MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE

DECRETO 4 giugno 2001, n. 268

Regolamento recante norme relative all'esame di Stato conclusivo dei corsi svolti nelle scuole di specializzazione e costituzione delle commissioni giudicatrici di ammissione alle scuole e di esami finali.

vigente al 19/01/2022
Testo in vigore dal: 21-7-2001
attiva riferimenti normativi
                IL MINISTRO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE
                                  e
                    IL MINISTRO DELL'UNIVERSITA'
              E DELLA RICERCA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA
  Visto  l'articolo 4, comma 2, della legge 19 novembre 1990, n. 341,
che  stabilisce  che l'esame finale sostenuto al termine della scuola
di  specializzazione per l'insegnamento secondario ha valore di esame
di  Stato ed abilita all'insegnamento per le aree disciplinari cui si
riferiscono i relativi diplomi di laurea;
  Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400, articolo 17, commi 3 e 4;
  Visto  l'articolo  4  del  decreto del 26 maggio 1998, del Ministro
dell'universita' e della ricerca scientifica e tecnologica emanato di
concerto  con  il  Ministro della pubblica istruzione, che ha dettato
ulteriori disposizioni in materia di esami finali;
  Visto  l'articolo  4 della legge 2 agosto 1999, n. 264, che prevede
l'espletamento di apposite prove di cultura generale per l'ammissione
alle scuole di specializzazione;
  Visto  l'articolo 1, comma 6-ter, del decreto-legge 28 agosto 2000,
n.  240,  convertito, con modificazioni, dalla legge 27 ottobre 2000,
n.  306,  che  ha  attribuito  all'esame  di Stato che si sostiene al
termine  del corso svolto nelle scuole di specializzazione, valore di
prova   concorsuale   ai   fini  dell'inserimento  nelle  graduatorie
permanenti   previste   dall'articolo  401  del  decreto  legislativo
16 aprile  1994,  n.  297,  come sostituito dall'articolo 1, comma 6,
della legge 3 maggio 1999, n. 124;
  Visto il medesimo articolo 1, comma 6-ter, del citato decreto-legge
28 agosto  2000,  n. 240, che ha demandato ad un decreto del Ministro
della  pubblica  istruzione  e  del Ministro dell'universita' e della
ricerca  scientifica e tecnologica la regolamentazione delle prove di
esame   e   delle  relative  modalita'  di  svolgimento,  nonche'  la
determinazione   dei   criteri   di  costituzione  delle  commissioni
giudicatrici,  sia di ammissione alla scuola sia dell'esame finale, e
il   punteggio   da   attribuire   agli  esami  predetti  e  ai  fini
dell'inserimento  nelle  graduatorie  permanenti e ai fini dell'esito
del concorso per esami e titoli;
  Udito  il parere del Consiglio di Stato n. 132/2001, espresso dalla
sezione consultiva per gli atti normativi nell'adunanza del 21 maggio
2001;
  Vista  la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri, a
norma  dell'articolo  17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400
(nota prot. n. 11236/DM del 30 maggio 2001);
                             A d o t t a
                      il seguente regolamento:
                               Art. 1.
                           Esame di Stato
  1.  L'esame  di  Stato  che  si  svolge  al termine delle scuole di
specializzazione   di  cui  alla  legge  19 novembre  1990,  n.  341,
successivamente  disciplinato  dal  decreto  del  26 maggio  1998 del
Ministro  dell'universita'  e della ricerca scientifica e tecnologica
emanato  di concerto con il Ministro della pubblica istruzione ha, ai
sensi dell'articolo 1, comma 6-ter, del decreto-legge 28 agosto 2000,
n.  240,  convertito, con modificazioni, dalla legge 27 ottobre 2000,
n.  306,  valore  di prova concorsuale ai fini dell'inserimento nelle
graduatorie   permanenti   previste  dall'articolo  401  del  decreto
legislativo  16 aprile 1994, n. 297, come sostituito dall'articolo 1,
comma  6,  della  legge  3 maggio 1999, n. 124, e consta di una prova
scritta e di un colloquio.
