LEGGE 27 dicembre 2006, n. 296

Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2007).

note: Entrata in vigore della legge: 1/1/2007, ad eccezione dei commi 966, 967, 968 e 969 che entrano in vigore il 27/12/2006. (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 21/09/2022)
  • Allegati
Testo in vigore dal: 22-9-2022
art. 1 (commi 1-100)
aggiornamenti all'articolo
  La  Camera  dei  deputati  ed  il  Senato  della  Repubblica  hanno
approvato; 
 
                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 
 
                              Promulga 
 
                         la seguente legge: 
 
                               Art. 1 
 
  1.  Per  l'anno  2007,  il  livello  massimo  del  saldo  netto  da
finanziare e' determinato in termini di competenza in 29.000  milioni
di  euro,  al  netto  di  12.520  milioni  di  euro  per  regolazioni
debitorie. Tenuto conto delle operazioni di rimborso di prestiti,  il
livello  massimo  del  ricorso  al   mercato   finanziario   di   cui
all'articolo 11 della legge 5  agosto  1978,  n.  468,  e  successive
modificazioni, ivi compreso l'indebitamento all'estero per un importo
complessivo non  superiore  a  4.000  milioni  di  euro  relativo  ad
interventi non considerati nel bilancio di previsione per il 2007, e'
fissato, in termini di competenza, in 240.500  milioni  di  euro  per
l'anno finanziario 2007. 
 
  2. Per gli anni 2008 e 2009, il livello massimo del saldo netto  da
finanziare del bilancio pluriennale a  legislazione  vigente,  tenuto
conto  degli  effetti   della   presente   legge,   e'   determinato,
rispettivamente, in 26.000 milioni di euro ed in  18.000  milioni  di
euro, al netto di 8.850 milioni di euro per gli anni 2008 e 2009, per
le regolazioni debitorie; il livello massimo del ricorso  al  mercato
e' determinato, rispettivamente, in 214.000 milioni  di  euro  ed  in
208.000 milioni di euro. Per il  bilancio  programmatico  degli  anni
2008 e 2009, il livello massimo del  saldo  netto  da  finanziare  e'
determinato, rispettivamente, in 19.500 milioni di euro ed in  10.500
milioni di euro ed il livello  massimo  del  ricorso  al  mercato  e'
determinato, rispettivamente,  in  208.000  milioni  di  euro  ed  in
200.000 milioni di euro. 
 
  3. I livelli del ricorso al mercato di  cui  ai  commi  1  e  2  si
intendono al netto delle operazioni effettuate al fine di  rimborsare
prima della scadenza  o  ristrutturare  passivita'  preesistenti  con
ammortamento a carico dello Stato. 
 
  4. Le maggiori entrate tributarie che  si  realizzassero  nel  2007
rispetto alle previsioni sono prioritariamente destinate a realizzare
gli obiettivi di indebitamento netto delle pubbliche  amministrazioni
e  sui  saldi  di  finanza  pubblica  definiti   dal   Documento   di
programmazione economico-finanziaria 2007-2011. In  quanto  eccedenti
rispetto a tali obiettivi, le eventuali  maggiori  entrate  derivanti
dalla lotta all'evasione fiscale sono destinate, qualora  permanenti,
a riduzioni della  pressione  fiscale  finalizzata  al  conseguimento
degli obiettivi di sviluppo ed equita'  sociale,  dando  priorita'  a
misure  di  sostegno  del  reddito  di  soggetti  incapienti   ovvero
appartenenti alle fasce di reddito piu' basse,  salvo  che  si  renda
necessario assicurare la copertura finanziaria di interventi  urgenti
ed imprevisti necessari per fronteggiare  calamita'  naturali  ovvero
improrogabili esigenze connesse con la  tutela  della  sicurezza  del
Paese. 
 
