MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO

DECRETO 5 aprile 2006, n. 186

Regolamento recante modifiche al decreto ministeriale 5 febbraio 1998 «Individuazione dei rifiuti non pericolosi sottoposti alle procedure semplificate di recupero, ai sensi degli articoli 31 e 33 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22».

note: Entrata in vigore del provvedimento: 3/6/2006
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Testo in vigore dal: 3-6-2006
       IL MINISTRO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO
                           di concerto con
                      IL MINISTRO DELLA SALUTE
                                  e
               IL MINISTRO DELLE ATTIVITA' PRODUTTIVE
  Visto  il  decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, e successive
modifiche  ed  integrazioni,  recante  l'attuazione  delle  direttive
91/156/CEE  sui rifiuti, 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi e 94/62/CE
sugli  imballaggi e sui rifiuti di imballaggio, ed in particolare gli
articoli 18, 31 e 33;
  Considerato  che ai sensi dell'articolo 2 del decreto legislativo 5
febbraio 1997, n. 22, l'esercizio delle attivita' di riciclaggio e di
recupero   dei   rifiuti   deve   assicurare   un'elevata  protezione
dell'ambiente  e  controlli  efficaci,  e che i rifiuti devono essere
recuperati senza pericolo per la salute dell'uomo e senza usare
  procedimenti   o   metodi   che   potrebbero   recare   pregiudizio
  all'ambiente;
Considerato che al fine di garantire un elevato livello di tutela
dell'ambiente e controlli efficaci l'articolo 33 del predetto decreto
legislativo  5  febbraio  1997, n. 22, stabilisce che le attivita' di
recupero  possono  essere  sottoposte  a procedure semplificate sulla
base  di  apposite  condizioni e norme tecniche che devono fissare in
particolare:
    a) le quantita' massime impiegabili;
    b)  la  provenienza,  i  tipi  e  le caratteristiche dei rifiuti,
nonche' le condizioni di utilizzo degli stessi;
    c)  le prescrizioni necessarie per assicurare che i rifiuti siano
recuperati  senza  pericolo  per  la  salute  dell'uomo e senza usare
procedimenti    e    metodi   che   potrebbero   recare   pregiudizio
dell'ambiente;
  Considerato  che  ai  sensi  dell'articolo 33, comma 7, del decreto
legislativo  5  febbraio  1997,  n.  22,  la  procedura  semplificata
sostituisce  l'autorizzazione di cui all'articolo 15, lettera a), del
decreto  del  Presidente  della  Repubblica  24  maggio 1988, n. 203,
limitatamente  alle variazioni qualitative e quantitative determinate
dai rifiuti sottoposti ad attivita' di recupero semplificate;
  Visto  il  decreto  ministeriale  5  febbraio  1998, pubblicato nel
supplemento  ordinario  alla  Gazzetta  Ufficiale n. 88 del 16 aprile
1998,  recante l'individuazione dei rifiuti non pericolosi sottoposti
alle  procedure semplificate di recupero ai sensi degli articoli 31 e
33 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22;
  Considerato  che  la Corte di Giustizia europea, con sentenza del 7
ottobre  2004,  ha  stabilito  che la Repubblica italiana, non avendo
precisato  nel  sopra  citato decreto ministeriale 5 febbraio 1998 le
quantita' massime di rifiuti, per tipo di rifiuti, che possono essere
oggetto  di  recupero  in  regime di dispensa dall'autorizzazione, e'
venuta  meno agli obblighi che incombono in forza degli articoli 10 e
11,  paragrafo  1,  della  direttiva  75/442/CEE del Consiglio del 15
luglio  1975,  relativa  ai  rifiuti,  cosi'  come  modificata  dalla
direttiva 91/156/CEE del Consiglio del 18 marzo 1991;
  Considerata  altresi'  la  necessita'  di adeguare sollecitamente e
compiutamente  lo  stesso  decreto  5  febbraio 1998 alle indicazioni
fornite dalla sentenza della Corte di Giustizia europea del 7 ottobre
2004;
  Visto l'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
  Sentito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato,  le  regioni  e  le  province autonome di Trento e di Bolzano,
espresso nella seduta del 24 novembre 2005;
  Udito  il  parere  del  Consiglio  di Stato, espresso dalla Sezione
consultiva per gli atti normativi nell'adunanza del 30 gennaio 2006;
  Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri, ai
sensi  della citata legge n. 400 del 1988, effettuata con la nota del
27 febbraio 2006, n. 1441/UL/2006;

                             A d o t t a
                      il seguente regolamento:

