MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
DECRETO 17 novembre 2006, n. 304

Regolamento di cui all'articolo 11 del decreto legislativo 2 maggio 1994, n. 319, in materia di misure compensative per l'esercizio della professione di giornalista professionista.

note: Entrata in vigore del provvedimento: 25/1/2007 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 16/01/2007)
vigente al 01/03/2021
  • Allegati
Testo in vigore dal: 25-1-2007
attiva riferimenti normativi
                     IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA
  Visto l'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
  Visto il decreto legislativo 2 maggio 1994, n. 319, attuativo della
direttiva  92/51/CEE  relativa  ad  un  secondo  sistema  generale di
riconoscimento   della   formazione   professionale  che  integra  la
direttiva  89/48/CEE,  cosi'  come modificato dal decreto legislativo
8 luglio 2003, n. 277, attuativo della direttiva 2001/19/CE;
  Visto  l'articolo 6  del  decreto legislativo 2 maggio 1994, n. 319
che,   in   presenza   di   determinate   condizioni,   subordina  il
riconoscimento  dei titoli al superamento di una prova attitudinale o
di un tirocinio di adattamento;
  Visto, in particolare, il combinato disposto degli articoli 11 e 13
del  decreto legislativo 2 maggio 1994, n. 319, secondo il quale sono
definite, mediante decreto del Ministro della giustizia, le eventuali
ulteriori  procedure  necessarie  per  assicurare lo svolgimento e la
conclusione  delle misure compensative previste per il riconoscimento
dei  titoli  nell'ipotesi di formazione professionale sostanzialmente
diversa da quella contemplata nell'ordinamento italiano;
  Uditi  i pareri resi dal Consiglio di Stato, espressi dalla Sezione
consultiva  per gli atti normativi nell'adunanza del 16 maggio 2005 e
nell'adunanza dell'11 aprile 2006;
  Vista  la  comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri a
norma  dell'articolo 17,  comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400
(nota n. 2268 del 26 aprile 2006);
                             A d o t t a
                      il seguente regolamento:
                               Art. 1.
                             Definizioni
  1. Ai fini del presente regolamento si intende per:
    a) «decreto  legislativo»,  il decreto legislativo 2 maggio 1994,
n.  319, cosi' come modificato dal decreto legislativo 8 luglio 2003,
n. 277, attuativo della direttiva 2001/19/CE;
    b) «decreto  ministeriale  di  riconoscimento»,  il  decreto  del
Ministro della giustizia adottato ai sensi dell'articolo 14, comma 6,
del decreto legislativo 2 maggio 1994, n. 319;
    c) «richiedente»,  il  cittadino comunitario che domanda, ai fini
dell'esercizio  della  professione  di  giornalista professionista in
Italia,   il  riconoscimento  del  titolo  rilasciato  dal  Paese  di
appartenenza  attestante una formazione professionale al cui possesso
la  legislazione del medesimo Stato subordina l'esercizio o l'accesso
alla professione.
          Avvertenza:
              Il  testo  delle  note  qui pubblicato e' stato redatto
          dall'amministrazione   competente  per  materia,  ai  sensi
          dell'art.  10,  comma 3, del testo unico delle disposizioni
          sulla   promulgazione   delle  leggi,  sull'emanazione  dei
          decreti   del   Presidente   della   Repubblica   e   sulle
          pubblicazioni    ufficiali   della   Repubblica   italiana,
          approvato  con  D.P.R.  28  dicembre 1985, n. 1092, al solo
          fine  di  facilitare la lettura delle disposizioni di legge
          alle  quali  e'  operato  il  rinvio.  Restano invariati il
          valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
          Note alle premesse:
              - Si  riporta  il  testo del comma 3 dell'art. 17 della
          legge  23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell'attivita' di
          Governo  e  ordinamento  della Presidenza del Consiglio dei
          Ministri):
              «3.  Con  decreto  ministeriale possono essere adottati
          regolamenti  nelle  materie di competenza del Ministro o di
          autorita'   sottordinate   al  Ministro,  quando  la  legge
          espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per
          materie  di  competenza  di  piu'  Ministri, possono essere
          adottati  con  decreti interministeriali, ferma restando la
          necessita' di apposita autorizzazione da parte della legge.
