DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 19 settembre 2000, n. 455

Regolamento recante disposizioni relative agli uffici di diretta collaborazione del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato.

note: Entrata in vigore del decreto: 1-6-2001 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 07/11/2007)
Testo in vigore dal: 1-6-2001
al: 2-12-2003
aggiornamenti all'articolo
                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

  Visto l'articolo 87, quinto comma, della Costituzione;
  Visto  il decreto del Presidente della Repubblica 28 marzo 1997, n.
220,   e  successive  modificazioni,  recante  il  regolamento  sulla
riorganizzazione  degli  uffici  di livello dirigenziale generale del
Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato;
  Visto  il decreto del Presidente della Repubblica 16 marzo 2000, n.
116, recante modificazioni al decreto del Presidente della Repubblica
28  marzo  1997, n. 220, concernente la riorganizzazione degli uffici
di  livello  dirigenziale  generale del Ministero dell'industria, del
commercio e dell'artigianato;
  Visto  il  decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive
modificazioni,  ed  in particolare l'articolo 14, comma 2, cosi' come
modificato dal decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80;
  Visto  il  decreto  legislativo  30  luglio  1999,  n. 286, recante
riordino e potenziamento dei meccanismi e strumenti di monitoraggio e
valutazione  dei costi, dei rendimenti e dei risultati dell'attivita'
svolta  dalle  amministrazioni  pubbliche,  a  norma dell'articolo 11
della legge 15 marzo 1997, n. 59;
  Visto  il  decreto  legislativo  30  luglio  1999,  n. 300, recante
riforma  dell'organizzazione  del  Governo,  a norma dell'articolo 11
della legge 15 marzo 1997, n. 59;
  Visto  l'articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, cosi' come
modificato dall'articolo 13 della legge 15 marzo 1997, n. 59;
  Sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative;
  Vista  la  preliminare  deliberazione  del  Consiglio  dei Ministri
adottata nella riunione del 7 aprile 2000;
  Udito  il  parere  del  Consiglio  di Stato, espresso dalla sezione
consultiva per gli atti normativi, nell'adunanza del 4 maggio 2000;
  Ritenuta   l'opportunita,   in   accoglimento   delle  osservazioni
formulate con il predetto parere, di rinviare ad un separato apposito
regolamento  le  disposizioni  in  materia di dotazioni organiche del
Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato;
  Acquisito il parere delle competenti Commissioni parlamentari della
Camera dei deputati e del Senato della Repubblica;
  Vista  la  definitiva  deliberazione  del  Consiglio  dei Ministri,
adottata nella riunione del 14 luglio 2000;
  Sulla   proposta  del  Ministro  dell'industria,  del  commercio  e
dell'artigianato  e  del  commercio  con  l'estero, di concerto con i
Ministri  per la funzione pubblica e del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica;

                              E m a n a
                      il seguente regolamento:

