirato ulteriori partecipanti alla procedura di
          aggiudicazione; 
                  b) la modifica cambia  l'equilibrio  economico  del
          contratto    o     dell'accordo     quadro     a     favore
          dell'aggiudicatario in  modo  non  previsto  nel  contratto
          iniziale; 
                  c) la modifica  estende  notevolmente  l'ambito  di
          applicazione del contratto; 
                  d) se un nuovo contraente  sostituisce  quello  cui
          l'amministrazione  aggiudicatrice  o  l'ente  aggiudicatore
          aveva inizialmente aggiudicato l'appalto in casi diversi da
          quelli previsti al comma 1, lettera d). 
                5.  Le  amministrazioni  aggiudicatrici  o  gli  enti
          aggiudicatori  che  hanno  modificato  un  contratto  nelle
          situazioni di cui al comma 1, lettere b) e  c),  pubblicano
          un avviso al riguardo nella Gazzetta ufficiale  dell'Unione
          europea.  Tale  avviso  contiene  le  informazioni  di  cui
          all'allegato XIV, parte I,  lettera  E,  ed  e'  pubblicato
          conformemente all'art. 72 per i settori ordinari e all'art.
          130 per i settori speciali.  Per  i  contratti  di  importo
          inferiore alla soglia di cui all'art.  35,  la  pubblicita'
          avviene in ambito nazionale. 
                6. Una nuova procedura d'appalto  in  conformita'  al
          presente  codice   e'   richiesta   per   modifiche   delle
          disposizioni di un contratto pubblico di un accordo  quadro
          durante il periodo della sua efficacia  diverse  da  quelle
          previste ai commi 1 e 2. 
                7. Nei casi di cui al comma 1, lettere b) e c), per i
          settori ordinari il contratto  puo'  essere  modificato  se
          l'eventuale aumento di prezzo non eccede il  50  per  cento
          del  valore  del  contratto  iniziale.  In  caso  di   piu'
          modifiche successive, tale limitazione si applica al valore
          di ciascuna modifica. Tali modifiche  successive  non  sono
          intese ad aggirare il presente codice. 
                8.  La  stazione  appaltante  comunica  all'ANAC   le
          modificazioni al contratto di cui al comma 1, lettera b)  e
          al comma 2, entro trenta giorni dal  loro  perfezionamento.
          In caso di  mancata  o  tardiva  comunicazione  l'Autorita'
          irroga una sanzione amministrativa alla stazione appaltante
          di importo compreso  tra  50  e  200  euro  per  giorno  di
          ritardo.  L'Autorita'  pubblica  sulla  sezione  del   sito
          Amministrazione trasparente  l'elenco  delle  modificazioni
          contrattuali      comunicate,      indicando       l'opera,
          l'amministrazione o l'ente aggiudicatore, l'aggiudicatario,
          il progettista, il valore della modifica. 
                9. I titolari  di  incarichi  di  progettazione  sono
          responsabili per i danni subiti dalle  stazioni  appaltanti
          in conseguenza di errori o di omissioni della progettazione
          di cui al comma 2. Nel caso di appalti aventi ad oggetto la
          progettazione   esecutiva   e   l'esecuzione   di   lavori,
          l'appaltatore  risponde   dei   ritardi   e   degli   oneri
          conseguenti alla necessita' di introdurre varianti in corso
          d'opera a causa di carenze del progetto esecutivo. 
                10. Ai fini  del  presente  articolo  si  considerano
          errore   o   omissione   di   progettazione    l'inadeguata
          valutazione dello stato di fatto,  la  mancata  od  erronea
          identificazione della normativa tecnica vincolante  per  la
          progettazione, il mancato rispetto dei requisiti funzionali
          ed economici prestabiliti e risultanti da prova scritta, la
          violazione delle regole di diligenza nella  predisposizione
          degli elaborati progettuali. 
