MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

DECRETO 5 dicembre 2003, n. 392

Regolamento concernente modifica dell'articolo 7 del decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione 4 agosto 1998, n. 400, recante norme per le funicolari aeree e terrestri in servizio pubblico destinati al trasporto di persone.

note: Entrata in vigore del provvedimento: 4/3/2004 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 18/10/2006)
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Testo in vigore dal: 4-3-2004
al: 18-10-2006
aggiornamenti all'articolo
          IL MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI 
 
  Visto il regio decreto 9 maggio 1912, n. 1447, che approva il testo
unico  delle  disposizioni  di  legge  per   le   ferrovie   concesse
all'industria  privata,  le  tramvie  a  trazione  meccanica  e   gli
automobili; 
  Vista la legge 23 giugno 1927, n. 1110, sui  provvedimenti  per  la
concessione all'industria privata dell'impianto e  dell'esercizio  di
funicolari aeree e di ascensori in servizio pubblico; 
  Visto il decreto del Presidente della Repubblica 18  ottobre  1957,
n. 1367, che disciplina, mediante norme generali,  la  costruzione  e
l'esercizio delle funicolari aeree in servizio pubblico destinate  al
trasporto di persone; 
  Visti gli  articoli  1  e  95  del  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 11 luglio 1980, n. 753, che fissa nuove norme  in  materia
di polizia, sicurezza e regolarita' dell'esercizio delle  ferrovie  e
di altri servizi di trasporto; 
  Visto l'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400; 
  Visto il decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione del
4  agosto  1998,  n.  400,  recante  "Regolamento  generale  per   le
funicolari aeree  e  terrestri  in  servizio  pubblico  destinato  al
trasporto di persone"; 
  Visto il decreto  legislativo  30  luglio  1999,  n.  300,  recante
"Riforma dell'organizzazione del Governo, a norma  dell'articolo  11,
della legge 15 marzo 1997, n. 59"; 
  Visto il decreto del Presidente della Repubblica 26 marzo 2001,  n.
177, recante  "Regolamento  di  organizzazione  del  Ministero  delle
infrastrutture e dei trasporti"; 
  Ritenuta la necessita' di adeguare le norme generali di costruzione
e di esercizio  delle  funicolari  aeree  e  terrestri  in  relazione
all'evoluzione della tecnica, alla introduzione di  nuove  tecnologie
ed all'esperienza nel settore; 
  Visto  il  parere  favorevole  della  Conferenza  Stato-regioni   e
province autonome reso nella seduta del 30 maggio 2002 - Rep. atti n. 
1450; 
  Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla sezione 
  consultiva per gli atti normativi  nell'adunanza  del  10  febbraio
  2003; 
Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri, a 
norma dell'articolo 17, comma 3, della citata legge 23  agosto  1988,
n. 400; 
 
                             A d o t t a 
                      il seguente regolamento: 
                               Art. 1. 