                               Art. 1.
  1.  Al  decreto  ministeriale  5  febbraio  1998  sono apportate le
seguenti modifiche:
    a) all'articolo 1, comma 3, lettera a), le parole da "dalla legge
10  maggio  1976,  n.  319"  fino  alla  fine,  sono sostituite dalle
seguenti:  "dal  decreto  legislativo  11  maggio  1999,  n.  152,  e
successive modificazioni";
    b)  all'articolo  5,  comma  2, dopo la lettera d) e' aggiunta la
seguente lettera d-bis):
    "d-bis)  in ogni caso, il contenuto dei contaminanti sia conforme
a  quanto  previsto dalla legislazione vigente in materia di messa in
sicurezza,  bonifica  e  ripristino ambientale dei siti inquinati, in
funzione della specifica destinazione d'uso del sito.".
    c) l'articolo 6 e' sostituito dal seguente:
  "Art.  6  (Messa  in riserva). - 1. La messa in riserva dei rifiuti
non pericolosi e' sottoposta alle disposizioni di cui all'articolo 33
del  decreto  legislativo  5  febbraio  1997,  n.  22,  e  successive
modificazioni,  qualora  vengano  rispettate  le condizioni di cui al
presente articolo.
  2.  La  quantita'  massima dei rifiuti non pericolosi sottoposti ad
operazioni  di  messa  in  riserva  presso l'impianto di produzione e
presso  impianti  che  effettuano,  unicamente,  tale  operazione  di
recupero  e'  individuata nell'allegato 4 sotto l'attivita' "Messa in
riserva".
  3.  La  quantita'  massima dei rifiuti non pericolosi sottoposti ad
operazioni di messa in riserva presso l'impianto di recupero coincide
con la quantita' massima recuperabile individuata nell'allegato 4 per
l'attivita' di recupero svolta nell'impianto stesso. In ogni caso, la
quantita'  dei  rifiuti  contemporaneamente  messa  in riserva presso
ciascun  impianto  o  stabilimento  non  puo'  eccedere  il 70% della
quantita'   di   rifiuti  individuata  all'allegato  4  del  presente
regolamento.  Il  predetto  limite,  per  i  rifiuti combustibili, e'
ridotto  al  50%  fatta  salva  la capacita' effettiva di trattamento
dell'impianto.
  4.  La quantita' di rifiuti non pericolosi sottoposti ad operazioni
di  messa  in riserva presso l'impianto di produzione del rifiuto non
puo'   eccedere  la  quantita'  di  rifiuti  prodotti,  in  un  anno,
all'interno  del  medesimo impianto. I rifiuti prodotti devono essere
avviati  ad  operazioni  di  recupero  entro  un  anno  dalla data di
produzione.
  5.  Fatto  salvo il comma 2, la quantita' di rifiuti non pericolosi
sottoposti  ad  operazioni  di  messa  in  riserva  in  impianti  che
effettuano, unicamente, tale operazione di recupero, non deve in ogni
caso  eccedere  la  capacita'  di  stoccaggio  autorizzata  ai  sensi
dell'articolo 31, comma 6 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n.
22  e  successive  modificazioni.  I  rifiuti messi in riserva devono
essere  avviati ad operazioni di recupero entro un anno dalla data di
ricezione.
  6.  La  quantita' di rifiuti non pericolosi messi in riserva presso
gli  impianti  che  effettuano  anche le altre operazioni di recupero
previste  dal  presente  decreto,  non  puo' eccedere, in un anno, la
quantita'  di  rifiuti  che,  ai  sensi  dell'articolo 7, puo' essere
sottoposta  ad  attivita'  di  recupero nell'impianto stesso. In ogni
caso,  i  rifiuti  messi  in riserva devono essere avviati alle altre
operazioni di recupero entro un anno dalla data di ricezione.
  7.  La  messa  in  riserva  dei  rifiuti non pericolosi deve essere
effettuata    nel   rispetto   delle   norme   tecniche   individuate
nell'allegato 5 al presente regolamento.
  8. Per i rifiuti di cui all'allegato 1, suballegato 1, del presente
decreto,   il   passaggio   fra   i  siti  adibiti  all'effettuazione
dell'operazione  di  recupero  "R13 - messa in riserva" e' consentito
esclusivamente  per  una  sola  volta ed ai soli fini della cernita o
selezione  o  frantumazione o macinazione o riduzione volumetrica dei
rifiuti.";
    d) l'articolo 7 e' sostituito dal seguente:
  "Art.   7  (Quantita'  impiegabile).  -  1.  La  quantita'  massima
impiegabile  di rifiuti non pericolosi e' individuata nell'allegato 4
al  presente  decreto in relazione alle diverse attivita' di recupero
ammesse a procedura semplificata.
  2.  Fermi  i  limiti di cui al comma 1, la quantita' di rifiuti che
puo'   essere  sottoposta  ad  attivita'  di  recupero  in  procedura
semplificata   non   deve   in   ogni   caso  eccedere  la  capacita'
dell'impianto  autorizzata  ai  sensi  dell'articolo 31, comma 6, del
decreto   legislativo   5  febbraio  1997,  n.  22,  ovvero,  qualora
l'autorizzazione  rilasciata  in  base  alla  normativa  vigente  non
contempli  la  capacita'  autorizzata,  la  quantita'  impiegabile e'
determinata   dalla  potenzialita'  dell'impianto.  Il  limite  della
potenzialita' dell'impianto deve essere rispettato anche nell'ipotesi
in  cui,  nello stesso impianto, vengano recuperate piu' tipologie di
rifiuti.
  3. Le quantita' annue di rifiuti non pericolosi avviati al recupero
devono  essere  indicate  nella comunicazione di inizio di attivita',
precisando il rispetto delle condizioni di cui al presente articolo.
  4.  Le  quantita'  massime  dei  rifiuti non pericolosi individuati
nell'allegato  4  al  presente  decreto  possono  essere  oggetto  di
aggiornamento   annuale,  anche  per  tener  conto  dell'esigenza  di
incentivare il recupero dei rifiuti.";
    e) l'articolo 8 e' sostituito dal seguente:
  "Art.  8  (Campionamenti  e  analisi).  -  1.  Il campionamento dei
rifiuti,  ai  fini  della  loro  caratterizzazione chimico fisica, e'
effettuato  sul  rifiuto  tal  quale,  in  modo  tale  da ottenere un
campione   rappresentativo  secondo  le  norme  UNI  10802,  "Rifiuti
liquidi,  granulari,  pastosi  e  fanghi  -  Campionamento  manuale e
preparazione ed analisi degli eluati".
  2.  Le  analisi  sui  campioni  ottenuti ai sensi del comma 1, sono
effettuate  secondo  metodiche standardizzate o riconosciute valide a
livello nazionale, comunitario o internazionale.
  3. Il campionamento e le determinazioni analitiche del combustibile
derivato  dai rifiuti (CDR) sono effettuate in conformita' alla norma
UNI 9903.
  4.  Il  campionamento  e  le  analisi  sono  effettuate  a cura del
titolare   dell'impianto  ove  i  rifiuti  sono  prodotti  almeno  in
occasione   del   primo  conferimento  all'impianto  di  recupero  e,
successivamente,   ogni   24   mesi   e,  comunque,  ogni  volta  che
intervengano modifiche sostanziali nel processo di produzione.
  5.  Il titolare dell'impianto di recupero e' tenuto a verificare la
conformita'   del   rifiuto   conferito  alle  prescrizioni  ed  alle
condizioni  di  esercizio  stabilite  dal presente regolamento per la
specifica attivita' svolta.
  6.  Il campionamento, l'analisi e la valutazione delle emissioni in
atmosfera  devono  essere  effettuate  secondo  quanto previsto dagli
specifici decreti adottati ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera
b),  del  decreto  del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n.
203, e successive modifiche ed integrazioni.";
    f) l'articolo 9 e' sostituito dal seguente:
  "Art.  9  (Test  di  cessione). - 1. Ai fini dell'effettuazione del
test  di  cessione  di  cui  in  allegato  3  al presente decreto, il
campionamento  dei  rifiuti  e'  effettuato  in  modo  da ottenere un
campione   rappresentativo  secondo  le  norme  UNI  10802,  "Rifiuti
liquidi,  granulari,  pastosi  e  fanghi  -  Campionamento  manuale e
preparazione ed analisi degli eluati".
  2.  Il test di cessione sui campioni ottenuti ai sensi del comma 1,
ai  fini della caratterizzazione dell'eluato, e' effettuato secondo i
criteri e le modalita' di cui all'allegato 3 al presente regolamento.
  3.  Il  test  di  cessione  e'  effettuato almeno ad ogni inizio di
attivita' e, successivamente, ogni 12 mesi salvo diverse prescrizioni
dell'autorita'  competente  e,  comunque, ogni volta che intervengano
modifiche sostanziali nel processo di recupero.";
    g) all'articolo 11 sono aggiunti i seguenti commi 4, 5 e 6:
  "4.  Le attivita' di recupero dei rifiuti gia' autorizzate ai sensi
degli  articoli  30, 31 e 33 del decreto legislativo 5 febbraio 1997,
n.  22, e successive modificazioni si adeguano alle norme tecniche di
cui all'Allegato 5 entro sei mesi dall'entrata in vigore del presente
regolamento. Sino a tale data l'esercizio delle predette attivita' di
recupero  continua  ad  essere  consentito secondo le modalita' e nel
rispetto  delle condizioni, delle prescrizioni e delle norme tecniche
stabilite  dal  presente  regolamento,  fatto  salvo quanto stabilito
dall'articolo 21 del decreto legislativo 11 maggio 2005, n. 133.
  5.  I  soggetti  che  effettuano attivita' di raccolta, trasporto e
recupero  dei rifiuti non pericolosi ai sensi degli articoli 30, 31 e
33  del  decreto  legislativo  5  febbraio  1997, n. 22, e successive
modificazioni  e  che  non soddisfano piu', a seguito delle modifiche
apportate  al  presente decreto, i requisiti per l'applicazione della
procedura  semplificata  o  per  i  quali non e' stato individuato il
parametro  quantita',  inoltrano  richiesta  all'ente  competente per
territorio,  entro  trenta giorni dall'entrata in vigore del presente
regolamento,   presentando   domanda   di   autorizzazione  ai  sensi
dell'articolo  28  o iscrizione ai sensi dell'articolo 30 del decreto
legislativo  5  febbraio  1997, n. 22, e successive modificazioni. Le
attivita' di raccolta, trasporto e recupero possono essere proseguite
fino  all'emanazione del conseguente provvedimento da parte dell'ente
competente  al  rilascio  delle autorizzazioni o iscrizioni di cui al
citato decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22.
  6.  Agli impianti ricadenti nell'ambito di applicazione del decreto
legislativo  18  febbraio  2005, n. 59, ad esclusione di quelli della
categoria  5  dell'allegato  I  allo  stesso decreto, si applicano le
disposizioni di detto decreto.";
   h) dopo l'articolo 11 e' aggiunto il seguente articolo 11-bis:
  "Art.   11-bis   (Attivita'   di  monitoraggio  e  controllo  delle
operazioni   di   recupero).  -  1.  Sono  adottati  i  provvedimenti
necessari,  ivi  compresi  accordi  e  contratti di programma con gli
operatori  economici  interessati,  al  fine di garantire il rispetto
della gerarchia comunitaria dei rifiuti.
  2.  Con decreto del Ministro dell'ambiente e tutela del territorio,
di concerto con i Ministri delle attivita' produttive e della salute,
d'intesa  con la Conferenza unificata, sono determinati i criteri per
assicurare  che gli impianti di recupero dei rifiuti disciplinati dal
presente  regolamento, in funzione delle attivita' di recupero svolte
e  delle  peculiarita'  antropiche  del  sito,  adottino  un piano di
monitoraggio   e  controllo  delle  matrici  ambientali  interessate,
finalizzato a garantire che le operazioni di recupero avvengano senza
recare pregiudizio all'uomo e all'ambiente.";
    i)  all'allegato  1,  suballegato  1,  sono apportate le seguenti
modifiche:
      1)   al  punto  1.1.1  le  parole  da  "industria  cartaria"  a
"distribuzione di giornali" sono soppresse;
      2)  al  punto  1.1.1 le parole da "raccolta differenziata" fino
alla  fine sono sostituite dalle seguenti: "raccolta differenziata di
RU,  altre  forme  di  raccolta  in appositi contenitori su superfici
private; attivita' di servizio.";
      3) al punto 1.1.2 le parole da "fustellati" fino alla fine sono
sostituite   dalle   seguenti:   "cartaccia   derivante  da  raccolta
differenziata,  rifiuti  di  carte  e  cartoni  non  rispondenti alle
specifiche delle norme UNI-EN 643";
      4)  al  punto  1.1.3,  lettera  b)  le  parole "carta e cartoni
collati", "pergamena vegetale e pergamino", "carta e cartoni cerati e
paraffinate" sono soppresse;
      5) al punto 2.1 e' aggiunto il codice [101112];
      6)  al  punto  3.1.3,  lettera c) dopo le parole "materie prime
secondarie  per  l'industria  metallurgica  mediante  selezione,"  e'
aggiunta la seguente: "eventuale";
      7)  al  punto  3.2.3,  lettera c) dopo le parole "materie prime
secondarie  per  l'industria  metallurgica  mediante  selezione,"  e'
aggiunta la seguente: "eventuale";
      8)  al  punto  3.3.3 all'inizio e' aggiunta la seguente parola:
"eventuale";
      9)  al  punto  3.7.3,  lettera  a)  dopo  le parole "riutilizzo
nell'industria  metallurgica  mediante  selezione,"  e'  aggiunta  la
seguente: "eventuale";
      10)  al punto 3.11.2 le parole "Ag > o = 5%" sono sostituite
dalle seguenti: "Ag > o = 5 (X 1000);
      11)  al  punto  4.4.3,  lettera b) dopo le parole "conglomerati
cementizi" e' aggiunta la seguente: "e bituminosi";
      12)  al  punto  4.4.4,  lettera b) dopo le parole "conglomerati
cementizi" e' aggiunta la seguente: "e bituminosi";
      13) il punto 4.7.3 e' sostituito dal seguente: "4.7.3 Attivita'
di recupero:
        a)  cementifici  in  percentuale  dall'1  al 5% della miscela
complessiva [R5];
        b) recupero nell'industria dei laterizi in percentuale dall'1
al 5% della miscela complessiva [R5]";
      14) il punto 4.7.4 e' sostituito dal seguente: "4.7.4:
Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti ottenuti:
        a) cemento nelle forme usualmente commercializzate;
        b) laterizi nelle forme usualmente commercializzate";
      15)  al  punto  5.1  dopo  le parole "5 febbraio 1997, n. 22, e
successive modifiche e integrazioni" sono aggiunte le seguenti: "e al
decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 209,";
      16)  al  punto 5.1.1 alla fine sono aggiunte le seguenti parole
"e del decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 209";
      17)  al  punto  5.2.3  le  parole  "separazione  dei componenti
pericolosi" sono soppresse;
      18)  al  punto  5.9.3,  lettere  b)  e  c)  il  codice  [R5] e'
sostituito dal codice [R4];
      19)  al  punto 5.18 il codice [100209] e' sostituito dal codice
[100299];
      20)  al punto 5.18.4 le lettere e), f) e g) dell'elenco puntato
sono sostituite, rispettivamente, dalle lettere a), b) e c);
      21) al punto 6.1 e' aggiunto il codice [170203];