          I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono
          dettare  norme  contrarie  a quelle dei regolamenti emanati
          dal  Governo.  Essi debbono essere comunicati al Presidente
          del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione.».
              - Si  riporta  il  testo  degli articoli 6, 11 e 13 del
          decreto legislativo 2 maggio 1994, n. 319 (Attuazione della
          direttiva 92/51/CEE relativa ad un secondo sistema generale
          di   riconoscimento   della  formazione  professionale  che
          integra la direttiva 89/48/CEE):
              «Art.   6   (Misure  compensative).  -  1.  Qualora  il
          richiedente  sia  in  possesso  di  un titolo di formazione
          dello  stesso  livello  o  di  livello  superiore  a quello
          prescritto  per  l'accesso o l'esercizio delle attivita' di
          cui  all'art. 2, il riconoscimento e' subordinato, a scelta
          del   richiedente,   al   compimento  di  un  tirocinio  di
          adattamento  della  durata  massima  di  tre anni oppure al
          superamento di una prova attitudinale:
                a) se   la  formazione  professionale  attestata  dai
          titoli  di  cui  all'art.  1  e all'art. 3 verte su materie
          sostanzialmente   diverse   da   quelle  contemplate  nella
          formazione   professionale  prescritta  dalla  legislazione
          vigente;
                b) se    la   professione   cui   si   riferisce   il
          riconoscimento dei titoli comprende attivita' professionali
          che non esistono nella professione corrispondente del Paese
          che  ha  rilasciato i titoli o nella professione esercitata
          ai sensi dell'art. 3, comma 1.
              2.  Il  riconoscimento  e',  altresi',  subordinato,  a
          scelta  del  richiedente,  al compimento di un tirocinio di
          adattamento  della  durata  massima  di tre anni, oppure al
          superamento   di   una   prova  attitudinale,  se  riguarda
          professioni  per il cui accesso o esercizio e' richiesto il
          possesso   di   un  titolo  di  formazione  rispondente  ai
          requisiti   dell'art.   1,   comma 3,   lettera a),  ed  il
          richiedente possiede un titolo di formazione rispondente ai
          requisiti   di   cui  all'art.  1,  comma 3,  lettera b)  o
          lettera c).
              2-bis.  Quanto  previsto al comma 1 e' subordinato alla
          verifica   del   fatto  che  le  conoscenze  acquisite  dal
          richiedente    nel    corso    della   propria   esperienza
          professionale non colmino in tutto o in parte la differenza
          sostanziale di cui allo stesso comma 1.».
              «Art.     11     (Disposizioni    applicative    misure
          compensative).  - 1. Con decreto del Ministro competente di
          cui  all'art.  13,  sono  definite,  con  riferimento  alle
          singole   professioni,  le  eventuali  ulteriori  procedure
          necessarie  per  assicurare lo svolgimento e la conclusione
          delle misure di cui agli articoli 9 e 10.».
              «Art. 13 (Competenze per il riconoscimento). - 1. Sulle
          domande di riconoscimento sono competenti a pronunciarsi:
                a) il   Ministero   titolare  della  vigilanza  sulle
          professioni  di  cui  all'art.  2,  lettera a), individuato
          nell'allegato C al presente decreto. L'allegato puo' essere
          modificato  o  integrato,  tenuto  conto delle disposizioni
          sopravvenute  nei  vari  settori professionali, con decreto
          del  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri anche con la
          individuazione  di  professioni  aventi  i requisiti di cui
          alla lettera b) del precedente art. 8;
                b) il  Ministro  per  la  funzione  pubblica,  per le
          professioni  che  si  traducono  in  rapporti  di  pubblico
          impiego,  salvo  quanto previsto alle successive lettere c)
          e d);
                c) il  Ministero  della  sanita'  per  le professioni
          sanitarie;
                d) il  Ministero  dell'istruzione, dell'universita' e
          della  ricerca per i docenti tecnico-pratici di istituti di
          istruzione  secondaria e per il personale non docente delle
          scuole materne ed elementari e degli istituti di istruzione
          secondaria;
                e) il Ministero del lavoro e della previdenza sociale
          nei  casi  di  attivita' professionali per il cui accesso o
          esercizio   e'   richiesto   il  possesso  di  attestati  o
          qualifiche  professionali  conseguiti  ai sensi della legge
          21 dicembre  1978, n. 845, della legge 28 febbraio 1987, n.