  2. L'esame accerta il possesso delle conoscenze disciplinari, della
capacita' di tradurle sul piano didattico-operativo e delle ulteriori
competenze  professionali  relative  all'abilitazione  da conseguire,
anche   con   riferimento  alle  attivita'  svolte  nella  scuola  di
specializzazione.
  3.  Il candidato si presenta nella scuola ove ha concluso con esito
positivo    le    attivita'   formative   previste   dal   corso   di
specializzazione.
          Avvertenza:
              Il  testo  delle  note  qui pubblicato e' stato redatto
          dall'amministrazione   competente  per  materia,  ai  sensi
          dell'art.  10,  comma 3, del testo unico delle disposizioni
          sulla   promulgazione   delle  leggi,  sull'emanazione  dei
          decreti   del   Presidente   della   Repubblica   e   sulle
          pubblicazioni    ufficiali   della   Repubblica   italiana,
          approvato  con  D.P.R.  28 dicembre  1985, n. 1092, al solo
          fine  di  facilitare la lettura delle disposizioni di legge
          alle  quali  e'  operato  il  rinvio.  Restano invariati il
          valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
          Note alle premesse:
              - Si riporta il testo dell'art. 4, comma 2, della legge
          19 novembre   1990,   n.  341  (Riforma  degli  ordinamenti
          didattici universitari):
              "Art. 4 (Diploma di specializzazione). - (Omissis).
              2.   Con   una  specifica  scuola  di  specializzazione
          articolata in indirizzi cui contribuiscono le facolta' ed i
          dipartimenti   interessati,  ed  inparticolare  le  attuali
          facolta'  di  magistero,  le  universita'  provvedono  alla
          formazione,   anche   attraverso   attivita'  di  tirocinio
          didattico,   degli   insegnanti  delle  scuole  secondarie,
          prevista  dalle norme del relativo stato giuridico. L'esame
          finale  per il conseguimento del diploma ha valore di esame
          di   Stato   ed   abilita   all'insegnamento  per  le  aree
          disciplinari  cui  si  riferiscono  i  relativi  diplomi di
          laurea.    I    diplomi    rilasciati   dalla   scuola   di
          specializzazione  costituiscono  titolo  di  ammissione  ai
          corrispondenti  concorsi  a  posti  di  insegnamento  nelle
          scuole secondarie".
              - Si  riporta il testo dell'art. 17, commi 3 e 4, della
          legge  23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell'attivita' di
          Governo  e  ordinamento  della Presidenza del Consiglio dei
          Ministri):
              "Art. 17 (Regolamenti). - (Omissis).
              3.  Con  decreto  ministeriale  possono essere adottati
          regolamenti  nelle  materie di competenza del Ministro o di
          autorita'   sottordinate   al  Ministro,  quando  la  legge
          espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per
          materie  di  competenza  di  piu'  Ministri, possono essere
          adottati  con  decreti interministeriali, ferma restando la
          necessita' di apposita autorizzazione da parte della legge.
          I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono
          dettare  norme  contrarie  a quelle dei regolamenti emanati
          dal  Governo.  Essi debbono essere comunicati al Presidente
          del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione.
              4.  I  regolamenti  di  cui al comma 1 ed i regolamenti
          ministeriali  ed  interministeriali,  che  devono recare la
          denominazione di "regolamento", sono adottati previo parere
          del  Consiglio  di  Stato,  sottoposti  al  visto  ed  alla
          registrazione  della  Corte  dei  conti  e pubblicati nella
          Gazzetta Ufficiale.".