      22)  al  punto  6.1.1  sono  aggiunte  le  seguenti  parole  ";
attivita' di costruzione e demolizione";
      23)  al  punto 6.1.3 le parole da "macinazione" a "separazione"
sono  sostituite dalla seguente: "trattamento"; le parole "contenenti
massimo  1%  di impurita' e/o di altri materiali indesiderati diversi
dalle  materie  plastiche"  sono sostituite dalle seguenti: "conformi
alle specifiche UNIPLAST-UNI 10667 e per la produzione di prodotti in
plastica nelle forme usualmente commercializzate";
      24) al punto 6.1.4 in fine sono aggiunte le seguenti parole: "e
prodotti in plastica nelle forme usualmente commercializzate.";
      25) al punto 6.2 e' aggiunto il codice [170203];
      26)  al  punto  6.2.1  sono  aggiunte  le  seguenti  parole  ";
attivita' di costruzione e demolizione";
      27)  al  punto 6.2.3 le parole da "macinazione" a "separazione"
sono  sostituite dalla seguente: "trattamento"; le parole "contenenti
massimo  1%  di impurita' e/o di altri materiali indesiderati diversi
dalle  materie  plastiche"  sono sostituite dalle seguenti: "conformi
alle specifiche UNIPLAST-UNI 10667 e per la produzione di prodotti in
plastica nelle forme usualmente commercializzate";
      28)  al  punto 6.2.4 alla fine sono aggiunte le seguenti parole
"e prodotti in plastica nelle forme usualmente commercializzate";
      29)  al  punto 6.4.3 dopo la parola "granulazione," e' aggiunta
la seguente: "eventuale";
      30) il punto 7.1.3 e' sostituito dal seguente: "7.1.3 Attivita'
di recupero:
        a) messa in riserva di rifiuti inerti [R13] per la produzione
di  materie prime secondarie per l'edilizia, mediante fasi meccaniche
e   tecnologicamente   interconnesse   di   macinazione,  vagliatura,
selezione  granulometrica  e  separazione  della frazione metallica e
delle  frazioni  indesiderate per l'ottenimento di frazioni inerti di
natura  lapidea  a granulometria idonea e selezionata, con eluato del
test di cessione conforme a quanto previsto in allegato 3 al presente
decreto [R5];
        b) utilizzo per recuperi ambientali previo trattamento di cui
al  punto  a)  (il recupero e' subordinato all'esecuzione del test di
cessione  sul  rifiuto  tal  quale secondo il metodo in allegato 3 al
presente decreto [R10];
        c)  utilizzo  per  la  realizzazione di rilevati e sottofondi
stradali  e  ferroviari  e  aeroportuali, piazzali industriali previo
trattamento   di   cui  al  punto  a)  (il  recupero  e'  subordinato
all'esecuzione  del test di cessione sul rifiuto tal quale secondo il
metodo in allegato 3 al presente decreto [R5]";
      31)   il   punto  7.1.4  e'  sostituito  dal  seguente:  "7.1.4
Caratteristiche  delle  materie  prime  e/o  dei  prodotti  ottenuti:
materie  prime secondarie per l'edilizia con caratteristiche conformi
all'allegato  C  della  Circolare del Ministero dell'ambiente e della
tutela del territorio 15 luglio 2005, n. UL/2005/5205";
      32)  al punto 7.4.3 dopo la lettera c), le parole da "cessione"
fino  a  "[R5];" sono sostituite dalle seguenti: "d) realizzazione di
rilevati   e   sottofondi  stradali  e  piazzali  industriali  previo
eventuale  trattamento di cui al punto c) (il recupero e' subordinato
all'esecuzione  del test di cessione sul rifiuto tal quale secondo il
metodo in allegato 3 al presente decreto) [R5]";
      33)  al  punto  7.6.3, lettera a) dopo le parole "a caldo" sono
aggiunte le seguenti "e a freddo";
      34)  al  punto  7.6.3  e'  aggiunta la seguente lettera c): "c)
produzione   di   materiale   per  costruzioni  stradali  e  piazzali
industriali  mediante  selezione preventiva (macinazione, vagliatura,
separazione  delle  frazioni indesiderate, eventuale miscelazione con
materia  inerte  vergine)  con  eluato  conforme  al test di cessione
secondo il metodo in allegato 3 al presente decreto [R5]";
      35)  al  punto  7.6.4  e'  aggiunta la seguente lettera b): "b)
materiali per costruzioni nelle forme usualmente commercializzate.";
      36)  al  punto  7.10.3,  lettera  f)  le  parole "burattatura e
barilatura"   sono   sostituite   dalle  seguenti:  "burattatura  e/o
barilatura";
      37)  al  punto  7.11 i codici [170107] [170504] sono sostituiti
dal codice [170508];
      38)  al  punto  7.14.2  le  parole  "contenenti  idrocarburi in
concentrazioni inferiori a 50 kg/t nel caso di detriti a base acquosa
e  contenenti  gasolio  o  olio  a bassa tossicita' in concentrazioni
inferiori  a 300 kg/t nel caso di fanghi a base olio" sono sostituite
dalle seguenti: "contenenti idrocarburi in concentrazioni inferiori a
1000 mg/Kg sul secco.";
      39)  al  punto  7.15.2  le  parole  "contenenti  idrocarburi in
concentrazioni  inferiori a 50 kg/t nel caso di fanghi a base acquosa
e  contenenti  gasolio  o  olio  a bassa tossicita' in concentrazioni
inferiori  a 300 kg/t nel caso di fanghi a base olio" sono sostituite
dalle seguenti: "contenenti idrocarburi in concentrazioni inferiori a
1000 mg/Kg sul secco.";
      40)  al  punto  7.31  le  parole  "terre e rocce da scavo" sono
soppresse; il codice [170504] e' soppresso;
      41)  al  punto  7.31.1  le  parole  "attivita'  di  scavo" sono
soppresse;
      42)  al  punto 7.31.2 le parole da "materiale inerte" fino alla
fine sono soppresse;
      43)  al  punto  7.31.3,  lettera  b)  le  parole  "di  ex  cave
discariche esaurite e bonifica di aree inquinate" sono soppresse;
      44)  al  punto  7.31.3  e' aggiunta la seguente lettera c): "c)
formazione   di  rilevati  e  sottofondi  stradali  (il  recupero  e'
subordinato all'esecuzione del test di cessione sul rifiuto tal quale
secondo il metodo in allegato 3 al presente decreto ad esclusione del
parametro COD) [R5].";
      45) e' aggiunto il seguente punto 7.31-bis:
  "7.31-bis Tipologia: terre e rocce di scavo [170504].
  7.31-bis.1 Provenienza: attivita' di scavo.
  7.31-bis.2  Caratteristiche  del  rifiuto:  materiale  inerte vario
costituito   da  terra  con  presenza  di  ciotoli,  sabbia,  ghiaia,
trovanti, anche di origine antropica.
  7.31-bis.3 Attivita' di recupero:
    a) industria della ceramica e dei laterizi [R5];
    b)  utilizzo  per recuperi ambientali (il recupero e' subordinato
all'esecuzione  del test di cessione sul rifiuto tal quale secondo il
metodo in allegato 3 al presente decreto) [R10];
    c)  formazione  di rilevati e sottofondi stradali (il recupero e'
subordinato all'esecuzione del test di cessione sul rifiuto tal quale
secondo il metodo in allegato 3 al presente decreto) [R5].
  7.31-bis.4  Caratteristiche  delle  materie  prime e/o dei prodotti
ottenuti:     prodotti     ceramici     nelle     forme    usualmente
commercializzate.";
      46)  al  punto  8.1.3,  lettere  a)  e  b)  il  codice  [R5] e'
sostituito dal codice [R3] ;
      47) al punto 8.2 e' aggiunto il codice [040222];
      48)  al  punto  9.1.3  aggiungere  dopo le parole operazioni di
recupero il codice [R3];
     49) al punto 9.6.3, lettera a) e' aggiunto il codice [R3];
      50)  al punto 9.6.3 prima delle parole "recupero nell'industria
del pannello" e' aggiunta la lettera dell'elenco puntato "c)";
      51)  al  punto  11.1.3  il codice [R3] e' sostituito dal codice
[R9];
      52)  al  punto  11.3.3  il codice [R3] e' sostituito dal codice
[R9];
      53)  al  punto  11.4.1 le parole "di cui al punto 11.11.3" sono
sostituite dalle seguenti: "di cui al punto 11.1.3";
      54) al punto 11.8 le parole "lolla di riso" sono soppresse;
      55) al punto 11.8 il codice [020304] e' soppresso;
      56)  al  punto 11.8.1 le parole "industria agroalimentare" sono
soppresse;
      57)  al  punto 11.8.2 le parole "durante la sgranatura del riso
e" sono soppresse;
      58)  al punto 11.11.1 dopo la parola "alimentari" sono aggiunte
le seguenti "e dalla raccolta differenziata di RU";
      59)  al  punto  11.11.3, lettere a), d) ed e) il codice [R3] e'
soppresso;
      60)  al  punto 11.11.3, lettere b), c), ed f) il codice [R3] e'
sostituito dal codice [R9];
      61)  al  punto  12.1.3,  lettere  c),  d),  ed e) le parole tra
parentesi "[con esclusione dei rifiuti 030303]" sono sostituite dalle
seguenti: "[con esclusione dei rifiuti 030311]";
      62)  al  punto  12.1.3, lettera f) dopo la parola "utilizzo" e'
soppressa  la lettera "e"; dopo "27%" e' aggiunta la seguente parola:
"minimo";
      63) al punto 12.1.3, lettera f) dopo le parole "(il recupero e'
subordinato  all'esecuzione del test di cessione secondo il metodo in
allegato  3  al  presente  decreto"  sono aggiunte le seguenti: ", ad
esclusione   del  parametro  COD";  le  parole  tra  parentesi  "[con
esclusione dei rifiuti 030303]" sono sostituite dalle seguenti: "[con
esclusione dei rifiuti 030311]";
      64)  al  punto  12.2.3  e' aggiunta la seguente lettera c): "c)
utilizzo  per  riprofilare  porzioni  della  morfometria  della  zona
d'alveo  interessata, previo essiccamento ed eventuale igienizzazione
(il  recupero  e' subordinato all'esecuzione del test di cessione sul
rifiuto  tal  quale  secondo  il  metodo  in  allegato  3 al presente
decreto) [R10]";
      65)  al punto 12.5.2 le parole "stirene &60; 500 ppm sul secco"
sono sostituite dalle seguenti: "stirene &60; 50 ppm sul secco";
      66)  al  punto  12.7.3,  lettera  c) le parole "preparazione di
miscele e conglomerati destinati a" sono soppresse;
      67)  al  punto  12.13.2 dopo le parole "materiali ferrosi" sono
aggiunte le seguenti: "con un contenuto di sostanza secca del 25%";
      68)  al  punto  13.2.2  le  parole  "PCDD in concentrazione non
superiore  a  2.5  ppb"  sono  sostituite  dalle  seguenti:  "PCDD in
concentrazione  non  superiore  a 0.1 ppb sul secco"; le parole "PCB,
PCT &60; 25 ppm" sono sostituite dalle seguenti: "PCB, PCT &60; 5 ppm
sul secco";
      69) al punto 13.4.2 il codice [R5] e' soppresso;
     70) al punto 13.4.3, alla fine e' aggiunto il codice [R5];
      71)  al  punto 13.6.3, lettera c) dopo le parole "formazione di
rilevati" e' aggiunto il codice [R5];
      72) al punto 13.6.3, lettera c) dopo le parole "(il recupero e'
subordinato  all'esecuzione del test di cessione secondo il metodo in
allegato  3  al  presente  decreto"  sono aggiunte le seguenti: ", ad
esclusione del parametro solfati";
      73) al punto 13.6.3, lettera c) le parole "con esclusione delle
ceneri  derivanti dalla combustione dei rifiuti di cui ai punti 9.5 e
9.6 del presente allegato" sono soppresse;
      74) al punto 13.7.3, lettera c) dopo le parole "(il recupero e'
subordinato  all'esecuzione del test di cessione secondo il metodo in
allegato  3  al  presente  decreto"  sono aggiunte le seguenti: ", ad
esclusione del parametro solfati";
      75)  al  punto  13.16.3,  lettere a), b) e c) il codice [R3] e'
sostituito dal codice [R5];
      76)  al  punto 13.18.bis.2 le parole "ed utilizzo diretto" sono
sostituite dalle seguenti "con eventuale riduzione volumetrica";
      77)  al  punto  13.20  i codici [150102] [150104] [l50106] sono
sostituiti dai codici [080318] [160216];
      78)   al   punto  13.21.3  dopo  le  parole  "(il  recupero  e'
subordinato all'esecuzione del test di cessione sul rifiuto tal quale
secondo il metodo in allegato 3 al presente decreto" sono aggiunte le
seguenti: ", ad esclusione del parametro cloruri";
      79) al punto 14 nel titolo la parola "assimilati" e' soppressa;
      80) al punto 14.1 le parole "ed assimilati" sono sostituite
dalle seguenti: "o speciali non pericolosi";
      81)  al  punto 14.1.1 le parole "ed assimilati" sono sostituite
dalle   seguenti:  "raccolta  finalizzata  di  rifiuti  speciali  non
pericolosi e impianti di trattamento meccanico di rifiuti";
      82)  al  punto  14.1.2  le  parole da "Nella produzione" fino a
"pneumatici fuori uso" sono soppresse;
      83)  al  punto  14.1.3  dopo la parola "(CDR)" sono aggiunte le
seguenti: "conformi alle norme tecniche UNI 9903-1";
      84)  al  punto  14.1.3  dopo  la  parola "(CDR)" e' aggiunto il
codice [R3];
      85)  al  punto  14.1.3  le  parole  da  "Il combustibile" fmo a
"decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22" sono soppresse;
      86) al punto 14.1.3 le parole da "separazione" a "triturazione"
sono  sostituite dalle seguenti: "selezione, triturazione, vagliatura
e/o trattamento fisico meccanico (presso estrusione) ed";
      87)  al  punto  15.1.3 dopo le parole "produzione di biogas" e'
aggiunto il codice [R3];
      88)  al  punto 15.1.3 le parole "alla voce 2 dell'allegato 3 al
presente  decreto ministeriale" sono sostituite dalle seguenti: "alla
voce   2   dell'allegato   2,   suballegato  1  al  presente  decreto
ministeriale";
      89)  al punto 16.1, lettera l) il codice [200101] e' sostituito
dal codice [200201];
      90)  al punto 16.1.3 dopo le parole "compostaggio attraverso un
processo  di  trasformazione  biologica  aerobica  delle  matrici che
evolve  attraverso  uno stadio termofilo e porta alla stabilizzazione
ed umificazione della sostanza organica" e' aggiungo il codice [R3];
      91)  al  punto  17.1.3  dopo  le  parole  "gas  di  pirolisi  e
gassificazione"  e'  aggiunto il codice [R3]; le parole "alla voce 12
dell'allegato  3  al  presente  decreto ministeriale" sono sostituite
dalle  seguenti:  "alla  voce  11  dell'allegato  2, suballegato 1 al
presente decreto ministeriale";
      92)  al punto 18.2 dopo le parole "scarti di pelo" e' soppressa
la lettera "e";
      93) al punto 18.4 sono aggiunti i codici [020499] [020799];
      94)  ai punti 18.10.3, 18.11.3 e 18.12. 3 e' aggiunto il codice
[R3].
    l)  all'allegato  2,  suballegato  1,  sono apportate le seguenti
modifiche:
      Al  punto  1.2 dopo le parole "con le seguenti caratteristiche"
sono  aggiunte  le  seguenti:  "corrispondenti  all'RDF  di  qualita'
normale di cui alla norma UNI 9903-1".
      Al  punto  9.2 il valore limite relativo al parametro "umidita"
e' innalzato dal 30% al "40%".
      Al  punto  12.3 le parole "del rifiuto di cui al punto 11" sono
sostituite dalle seguenti: "del rifiuto di cui al punto 12".
      Al  punto  13.3 le parole "del rifiuto di cui al punto 14" sono
sostituite dalle seguenti: "del rifiuto di cui al punto 13";
    m) l'allegato 3 e' sostituito dal seguente:

