MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

DECRETO 12 novembre 2007, n. 241

Regolamento per il trattamento dei dati sensibili e giudiziari del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.

note: Entrata in vigore del provvedimento: 6/1/2007
vigente al 22/01/2022
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Testo in vigore dal: 6-1-2007
attiva riferimenti normativi
     IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

    Visto  il  decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, contenente
norme  in materia di protezione dei dati personali «Codice in materia
di  protezione dei dati personali» e, in particolare gli articoli 20,
comma 2  e 21, comma 2, che prevede l'obbligo di individuare con atto
di   natura   regolamentare  il  trattamento  dei  dati  sensibili  e
giudiziari,  necessario  per  il  perseguimento  delle  finalita'  di
rilevante interesse pubblico previste dalla legge;
    Viste le restanti definizioni del Codice in materia di protezione
dei dati personali;
    Vista  la  legge  7 agosto  1986,  n. 462, recante conversione in
legge,  con  modificazioni, del decreto-legge 18 giugno 1986, n. 282,
relativo  a  misure  urgenti  in materia di prevenzione e repressione
delle sofisticazioni alimentari, che ha istituito presso il Ministero
delle   politiche  agricole  alimentari  e  forestali,  l'Ispettorato
centrale repressione frodi;
    Vista  la  legge  del  6 febbraio  2004,  n.  36,  recante «Nuovo
ordinamento del Corpo forestale dello Stato»;
    Visto  il  decreto del Presidente della Repubblica 23 marzo 2005,
n.  79,  recante  «Regolamento recante riorganizzazione del Ministero
delle politiche agricole e forestali»;
    Visto  il decreto-legge 9 settembre 2005, n. 182, convertito, con
modificazione,   dalla   legge   11 novembre  2005,  n.  231,  ed  in
particolare l'articolo 2 comma 2;
    Visto  l'articolo 17, commi 3 e 4, della legge 23 agosto 1988, n.
400;
    Considerate   le   attribuzioni  del  Ministero  delle  politiche
agricole  alimentari  e  forestali,  e  le  sue  finalita'  pubbliche
individuate dalla normativa comunitaria e nazionale che comportano il
trattamento di dati sensibili e giudiziari;
    Considerato  che possono avere effetti maggiormente significativi
per  l'interessato le operazioni svolte, mediante siti web, o volte a
definire  in forma completamente automatizzata profili o personalita'
di  interessati,  ovvero  le interconnessioni e i raffronti con altre
informazioni  sensibili  e giudiziarie detenute dal medesimo titolare
del  trattamento,  la  comunicazione  dei  dati  a  terzi  nonche' la
diffusione;
    Ritenuto di individuare analiticamente nelle schede allegate, con
riferimento alle predette operazioni, quelle effettuate dal Ministero
delle  politiche  agricole  alimentari  e forestali che possono avere
effetti   maggiormente  significativi  per  l'interessato,  quali  la
comunicazione a terzi;
    Ritenuto,   altresi',   di   indicare   sinteticamente  anche  le
operazioni  ordinarie  che  il  Ministero  delle  politiche  agricole
alimentari  e  forestali deve necessariamente svolgere per perseguire
le  finalita'  di  rilevante interesse pubblico individuate per legge
(operazioni     di     raccolta,    registrazione,    organizzazione,
conservazione, consultazione, elaborazione, modificazione, selezione,
estrazione, utilizzo, blocco, cancellazione e distruzione);
    Considerato  che, per quanto  concerne tutti i trattamenti di cui
sopra  e'  stato verificato il rispetto dei principi e delle garanzie
previste  dall'articolo 22  del  Codice,  con particolare riferimento
alla pertinenza, non eccedenza e indispensabilita' dei dati sensibili
e   giudiziari   utilizzati   rispetto   alle  finalita'  perseguite,
all'indispensabilita'  delle predette operazioni per il perseguimento
delle  finalita'  di  rilevante  interesse  pubblico  individuate per
legge,  nonche'  all'esistenza  di  fonti  normative idonee a rendere
lecite  le  medesime  operazioni  o,  ove  richiesta, all'indicazione
scritta dei motivi;
    Visto  il provvedimento generale del Garante della protezione dei
dati   personali   del  30 giugno  2005,  pubblicato  nella  Gazzetta
Ufficiale n. 170 del 23 luglio 2005;
    Vista   l'autorizzazione   n.  7/2005  al  trattamento  dei  dati
giudiziari  da  parte  di  privati,  di  enti pubblici economici e di
soggetti  pubblici,  pubblicata  nella  Gazzetta  Ufficiale  -  serie
generale - n. 2 del 3 gennaio 2006;
    Aquisiti  in  data  19 ottobre  2006 ed in data 8 febbraio 2007 i
pareri  del  Garante  per  la  protezione dei dati personali ai sensi
dell'articolo 154,  comma 1,  lettera g)  del  decreto legislativo n.
196/2003;
    Udito  il  parere  del  Consiglio di Stato espresso dalla sezione
consultiva  per  gli atti normativi nell'adunanza del 20 aprile 2007,
n. 5075/2006;
    Effettuata  la  comunicazione  al  Presidente  del  Consiglio dei
Ministri con nota n. 8841 del 14 settembre del 2007;