                               Art. 1
                             Definizioni

  1. Nel presente regolamento si intendono per:
    a)  uffici  di  diretta  collaborazione:  gli  uffici  di diretta
collaborazione  con  il  Ministro  dell'industria,  del  commercio  e
dell'artigianato  e con i Sottosegretari di Stato presso il Ministero
dell'industria, del commercio e dell'artigianato, di cui all'articolo
14,  comma  2,  del  decreto  legislativo  3 febbraio 1993, n. 29, ed
all'articolo 7 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300;
    b)   Ministro:   il  Ministro  dell'industria,  del  commercio  e
dell'artigianato;
    c)  Ministero:  il  Ministero  dell'industria,  del  commercio  e
dell'artigianato;
    d)  Decreto  legislativo n. 29 del 1993: il decreto legislativo 3
febbraio 1993, n. 29, e successive modifiche ed integrazioni;
    e)  Sottosegretari  di Stato: i Sottosegretari di Stato presso il
Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato;
    f)   Ruolo   unico:   il   ruolo   unico  della  dirigenza  delle
amministrazioni  statali  di  cui  al  decreto  del  Presidente della
Repubblica 26 febbraio 1999, n. 150.
          Avvertenza:
              Il  testo  delle  note  qui pubblicato e' stato redatto
          dall'amministrazione   competente  per  materia,  ai  sensi
          dell'art.  10,  comma 3, del testo unico delle disposizioni
          sulla   promulgazione   delle  leggi,  sull'emanazione  dei
          decreti   del   Presidente   della   Repubblica   e   sulle
          pubblicazioni    ufficiali   della   Repubblica   italiana,
          approvato  con  D.P.R.  28 dicembre  1985, n. 1092, al solo
          fine  di  facilitare la lettura delle disposizioni di legge
          alle  quali  e'  operato  il  rinvio.  Restano invariati il
          valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
          Note alle premesse:
              - L'art.  87,  quinto  comma,  della Costituzione della
          Repubblica   italiana   conferisce   al   Presidente  della
          Repubblica  il potere di promulgare le leggi e di emanare i
          decreti aventi valore di legge e i regolamenti.
              - Il  decreto  del Presidente della Repubblica 28 marzo
          1997, n. 220, concernente: "Regolamento recante norme sulla
          riorganizzazione   degli  uffici  di  livello  dirigenziale
          generale  del  Ministero  dell'industria,  del  commercio e
          dell'artigianato",   e'  stato  pubblicato  nella  Gazzetta
          Ufficiale n. 166 del 18 luglio 1997.
              - Il  decreto  del Presidente della Repubblica 16 marzo
          2000, n. 116, concernente:
              "Regolamento   recante  modificazioni  al  decreto  del
          Presidente   della   Repubblica   28 marzo   1997,  n.  220
          concernente  la  riorganizzazione  degli  uffici di livello
          dirigenziale  generale  del  Ministero  dell'industria, del
          commercio  e  dell'artigianato",  e' stato pubblicato nella
          Gazzetta Ufficiale n. 108 dell'11 maggio 2000.
              - Il   decreto  legislativo  3 febbraio  1993,  n.  29,
          recante    "Razionalizzazione   dell'organizzazione   delle
          amministrazioni  pubbliche  e revisione della disciplina in
          materia  di  pubblico  impiego,  a  norma dell'art. 2 della
          legge  23 ottobre  1992,  n.  421", e' stato pubblicato nel
          supplemento  ordinario  n.  30  alla Gazzetta Ufficiale del
          6 febbraio 1993.
              - Il testo dell'art. 14, del citato decreto legislativo
          3 febbraio  1993,  n.  29,  come sostituito dall'art. 9 del
          decreto  legislativo  31 marzo  1998, n. 80, recante "Nuove
          disposizioni  in materia di organizzazione e di rapporti di
          lavoro  nelle  amministrazioni  pubbliche, di giurisdizione
          nelle   controversie   di   lavoro   e   di   giurisdizione
          amministrativa,  emanate  in attuazione dell'art. 11, comma
          4,  della  legge  15 marzo 1997, n. 59", come riportato nel
          testo  aggiornato  pubblicato  nel supplemento ordinario n.
          98/L  alla Gazzetta Ufficiale n. 119 del 25 maggio 1998, e'
          il seguente:
              "Art.  14  (Indirizzo politico-amministrativo). - 1. Il
          Ministro esercita le funzioni di cui all'art. 3, comma 1. A
          tal  fine  periodicamente, e comunque ogni anno entro dieci
          giorni  dalla  data  di  entrata  in  vigore della legge di
          bilancio,  anche sulla base delle proposte dei dirigenti di
          cui all'art. 16:
                a) definisce  obiettivi,  priorita, piani e programmi
          da  attuare  ed emana le conseguenti direttive generali per
          l'attivita' amministrativa e per la gestione;
                b) effettua,  ai  fini  dell'adempimento  dei compiti
          definiti  ai  sensi  della  lettera  a),  l'assegnazione ai
          dirigenti  preposti  ai  centri  di  responsabilita'  delle
          rispettive amministrazioni delle risorse di cui all'art. 3,
          comma  1,  lettera  c),  del presente decreto, ivi comprese
          quelle  di  cui all'art. 3 del decreto legislativo 7 agosto
          1997, n. 279, ad esclusione delle risorse necessarie per il
          funzionamento degli uffici di cui al comma 2; provvede alle
          variazioni delle assegnazioni con le modalita' previste dal
          medesimo decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279, tenendo
          altresi'   conto   dei   procedimenti   e   subprocedimenti
          attribuiti ed adotta gli altri provvedimenti ivi previsti.
              2. Per l'esercizio delle funzioni di cui al comma 1, il