                                                          "Allegato 3
         CRITERI PER LA DETERMINAZIONE DEL TEST DI CESSIONE
  Per la determinazione del test di cessione si applica l'appendice A
alla norma UNI 10802, secondo la metodica prevista dalla norma UNI EN
12457-2.  Solo nei casi in cui il campione da analizzare presenti una
granulometria  molto  fine,  si deve utilizzare, senza procedere alla
fase  di  sedimentazione  naturale, una ultracentrifuga (20000 G) per
almeno  10  minuti.  Solo  dopo  tale  fase  si potra' procedere alla
successiva  fase  di  filtrazione  secondo  quanto riportato al punto
5.2.2  della  norma  UNI EN 12457-2. I risultati delle determinazioni
analitiche  devono  essere  confrontati  con  i  valori  limite della
seguente tabella:

                               Tabella

Parametri |Unita' di misura |Concentrazioni limite
Nitrati |Mg/l NO3 |50
Fluoruri |Mg/l F |1,5
Solfati |Mg/l SO4 |250
Cloruri |Mg/1 Cl |100
Cianuri |microngrammi/l Cn |50
Bario |Mg/l Ba |1
Rame |Mg/l Cu |0.05
Zinco |Mg/l Zn |3
Berillio |microngrammi/l Be |10
Cobalto |microngrammi/l Co |250
Nichel |microngrammi/l Ni |10
Vanadio |microngrammi/l V |250
Arsenico |microngrammi/l As |50
Cadmio |microngrammi/l Cd |5
Cromo totale |microngrammi/l Cr |50
Piombo |microngrammi/l Pb |50
Selenio |microngrammi/l Se |10
Mercurio |microngrammi/l Hg |1
Amianto |Mg/l |30
COD |Mg/l |30
PH | |5,5 < > 12,0

  In  sede  di  approvazione  del  progetto di cui all'articolo 5 del
presente  decreto,  vengono  stabiliti  i  parametri  significativi e
rappresentativi   del   rifiuto  che  devono  essere  determinati  in
relazione alle particolari caratteristiche del sito o alla natura del
rifiuto.";
    n) dopo l'allegato 3 e' aggiunto il seguente allegato 4:

       ---->  Parte di provvedimento in formato grafico  <----

      o) dopo l'allegato 4 e' aggiunto il seguente allegato 5:

                                                          "Allegato 5
                                                             NORME
    TECNICHE  GENERALI  PER  GLI  IMPIANTI DI RECUPERO CHE EFFETTUANO
      L'OPERAZIONE DI MESSA IN RISERVA DEI RIFIUTI NON PERICOLOSI.