Modifiche al decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione 4
                         agosto 1998, n. 400 
 
  1. Il comma 6,  dell'articolo  7,  del  decreto  del  Ministro  dei
trasporti e della navigazione 4 agosto 1998, n.  400,  e'  sostituito
dal seguente: 
  "6. L'area che interessa la stabilita' delle opere e  la  sicurezza
dell'esercizio deve essere immune, secondo ragionevoli previsioni  da
effettuarsi dalle autorita' che ai sensi delle normative  di  settore
sono competenti per l'assetto del territorio, dal pericolo di frane o
valanghe. Qualora l'area ricada in siti a rischio: 
    a) per quanto riguarda gli  aspetti  geologico  e  geotecnico  si
applica la legge 2 febbraio 1974, n. 64, e relative norme tecniche di
applicazione; comunque devono essere adottati  idonei  interventi  di
stabilizzazione o di protezione; 
    b) per quanto riguarda la materia nivologica: 
      1) devono essere adottati interventi di difesa atti ad  evitare
che  le   valanghe   investano   gli   elementi   strutturali   fissi
dell'impianto mediante opere di stabilizzazione del manto nevoso,  di
deviazione o di arresto delle valanghe stesse; 
      2)  in  alternativa  agli  interventi  di  difesa  di  cui   al
precedente  numero  1),  e'  ammesso  il   distacco   artificiale   e
controllato di  masse  nevose  contenute,  che  comunque  non  devono
raggiungere gli elementi strutturali fissi dell'impianto; 
      3) qualora il rischio di valanga interessi  il  solo  tracciato
dell'impianto, e' ammesso, quale intervento di  tipo  preventivo,  la
chiusura  temporanea  dell'impianto   fino   al   superamento   della
situazione di rischio; 
      4) l'adozione degli interventi di tipo  preventivo  di  cui  ai
numeri 2) e  3)  e'  subordinata  all'approvazione,  da  parte  delle
regioni e delle province autonome, di  un  piano  di  gestione  della
sicurezza che individua le modalita' operative e gli accorgimenti  da
adottarsi in relazione alla sicurezza; quest'ultimo deve contenere il
nominativo  del  responsabile  della  gestione  del  piano,  del  suo
sostituto e delle figure  necessarie  all'attuazione  del  piano.  Il
responsabile della gestione, il suo sostituto e le figure  necessarie
all'attuazione del piano devono essere in possesso  di  attestato  di
frequenza a corsi con superamento  di  esame  finale  comprovante  la
competenza in materia in relazione al ruolo ricoperto nell'ambito del
piano: tale attestazione  deve  essere  rilasciata  dall'Associazione
Interregionale Neve e Valanghe (AINEVA) o  da  istituzioni  pubbliche
specializzate italiane o straniere; 
      5)  la   scelta   progettuale   dell'intervento   deve   essere
rigorosamente documentata e giustificata con relazione rilasciata  da
un professionista di comprovata esperienza in materia; 
      6) la responsabilita' del piano di gestione della sicurezza  e'
dell'esercente e del responsabile della gestione del piano; 
      7) la dichiarazione  di  immunita'  dal  pericolo  di  valanga,
ovvero  l'efficacia  degli  interventi  proposti,  e'  verificata  ed
approvata  dalle  regioni  e  dalle  province  autonome   secondo   i
rispettivi ordinamenti.". 
  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare. 
 
    Roma, 5 dicembre 2003 
 
                                                 Il Ministro: Lunardi 
 
Visto, il Guardasigilli Castelli 
Registrato alla Corte dei conti il 29 gennaio 2004 
Ufficio di controllo sugli atti dei Ministeri delle infrastrutture ed 
assetto del territorio, registro n. 1, foglio n. 75 
                                  Avvertenza:
              Il  testo  delle  note  qui pubblicato e' stato redatto
          dall'amministrazione   competente  per  materia,  ai  sensi
          dell'art.   10,   commi  2  e  3,  del  testo  unico  delle
          disposizioni     sulla     promulgazione    delle    leggi,
          sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
          e  sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
          approvato  con  D.P.R.  28 dicembre  1985, n. 1092, al solo
          fine  di  facilitare la lettura delle disposizioni di legge
          modificate  o  alle  quali  e'  operato  il rinvio. Restano
          invariati  il  valore  e l'efficacia degli atti legislativi
          qui trascritti.
          Note alla premessa:
              - Il  regio  decreto  9 maggio  1912, n. 1447, recante:
          "Approvazione  del  testo unico delle disposizioni di legge
          per  le ferrovie concesse all'industria privata, le tramvie
          a trazione meccanica e gli automobili", e' pubblicato nella
          Gazzetta Ufficiale 28 febbraio 1913, n. 49.