                             A d o t t a
                      il seguente regolamento:
                               Art. 1.

                       Oggetto del regolamento

    1.  Il presente regolamento, in attuazione degli articoli 20 e 21
del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, recante il «Codice in
materia  di protezione dei dati personali», identifica i tipi di dati
sensibili  e  giudiziari  e  le  operazioni  eseguibili  da parte del
Ministero  delle  politiche  agricole  alimentari  e  forestali nello
svolgimento delle proprie funzioni istituzionali.
          Avvertenza:
              Il  testo  delle  note  qui pubblicate e' stato redatto
          dall'amministrazione   competente  per  materia,  ai  sensi
          dell'art.  10,  comma 3, del testo unico delle disposizioni
          sulla   promulgazione   delle  leggi,  sull'emanazione  dei
          decreti   del   Presidente   della   Repubblica   e   sulle
          pubblicazioni    ufficiali   della   Repubblica   italiana,
          approvato  con  D.P.R.  28 dicembre  1985, n. 1092, al solo
          fine  di  facilitare la lettura delle disposizioni di legge
          alle  quali  e'  operato  il  rinvio.  Restano invariati il
          valore   e   l'efficacia   degli   atti   legislativi  quei
          trascritti.

          Note alle premesse:

              -  Il  testo  degli articoli 20, 21, 22 e 154, comma 1,
          lettera  g)  del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196
          (Codice  in  materia  di  protezione  dei  dati personali),
          pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 29 luglio 2003, n. 174,
          supplemento ordinario, e' il seguente:
              «Art.  20  (Principi applicabili al trattamento di dati
          sensibili). - 1. Il trattamento dei dati sensibili da parte
          di  soggetti  pubblici e' consentito solo se autorizzato da
          espressa disposizione di legge nella quale sono specificati
          i  tipi di dati che possono essere trattati e di operazioni
          eseguibili  e  le finalita' di rilevante interesse pubblico
          perseguite.
              2.  Nei casi in cui una disposizione di legge specifica
          la finalita' di rilevante interesse pubblico, ma non i tipi
          di   dati   sensibili   e   di  operazioni  eseguibili,  il
          trattamento  e'  consentito  solo in riferimento ai tipi di
          dati  e  di  operazioni identificati e resi pubblici a cura
          dei soggetti che ne effettuano il trattamento, in relazione
          alle specifiche finalita' perseguite nei singoli casi e nel
          rispetto  dei  principi  di  cui  all'art.  22, con atto di
          natura  regolamentare  adottato  in  conformita'  al parere
          espresso  dal  Garante  ai  sensi  dell'art.  154, comma 1,
          lettera g), anche su schemi tipo.
              3.  Se  il trattamento non e' previsto espressamente da
          una  disposizione  di  legge  i  soggetti  pubblici possono
          richiedere al Garante l'individuazione delle attivita', tra
          quelle  demandate  ai  medesimi  soggetti  dalla legge, che
          perseguono  finalita' di rilevante interesse pubblico e per
          le   quali   e'   conseguentemente  autorizzato,  ai  sensi
          dell'art.  26,  comma 2, il trattamento dei dati sensibili.
          Il  trattamento  e' consentito solo se il soggetto pubblico
          provvede  altresi' a identificare e rendere pubblici i tipi
          di dati e di operazioni nei modi di cui al comma 2.
              4.  L'identificazione  dei tipi di dati e di operazioni
          di   cui   ai   commi 2  e  3  e'  aggiornata  e  integrata
          periodicamente.».
              «Art.  21  (Principi applicabili al trattamento di dati
          giudiziari).  -  1.  Il  trattamento  di dati giudiziari da
          parte   di   soggetti   pubblici   e'  consentito  solo  se