                                 1.
                             Ubicazione.
Gli  impianti  che  effettuano  unicamente  l'operazione  di messa in
riserva,  ad  eccezione  degli  impianti esistenti, ferme restando le
norme  vigenti  in materia di vincoli per l'ubicazione degli impianti
di   gestione   dei  rifiuti,  non  devono  essere  ubicati  in  aree
esondabili,  instabili  e  alluvionabili,  comprese nelle fasce A e B
individuate  nei  piani di assetto idrogeologico di cui alla legge 18
           maggio 1989, n. 183 e successive modificazioni.
                        2. Dotazioni minime.
                L'impianto deve essere provvisto di:
a)   adeguato  sistema  di  canalizzazione  e  raccolta  delle  acque
                             meteoriche;
b)  adeguato sistema di raccolta dei reflui; in caso di stoccaggio di
rifiuti   che   contengono   sostanze   oleose  nelle  concentrazioni
consentite   dal   presente   decreto,   il  sistema  di  raccolta  e
allontanamento  dei  reflui  deve  essere provvisto di separatori per
oli;  ogni  sistema deve terminare in pozzetti di raccolta "a tenuta"
di  idonee  dimensioni,  il  cui  contenuto  deve essere avviato agli
                      impianti di trattamento;
                        c) idonea recinzione.
                         3. Organizzazione.
Nell'impianto  devono  essere  distinte  le  aree  di  stoccaggio dei
 rifiuti da quelle utilizzate per lo stoccaggio delle materie prime.
Deve  essere  distinto  il  settore  per il conferimento da quello di
                          messa in riserva.
La  superficie  del settore di conferimento deve essere pavimentata e
dotata  di  sistemi di raccolta dei reflui che in maniera accidentale
possano  fuoriuscire  dagli automezzi e/o dai serbatoi. La superficie
dedicata  al  conferimento  deve  avere dimensioni tali da consentire
un'agevole  movimentazione dei mezzi e delle attrezzature in ingresso
                            ed in uscita.
Il  settore  della  messa  in riserva deve essere organizzato in aree
distinte  per  ciascuna tipologia di rifiuto individuata dal presente
                 decreto ed opportunamente separate.
                      4. Stoccaggio in cumuli.
Ove  la messa in riserva dei rifiuti avvenga in cumuli, questi devono
essere  realizzati  su basamenti pavimentati o, qualora sia richiesto
dalle   caratteristiche   del   rifiuto,  su  basamenti  impermeabili
resistenti   all'attacco   chimico  dei  rifiuti  che  permettono  la
           separazione dei rifiuti dal suolo sottostante.
L'area  deve  avere  una  pendenza  tale da convogliare gli eventuali
liquidi in apposite canalette e in pozzetti di raccolta "a tenuta" di
capacita'  adeguate,  il  cui  contenuto  deve  essere periodicamente
                avviato all'impianto di trattamento.
Lo stoccaggio in cumuli di rifiuti che possano dar luogo a formazioni
di  polveri  deve  avvenire  in  aree  confinate; tali rifiuti devono
essere  protetti  dalle  acque  meteoriche  e dall'azione del vento a
        mezzo di appositi sistemi di copertura anche mobili.
        5. Stoccaggio in contenitori e serbatoi fuori terra.
I  contenitori o serbatoi fissi o mobili utilizzati per lo stoccaggio
dei  rifiuti  devono  possedere  adeguati  requisiti di resistenza in
       relazione alle proprieta' chimico-fisiche del rifiuto.
I  contenitori  e  i  serbatoi  devono essere provvisti di sistema di
chiusura, accessori e dispositivi atti ad effettuare in condizioni di
   sicurezza le operazioni di riempimento, travaso e svuotamento.
Le  manichette  ed  i raccordi dei tubi utilizzati per il carico e lo
scarico  dei  rifiuti  liquidi contenuti nelle cisterne devono essere
mantenuti  in  perfetta  efficienza  al  fine  di evitare dispersioni
                           nell'ambiente.
Il  contenitore  o  serbatoio fisso o mobile deve riservare un volume
residuo  di  sicurezza  pari  al 10%, ed essere dotato di dispositivo
antitraboccamento o da tubazioni di troppo pieno e di indicatori e di
                         allarmi di livello.
Gli  sfiati dei serbatoi che contengono sostanze volatili e/o rifiuti
liquidi  devono  essere  captati  ed  inviati  ad apposito sistema di
                            abbattimento.
I   contenitori  e/o  serbatoi  devono  essere  posti  su  superficie
pavimentata  e  dotati di bacini di contenimento di capacita' pari al
serbatoio  stesso  oppure,  nel  caso  che  nello  stesso  bacino  di
contenimento  vi  siano  piu'  serbatoi, la capacita' del bacino deve
essere  pari ad almeno il 30% del volume totale dei serbatoi, in ogni
caso  non  inferiore  al  volume del serbatoio di maggiore capacita',
aumentato  del  10%  e,  in  ogni caso, dotato di adeguato sistema di
                            svuotamento.
I  rifiuti  che  possono  dar  luogo  a fuoriuscita di liquidi devono
essere collocati in contenitori a tenuta, corredati da idonei sistemi
                     di raccolta per i liquidi.
Lo   stoccaggio  dei  fusti  o  cisternette  deve  essere  effettuato
all'interno  di  strutture fisse, la sovrapposizione diretta non deve
                        superare i tre piani.
I  contenitori  devono  essere  raggruppati per tipologie omogenee di
rifiuti e disposti in maniera tale da consentire una facile ispezione
(passo  d'uomo),  l'accertamento  di  eventuali  perdite  e la rapida
           rimozione di eventuali contenitori danneggiati.
                6. Stoccaggio in vasche fuori terra.
Le  vasche  devono  possedere  adeguati  requisiti  di  resistenza in
       relazione alle proprieta' chimico-fisiche del rifiuto.
Le  vasche devono essere attrezzate con coperture atte ad evitare che
        le acque meteoriche vengano a contatto con i rifiuti.
Le  vasche devono essere provviste di sistemi in grado di evidenziare
e  contenere eventuali perdite; le eventuali emissioni gassose devono
   essere captate ed inviate ad apposito sistema di abbattimento.
                    7. Bonifica dei contenitori.
I recipienti fissi o mobili, utilizzati all'interno degli impianti, e
non  destinati  ad  essere  reimpiegati  per  le  stesse tipologie di
rifiuti,   devono   essere   sottoposti  a  trattamenti  di  bonifica
                appropriati alle nuove utilizzazioni.
                       8. Criteri di gestione.
I  rifiuti  da  recuperare  devono  essere stoccati separatamente dai
   rifiuti derivanti dalle operazioni di recupero e destinati allo
  smaltimento,   da  quelli  destinati  ad  ulteriori  operazioni  di
                               recupero.
   Lo stoccaggio dei rifiuti deve essere realizzato in modo da non
modificare   le   caratteristiche  del  rifiuto  compromettendone  il
                        successivo recupero.
La  movimentazione  e lo stoccaggio dei rifiuti deve avvenire in modo
che  sia  evitata ogni contaminazione del suolo e dei corpi ricettori
                     superficiali e/o profondi.
Devono  essere  adottate  tutte le cautele per impedire la formazione
degli  odori  e  la  dispersione di aerosol e di polveri; nel caso di
formazione  di  emissioni  gassose  o  polveri l'impianto deve essere
fornito  di  idoneo  sistema  di  captazione  ed  abbattimento  delle
                              stesse.".
Il  presente  decreto,  munito  del  sigillo dello Stato, e' inserito
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
                             osservare.
                         Roma, 5 aprile 2006

                      Il Ministro dell'ambiente
                    e della tutela del territorio
                              Matteoli