              - La   legge   23 giugno   1927,   n.   1110,  recante:
          "Provvedimenti  per  la  concessione  all'industria privata
          dell'impianto  e  dell'esercizio  di  funicolari aeree e di
          ascensori   in  servizio  pubblico",  e'  pubblicata  nella
          Gazzetta Ufficiale 9 luglio 1927, n. 157.
              - Il decreto del Presidente della Repubblica 18 ottobre
          1957,  n.  1367,  recante:  "Regolamento  generale  per  le
          funicolari   aeree   in   servizio  pubblico  destinate  al
          trasporto   di   persone",  e'  pubblicato  nella  Gazzetta
          Ufficiale 6 febbraio 1958, n. 32.
              - Gli  articoli 1 e 95 del decreto del Presidente della
          Repubblica 11 luglio 1980, n. 753, recante: "Nuove norme in
          materia di polizia, sicurezza, e regolarita' dell'esercizio
          delle ferrovie e di altri servizi di trasporto", pubblicato
          nel   supplemento   ordinario   alla   Gazzetta   Ufficiale
          15 novembre 1980, n. 314, cosi' recitano:
              "Art.   1  (Ambito  di  applicazione  delle  norme  del
          presente decreto). - 1. Le presenti norme si applicano alle
          ferrovie destinate al servizio pubblico per il trasporto di
          persone  e  di  cose esercitate dall'Azienda autonoma delle
          ferrovie  dello  Stato  o  in  regime  di  concessione o di
          gestione  commissariale  governativa e, per quanto riguarda
          la  sicurezza  delle  persone  e  delle  cose,  anche  alle
          ferrovie private di seconda categoria di cui all'art. 4 del
          testo  unico  approvato con regio decreto 9 maggio 1912, n.
          1447.
              2.  Nel  presente  decreto con il termine "ferrovie" si
          indicano  tutte le ferrovie specificate al comma precedente
          e  con  la  espressione  "ferrovie  in  concessione" sia le
          ferrovie  esercitate in regime di concessione che quelle in
          regime di gestione commissariale governativa.
              3.  Salvo quanto specificato nei successivi articoli le
          norme  comunque riguardanti le ferrovie in concessione sono
          estese  a  tutti  gli  altri servizi collettivi di pubblico
          trasporto  terrestre di competenza degli organi dello Stato
          e, se concernenti la polizia e la sicurezza dell'esercizio,
          sono anche estese a quelli di competenza delle regioni.
              4.  Le norme del presente decreto sono anche estese, se
          ed  in quanto applicabili, ai servizi ferroviari esercitati
          con  navi  traghetto  delle  ferrovie  dello  Stato  e  gli
          autoservizi sostitutivi delle ferrovie dello Stato.
              5. Nei successivi articoli del presente decreto, con la
          sigla  "FS"  e'  indicata l'Azienda autonoma delle ferrovie
          dello  Stato  e  con  la sigla "MCTC" la Direzione generale
          della    motorizzazione   civile   e   dei   trasporti   in
          concessione.".
              "Art.  95  (Norme  regolamentari). - 1. Il Ministro dei
          trasporti  emana  le norme regolamentari, in relazione alle
          diverse esigenze proprie delle ferrovie dello Stato e delle
          ferrovie in concessione, relative:
                1)  alle  modalita' di svolgimento dell'esercizio, al
          movimento ed alla circolazione dei treni e veicoli;
                2) al segnalamento ed alle telecomunicazioni lungo le
          linee, nelle stazioni, nei posti di servizio, nei veicoli e
          negli impianti in genere;
                3)  alle caratteristiche generali delle linee e degli
          impianti;
                4)  alle  caratteristiche  tecniche  e funzionali cui
          deve corrispondere il materiale mobile.
              2.  Per  i  veicoli  destinati  a  circolare  su strada
          restano  ferme  le  norme  del vigente codice della strada,
          delle  relative  disposizioni  di  esecuzione e delle leggi
          speciali.".
              - L'art.  17,  comma  3, della legge 23 agosto 1988, n.