                11. La durata del contratto  puo'  essere  modificata
          esclusivamente per i contratti in corso di esecuzione se e'
          prevista nel bando e nei documenti di gara una  opzione  di
          proroga. La  proroga  e'  limitata  al  tempo  strettamente
          necessario alla conclusione delle procedure necessarie  per
          l'individuazione di un nuovo contraente.  In  tal  caso  il
          contraente  e'  tenuto  all'esecuzione  delle   prestazioni
          previste  nel  contratto  agli  stessi  prezzi,   patti   e
          condizioni o piu' favorevoli per la stazione appaltante. 
                12. La  stazione  appaltante,  qualora  in  corso  di
          esecuzione si renda necessario un aumento o una diminuzione
          delle   prestazioni   fino   a   concorrenza   del   quinto
          dell'importo del contratto,  puo'  imporre  all'appaltatore
          l'esecuzione alle stesse condizioni previste nel  contratto
          originario. In tal caso l'appaltatore non puo'  far  valere
          il diritto alla risoluzione del contratto. 
                13. Si applicano le disposizioni di cui alla legge 21
          febbraio 1991,  n.  52.  Ai  fini  dell'opponibilita'  alle
          stazioni appaltanti, le cessioni di crediti  devono  essere
          stipulate  mediante  atto  pubblico  o  scrittura   privata
          autenticata e devono essere notificate alle amministrazioni
          debitrici.  Fatto  salvo  il  rispetto  degli  obblighi  di
          tracciabilita', le cessioni di crediti da corrispettivo  di
          appalto,  concessione,  concorso  di  progettazione,   sono
          efficaci e opponibili alle  stazioni  appaltanti  che  sono
          amministrazioni pubbliche qualora queste non  le  rifiutino
          con  comunicazione  da  notificarsi   al   cedente   e   al
          cessionario  entro  quarantacinque  giorni  dalla  notifica
          della cessione. Le amministrazioni pubbliche, nel contratto
          stipulato  o  in   atto   separato   contestuale,   possono
          preventivamente   accettare   la    cessione    da    parte
          dell'esecutore di tutti o di parte dei crediti  che  devono
          venire a maturazione. In ogni caso l'amministrazione cui e'
          stata notificata la cessione puo'  opporre  al  cessionario
          tutte  le  eccezioni  opponibili  al  cedente  in  base  al
          contratto   relativo   a   lavori,   servizi,    forniture,
          progettazione, con questo stipulato. 
                14. Per gli  appalti  e  le  concessioni  di  importo
          inferiore alla soglia comunitaria,  le  varianti  in  corso
          d'opera dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e
          forniture, nonche' quelle di importo inferiore o pari al 10
          per cento dell'importo originario del contratto relative  a
          contratti  di  importo  pari  o   superiore   alla   soglia
          comunitaria, sono comunicate dal  RUP  all'Osservatorio  di
          cui all'art.  213,  tramite  le  sezioni  regionali,  entro
          trenta giorni dall'approvazione  da  parte  della  stazione
          appaltante per le valutazioni e gli eventuali provvedimenti
          di competenza. Per i contratti pubblici di importo  pari  o
          superiore alla soglia comunitaria,  le  varianti  in  corso
          d'opera  di  importo   eccedente   il   dieci   per   cento
          dell'importo originario del contratto, incluse le  varianti
          in corso d'opera riferite alle infrastrutture  prioritarie,
          sono trasmesse dal RUP  all'ANAC,  unitamente  al  progetto
          esecutivo,  all'atto  di  validazione  e  ad  una  apposita
          relazione del responsabile unico  del  procedimento,  entro
          trenta giorni dall'approvazione  da  parte  della  stazione
          appaltante. Nel caso in cui l'ANAC accerti l'illegittimita'
          della variante in corso d'opera approvata, essa esercita  i
          poteri di cui all'art. 213. In caso di  inadempimento  agli
          obblighi di comunicazione e trasmissione delle varianti  in
          corso  d'opera   previsti,   si   applicano   le   sanzioni
          amministrative pecuniarie di cui all'art. 213, comma 13.».