                Il Ministro della salute (ad interim)
                             Berlusconi

               Il Ministro delle attivita' produttive
                               Scajola

Visto, il Guardasigilli: Castelli Registrato alla Corte dei conti l'8
                             maggio 2006
Ufficio  di  controllo atti Ministeri delle infrastrutture ed assetto
            del territorio, registro n. 1, foglio n. 298
          Avvertenza°
              Il  testo delle note qui pubblicato e' stato redatto ai
          sensi  dell'art.  10,  commi 2  e  3  del testo unico delle
          disposizioni     sulla     promulgazione    delle    leggi,
          sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubb1ica
          e  sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
          approvato  con  D.P.R.  28 dicembre  1985, n. 1092, al solo
          fine  di  facilitare la lettura delle disposizioni di legge
          modificate  o  alle  quali  e'  operato  il rinvio. Restano
          invariati  il  valore  e l'efficacia degli atti legislativi
          qui trascritti.
              Per  le  direttive  CEE  vengono forniti gli estremi di
          pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale  delle  Comunita'
          europee (GUCE).
          Note alle premesse:
              - Si riporta il testo degli articoli 18, 31, 33 e 2 del
          decreto  legislativo  5 febbraio  1997,  n.  22 (Attuazione
          della  direttiva  91/156/CEE  sui  rifiuti, della direttiva
          91/689/CEE   sui   rifiuti  pericolosi  e  della  direttiva
          94/62/CE  sugli  imballaggi  e  sui rifiuti di imballaggio,
          pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 15 febbraio 1997, n. 38
          (supplemento ordinario):
              "Art.  18  (Competenze dello Stato). - 1. Spettano allo
          Stato:
                a) le   funzioni   di   indirizzo   e   coordinamento
          necessarie  all'attuazione del presente decreto da adottare
          ai sensi dell'art. 8 della legge 15 marzo 1997, n. 59;
                b) la   definizione  dei  criteri  generali  e  delle
          metodologie  per la gestione integrata dei rifiuti, nonche'
          l'individuazione  dei  fabbisogni  per  lo  smaltimento dei
          rifiuti   sanitari,   anche   al   fine   di   ridurne   la
          movimentazione;
                c) l'individuazione  delle  iniziative e delle misure
          per prevenire e limitare, anche mediante il ricorso a forme
          di  deposito  cauzionale  sui  beni  immessi al consumo, la
          produzione    dei   rifiuti,   nonche'   per   ridurre   la
          pericolosita' degli stessi;
                d) l'individuazione dei flussi omogenei di produzione
          dei  rifiuti  con  piu'  elevato  impatto  ambientale,  che
          presentano   le   maggiori  difficolta'  di  smaltimento  o
          particolari  possibilita'  di  recupero sia per le sostanze
          impiegate   nei   prodotti   base   sia  per  la  quantita'
          complessiva dei rifiuti medesimi;
                e) la   definizione  dei  piani  di  settore  per  la
          riduzione,  il  riciclaggio, il recupero e l'ottimizzazione
          dei flussi di rifiuti;
                f) l'indicazione delle misure atte ad incoraggiare la
          razionalizzazione  della  raccolta,  della  cernita  e  del
          riciclaggio dei rifiuti;
                g) l'individuazione  delle iniziative e delle azioni,
          anche   economiche,  per  favorire  il  riciclaggio  ed  il
          recupero   di   materia  prima  dai  rifiuti,  nonche'  per
          promuovere  il mercato dei materiali recuperati dai rifiuti
          ed  il loro impiego da parte della pubblica amministrazione
          e dei soggetti economici;
                h) l'individuazione  degli  obiettivi di qualita' dei
          servizi di gestione dei rifiuti;
                i) la  determinazione  dei  criteri  generali  per la
          elaborazione  dei piani regionali di cui all'art. 22, ed il
          coordinamento dei piani stessi;
                l) l'indicazione  dei  criteri generali relativi alle
          caratteristiche  delle  aree non idonee alla localizzazione
          degli impianti di smaltimento dei rifiuti;
                m) l'indicazione    dei    criteri    generali    per
          l'organizzazione     e    l'attuazione    della    raccolta
          differenziata dei rifiuti urbani;
                n) la   determinazione  d'intesa  con  la  Conferenza
          permanente  per  i  rapporti  tra lo Stato, le regioni e le
          province  autonome  di  Trento  e  di  Bolzano  dei criteri
          generali  e  degli standard di bonifica dei siti inquinati,
          nonche'  la  determinazione dei criteri per individuare gli
          interventi   di  bonifica  che,  in  relazione  al  rilievo
          dell'impatto    sull'ambiente    connesso    all'estensione
          dell'area interessata, alla quantita' e pericolosita' degli
          inquinanti presenti, rivestono interesse nazionale.
              2. Sono inoltre di competenza dello Stato:
                a) l'adozione  delle  norme  tecniche per la gestione
          dei   rifiuti,  dei  rifiuti  pericolosi  e  di  specifiche
          tipologie   di   rifiuti,   nonche'  delle  norme  e  delle
          condizioni  per l'applicazione delle procedure semplificate
          di cui agli articoli 31, 32 e 33;
                b) la  determinazione e la disciplina delle attivita'
          di  recupero  dei  prodotti  di  amianto  e  dei beni e dei
          prodotti contenenti amianto;
                c) la  determinazione  dei limiti di accettabilita' e
          delle  caratteristiche  chimiche,  fisiche  e biologiche di
          talune  sostanze  contenute  nei  rifiuti  in  relazione  a
          specifiche utilizzazioni degli stessi;
                d) la   determinazione   dei  criteri  qualitativi  e
          qualiquantitativi   per   l'assimilazione,  ai  fini  della
          raccolta  e  dello  smaltimento,  dei  rifiuti  speciali ai
          rifiuti urbani;
                e) la  definizione  del  modello  e dei contenuti del
          formulario di identificazione di cui all'art. 15, commi 1 e
          5;
                f) la definizione dei metodi, delle procedure e degli
          standard per il campionamento e l'analisi dei rifiuti;
                g) la determinazione dei requisiti soggettivi e delle
          capacita'  tecniche  e  finanziarie  per  l'esercizio delle
          attivita' di gestione dei rifiuti;
                h) la   riorganizzazione  e  la  tenuta  del  Catasto
          nazionale dei rifiuti;
                i) la regolamentazione del trasporto dei rifiuti e la
          definizione del formulari di cui all'art. 15;
                l) l'individuazione  delle  tipologie  di rifiuti che
          per  comprovate  ragioni tecniche, ambientali ed economiche
          possono essere smaltiti direttamente in discarica;
                m) l'adozione  di un modello uniforme del registro di
          cui  all'art. 12 e la definizione delle modalita' di tenuta
          dello  stesso,  nonche'  l'individuazione  degli  eventuali
          documenti sostitutivi del registro stesso;
                n) l'individuazione dei beni durevoli di cui all'art.
          44;
                o) l'aggiornamento   degli   allegati   al   presente
          decreto;
                p) l'adozione delle norme tecniche, delle modalita' e
          delle condizioni di utilizzo del prodotto ottenuto mediante
          compostaggio,   con  particolare  riferimento  all'utilizzo
          agronomico   come   fertilizzante,  ai  sensi  della  legge
          19 ottobre   1984,   n.   748,  e  successive  modifiche  e
          integrazioni,  del  prodotto  di qualita' ottenuto mediante
          compostaggio da rifiuti organici selezionati alla fonte con
          raccolta differenziata;
                p-bis) l'autorizzazione  allo  smaltimento di rifiuti
          nelle   acque   marine  in  conformita'  alle  disposizioni
          stabilite  dalle  norme  comunitarie  e  dalle  convenzioni
          internazionali  vigenti  in materia; tale autorizzazione e'
          rilasciata  dal Ministro dell'ambiente, sentito il Ministro
          delle   politiche   agricole,  su  proposta  dell'autorita'
          marittima  nella  cui  zona di competenza si trova il porto
          piu'  vicino  al  luogo  dove  deve  essere  effettuato  lo
          smaltimento  ovvero  si trova il porto da cui parte la nave
          con il carico di rifiuti da smaltire.
              3. Salvo che non sia diversamente disposto dal presente
          decreto,  le  funzioni di cui al comma 1 sono esercitate ai
          sensi  delle  legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del
          Ministro   dell'ambiente,   di   concerto  con  i  Ministri
          dell'industria,  del  commercio  e dell'artigianato e della
          sanita',  sentita  la  Conferenza permanente per i rapporti
          tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e
          Bolzano.
              4. Salvo che non sia diversamente disposto dal presente
          decreto,  le  norme  regolamentari  e  tecniche  di  cui al
          comma 2  sono  adottate,  ai  sensi  dell'art. 17, comma 3,
          della  legge  23 agosto  1988,  n.  400,  con  decreti  del
          Ministro   dell'ambiente,   di   concerto  con  i  Ministri
          dell'industria,  del  commercio  e dell'artigianato e della
          sanita',  nonche',  quando  le  predette norme riguardano i
          rifiuti  agricoli ed il trasporto dei rifiuti, di concerto,
          rispettivamente,  con  i  Ministri  delle risorse agricole,
          alimentari   e   forestali   e   dei   trasporti   e  della
          navigazione.".
              "Art.   31  (Determinazione  delle  attivita'  e  delle
          caratteristiche dei rifiuti per l'ammissione alle procedure
          semplificate).   -  1.  Le  procedure  semplificate  devono
          comunque   garantire   un  elevato  livello  di  protezione
          ambientale e controlli efficaci.
              2.  Con decreti del Ministro dell'ambiente, di concerto
          con    i   Ministri   dell'industria,   del   commercio   e
          dell'artigianato e della sanita', e, per i rifiuti agricoli
          e le attivita' che danno vita ai fertilizzanti, di concerto
          con  il  Ministro  delle  risorse  agricole,  alimentari  e
          forestali,  sono  adottate per ciascun tipo di attivita' le
          norme,  che  fissano i tipi e le quantita' di rifiuti, e le
          condizioni  in  base alle quali le attivita' di smaltimento
          di  rifiuti  non  pericolosi  effettuate dai produttori nei
          luoghi  di  produzione  degli  stessi  e  le  attivita'  di
          recupero   di  cui  all'allegato  C  sono  sottoposte  alle
          procedure semplificate di cui agli articoli 32 e 33. Con la
          medesima  procedura  si  provvede  all'aggiornamento  delle
          predette norme tecniche e condizioni.
              3.  Le  norme  e  le  condizioni di cui al comma 2 sono
          individuate  entro centottanta giorni dalla data di entrata
          in  vigore  del  presente  decreto e devono garantire che i
          tipi  o  le quantita' di rifiuti ed i procedimenti e metodi
          di  smaltimento  o di recupero siano tali da non costituire
          un  pericolo  per  la  salute  dell'uomo  e  da  non recare
          pregiudizio  all'ambiente. In particolare per accedere alle
          procedure  semplificate le attivita' di trattamento termico
          e  di  recupero  energetico  devono, inoltre, rispettare le
          seguenti condizioni:
                a) siano  utilizzati  combustibili  da rifiuti urbani
          oppure rifiuti speciali individuati per frazioni omogenee;
                b) i  limiti  di emissione non siano meno restrittivi
          di  quelli  stabiliti per gli impianti di incenerimento dei
          rifiuti   dalle   direttive   comunitarie   89/369/CEE  del
          Consiglio  dell'8 giugno 1989, 89/429/CEE del Consiglio del
          21 giugno  1989,  94/67/CE  del  Consiglio  del 16 dicembre
          1994, e successive modifiche ed integrazioni, e dal decreto
          del  Ministro dell'ambiente 16 gennaio 1995, pubblicato nel
          supplemento  ordinario  alla  Gazzetta Ufficiale 30 gennaio
          1995, n. 24. Le prescrizioni tecniche riportate all'art. 6,