          400,  recante:  "Disciplina  dell'attivita'  di  Governo  e
          ordinamento  della  Presidenza del Consiglio dei Ministri",
          pubblicata   nel   supplemento   ordinario   alla  Gazzetta
          Ufficiale 12 settembre 1988, n. 214, cosi' recita:
              "3.  Con  decreto  ministeriale possono essere adottati
          regolamenti  nelle  materie di competenza del Ministro o di
          autorita'   sottordinate   al  Ministro,  quando  la  legge
          espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per
          materie  di  competenza  di  piu'  Ministri, possono essere
          adottati  con  decreti interministeriali, ferma restando la
          necessita' di apposita autorizzazione da parte della legge.
          I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono
          dettare  norme  contrarie  a quelle dei regolamenti emanati
          dal  Governo.  Essi debbono essere comunicati al Presidente
          del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione".
              - Il   decreto  del  Ministro  dei  trasporti  e  della
          navigazione  4 agosto  1998,  n. 400, recante: "Regolamento
          generale  per  le  funicolari  aree e terrestri in servizio
          pubblico  destinato al trasporto di persone", e' pubblicato
          nella Gazzetta Ufficiale 23 novembre 1998, n. 274.
              - Il   decreto  legislativo  30 luglio  1999,  n.  300,
          recante:  "Riforma  dell'organizzazione del Governo a norma
          dell'art.   11  della  legge  15 marzo  1997,  n.  59",  e'
          pubblicato nel supplemento ordinario n. 163/L alla Gazzetta
          Ufficiale 30 agosto 1999, n. 203.
              - Il  testo  vigente  dell'art. 11 della legge 15 marzo
          1997,   n.   59,   recante:   "Delega  al  Governo  per  il
          conferimento  di  funzioni  e  compitialle  regioni ed enti
          locali, per la riforma della pubblica amministrazione e per
          la    semplificazione   amministrativa",   pubblicata   nel
          supplemento  ordinario  n.  56/L  alla  Gazzetta  Ufficiale
          17 marzo 1997, n. 63, cosi' recita:
              Art.  11  (Decreti  legislativi  emanazione).  -  1. Il
          Governo  e'  delegato ad emanare, entro il 31 gennaio 1999,
          uno o piu' decreti legislativi diretti a:
                a) razionalizzare  l'ordinamento della Presidenza del
          Consiglio dei Ministri e dei Ministeri, anche attraverso il
          riordino,  la  soppressione  e  la  fusione  di  Ministeri,
          nonche'  di  amministrazioni  centrali anche ad ordinamento
          autonomo;
                b) riordinare gli enti pubblici nazionali operanti in
          settori    diversi   dall'assistenza   e   previdenza,   le
          istituzioni  di  diritto  privato e le societa' per azioni,
          controllate  direttamente o indirettamente dallo Stato, che
          operano,  anche all'estero, nella promozione e nel sostegno
          pubblico al sistema produttivo nazionale;
                c) riordinare   e   potenziare  i  meccanismi  e  gli
          strumenti  di  monitoraggio e di valutazione dei costi, dei
          rendimenti  e  dei  risultati  dell'attivita'  svolta dalle
          amministrazioni pubbliche;
                d) riordinare e razionalizzare gli interventi diretti
          a   promuovere   e   sostenere  il  settore  della  ricerca
          scientifica  e  tecnologica  nonche' gli organismi operanti
          nel settore stesso;
              2.  I  decreti  legislativi  sono emanati previo parere
          della  Commissione  di  cui  all'art.  5,  da rendere entro
          trenta  giorni  dalla  data  di  trasmissione degli stessi.
          Decorso  tale  termine i decreti legislativi possono essere
          comunque emanati.
              3.  Disposizioni  correttive  e  integrative ai decreti
          legislativi  possono  essere  emanate,  nel  rispetto degli
          stessi  principi  e  criteri  direttivi  e  con le medesime
          procedure,  entro  un anno dalla data della loro entrata in
          vigore.
