MINISTERO DELLE ATTIVITA' PRODUTTIVE

DECRETO 28 gennaio 2004, n. 67

Regolamento in materia di attivita' dell'attuario incaricato, previsto dall'articolo 20 della legge 12 dicembre 2002, n. 273, concernente misure per favorire l'iniziativa privata e lo sviluppo della concorrenza.

note: Entrata in vigore del provvedimento: 1/4/2004 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 05/06/2008)
Testo in vigore dal: 1-4-2004
al: 19-6-2008
aggiornamenti all'articolo
               IL MINISTRO DELLE ATTIVITA' PRODUTTIVE
  Vista la legge 24 dicembre 1969, n. 990;
  Vista la legge 12 agosto 1982, n. 576;
  Visto il decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 175;
  Visto il decreto legislativo 13 ottobre 1998, n. 373;
  Vista la legge 12 dicembre 2002, n. 273;
  Visto l'articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400;
  Sentito  l'Istituto  per la vigilanza sulle assicurazioni private e
di  interesse  collettivo  -  ISVAP in data 8 aprile 2003 e 3 ottobre
2003;
  Udito  il  parere  del  Consiglio  di Stato, espresso dalla Sezione
consultiva per gli atti normativi nell'adunanza del 21 luglio 2003;
  Ritenuto  di dover accogliere le osservazioni contenute nel cennato
parere del Consiglio di Stato, ad eccezione:
    a)  del  ridimensionamento  dei termini per procedere alla nomina
dell'attuario  di cui all'articolo 2, comma 3, per uniformita' con il
termine previsto per la nomina dell'attuario incaricato nei rami vita
e  tenuto conto dell'opportunita' di prevedere un termine congruo per
la  predisposizione  del  rendiconto  finale  da  parte dell'attuario
incaricato uscente;
    b)  dell'eliminazione,  nell'articolo  7,  della  espressione  "a
richiesta"  riferita  alla  relazione  tecnica  sulle  tariffe di cui
all'articolo  5,  in quanto cio' determinerebbe l'introduzione di una
forma di controllo generalizzato e sistematico sulle tariffe adottate
dalle imprese, in contrasto con la vigente normativa comunitaria;
    c)  dell'anticipazione,  nell'articolo  9, al 1° gennaio 2004 del
termine  ultimo  per  sottoporre  tutte  le  tariffe  in  vigore alla
verifica dell'attuario incaricato, per esigenze di coerenza con altri
termini attuativi contenuti nel presente decreto;
  Vista  la  comunicazione  al  Presidente del Consiglio dei Ministri
effettuata   con   nota  n.  2355  del  31  ottobre  2003,  ai  sensi
dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
                             A d o t t a
                      il seguente regolamento:
                               Art. 1.
                             Definizioni
  1. Agli effetti del presente decreto si intende per:
    "Basi  tecniche":  tutti  i  dati  statistici, relativi ai rischi
assicurati  ed  ai  sinistri,  presi a riferimento per la costruzione
tariffaria;
    "Ipotesi  tecniche":  i  valori  attribuiti  a tutti gli elementi
presi  in  considerazione  nella  stima del costo futuro dei sinistri
generati  dai rischi che verranno assicurati nel periodo di validita'
della tariffa;
    "Ipotesi  finanziarie": le previsioni di natura finanziaria quali
ad  esempio  quelle  relative  all'andamento  dei tassi di rendimento
derivanti  dagli  investimenti dell'impresa, utilizzate ai fini della
costruzione della tariffa;
    "Caricamenti":   la   quota  delle  spese  generali  di  gestione
(acquisizione,   incasso   e  amministrative)  ed  ogni  altro  onere
considerato  dall'impresa  nel  processo di costruzione della tariffa
nonche' il margine industriale compensativo dell'alea di impresa;
    "Fabbisogno  tariffario":  la  stima  del  costo  complessivo dei
rischi  che  si  ritiene  di  assumere nel periodo di validita' della
tariffa;
    "Premio  medio  di  tariffa":  il fabbisogno tariffario diviso il
numero dei rischi che si ritiene di assumere nel periodo di validita'
della tariffa;
    "Variabili   di   personalizzazione":   gli   elementi  presi  in
considerazione  ai  fini  della  caratterizzazione e tariffazione dei
singoli rischi assicurati;
    "Premio  di tariffa": il premio del singolo contratto determinato
in   funzione   del   fabbisogno   tariffario,   delle  variabili  di
personalizzazione e dei criteri di mutualita' adottati dall'impresa.
          Avvertenza:
              Il  testo  delle  note  qui pubblicato e' stato redatto
          dall'amministrazione   competente  per  materia,  ai  sensi
          dell'art.  10,  comma 3, del testo unico delle disposizioni
          sulla   promulgazione   delle  leggi,  sull'emanazione  dei
          decreti   del   Presidente   della   Repubblica   e   sulle
          pubblicazioni    ufficiali   della   Repubblica   italiana,
          approvato  con  D.P.R.  28  dicembre 1985, n. 1092, al solo
          fine  di  facilitare la lettura delle disposizioni di legge
          alle  quali  e'  operato  il  rinvio.  Restano invariati il
          valore l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
          Note alle premesse:
              -  La  legge 24 dicembre 1969, n. 990 (pubblicata nella
          Gazzetta   Ufficiale   3   gennaio  1970,  n.  2)  concerne
          l'"Assicurazione  obbligatoria della responsabilita' civile
          derivante  dalla  circolazione  dei  veicoli a motore e dei
          natanti".
              -  La  legge  12 agosto  1982, n. 576 (pubblicata nella
          Gazzetta  Ufficiale  20 agosto  1982,  n.  229) concerne la
          "Riforma della vigilanza sulle assicurazioni".
              -   Il   decreto  legislativo  17 marzo  1995,  n.  175
          (pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  18 maggio 1995, n.
          114,  S.O.) concerne l'"Attuazione della direttiva 92/96/CE