          comma 2,   della   direttiva  94/67/CE  del  Consiglio  del
          16 dicembre  1994  si applicano anche agli impianti termici
          produttivi  che  utilizzano  per  la  combustione  comunque
          rifiuti pericolosi;
                c) sia garantita la produzione di una quota minima di
          trasformazione del potere calorifico dei rifiuti in energia
          utile calcolata su base annuale.
              4.  La emanazione delle norme e delle condizioni di cui
          al  comma 2  deve  riguardare,  in  primo  luogo, i rifiuti
          indicati  nella  lista  verde  di  cui  all'allegato II del
          regolamento  CEE  n.  259/93,  e  successive  modifiche  ed
          integrazioni.
              5.  Per la tenuta dei registri di cui agli articoli 32,
          comma 3,  e  33,  comma 3,  e l'effettuazione dei controlli
          periodici, l'interessato e' tenuto a versare alla provincia
          un  diritto  di iscrizione annuale determinato in relazione
          alla   natura   dell'attivita'  con  decreto  del  Ministro
          dell'ambiente,  di  concerto con i Ministri dell'industria,
          del commercio e dell'artigianato e del Tesoro.
              6.  La  costruzione  di impianti che recuperano rifiuti
          nel  rispetto  delle condizioni, delle prescrizioni e delle
          norme  tecniche  di  cui ai commi 2 e 3 e' disciplinata dal
          decreto  del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n.
          203, e dalle altre disposizioni che regolano la costruzione
          di impianti industriali. L'autorizzazione all'esercizio nei
          predetti  impianti di operazioni di recupero di rifiuti non
          individuati  ai  sensi del presente articolo resta comunque
          sottoposta alle disposizioni di cui agli articoli 27 e 28.
              7.   Alle  denunce  e  alle  domande  disciplinate  dal
          presente  Capo  si  applicano,  in  quanto  compatibili, le
          disposizioni   di  cui  al  decreto  del  Presidente  della
          Repubblica  26 aprile  1992, n. 300, e successive modifiche
          ed integrazioni. Si applicano, altresi', le disposizioni di
          cui all'art. 21 della legge 7 agosto 1990, n. 241.".
              "Art.  33  (Operazioni  di recupero). - 1. A condizione
          che  siano  rispettate  le norme tecniche e le prescrizioni
          specifiche  adottate  ai sensi dei commi 1, 2 e 3 dell'art.
          31,  l'esercizio  delle  operazioni di recupero dei rifiuti
          possono  essere  intraprese  decorsi  novanta  giorni dalla
          comunicazione   di   inizio  di  attivita'  alla  provincia
          territorialmente competente.
              2. Le condizioni e le norme tecniche di cui al comma 1,
          in  relazione  a  ciascun  tipo  di attivita', prevedono in
          particolare:
                a) per i rifiuti non pericolosi:
                  1) le quantita' massime impiegabili;
                  2)  la provenienza, i tipi e le caratteristiche dei
          rifiuti  utilizzabili nonche' le condizioni specifiche alle
          quali le attivita' medesime sono sottoposte alla disciplina
          prevista dal presente articolo;
                  3)  le  prescrizioni necessarie per assicurare che,
          in  relazione  ai  tipi  o alle quantita' dei rifiuti ed ai
          metodi di recupero, i rifiuti stessi siano recuperati senza
          pericolo per la salute dell'uomo e senza usare procedimenti
          o metodi che potrebbero recare pregiudizio all'ambiente;
                b) per i rifiuti pericolosi:
                  1) le quantita' massime impiegabili;
                  2)   provenienza,  i  tipi  e  caratteristiche  dei
          rifiuti;
                  3)  le  condizioni  specifiche  riferite  ai valori
          limite  di  sostanze  pericolose  contenute nei rifiuti, ai
          valori  limite  di emissione per ogni tipo di rifiuto ed al
          tipo  di  attivita'  e  di  impianto  utilizzato,  anche in
          relazione alle altre emissioni presenti in sito;
                  4)  altri  requisiti necessari per effettuare forme
          diverse di recupero;
                  5)  le  prescrizioni necessarie per assicurare che,
          in   relazione  al  tipo  ed  alle  quantita'  di  sostanze
          pericolose  contenute nei rifiuti ed ai metodi di recupero,
          i  rifiuti  stessi  siano  recuperati senza pericolo per la
          salute  dell'uomo  e  senza usare procedimenti e metodi che
          potrebbero recare pregiudizio all'ambiente.
              3.  La  provincia  iscrive  in  un apposito registro le
          imprese  che  effettuano  la  comunicazione  di  inizio  di
          attivita'  ed  entro  il termine di cui al comma 1 verifica
          d'ufficio  la  sussistenza  dei presupposti e dei requisiti
          richiesti.  A  tal  fine  alla  comunicazione  di inizio di
          attivita'  e'  allegata  una  relazione  dalla  quale  deve
          risultare:
                a) il   rispetto   delle   norme   tecniche  e  delle
          condizioni specifiche di cui al comma 1;
                b) il possesso dei requisiti soggettivi richiesti per
          la gestione dei rifiuti;
                c) le   attivita'   di   recupero  che  si  intendono
          svolgere;
                d) stabilimento,  capacita'  di  recupero  e ciclo di
          trattamento  o  di  combustione  nel quale i rifiuti stessi
          sono destinati ad essere recuperati;
                e) le   caratteristiche  merceologiche  dei  prodotti
          derivanti dai cicli di recupero.
              4.  Qualora  la  provincia  accerti il mancato rispetto
          delle  norme  tecniche e delle condizioni di cui al comma 1
          dispone  con  provvedimento  motivato  il divieto di inizio
          ovvero    di   prosecuzione   dell'attivita',   salvo   che
          l'interessato  non  provveda  a  conformare  alla normativa
          vigente  dette attivita' ed i suoi effetti entro il termine
          prefissato dal-l'amministrazione.
              5.  La  comunicazione  di  cui  al  comma 1 deve essere
          rinnovata  ogni  5  anni  e  comunque  in  caso di modifica
          sostanziale delle operazioni di recupero.
              6.  Sino  all'adozione  delle  norme  tecniche  e delle
          condizioni   di   cui  al  comma 1  e  comunque  non  oltre
          quarantacinque   giorni   dal   termine   del   periodo  di
          sospensione previsto dall'art. 9 della direttiva 83/189/CEE
          e  dall'art.  3  della direttiva 91/689/CEE le procedure di
          cui  ai  commi 1  e  2  si  applicano  a  chiunque effettui
          operazioni di recupero dei rifiuti elencati rispettivamente
          nell'allegato  3  al  decreto ministeriale 5 settembre 1994
          del  Ministro  dell'ambiente,  pubblicato  nel  supplemento
          ordinario n. 126 alla Gazzetta Ufficiale 10 settembre 1994,
          n.   212,   e   nell'allegato  1  al  decreto  ministeriale
          16 gennaio  1995 del Ministro dell'ambiente, pubblicato nel
          supplemento  ordinario  alla  Gazzetta Ufficiale 30 gennaio
          1995, n. 24, nel rispetto delle prescrizioni ivi contenute;
          a   tal   fine   si   considerano  valide  ed  efficaci  le
          comunicazioni  gia'  effettuate  alla  data  di  entrata in
          vigore  del  presente  decreto. Le comunicazioni effettuate
          dopo la data di entrata in vigore del presente decreto sono
          valide  ed  efficaci  solo  se  a  tale data la costruzione
          dell'impianto,  ove  richiesto  dal  tipo  di  attivita' di
          recupero, era stata gia' ultimata.
              7.   La  procedura  semplificata  di  cui  al  presente
          articolo sostituisce,    limitatamente    alle   variazioni
          qualitative  e quantitative delle emissioni determinate dai
          rifiuti individuati, dalle norme tecniche di cui al comma 1
          che  gia'  fissano  i limiti di emissione in relazione alle
          attivita'  di recupero degli stessi l'autorizzazione di cui
          all'articolo 15,  lettera a)  del  decreto  del  Presidente
          della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203.
              8.  Le  disposizioni semplificate del presente art. non
          si applicano alle attivita' di recupero dei rifiuti urbani,
          ad eccezione:
                a) delle  attivita'  di  riciclaggio e di recupero di
          materia  prima  e  di produzione di compost di qualita' dai
          rifiuti provenienti da raccolta differenziata;
                b) delle  attivita' di trattamento dei rifiuti urbani
          per   ottenere   combustibile  da  rifiuto  effettuate  nel
          rispetto delle norme tecniche di cui al comma 1;
                c).
              9.  Fermi  restando il rispetto dei limiti di emissione
          in  atmosfera  di  cui  all'art.  31, comma 3, e dei limiti
          delle  altre emissioni inquinanti stabilite da disposizioni
          vigenti   nonche'  fatta  salva  l'osservanza  degli  altri
          vincoli  a  tutela dei profili sanitari e ambientali, entro
          sessanta  giorni  dalla  data  di  entrata  in  vigore  del
          presente  decreto  legislativo, il Ministro dell'industria,
          del  commercio  e  dell'artigianato,  di  concerto  con  il
          Ministro  dell'ambiente  determina  modalita', condizioni e
          misure  relative  alla  concessione di incentivi finanziari
          previsti  da disposizioni legislative all'utilizzazione dei
          rifiuti  come  combustibile per produrre energia elettrica,
          tenuto  anche  conto  del  prevalente interesse pubblico al
          recupero  energetico  nelle  centrali elettriche di rifiuti
          urbani  sottoposti  a  preventive operazioni di trattamento
          finalizzate alla produzione di combustibile da rifiuti.
              10.  I  rifiuti non pericolosi individuati con apposite
          norme  tecniche ai sensi del comma 1 che vengono utilizzati
          in operazioni non comprese tra quelle di cui all'allegato C
          sono  sottoposti  unicamente  alle disposizioni di cui agli
          articoli 10,  comma 3,  11, 12, e 15, nonche' alle relative
          norme sanzionatorie.
              11.  Alle  attivita'  di  cui  ai  commi precedenti  si
          applicano   integralmente   le   norme   ordinarie  per  lo
          smaltimento qualora i rifiuti non vengano destinati in modo
          effettivo ed oggettivo al recupero.
              12.  Le  condizioni  e  le  norme  tecniche relative ai
          rifiuti  pericolosi  di cui al comma 1 sono comunicate alla
          Commissione  dell'Unione  europea tre mesi prima della loro
          entrata in vigore.
              12-bis.  Le  operazioni di messa in riserva dei rifiuti
          pericolosi  individuati ai sensi del presente articolo sono
          sottoposte  alle procedure semplificate di comunicazione di
          inizio  di  attivita'  solo se effettuate presso l'impianto
          dove  avvengono  le operazioni di riciclaggio e di recupero
          previste ai punti da R1 a R9 dell'allegato C.
              12-ter. Fatto salvo quanto previsto dal comma 12-bis le
          norme  tecniche  di  cui  ai commi 1, 2 e 3 stabiliscono le
          caratteristiche  impiantistiche  dei  centri  di  messa  in
          riserva  non  localizzati  presso  gli  impianti  dove sono
          effettuate  le  operazioni  di  riciclaggio  e  di recupero
          individuate  ai  punti  da R1 a R9, nonche' le modalita' di
          stoccaggio  e  i  termini  massimi  entro i quali i rifiuti
          devono essere avviati alle predette operazioni.
              "Art.  2  (Finalita).  -  1.  La  gestione  dei rifiuti
          costituisce   attivita'   di   pubblico   interesse  ed  e'
          disciplinata  dal  presente  decreto  al fine di assicurare
          un'elevata  protezione  dell'ambiente e controlli efficaci,
          tenendo conto della specificita' dei rifiuti pericolosi.
              2.  I rifiuti devono essere recuperati o smaltiti senza
          pericolo per la salute dell'uomo e senza usare procedimenti
          o  metodi che potrebbero recare pregiudizio all'ambiente e,
          in particolare:
                a) senza  determinare  rischi per l'acqua, l'aria, il
          suolo e per la fauna e la flora;
                b) senza causare inconvenienti da rumori o odori;