              - Si riporta il testo dell'art. 4 del decreto 26 maggio
          1998   del   Ministero  dell'universita'  e  della  ricerca
          scientifica  e  tecnologica  emanato  di  concerto  con  il
          Ministro   della   pubblica  istruzione  recante:  "Criteri
          generali per la disciplina da parte delle universita' degli
          ordinamenti dei corsi di laurea in scienze della formazione
          primaria   e   delle   scuole   di   specializzazione   per
          l'insegnamento  nella scuola secondaria" e pubblicato nella
          Gazzetta Ufficiale 3 luglio 1998, n. 153.
              "Art.    4    (Criteri    relativi   alla   scuola   di
          specializzazione  all'insegnamento  secondario).  -  1.  La
          scuola  ha  la  durata di due anni. Costituiscono titolo di
          ammissione,  relativamente ad ognuno degli indirizzi in cui
          la scuola si articola:
                a) le lauree che danno accesso ad una delle classi di
          abilitazione  di cui ai decreti previsti al comma 4, con le
          specificazioni relative al curricolo e agli esami sostenuti
          previste  per  l'accesso  stesso dalla normativa emanata in
          materia dal Ministero della pubblica istruzione;
                b) per le classi corrispondenti, i diplomi conseguiti
          presso  le accademie di belle arti e gli istituti superiori
          per  le industrie artistiche, i conservatori e gli istituti
          musicali pareggiati, gli ISEF;
                c) i  titoli  universitari  conseguiti  in  un  Paese
          dell'Unione  europea  che  diano accesso, nel Paese stesso,
          alle   attivita'   di   formazione  insegnanti  per  l'area
          disciplinare corrispondente.
              2.  L'esame  finale per il conseguimento del diploma di
          specializzazione  ha  valore  di  esame di Stato ed abilita
          all'insegnamento  per  le  classi  corrispondenti alle aree
          disciplinari  cui si riferiscono i diplomi di laurea di cui
          sono titolari gli specializzandi.
              Il  diploma  di specializzazione conseguito costituisce
          titolo  di  ammissione  ai concorsi a posti di insegnamento
          nelle scuole secondarie.
              3.  La  scuola e' struttura didattica dell'universita',
          cui   contribuiscono   le   facolta'   e   i   dipartimenti
          interessati.  L'universita',  o  le universita' d'intesa ai
          sensi   dell'art.   2,   comma   4,   tenuto   anche  conto
          dell'eventuale   presenza  di  strutture  interdisciplinari
          finalizzate  alla  ricerca  didattica,  garantiscono con la
          collaborazione   delle  facolta'  interessate  il  supporto
          gestionale  e  le  risorse  logistiche,  finanziarie  e  di
          personale necessarie al funzionamento.
              4.  La  scuola  si  articola  in indirizzi, comprensivi
          ognuno  di  una  pluralita'  di  classi  di  abilitazione e
          disciplinati nel regolamento didattico di ateneo sulla base
          dei   criteri   di   cui   all'allegato  D.  Le  classi  di
          abilitazione comprese in ciascun indirizzo sono determinate
          con  decreti  del Ministro dell'universita' e della ricerca
          scientifica  e  tecnologica,  emanati  di  concerto  con il
          Ministro  della  pubblica  istruzione  e  pubblicati  nella
          Gazzetta Ufficiale. In ogni scuola sono attivati almeno due
          indirizzi.
              5. Gli ordinamenti didattici delle scuole sono definiti
          in conformita' ai seguenti criteri:
                a) fermo  restando quanto previsto dall'art. 2, comma
          5,  per  il  laboratorio  e  il tirocinio, almeno il 20 per
          cento  dei  crediti  complessivi  e'  relativo ad attivita'
          didattiche,  di norma comuni ai diversi indirizzi e offerte
          proporzionalmente  al  numero  degli  studenti, dell'area 1
          dell'allegato C;
                b) almeno  il 20 per cento dei crediti complessivi e'
          relativo   ad   attivita'   didattiche   dell'area   n.   2
          dell'allegato C;
                c) nell'ambito degli insegnamenti indicati in a) e in
          b),  l'offerta  da  parte dell'universita' deve essere piu'
          ampia   degli  obblighi  previsti  per  lo  studente,  onde
          consentire allo stesso alcune scelte opzionali.