  5. COMMA ABROGATO DALLA L. 24 DICEMBRE 2012, N. 228. 
 
  6. Al testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto  del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.  917,  e  successive
modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: 
    a) all'articolo 3, relativo alla base imponibile, al comma 1,  le
parole: ", nonche' delle deduzioni effettivamente spettanti ai  sensi
degli articoli 11 e 12," sono soppresse; 
    b) l'articolo 11 e' sostituito dal seguente: 
    "Art. 11. - (Determinazione dell'imposta). - 1.  L'imposta  lorda
e' determinata applicando al  reddito  complessivo,  al  netto  degli
oneri deducibili indicati nell'articolo 10, le seguenti aliquote  per
scaglioni di reddito: 
    a) fino a 15.000 euro, 23 per cento; 
    b) oltre 15.000 euro e fino a 28.000 euro, 27 per cento; 
    c) oltre 28.000 euro e fino a 55.000 euro, 38 per cento; 
    d) oltre 55.000 euro e fino a 75.000 euro, 41 per cento; 
    e) oltre 75.000 euro, 43 per cento. 
  2. Se alla formazione del reddito complessivo  concorrono  soltanto
redditi di pensione non superiori a 7.500 euro, goduti  per  l'intero
anno, redditi di terreni per un importo non superiore a 185,92 euro e
il reddito dell'unita' immobiliare adibita ad abitazione principale e
delle relative pertinenze, l'imposta non e' dovuta. 
  3. L'imposta netta e' determinata operando sull'imposta lorda, fino
alla concorrenza del suo  ammontare,  le  detrazioni  previste  negli
articoli 12, 13, 15 e 16 nonche' in altre disposizioni di legge. 
  4. Dall'imposta netta si detrae l'ammontare dei  crediti  d'imposta
spettanti al contribuente a norma dell'articolo 165.  Se  l'ammontare
dei crediti d'imposta e' superiore a  quello  dell'imposta  netta  il
contribuente ha diritto, a sua scelta, di  computare  l'eccedenza  in
diminuzione dell'imposta relativa al periodo d'imposta  successivo  o
di chiederne il rimborso in sede di dichiarazione dei redditi"; 
    c) l'articolo 12 e' sostituito dal seguente: 
    "Art.  12.  -  (Detrazioni  per  carichi  di  famiglia).   -   1.
Dall'imposta lorda si detraggono per carichi di famiglia  i  seguenti
importi: 
    a) per il coniuge non legalmente ed effettivamente separato: 
     1) 800 euro, diminuiti del prodotto tra  110  euro  e  l'importo
corrispondente al rapporto fra reddito complessivo e 15.000 euro,  se
il reddito complessivo non supera 15.000 euro; 
     2) 690 euro, se il reddito complessivo  e'  superiore  a  15.000
euro ma non a 40.000 euro; 
     3) 690 euro, se il reddito complessivo  e'  superiore  a  40.000
euro ma non  a  80.000  euro.  La  detrazione  spetta  per  la  parte
corrispondente al rapporto tra l'importo di  80.000  euro,  diminuito
del reddito complessivo, e 40.000 euro; 
    b) la detrazione spettante ai sensi della lettera a) e' aumentata
di un importo pari a: 
     1) 10 euro, se il reddito complessivo e' superiore a 29.000 euro
ma non a 29.200 euro; 
     2) 20 euro, se il reddito complessivo e' superiore a 29.200 euro
ma non a 34.700 euro; 
     3) 30 euro, se il reddito complessivo e' superiore a 34.700 euro
ma non a 35.000 euro; 
     4) 20 euro, se il reddito complessivo e' superiore a 35.000 euro
ma non a 35.100 euro; 
     5) 10 euro, se il reddito complessivo e' superiore a 35.100 euro
ma non a 35.200 euro; 
    c) 800  euro  per  ciascun  figlio,  compresi  i  figli  naturali
riconosciuti, i  figli  adottivi  e  gli  affidati  o  affiliati.  La
detrazione e' aumentata  a  900  euro  per  ciascun  figlio  di  eta'
inferiore a tre anni. Le predette detrazioni  sono  aumentate  di  un
importo pari a 220 euro per ogni  figlio  portatore  di  handicap  ai
sensi dell'articolo 3 della legge 5 febbraio  1992,  n.  104.  Per  i
contribuenti con  piu'  di  tre  figli  a  carico  la  detrazione  e'
aumentata di 200 euro per ciascun figlio  a  partire  dal  primo.  La
detrazione  spetta  per  la  parte  corrispondente  al  rapporto  tra
l'importo di 95.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 95.000
euro. In  presenza  di  piu'  figli,  l'importo  di  95.000  euro  e'
aumentato per tutti di 15.000 euro  per  ogni  figlio  successivo  al
primo. La detrazione e' ripartita nella misura del 50 per cento tra i
genitori non legalmente ed  effettivamente  separati  ovvero,  previo
accordo tra gli stessi, spetta al genitore che  possiede  un  reddito
complessivo di ammontare piu' elevato. In caso di separazione  legale
ed effettiva o  di  annullamento,  scioglimento  o  cessazione  degli
effetti civili del matrimonio, la detrazione spetta, in  mancanza  di
accordo, al genitore affidatario. Nel caso di affidamento congiunto o
condiviso la detrazione e' ripartita, in mancanza di  accordo,  nella
misura del 50 per cento tra i genitori. Ove il  genitore  affidatario
ovvero, in caso di affidamento congiunto, uno dei genitori affidatari
non possa usufruire in tutto o in parte della detrazione, per  limiti
di  reddito,  la  detrazione  e'  assegnata  per  intero  al  secondo
genitore. Quest'ultimo, salvo diverso accordo tra le parti, e' tenuto
a riversare all'altro genitore affidatario un importo pari all'intera
detrazione ovvero, in caso di affidamento congiunto, pari al  50  per
cento della detrazione stessa.  In  caso  di  coniuge  fiscalmente  a
carico dell'altro, la detrazione compete a quest'ultimo per  l'intero
importo. Se l'altro genitore manca o  non  ha  riconosciuto  i  figli
naturali e il contribuente non e' coniugato o, se  coniugato,  si  e'
successivamente legalmente ed effettivamente separato, ovvero  se  vi
sono figli adottivi, affidati o affiliati  del  solo  contribuente  e
questi non e'  coniugato  o,  se  coniugato,  si  e'  successivamente
legalmente  ed  effettivamente  separato,  per  il  primo  figlio  si
applicano,