              4.  Anche  al  fine  di  conformare le disposizioni del
          decreto  legislativo  3 febbraio  1993, n. 29, e successive
          modificazioni,   alle  disposizioni  della  presente  legge
          recanti   principi   e  criteri  direttivi  per  i  decreti
          legislativi   da  emanarsi  ai  sensi  del  presente  capo,
          ulteriori  disposizioni integrative e correttive al decreto
          legislativo   3 febbraio   1993,   n.   29,   e  successive
          modificazioni,  possono  essere emanate entro il 31 ottobre
          1998.  A  tal  fine  il  Governo,  in  sede di adozione dei
          decreti legislativi, si attiene ai principi contenuti negli
          articoli 97  e  98 della Costituzione, ai criteri direttivi
          di  cui  all'art.  2 della legge 23 ottobre 1992, n. 421, a
          partire  dal  principio  della  separazione  tra  compiti e
          responsabilita'   di   direzione   politica   e  compiti  e
          responsabilita'   di   direzione   delle   amministrazioni,
          nonche',  ad  integrazione,  sostituzione  o modifica degli
          stessi ai seguenti principi e criteri direttivi:
                a) completare  l'integrazione  della  disciplina  del
          lavoro   pubblico  con  quella  del  lavoro  privato  e  la
          conseguente    estensione    al   lavoro   pubblico   delle
          disposizioni  del  codice civile e delle leggi sui rapporti
          di  lavoro  privato  nell'impresa;  estendere  il regime di
          diritto  privato  del rapporto di lavoro anche ai dirigenti
          generali  ed  equiparati  delle  amministrazioni pubbliche,
          mantenendo  ferme  le  altre  esclusioni di cui all'art. 2,
          commi  4  e  5, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n.
          29;
                b) prevedere  per i dirigenti, compresi quelli di cui
          alla   lettera   a),   l'istituzione   di  un  ruolo  unico
          interministeriale  presso  la  Presidenza del Consiglio dei
          Ministri,  articolato  in  modo  da garantire la necessaria
          specificita' tecnica;
                c) semplificare  e  rendere piu' spedite le procedure
          di   contrattazione  collettiva;  riordinare  e  potenziare
          l'Agenzia  per  la rappresentanza negoziale delle pubbliche
          amministrazioni  (ARAN)  cui e' conferita la rappresentanza
          negoziale  delle  amministrazioni interessate ai fini della
          sottoscrizione  dei  contratti  collettivi nazionali, anche
          consentendo  forme  di associazione tra amministrazioni, ai
          fini  dell'esercizio  del  potere  di indirizzo e direttiva
          all'ARAN per i contratti dei rispettivi comparti;
                d) prevedere   che   i   decreti   legislativi  e  la
          contrattazione  possano  distinguere la disciplina relativa
          ai  dirigenti da quella concernente le specifiche tipologie
          professionali, fatto salvo quanto previsto per la dirigenza
          del   ruolo  sanitario  di  cui  all'art.  15  del  decreto
          legislativo   30 dicembre   1992,   n.  502,  e  successive
          modificazioni,   e   stabiliscano   altresi'  una  distinta
          disciplina  per  gli altri dipendenti pubblici che svolgano
          qualificate     attivita'     professionali,     implicanti
          l'iscrizione  ad  albi,  oppure  tecnico-scientifiche  e di
          ricerca;
                e) garantire  a  tutte  le  amministrazioni pubbliche
          autonomi  livelli  di contrattazione collettiva integrativa
          nel   rispetto   dei   vincoli   di  bilancio  di  ciascuna
          amministrazione;   prevedere  che  per  ciascun  ambito  di
          contrattazione  collettiva  le  pubbliche  amministrazioni,
          attraverso  loro  istanze  associative  o  rappresentative,
          possano costituire un comitato di settore;