              6.  Il consiglio della scuola approva per ogni studente
          un piano di studio individuale. Tale piano:
                a) valuta     il    percorso    formativo    compiuto
          nell'universita' o in una delle istituzioni di cui al comma
          1,  lettera  b),  riconoscendo crediti corrispondenti a non
          piu' di due semestri; entro il medesimo limite complessivo,
          a eventuali esperienze di insegnamento compiute puo' essere
          attribuito  un  credito sostitutivo di parte degli obblighi
          di  tirocinio,  nella  misura  massima  della  meta'  degli
          obblighi stessi;
                b) definisce  un  curricolo  integrato, eventualmente
          prolungato di uno o due semestri, per l'allievo che intenda
          conseguire    contemporaneamente    una    pluralita'    di
          abilitazioni;
                c) prevede,  in aggiunta alle attivita' della scuola,
          una   formazione  ulteriore  da  acquisire  nelle  facolta'
          competenti, nei casi in cui il precedente curricolo risulti
          carente  in  discipline  rilevanti  per  l'abilitazione  da
          conseguire e per la partecipazione ai relativi concorsi;
                d) disciplina   lo   svolgimento   del  tirocinio  in
          istituti scolastici di diversa tipologia.
              7.  Piani  di studio di un solo semestre possono essere
          approvati  a  favore  di chi, gia' abilitato, aspiri ad una
          diversa  abilitazione  ovvero di chi sia in possesso, oltre
          che  della  laurea  prevista  per  l'abilitazione, anche di
          quella in scienze della formazione primaria.
              8.  Ferme  restando,  per  tutti  gli allievi, adeguate
          attivita'  nell'area 1 di cui all'allegato C, sono previste
          specifiche  attivita' didattiche aggiuntive, per almeno 400
          ore,  attinenti  l'integrazione  scolastica degli alunni in
          situazione  di  handicap,  al  fine  di  consentire, per lo
          studente  che  lo  desidera,  di  acquisire  quei contenuti
          formativi  in  base ai quali il diploma di specializzazione
          abilita   all'attivita'  didattica  di  sostegno  ai  sensi
          dell'art.  14, comma 2 della legge 5 febbraio 1992, n. 104.
          Almeno  100  tra  le  ore  di tirocinio sono finalizzate ad
          esperienze nel settore del sostegno. Chi ha gia' conseguito
          il   diploma   nella  scuola  puo'  integrare  il  percorso
          formativo,  ai  fini  indicati,  con  uno  o  due  semestri
          aggiuntivi.  La  preparazione  specialistica, necessaria in
          relazione  a particolari handicap sensoriali, dovra' essere
          completata,  con riferimento alle specifiche situazioni, in
          sede di formazione in servizio".
              - Si riporta il testo dell'art. 4, della legge 2 agosto
          1999,  n.  264  (Norme  in  materia  di  accessi  ai  corsi
          universitari):
              "Art. 4. - L'ammissione ai corsi di cui agli articoli 1
          e 2 e' disposta dagli atenei previo superamento di apposite
          prove  di  cultura generale, sulla base dei programmi della
          scuola   secondaria  superiore,  e  di  accertamento  della
          predisposizione   per   le  discipline  oggetto  dei  corsi
          medesimi,  con  pubblicazione  del  relativo  bando  almeno
          sessanta  giorni prima della loro effettuazione, garantendo
          altresi'  la  comunicazione  dei risultati entro i quindici
          giorni  successivi allo svolgimento delle prove stesse. Per
          i  corsi  di  cui all'art. 1, comma 1, lettere a) e  b), il
          Ministro  dell'universita'  e  della  ricerca scientifica e
          tecnologica  determina  con  proprio  decreto  modalita'  e
          contenuti delle prove di ammissione, senza oneri aggiuntivi
          per il bilancio dello Stato.