                c) senza   danneggiare  il  paesaggio  e  i  siti  di
          particolare  interesse,  tutelati  in  base  alla normativa
          vigente.
              3.  La  gestione dei rifiuti si conforma ai principi di
          responsabilizzazione  e di cooperazione di tutti i soggetti
          coinvolti    nella    produzione,    nella   distribuzione,
          nell'utilizzo  e  nel  consumo  di  beni da cui originano i
          rifiuti,   nel   rispetto   dei  principi  dell'ordinamento
          nazionale e comunitario.
              4.  Per  il  conseguimento delle finalita' del presente
          decreto lo Stato, le regioni e gli enti locali, nell'ambito
          delle   rispettive   competenze   ed  in  conformita'  alle
          disposizioni  che  seguono,  adottano ogni opportuna azione
          avvalendosi,   anche   mediante   accordi  e  contratti  di
          programma, di soggetti pubblici e privati qualificati.".
              - L'art.  15,  lettera  a)  del  decreto del Presidente
          della  Repubblica  24 maggio 1988, n. 203 (Attuazione delle
          direttive  CEE  numeri  80/779,  82/884,  84/360  e 85/203,
          concernenti   norme   in  materia  di  qualita'  dell'aria,
          relativamente   a   specifici   agenti   inquinanti,  e  di
          inquinamento  prodotto dagli impianti industriali, ai sensi
          dell'art.   15   della   legge  16 aprile  1987,  n.  103),
          pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  del  16 giugno 1988
          (supplemento ordinario), e' il seguente:
              "Art.   15.   -   1.   Sono   sottoposte  a  preventiva
          autorizzazione:
                a) la modifica sostanziale dell'impianto che comporti
          variazioni  qualitative  e/o  quantitative  delle emissioni
          inquinanti;
                b) il    trasferimento    dell'impianto    in   altra
          localita'.".
              - La  direttiva 75/442/CEE del Consiglio, del 15 luglio
          1975,  sui  rifiuti  e' pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
          delle  Comunita'  europee (G.U.C.E.) n. L 194 del 25 luglio
          1975.
              - La  direttiva  91/156/CEE  del Consiglio del 18 marzo
          1991,  che  modifica  la  direttiva  75/442/CEE relativa ai
          rifiuti   e'  pubblicata  nella  Gazzetta  Ufficiale  delle
          Comunita' europee n. L 078 del 26 marzo 1991.
              - Il  comma 3 dell'art. 17, della legge 23 agosto 1988,
          n.  400,  recante  disciplina  dell'attivita'  di Governo e
          ordinamento  della  Presidenza  del Consiglio dei Ministri,
          pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 214 del 12 settembre
          1998 (supplemento ordinario), e' il seguente:
              "3.  Con  decreto  ministeriale possono essere adottati
          regolamenti  nelle  materie di competenza del Ministro o di
          autorita'   sottordinate   al  Ministro,  quando  la  legge
          espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per
          materie  di  competenza  di  piu'  Ministri, possono essere
          adottati  con  decreti interministeriali, ferma restando la
          necessita' di apposita autorizzazione da parte della legge.
          I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono
          dettare  norme  contrarie  a quelle dei regolamenti emanati
          dal  Governo.  Essi debbono essere comunicati al Presidente
          del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione.".
          Note all'art. 1:
              - Si  riporta il testo degli articoli 1 e 5 del decreto
          ministeriale  5 febbraio  1998  (Individuazione dei rifiuti
          non  pericolosi  sottoposti  alle procedure semplificate di
          recupero  ai  sensi  degli  articoli  31  e  33 del decreto
          legislativo  5 febbraio  1997,  n. 22), come modificati dal
          presente regolamento:
              "Art.  1  (Principi  generali).  -  1.  Le attivita', i
          procedimenti  e  i  metodi  di  recupero  di ciascuna delle
          tipologie  di  rifiuti individuati dal presente decreto non
          devono  costituire  un  pericolo  per la salute dell'uomo e
          recare  pregiudizio  all'ambiente,  e  in  particolare  non
          devono:
                a) creare  rischi per l'acqua, l'aria, il suolo e per
          la fauna e la flora;
                b) causare inconvenienti da rumori e odori;
                c) danneggiare  il  paesaggio e i siti di particolare
          interesse.
              2.  Negli  allegati  1,  2,  3  sono  definite le norme
          tecniche  generali  che, ai fini del comma 1, individuano i
          tipi  di rifiuti non pericolosi e fissano, per ciascun tipo
          di  rifiuto e per ogni attivita' e metodo di recupero degli
          stessi,   le  condizioni  specifiche  in  base  alle  quali
          l'esercizio  di tali attivita' e' sottoposto alle procedure
          semplificate  di  cui all'art. 33 del decreto legislativo 5
          febbraio   1997,   n.   22,   e   successive   modifiche  e
          integrazioni.
              3.  Le attivita', i procedimenti e i metodi di recupero
          di  ogni  tipologia  di  rifiuto, disciplinati dal presente
          decreto,  devono  rispettare le norme vigenti in materia di
          tutela  della  salute dell'uomo e dell'ambiente, nonche' di
          sicurezza sul lavoro; e in particolare:
                a) le  acque di scarico risultanti dalle attivita' di
          recupero  dei  rifiuti  disciplinate  dal  presente decreto
          devono   rispettare  le  prescrizioni  e  i  valori  limite
          previsti  dal decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152, e
          successive modificazioni;
                b) le   emissioni   in   atmosfera  risultanti  dalle
          attivita'  di  recupero  disciplinate  dal presente decreto
          devono,  per  quanto  non  previsto  dal  medesimo decreto,
          essere  conformi  alle  disposizioni  di cui al decreto del
          Presidente  della  Repubblica  24  maggio  1988,  n. 203, e
          successive modifiche e integrazioni.
              4.  Le procedure semplificate disciplinate dal presente
          decreto  si  applicano  esclusivamente  alle  operazioni di
          recupero   specificate   ed   ai  rifiuti  individuati  dai
          rispettivi codici e descritti negli allegati.".
              "Art.  5  (Recupero  ambientale).  - 1. Le attivita' di
          recupero  ambientale individuate nell'allegato 1 consistono
          nella  restituzione  di  aree degradate ad usi produttivi o
          sociali attraverso rimodellamenti morfologici.
              2.  L'utilizzo  dei rifiuti nelle attivita' di recupero
          di cui al comma 1 e' sottoposto alle procedure semplificate
          previste  dall'art.  33  del decreto legislativo 5 febbraio
          1997, n. 22, a condizione che:
                a) i rifiuti non siano pericolosi;
                b) sia  previsto  e disciplinato da apposito progetto
          approvato dall'autorita' competente;
                c) sia effettuato nel rispetto delle norme tecniche e
          delle  condizioni  specifiche previste dal presente decreto
          per  la singola tipologia di rifiuto impiegato, nonche' nel
          rispetto del progetto di cui alla lettera b);
                d) sia    compatibile    con    le    caratteristiche
          chimico-fisiche, idrogeologiche e geomorfologiche dell'area
          da recuperare;
                d-bis) in ogni caso il contenuto dei contaminanti sia
          conforme  a  quanto  previsto dalla legislazione vigente in
          materia  di  messa  in  sicurezza,  bonifica  e  ripristino
          ambientale dei siti inquinanti, in funzione della specifica
          destinazione d'uso del sito.".
              - Il testo dell'art. 11 del citato decreto ministeriale
          5 settembre 1998, come modificato dal presente regolamento,
          e' il seguente:
              "Art.  11  (Norme  transitorie).  -  1.  I  valori ed i
          sistemi   di  controllo  delle  emissioni  derivanti  dalle
          attivita' di recupero di rifiuti individuati negli allegati
          1  e  2,  in  esercizio ai sensi dell'art. 33, comma 6, del
          decreto  legislativo  5 febbraio 1997, n. 22, devono essere
          adeguati  ai  limiti  ed  alle  modalita'  di  monitoraggio
          previsti dai predetti allegati entro sedici mesi dalla data
          di entrata in vigore del presente decreto.
              2.  Le  attivita'  di  recupero dei rifiuti individuati
          alle  voci  6,  limitatamente ai poli accoppiati, 7, 9 e 14
          dell'allegato  1  al  decreto ministeriale 16 gennaio 1995,
          pubblicato   nel   supplemento   ordinario   alla  Gazzetta
          Ufficiale  30  gennaio  1995,  n. 24, in esercizio ai sensi
          dell'art.  33,  comma 6, del decreto legislativo 5 febbraio
          1997,  n.  22,  devono  adeguarsi alle disposizioni fissate
          alla  voce  1,  punto  1.1.,  dell'allegato  2  al presente
          decreto,  entro  tre  mesi  dall'entrata  in  vigore  dello
          stesso.   Sino  a  tale  data  l'esercizio  delle  predette
          attivita' di recupero continua ad essere consentito secondo
          le   modalita'  e  nel  rispetto  delle  condizioni,  delle
          prescrizioni  e  delle  norme tecniche stabilite dal citato
          decreto ministeriale 16 gennaio 1995.
              3.   Ai  sensi  dell'art.  33,  comma  6,  del  decreto
          legislativo  5  febbraio 1997, n. 22, dalla data di entrata
          in  vigore  del  presente  decreto  sono  abrogate le norme
          tecniche  del  decreto  ministeriale  5  settembre 1994 del
          Ministro    dell'ambiente,   pubblicato   nel   supplemento
          ordinario n. 126 alla Gazzetta Ufficiale 10 settembre 1994,
          n. 212, e del decreto del Ministro dell'ambiente 16 gennaio
          1995,  pubblicato  nel  supplemento ordinario alla Gazzetta
          Ufficiale  30  gennaio  1995,  n.  24,  che disciplinano le
          attivita' di recupero dei rifiuti non pericolosi.
              4.   Le   attivita'   di   recupero  dei  rifiuti  gia'
          autorizzate ai sensi degli articoli 30, 31 e 33 del decreto
          legislativo   5   febbraio   1997,   n.   22  e  successive
          modificazioni  si  adeguano  alle  norme  tecniche  di  cui
          all'allegato  5  entro  sei mesi dall'entrata in vigore del
          presente  regolamento.  Sino  a tale data l'esercizio delle
          predette   attivita'   di   recupero   continua  ad  essere
          consentito  secondo  le  modalita'  e  nel  rispetto  delle
          condizioni,  delle  prescrizioni  e  delle  norme  tecniche
          stabilite  dal  presente  regolamento,  fatto  salvo quanto
          stabilito  dall'art.  21  del decreto legislativo 11 maggio
          2005, n. 133.
              5.  I  soggetti  che  effettuano attivita' di raccolta,
          trasporto  e  recupero  dei rifiuti non pericolosi ai sensi
          degli  articoli  30,  31  e  33  del  decreto legislativo 5
          febbraio  1997, n. 22, e successive modificazioni e che non
          soddisfano  piu',  a  seguito  delle modifiche apportale al
          presente  decreto,  i  requisiti  per  l'applicazione della
          procedura   semplificata   o  per  i  quali  non  e'  stato
          individuato  il  parametro  quantita',  inoltrano richiesta
          all'ente  competente  per  territorio,  entro trenta giorni
          dall'entrata    in   vigore   del   presente   regolamento,
          presentando domanda di autorizzazione ai sensi dell'art. 28
          o  iscrizione ai sensi dell'art. 30 del decreto legislativo
          5  febbraio  1997,  n.  22,  e successive modificazioni. Le
          attivita'  di raccolta, trasporto e recupero possono essere
          proseguite     fino    all'emanazione    del    conseguente
          provvedimento  da  parte  dell'ente  competente al rilascio
          delle  autorizzazioni o iscrizioni di cui al citato decreto
          legislativo 5 febbraio 1997, n. 22.
              6.  Agli impianti ricadenti nell'ambito di applicazione
          del  decreto  legislativo  18  febbraio  2005,  n.  59,  ad
          esclusione di quelli della categoria 5 dell'allegato I allo
          stesso  decreto,  si  applicano  le  disposizioni  di detto
          decreto.".