                f) prevedere     che,    prima    della    definitiva
          sottoscrizione del contratto collettivo, la quantificazione
          dei    costi   contrattuali   sia   dall'ARAN   sottoposta,
          limitatamente  alla certificazione delle compatibilita' con
          gli  strumenti  di  programmazione  e  di  bilancio  di cui
          all'art.  1-bis  della  legge  5 agosto  1978,  n.  468,  e
          successive  modificazioni,  alla  Corte dei conti, che puo'
          richiedere  elementi  istruttori  e  di  valutazione  ad un
          nucleo    di   tre   esperti,   designati,   per   ciascuna
          certificazione    contrattuale,   con   provvedimento   del
          Presidente  del  Consiglio dei Ministri, di concerto con il
          Ministro  del  tesoro;  prevedere che la Corte dei conti si
          pronunci  entro  il  termine di quindici giorni, decorso il
          quale  la  certificazione  si intende effettuata; prevedere
          che   la  certificazione  e  il  testo  dell'accordo  siano
          trasmessi   al   comitato   di   settore  e,  nel  caso  di
          amministrazioni statali, al Governo; prevedere che, decorsi
          quindici   giorni  dalla  trasmissione  senza  rilievi,  il
          presidente  del consiglio direttivo dell'ARAN abbia mandato
          di  sottoscrivere  il contratto collettivo il quale produce
          effetti  dalla sottoscrizione definitiva; prevedere che, in
          ogni  caso,  tutte  le  procedure necessarie per consentire
          all'ARAN   la   sottoscrizione  definitiva  debbano  essere
          completate  entro  il termine di quaranta giorni dalla data
          di sottoscrizione iniziale dell'ipotesi di accordo;
                g) devolvere,  entro  il  30 giugno  1998, al giudice
          ordinario,  tenuto  conto  di quanto previsto dalla lettera
          a),  tutte  le  controversie relative al rapporti di lavoro
          dei  dipendenti  delle pubbliche amministrazioni, ancorche'
          concernenti   in   via   incidentale   atti  amministrativi
          presupposti,  ai  fini  della  disapplicazione, prevedendo:
          misure  organizzative  e  processuali  anche  di  carattere
          generale   atte   a   prevenire   disfunzioni   dovute   al
          sovraccarico  del  contenzioso; procedure stragiudiziali di
          conciliazione   e   arbitrato;   infine,   la   contestuale
          estensione  della  giurisdizione del giudice amministrativo
          alle  controversie  aventi  ad oggetto diritti patrimoniali
          conseguenziali,    ivi    comprese   quelle   relative   al
          risarcimento  del danno, in materia edilizia, urbanistica e
          di   servizi   pubblici,   prevedendo  altresi'  un  regime
          processuale transitorio per i procedimenti pendenti;
                h) prevedere   procedure   di   consultazione   delle
          organizzazioni    sindacali    firmatarie   dei   contratti
          collettivi  dei relativi comparti prima dell'adozione degli
          atti interni di organizzazione aventi riflessi sul rapporto
          di lavoro;
                i) prevedere la definizione da parte della Presidenza
          del  Consiglio  dei  Ministri - Dipartimento della funzione
          pubblica di un codice di comportamento dei dipendenti della
          pubblica  amministrazione e le modalita' di raccordo con la
          disciplina   contrattuale   delle   sanzioni  disciplinari,
          nonche'  l'adozione  di  codici  di  comportamento da parte
          delle   singole  amministrazioni  pubbliche;  prevedere  la
          costituzione  da  parte  delle  singole  amministrazioni di
          organismi  di  controllo e consulenza sull'applicazione del
          codici  e  le  modalita' di raccordo degli organismi stessi
          con il Dipartimento della funzione pubblica.