              2.  I requisiti di ammissione alle tipologie di corsi e
          titoli  universitari,  da istituire con le procedure di cui
          all'art.  17, comma 95, della legge 15 maggio 1997, n. 127,
          e successive modificazioni, in aggiunta o in sostituzione a
          quelli previsti dagli articoli 1, 2, 3, comma 1, e 4, comma
          1,  della  legge 19 novembre 1990, n. 341, sono determinati
          dai decreti di cui al citato art. 17, comma 95, della legge
          n.  127  del  1997, i quali comunque non possono introdurre
          fattispecie  di  corsi  ad  accesso  programmato  ulteriori
          rispetto a quanto previsto dalla presente legge".
              - Si  riporta  il  testo  dell'art.  1, comma 6-ter del
          decreto-legge  28 agosto  2000,  n.  240,  convertito,  con
          modificazioni,   dalla   legge   27 ottobre  2000,  n.  306
          (Disposizioni  urgenti  per  l'avvio  dell'anno  scolastico
          2000-2001):
              "Art.  1  (Disposizioni  relative  al  personale  della
          scuola). (Omissis).
              6-ter.  L'esame di Stato che si sostiene al termine del
          corso  svolto  dalle  scuole  di  specializzazione  di  cui
          all'art.   4  della  legge  19 novembre  1990,  n.  341,  e
          successive modificazioni, ha valore di prova concorsuale ai
          fini dell'inserimento nelle graduatorie permanenti previste
          dall'art.  401  del  decreto legislativo 16 aprile 1994, n.
          297,  come  sostituito  dall'art.  1,  comma 6, della legge
          3 maggio  1999,  n.  124.  Con  decreto  dei Ministri della
          pubblica  istruzione  e  dell'universita'  e  della ricerca
          scientifica  e tecnologica sono stabilite le prove d'esame,
          che  dovranno  accertare  sia  il possesso delle necessarie
          conoscenze  disciplinari sia l'avvenuta acquisizione, nella
          scuola di specializzazione, delle competenze professionali,
          nonche'  le  relative  modalita'  di  svolgimento.  Con  il
          medesimo   decreto  vengono  determinati  i  criteri  e  le
          modalita'   di   costituzione  delle  commissioni,  sia  di
          ammissione  alla  scuola  di  specializzazione sia di esame
          finale,   e   il   punteggio  da  attribuire  al  risultato
          dell'esame   finale  sia  ai  fini  dell'inserimento  nelle
          graduatorie  permanenti sia ai fini dell'esito del concorso
          per  esami  e  titoli,  in  coerenza  con  quanto  previsto
          dall'art.   3  del  decreto  del  Ministro  della  pubblica
          istruzione  del 24 novembre 1998, pubblicato nella Gazzetta
          Ufficiale  n. 131 del 7 giugno 1999. Le disposizioni di cui
          al   presente   comma  si  applicano  anche  a  coloro  che
          frequentano  le  scuole  di  specializzazione  alla data di
          entrata  in  vigore della legge di conversione del presente
          decreto.  Coloro  che sostengono con esito positivo l'esame
          di  Stato  di cui al presente comma entro l'anno accademico
          2000-2001   sono   inseriti  a  domanda  nelle  graduatorie
          permanenti  nel  medesimo scaglione del personale di cui al
          comma 6-bis.".
              - Si   riporta  il  testo  dell'art.  401  del  decreto
          legislativo  16 aprile  1994, n. 297 (Approvazione de testo
          unico  delle disposizioni legislative vigenti in materia di
          istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado):
              "Art. 401 (Graduatorie permanenti). - 1. Le graduatorie
          relative  ai concorsi per soli titoli del personale docente
          della scuola materna, elementare e secondaria, ivi compresi
          i  licei  artistici e gli istituti d'arte, sono trasformate
          in  graduatorie permanenti, da utilizzare per le assunzioni
          in ruolo di cui all'art. 399, comma 1.