          autorizzato   da   espressi   disposizione   di   legge   o
          provvedimento  del Garante che specifichino le finalita' di
          rilevante  interesse  pubblici  del  trattamento, i tipi di
          dati trattati e di operazioni eseguibili.
              2.  Le disposizioni di cui all'art. 20, commi 2 e 4, si
          applicano anche al trattamento dei dati giudiziari.».
              «Art.  22  (Principi applicabili al trattamento di dati
          sensibili   e   giudiziari).   -  1.  I  soggetti  pubblici
          conformano  il  trattamento dei dati sensibili e giudiziari
          secondo modalita' volte a prevenire violazioni dei diritti,
          delle    liberta'    fondamentali    e    della    dignita'
          dell'interessato.
              2.  Nel  fornire  l'informativa  di  cui  all'art. 13 i
          soggetti pubblici fanno espresso riferimento alla normativa
          che  prevede gli obblighi o i compiti in base alla quale e'
          effettuato il trattamento dei dati sensibili e giudiziari.
              3.  I  soggetti  pubblici  possono trattare solo i dati
          sensibili   e   giudiziari   indispensabili   per  svolgere
          attivita'  istituzionali  che non possono essere adempiute,
          caso per caso, mediante il trattamento di dati anonimi o di
          dati personali di natura diversa.
              4.  I  dati  sensibili  e  giudiziari sono raccolti, di
          regola, presso l'interessato.
              5.    In    applicazione    dell'art.    11,   comma 1,
          lettere c), d)   ed e),   i  soggetti  pubblici  verificano
          periodicamente  l'esattezza  e  l'aggior-namento  dei  dati
          sensibili   e   giudiziari,  nonche'  la  loro  pertinenza,
          completezza,  non  eccedenza  e  indispensabilita' rispetto
          alle  finalita'  perseguite  nei  singoli  casi,  anche con
          riferimento  ai  dati che l'interessato fornisce di propria
          iniziativa.  Al  fine  di assicurare che i dati sensibili e
          giudiziari siano indispensabili rispetto agli obblighi e ai
          compiti  loro  attribuiti,  i  soggetti  pubblici  valutano
          specificamente  il rapporto tra i dati e gli adempimenti. I
          dati  che,  anche  a  seguito  delle  verifiche,  risultano
          eccedenti o non pertinenti o non indispensabili non possono
          essere utilizzati, salvo che per l'eventuale conservazione,
          a  norma  di  legge,  dell'atto  o  del  documento  che  li
          contiene.  Specifica attenzione e' prestata per la verifica
          dell'indispensabilita'  dei  dati  sensibili  e  giudiziari
          riferiti  a  soggetti  diversi da quelli cui si riferiscono
          direttamente le prestazioni o gli adempimenti.
              6.  I dati sensibili e giudiziari contenuti in elenchi,
          registri   o  banche  di  dati,  tenuti  con  l'ausilio  di
          strumenti   elettronici,  sono  trattati  con  tecniche  di
          cifratura    o    mediante    l'utilizzazione   di   codici
          identificativi  o  di  altre  soluzioni che, considerato il
          numero   e   la   natura  dei  dati  trattati,  li  rendono
          temporaneamente  inintelligibili anche a chi e' autorizzato
          ad  accedervi  e permettono di identificare gli interessati
          solo in caso di necessita'.
              7.  I  dati  idonei  a rivelare lo stato di salute e la
          vita  sessuale  sono conservati separatamente da altri dati
          personali trattati per finalita' che non richiedono il loro
          utilizzo. I medesimi dati sono trattati con le modalita' di
          cui  al  comma 6  anche  quando  sono  tenuti  in  elenchi,
          registri  o  banche  di  dati  senza l'ausilio di strumenti
          elettronici.
              8.  I  dati  idonei  a  rivelare lo stato di salute non