              4-bis.  I  decreti  legislativi  di cui al comma 4 sono
          emanati   previo   parere  delle  commissioni  parlamentari
          permanenti  competenti  per materia, che si esprimono entro
          trenta  giorni  dalla  data  di  trasmissione  dei relativi
          schemi. Decorso tale termine, i decreti legislativi possono
          essere comunque emanati.
              5.  Il termine di cui all'art. 2, comma 48, della legge
          28 dicembre  1995,  n.  549,  e' riaperto fino al 31 luglio
          1997.
              6.   Dalla  data  di  entrata  in  vigore  dei  decreti
          legislativi  di  cui  al  comma  4,  sono abrogate tutte le
          disposizioni in contrasto con i medesimi. Sono apportate le
          seguenti modificazioni alle disposizioni dell'art. 2, comma
          1, della legge 23 ottobre 1992, n. 421: alla lettera e), le
          parole:   "ai   dirigenti   generali  ed  equiparati"  sono
          soppresse;  alla  lettera i), le parole: "prevedere che nei
          limiti  di  cui  alla  lettera  h),  la  contrattazione sia
          nazionale  e  decentrata"  sono  sostituite dalle seguenti:
          "prevedere  che  la struttura della contrattazione, le aree
          di contrattazione e il rapporto tra i diversi livelli siano
          definiti  in  coerenza  con quelli del settore privato"; la
          lettera  q),  e' abrogata; alla lettera t), dopo le parole:
          "concorsi unici per profilo professionale" sono inserite le
          seguenti: "da espletarsi a livello regionale,".
              7.  Sono  abrogati  gli  articoli 38  e  9  del decreto
          legislativo  3 febbraio  1993,  n.  29.  Sono fatti salvi i
          procedimenti   concorsuali  per  i  quali  sia  stato  gia'
          pubblicato il bando di concorso.".
              - Il  decreto  del Presidente della Repubblica 26 marzo
          2001,  n.  177, recante: "Regolamento di organizzazione del
          Ministero   delle   infrastrutture  e  dei  trasporti",  e'
          pubblicato   nel   supplemento   ordinario   alla  Gazzetta
          Ufficiale 18 maggio 2001, n. 114.
          Nota all'art. 1, comma 1:
              - Il  testo  dell'art.  7  del decreto del Ministro dei
          trasporti  e  della navigazione n. 400/1998, modificato dal
          regolamento qui pubblicato e' il seguente:
              "Art.  7  (Tracciato  e  profilo  della linea). - 1. Il
          tracciato scelto e' di per se' genericamente adatto al tipo
          di impianto previsto.
              2.  Il  tracciato  dell'asse  di  un  impianto aereo e'
          rettilineo;  solo  in  via  eccezionale  e per riconosciuta
          necessita'    possono    essere    consentite    deviazioni
          planimetriche,   idonee   ad   assicurare   la   prescritta
          stabilita'  delle  funi  ed il sicuro passaggio dei veicoli
          con effetti dinamici non disturbanti per il viaggiatore.
              3.  La lunghezza della linea non supera, caso per caso,
          quel  limite  oltre  il  quale  il  viaggio  puo'  divenire
          disagevole    oppure,    nell'eventualita'    di    arresto
          dell'impianto, puo' rendere difficile il pronto recupero di
          tutti  i  viaggiatori  e  il  loro ricovero al sicuro senza
          eccessivo disturbo, tenuto conto delle categorie e del tipo
          dell'impianto,  del  profilo, delle condizioni del terreno,
          dell'altitudine e del clima.
              4. La  pendenza massima della tangente alla traiettoria
          dei  veicoli  puo'  essere  soggetta ad una limitazione per
          esigenze  imposte dalla categoria e dal tipo dell'impianto,
          dal  tipo  del collegamento del veicolo alla fune traente o
          portante-traente    e    da   particolari   caratteristiche
          geometriche o costruttive.