              2.  Le  graduatorie  permanenti  di cui al comma 1 sono
          periodicamente  integrate con l'inserimento dei docenti che
          hanno  superato le prove dell'ultimo concorso regionale per
          titoli  ed  esami,  per la medesima classe di concorso e il
          medesimo   posto,  e  dei  docenti  che  hanno  chiesto  il
          trasferimento  dalla  corrispondente graduatoria permanente
          di  altra provincia. Contemporaneamente all'inserimento dei
          nuovi   aspiranti   e'   effettuato  l'aggiornamerto  delle
          posizioni  di  graduatoria di coloro che sono gia' compresi
          nella graduatoria permanente.
              3.  Le  operazioni  di  cui  al  comma 2 sono effettate
          secondo   modalita'   da  determinare  con  regolameato  da
          adottare   con   decreto   del   Ministro   della  pubblica
          istruzione,  secondo  la  procedura  prevista dall'art. 17,
          commi  3  e  4,  della  legge  23  agosto 1988, n. 400, nel
          rispetto   dei   seguenti   criteri:   le   procedure   per
          l'aggiornamento    e   l'integrazione   delle   graduatorie
          permanenti  sono improntate a princîpi di semplificazione e
          snellimento   dell'azione   amministrativa   salvaguardando
          comunque  lo  posizioni  di coloro che sono gia' inclusi in
          graduatoria.
              4.  La  collocazione  nella  graduatoria permanente non
          costituisce elemento valutabile nei corrispondenti concorsi
          per titoli ed esami.
              5. Le graduatorie permanenti sono utilizzabili soltanto
          dopo   l'esaurimento   delle   corrispondenti   graduatorie
          compilate  ai  sensi dell'art. 7 del decreto-legge 3 maggio
          1988,  n.  140,  convertito, con modificazioni, dalla legge
          4 luglio   1988,  n.  246,  e  trasformate  in  graduatorie
          nazionali  dall'art. 8-bis del decreto-legge 6 agosto 1988,
          n.   323,   convertito,   con  modificazioni,  dalla  legge
          6 ottobre   1988,   n.   426,   nonche'  delle  graduatorie
          provinciali  di  cui  agli  articoli 43 e 44 della legge 20
          maggio 1982, n. 270.
              6.  La  nomina  in  ruolo  e'  disposta  dal  dirigente
          dell'amministrazione       scolastica      territorialmente
          competente.
              7.  Le disposizioni concernenti l'anno di formazione di
          cui  all'art.  440  si applicano anche al personale docente
          assunto in ruolo ai sensi del presente articolo.
              8.  La  rinuncia  alla  nomina  in  ruolo  comporta  la
          decadenza  dalla  graduatoria per la quale la nomina stessa
          e' stata conferita.
              9.  Le  norme di cui al presente articolo si applicano,
          con  i  necessari adattamenti, anche al personale educativo
          dei  convitti  nazionali,  degli educandati femminili dello
          Stato e delle altre istituzioni educative".
          Note all'art. 1:
              - La  legge  19 novembre 1990, n. 341 recante: "Riforma
          degli  ordinamenti  didattici  universitari"  e' pubblicata
          nella Gazzetta Ufficiale 23 novembre 1990, n. 274.
              - Per  i riferimenti del decreto 26 maggio 1998 si veda
          nelle note alle premesse.
              - Il  testo dell'art. 1, comma 6-ter, del decreto-legge
          28 agosto  2000,  n.  240,  convertito,  con modificazioni,
          dalla  legge  27 ottobre  2000,  n. 306, si veda nelle note
          alle premesse.
              - Per   il  testo  dell'art.  401  del  citato  decreto
          legislativo n. 297/1994, si veda nelle note alle premesse.