          possono essere diffusi.
              9.    Rispetto   ai   dati   sensibili   e   giudiziari
          indispensabili  ai  sensi  del comma 3, i soggetti pubblici
          sono  autorizzati ad effettuare unicamente le operazioni di
          trattamento   indispensabili  per  il  perseguimento  delle
          finalita'  per le quali il trattamento e' consentito, anche
          quando i dati sono raccolti nello svolgimento di compiti di
          vigilanza, di controllo o ispettivi.
              10.  I  dati  sensibili e giudiziari non possono essere
          trattati  nell'ambito  di  test  psicoattitudinali  volti a
          definire  il profilo o la personalita' dell'interessato. Le
          operazioni  di  raffronto  tra dati sensibili e giudiziari,
          nonche'  i  trattamenti  di  dati sensibili e giudiziari ai
          sensi dell'art. 14, sono effettuati solo previa annotazione
          scritta dei motivi.
              11.  In ogni caso, le operazioni e i trattamenti di cui
          al  comma 10,  se  effettuati utilizzando banche di dati di
          diversi  titolari, nonche' la diffusione dei dati sensibili
          e  giudiziari,  sono  ammessi  solo se previsti da espressa
          disposizione di legge.
              12.  Le  disposizioni  di  cui  al presente art. recano
          principi   applicabili,   in   conformita'   ai  rispettivi
          ordinamenti,  ai  trattamenti disciplinati dalla Presidenza
          della  Repubblica,  dall  Camera  dei  deputati, dal Senato
          della Repubblica e dalla Corte costituzionale.».
              «Art.  154  (Compiti).  - 1. Oltre a quanto previsto da
          specifiche  disposizioni,  il  Garante,  anche  avvalendosi
          dell'Ufficio  e  in  conformita'  al presente codice, ha il
          compito di:
                (omissis);
                g) esprimere pareri nei casi previsti;».
              - La legge 7 agosto 1986, n. 462 (Conversione in legge,
          con  modificazioni,  del  decreto-legge  18 giugno 1986, n.
          282,  recante  misure  urgenti  in materia di prevenzione e
          repressione delle sofisticazioni alimentari), e' pubblicato
          nella Gazzetta Ufficiale 11 agosto 1986, n. 185.
              - La  legge  6 febbraio  2004, n. 36 (Nuovo ordinamento
          del  Corpo  forestale  dello  Stato),  e'  pubblicata nella
          Gazzetta Ufficiale 14 febbraio 2004, n. 37.
              - Il  decreto  del Presidente della Repubblica 23 marzo
          2005,  n.  79  (Regolamento  recante  riorganizzazione  del
          Ministero   delle   politiche  agricole  e  forestali),  e'
          pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 9 maggio 2005, n. 106.
              - Il  testo  dell'art.  2,  comma  2, del decreto-legge
          9 settembre 2005, n. 182 (Interventi urgenti in agricoltura
          e  per  gli  organismi  pubblici  del  settore, nonche' per
          contrastare  andamenti  anomali  dei  prezzi  nelle filiere
          agroalimentari),   pubblicato   nella   Gazzetta  Ufficiale
          12 settembre  2005,  n.  212  e  convertito  in  legge, con
          modificazioni,  dall'art.  1, della legge 11 novembre 2005,
          n.  231  (Gazzetta  Ufficiale  11 novembre  2005,  n. 263),
          entrata  in  vigore il giorno successivo a quello della sua
          pubblicazione, e' il seguente:
              «2.  Per  favorire il raggiungimento delle finalita' di
          cui   al  comma 1  e  all'art.  5,  comma 4,  l'Ispettorato
          centrale  repressione frodi, fermo restando quanto previsto
          dall'art. 3, comma 3, del decreto-legge 11 gennaio 2001, n.
          1, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 marzo 2001,
          n.   49,   e'   organizzato  in  struttura  dipartimentale,
          articolata  nelle  seguenti  direzioni  generali: Direzione