              5. Il  profilo della linea non e' tormentato. Quando il
          recupero  dei  viaggiatori  in  linea, nell'eventualita' di
          immobilizzazione  dell'impianto,  si attua con procedimenti
          che  non  risentono  della  distanza dei veicoli dal suolo,
          sono  determinati  opportunamente il numero e l'altezza dei
          sostegni  e  le  caratteristiche  delle  funi  in relazione
          all'entita'  dei  carichi viaggianti. Negli impianti in cui
          tale   recupero  si  effettua  con  discesa  verticale  dei
          viaggiatori,  l'impianto  e'  posto  su  un  terreno avente
          andamento   altimetrico  longitudinale  e  trasversale  non
          accidentato  o,  comunque,  reso percorribile con opportuni
          interventi.
              6. L'area  che interessa la stabilita' delle opere e la
          sicurezza   dell'esercizio   deve  essere  immune,  secondo
          ragionevoli previsioni daeffettuarsi dalle autorita' che ai
          sensi  delle  normative  di  settore  sono  competenti  per
          l'assetto del territorio, dal pericolo di frane o valanghe.
          Qualora l'area ricada in siti a rischio:
                a) per   quanto  riguarda  gli  aspetti  geologico  e
          geotecnico  si  applica  la legge 2 febbraio 1974, n. 64, e
          relative  norme  tecniche  di applicazione; comunque devono
          essere  adottati  idonei interventi di stabilizzazione o di
          protezione;
                b) per quanto riguarda la materia nivologica:
                  1) devono essere adottati interventi di difesa atti
          ad   evitare   che   le  valanghe  investano  gli  elementi
          strutturali   fissi   dell'impianto   mediante   opere   di
          stabilizzazione  del  manto  nevoso,  di  deviazione  o  di
          arresto delle valanghe stesse;
                  2) in  alternativa agli interventi di difesa di cui
          al precedente numero 1), e' ammesso il distacco artificiale
          e  controllato  di masse nevose contenute, che comunque non
          devono   raggiungere   gli   elementi   strutturali   fissi
          dell'impianto;
                  3) qualora  il rischio di valanga interessi il solo
          tracciato  dell'impianto,  e'  ammesso, quale intervento di
          tipo  preventivo, la chiusura temporanea dell'impianto fino
          al superamento della situazione di rischio;
                  4) l'adozione  degli  interventi di tipo preventivo
          di  cui  ai numeri 2) e 3) e' subordinata all'approvazione,
          da  parte  delle  regioni  e delle province autonome, di un
          piano   di   gestione  della  sicurezza  che  individua  le
          modalita'  operative  e  gli  accorgimenti  da adottarsi in
          relazione  alla  sicurezza;  quest'ultimo deve contenere il
          nominativo  del  responsabile della gestione del piano, del
          suo  sostituto e delle figure necessarie all'attuazione del
          piano.  Il  responsabile della gestione, il suo sostituto e
          le figure necessarie all'attuazione del piano devono essere
          in   possesso   di  attestato  di  frequenza  a  corsi  con
          superamento  di  esame  finale comprovante la competenza in
          materia  in  relazione  al  ruolo ricoperto nell'ambito del
          piano:    tale    attestazione   deve   essere   rilasciata
          dall'Associazione Interregionale Neve e Valanghe (AINEVA) o
          da   istituzioni   pubbliche   specializzate   italiane   o
          straniere;
                  5)   la  scelta  progettuale  dell'intervento  deve
          essere   rigorosamente   documentata   e  giustificata  con
          relazione  rilasciata  da  un  professionista di comprovata
          esperienza in materia;
                  6)  la  responsabilita' del piano di gestione della
          sicurezza   e'  dell'esercente  e  del  responsabile  della
          gestione del piano;
                  7)  la  dichiarazione  di immunita' dal pericolo di
          valanga,  ovvero  l'efficacia degli interventi proposti, e'
          verificata  ed  approvata  dalle  regioni  e dalle province
          autonome secondo i rispettivi ordinamenti.