          in     materia    di    assicurazione    diretta    diversa
          dall'assicurazione sulla vita".
              -  Il  decreto  legislativo  13 ottobre  1998,  n.  373
          (pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale 29 ottobre 1998, n.
          253) riguarda la "Razionalizzazione delle norme concernenti
          l'Istituto  per  la vigilanza sulle assicurazioni private e
          di  interesse  collettivo, a norma degli articoli 11, comma
          1, lettera b), e 14 della legge 15 marzo 1997, n. 59".
              -  La  legge 12 dicembre 2002, n. 273 (pubblicata nella
          Gazzetta   Ufficiale   14  dicembre  2002,  n.  293,  S.O.)
          concerne:  "Misure  per  favorire l'iniziativa privata e lo
          sviluppo della concorrenza".
              -  La  legge  23 agosto  1988, n. 400 (pubblicata nella
          Gazzetta   Ufficiale   12 settembre  1988,  n.  214,  S.O.)
          concerne   la   "Disciplina  dell'attivita'  di  Governo  e
          ordinamento  della  Presidenza del Consiglio del Ministri";
          in particolare il testo dell'art. 17 e' il seguente:
              "Art. 17 (Regolamenti). - 1. Con decreto del Presidente
          della  Repubblica,  previa  deliberazione del Consiglio dei
          Ministri, sentito il parere del Consiglio di Stato che deve
          pronunziarsi  entro novanta giorni dalla richiesta, possono
          essere emanati regolamenti per disciplinare:
                a) l'esecuzione    delle    leggi   e   dei   decreti
          legislativi, nonche' dei regolamenti comunitari;
                b) l'attuazione  e  l'integrazione  delle leggi e dei
          decreti  legislativi  recanti  norme  di principio, esclusi
          quelli   relativi   a  materie  riservate  alla  competenza
          regionale;
                c) le materie in cui manchi la disciplina da parte di
          leggi  o  di  atti aventi forza di legge, sempre che non si
          tratti di materie comunque riservate alla legge;
                d) l'organizzazione   ed   il   funzionamento   delle
          amministrazioni  pubbliche  secondo le disposizioni dettate
          dalla legge;
                e) (soppressa).
              2.  Con decreto del Presidente della Repubblica, previa
          deliberazione   del  Consiglio  dei  Ministri,  sentito  il
          Consiglio  di  Stato,  sono  emanati  i  regolamenti per la
          disciplina  delle  materie, non coperte da riserva assoluta
          di legge prevista dalla Costituzione, per le quali le leggi
          della  Repubblica,  autorizzando l'esercizio della potesta'
          regolamentare  del  Governo,  determinano le norme generali
          regolatrici  della materia e dispongono l'abrogazione delle
          norme  vigenti,  con  effetto  dall'entrata in vigore delle
          norme regolamentari.
              3.  Con  decreto  ministeriale  possono essere adottati
          regolamenti  nelle  materie di competenza del Ministro o di
          autorita'   sottordinate   al  Ministro,  quando  la  legge
          espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per
          materie  di  competenza  di  piu'  Ministri, possono essere
          adottati  con  decreti interministeriali, ferma restando la
          necessita' di apposita autorizzazione da parte della legge.
          I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono
          dettare  norme  contrarie  a quelle dei regolamenti emanati
          dal  Governo.  Essi debbono essere comunicati al Presidente
          del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione.
              4.  I  regolamenti  di  cui al comma 1 ed i regolamenti
          ministeriali  ed  interministeriali,  che  devono recare la
          denominazione di "regolamento", sono adottati previo parere
          del  Consiglio  di  Stato,  sottoposti  al  visto  ed  alla
          registrazione  della  Corte  dei  conti  e pubblicati nella
          Gazzetta Ufficiale.
              4-bis.  L'organizzazione  e  la disciplina degli uffici
          dei  Ministeri sono determinate, con regolamenti emanati ai
          sensi  del  comma  2,  su  proposta del Ministro competente
          d'intesa con il Presidente del Consiglio dei Ministri e con
          il Ministro del tesoro, nel rispetto dei principi posti dal
          decreto  legislativo  3 febbraio  1993, n. 29, e successive
          modificazioni,  con  i  contenuti  e  con  l'osservanza dei
          criteri che seguono:
                a) riordino  degli  uffici  di diretta collaborazione
          con i Ministri ed i Sottosegretari di Stato, stabilendo che
          tali   uffici   hanno   esclusive  competenze  di  supporto
          dell'organo  di direzione politica e di raccordo tra questo
          e l'amministrazione;
                b) dirigenziale   generale,  centrali  e  periferici,
          mediante diversificazione tra strutture con funzioni finali
          e  con  funzioni  strumentali  e  loro  organizzazione  per
          funzioni   omogenee  e  secondo  criteri  di  flessibilita'
          eliminando le duplicazioni funzionali;
                c) previsione  di  strumenti  di  verifica  periodica
          dell'organizzazione e dei risultati;
                d) indicazione    e    revisione    periodica   della
          consistenza delle piante organiche;
                e) previsione  di  decreti ministeriali di natura non
          regolamentare  per  la definizione dei compiti delle unita'
          dirigenziali    nell'ambito   degli   uffici   dirigenziali
          generali".