          56,  o  della  normativa  in  materia  di  contratti aventi
          finalita' formativa;
                f) il Ministero dei trasporti e della navigazione per
          le professioni marittime;
                f-bis)  il  Ministero  per  i  beni  e  le  attivita'
          culturali,  per  le  attivita'  afferenti  il  settore  del
          restauro  e  manutenzione  dei  beni  culturali  e  per  le
          attivita'   che   riguardano   il  settore  sportivo  e  in
          particolare   quelle   esercitate   con   la  qualifica  di
          professionista sportivo;
                g) il  Ministero del lavoro e delle politiche sociali
          in ogni altro caso.».
          Nota all'art. 1:
              - Si  riporta  il testo dell'art. 14 del citato decreto
          legislativo n. 319 del 1994:
              «Art. 14 (Procedura di riconoscimento). - 1. La domanda
          di  riconoscimento  deve  essere  presentata  al  Ministero
          competente,  corredata  della  documentazione  relativa  ai
          titoli  da  riconoscere,  rispondente ai requisiti indicati
          all'art. 12.
              2.  La  domanda  deve  indicare  la  professione  o  le
          professioni  di  cui all'art. 2, in relazione alle quali il
          riconoscimento e' richiesto.
              3.  Entro  trenta giorni dal ricevimento della domanda,
          il  Ministero  accerta  la completezza della documentazione
          esibita,    comunicando    all'interessato   le   eventuali
          necessarie integrazioni.
              4.   Per   la  valutazione  dei  titoli  acquisiti,  il
          Ministero  competente  indice  una conferenza di servizi ai
          sensi  della  legge  7 agosto  1990,  n.  241,  alla  quale
          partecipano i rappresentanti:
                a) dei Ministeri indicati all'allegato C;
                b) del   Dipartimento   per  il  coordinamento  delle
          politiche comunitarie;
                c) del Ministero degli affari esteri;
                d) del Ministero della pubblica istruzione;
                e) del Dipartimento per la funzione pubblica;
                f) del   Ministero  del  lavoro  e  della  previdenza
          sociale;
                g).
              5.  Nella  conferenza  sono  sentiti  un rappresentante
          dell'ordine   o   della   categoria   professionale  ed  un
          rappresentante   del  Consiglio  nazionale  della  pubblica
          istruzione   designato   dal   Ministro   per  la  pubblica
          istruzione. La conferenza e' integrata da un rappresentante
          delle  regioni designato dalla Conferenza Stato-regioni per
          la  valutazione  dei  titoli  di  formazione  di competenza
          regionale.
              6.  Il  riconoscimento  viene  disposto con decreto del
          Ministro  competente  da  emettersi  nel termine di quattro
          mesi   dalla  presentazione  della  domanda,  o  della  sua
          integrazione a norma del precedente comma 3.
              7. Nei casi di cui all'art. 6, il decreto stabilisce le
          condizioni  del  tirocinio  di  adattamento  o  della prova
          attitudinale,  tenendo  conto  di quanto disposto dall'art.
          10,  comma 2,  individuando  l'ente  o  organo competente a
          norma dell'art. 17.
              8.  Il  decreto  di  cui al comma 6 e' pubblicato nella
          Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
              9.  I  commi 4  e  8  non si applicano se la domanda di
          riconoscimento  ha  per oggetto titoli identici a quelli su
          cui e' stato provveduto con precedente decreto.».