          generale  della programmazione, del coordinamento ispettivo
          e  dei  laboratori  di  analisi;  Direzione  generale delle
          procedure   sanzionatorie,   degli   affari  generali,  del
          personale  e  del  bilancio.  La  dotazione  organica della
          qualifica  dirigenziale - dirigente di prima fascia -di cui
          al  decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri
          13 aprile  2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 127
          del  3 giugno  2005,  e'  elevata  a tre unita'. Al fine di
          assicurare  il  rispetto  del principio di invarianza della
          spesa,  il relativo onere e' compensato mediante preventiva
          riduzione  di  complessive  dieci  unita' effettivamente in
          servizio  dell'area  funzionale  C, posizione economica C3,
          nella    dotazione   organica   dell'Ispettorato   centrale
          repressione  frodi  di  cui  al  decreto del Presidente del
          Consiglio  dei  Ministri  13 aprile  2005.  Con  successivo
          decreto  ministeriale,  ai sensi dell'art. 17, comma 4-bis,
          lettera e), della legge 23 agosto 1988, n. 400, e dell'art.
          4  del  decreto  legislativo  30 luglio  1999,  n.  300, si
          provvede  alla  revisione  complessiva  degli  uffici e dei
          laboratori    di    livello   dirigenziale   non   generale
          dell'Ispettorato  centrale  repressione  frodi.  In sede di
          attuazione   della   presente   disposizione  e  anche  con
          riferimento  alla peculiarita' dell'attivita' istituzionale
          dell'Ispettorato,    le   variazioni   e   le   conseguenti
          distribuzioni  della  dotazione  organica  dell'Ispettorato
          centrale  repressione  frodi  del Ministero delle politiche
          agricole  e  forestali, nell'ambito delle aree funzionali e
          delle  posizioni  economiche,  sono determinate con decreto
          del  Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del
          Ministro  delle  politiche agricole e forestali di concerto
          con  il Ministro dell'economia e delle finanze, senza oneri
          aggiuntivi   rispetto   alla   vigente  dotazione  organica
          complessiva.».
              - Il  testo  dei  commi 3 e 4 dell'art. 17, della legge
          23 agosto   1988,  n.  400  (Disciplina  dell'attivita'  di
          Governo  e  ordinamento  della Presidenza del Consiglio dei
          Ministri), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 12 settembre
          1988, n. 214, supplemento ordinario, e' il seguente:
              «3.  Con  decreto  ministeriale possono essere adottati
          regolamenti  nelle  materie di competenza del ministro o di
          autorita'   sottordinate   al  Ministro,  quando  la  legge
          espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per
          materie  di  competenza  di  piu'  Ministri, possono essere
          adottati  con  decreti interministeriali, ferma restando la
          necessita' di apposita autorizzazione da parte della legge.
          I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono
          dettare  norme  contrarie  a quelle dei regolamenti emanati
          dal  Governo.  Essi debbono essere comunicati al Presidente
          del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione.
              4.  I  regolamenti  di  cui al comma 1 ed i regolamenti
          ministeriali  ed  interministeriali,  che  devono recare la
          denominazione di «regolamento», sono adottati previo parere
          del  Consiglio  di  Stato,  sottoposti  al  visto  ed  alla
          registrazione  della  Corte  dei  conti  e pubblicati nella
          Gazzetta Ufficiale.».
          Nota all'art. 1:
              - Per  il  testo  degli  articoli  20  e 21 del decreto
          legislativo  n.  196  del  2003,  si  vadano  le  note alle
          premesse.