          Ministro  si  avvale  di  uffici di diretta collaborazione,
          aventi  esclusive  competenze di supporto e di raccordo con
          l'amministrazione, istituiti e disciplinati con regolamento
          adottato  ai sensi del comma 4-bis dell'art. 17 della legge
          23 agosto  1988,  n. 400. A tali uffici sono assegnati, nei
          limiti   stabiliti  dallo  stesso  regolamento:  dipendenti
          pubblici  anche  in  posizione di aspettativa, fuori molo o
          comando;   collaboratori  assunti  con  contratti  a  tempo
          determinato  disciplinati  dalle  norme di diritto privato;
          esperti  e  consulenti  per  particolari professionalita' e
          specializzazioni,    con    incarichi   di   collaborazione
          coordinata  e  continuativa.  Per  i dipendenti pubblici si
          applica la disposizione di cui all'art. 17, comma 14, della
          legge  15 maggio 1997, n. 127. Con lo stesso regolamento si
          provvede  al  riordino  delle  segreterie  particolari  dei
          Sottosegretari    di    Stato.    Con    decreto   adottato
          dall'autorita'  di  governo  competente, di concerto con il
          Ministro  del  tesoro,  del bilancio e della programmazione
          economica,  e'  determinato,  in  attuazione  dell'art. 12,
          comma  1,  lettera n),  della  legge  15 marzo 1997, n. 59,
          senza aggravi di spesa e, per il personale disciplinato dai
          contratti  collettivi  nazionali  di  lavoro,  fino  ad una
          specifica disciplina contrattuale, il trattamento economico
          accessorio,  da  corrispondere  mensilmente, a fronte delle
          responsabilita,   degli  obblighi  di  reperibilita'  e  di
          disponibilita' ad orari disagevoli, ai dipendenti assegnati
          agli  uffici  dei  Ministri  e dei Sottosegretari di Stato.
          Tale  trattamento,  consistente  in un unico emolumento, e'
          sostitutivo  dei  compensi per il lavoro straordinario, per
          la   produttivita'  collettiva  e  per  la  qualita'  della
          prestazione  individuale. Con effetto dalla data di entrata
          in  vigore  del  regolamento  di cui al presente comma sono
          abrogate  le  norme del regio decreto-legge 10 luglio 1924,
          n.  1100,  e  successive  modificazioni ed integrazioni, ed
          ogni   altra   norma   riguardante  la  costituzione  e  la
          disciplina  dei  Gabinetti  dei Ministri e delle segreterie
          particolari dei Ministri e dei Sottosegretari di Stato.
              3.  Il Ministro non puo' revocare, riformare, riservare
          o  avocare a se' o altrimenti adottare provvedimenti o atti
          di  competenza  dei dirigenti. In caso di inerzia o ritardo
          il  Ministro  puo'  fissare  un termine perentorio entro il
          quale   il   dirigente   deve   adottare   gli   atti  o  i
          provvedimenti.  Qualora  l'inerzia  permanga,  o in caso di
          grave  inosservanza  delle  direttive generali da parte del
          dirigente   competente,  che  determinino  pregiudizio  per
          l'interesse  pubblico,  il  Ministro puo' nominare, salvi i
          casi  di  urgenza  previa  contestazione, un commissario ad
          acta,  dando  comunicazione al Presidente del Consiglio dei
          Ministri  del  relativo  provvedimento.  Resta salvo quanto
          previsto  dall'art.  2,  comma  3,  lettera  p) della legge
          23 agosto   1988,  n.  400.  Resta  altresi'  salvo  quanto
          previsto  dall'art.  6  del  testo  unico  delle  leggi  di
          pubblica  sicurezza,  approvato con regio decreto 18 giugno
          1931, n. 773, e successive modificazioni ed integrazioni, e
          dall'art.  10  del  relativo  regolamento emanato con regio
          decreto  6 maggio  1940,  n.  635. Resta salvo il potere di
          annullamento ministeriale per motivi di legittimita".
              - Il  decreto  legislativo  30 luglio  1999,  n.  286 e
          successive modificazioni, recante "Riordino e potenziamento
          dei  meccanismi  e  strumenti di monitoraggio e valutazione
          dei  costi,  dei  rendimenti e dei risultati dell'attivita'
          svolta  dalle  amministrazioni pubbliche, a norma dell'art.
          11  della  legge 15 marzo 1997, n. 59", e' stato pubblicato
          nella Gazzetta Ufficiale n. 193 del 18 agosto 1999.
              - Il   decreto  legislativo  30 luglio  1999,  n.  300,
          recante  "Riforma  dell'organizzazione  del Governo a norma
          dell'art.  11  della  legge 15 marzo 1997, n. 59", e' stato
          pubblicato nel supplemento ordinario n. 163/L alla Gazzetta
          Ufficiale n. 203 del 30 agosto 1999.
              - La  legge 23 agosto 1988, n. 400, recante "Disciplina
          dell'attivita'  di  Governo  e ordinamento della Presidenza
          del  Consiglio  dei  Ministri",  e'  stata pubblicata nella
          Gazzetta Ufficiale n. 214 del 12 settembre 1998.
              - L'art.  17 della citata legge 23 agosto 1988, n. 400,
          cosi'  come  modificato  dall'art.  13 della legge 15 marzo
          1997, n. 59, prevede:
              "Art. 17 (Regolamenti). - 1. Con decreto del Presidente
          della  Repubblica,  previa  deliberazione del Consiglio dei
          Ministri,   sentito   il   Consiglio   di  Stato  che  deve
          pronunziarsi  entro novanta giorni dalla richiesta, possono
          essere emanati regolamenti per disciplinare:
                a) l'esecuzione    delle    leggi   e   dei   decreti
          legislativi;
                b) l'attuazione  e  l'integrazione  delle leggi e dei
          decreti  legislativi  recanti  norme  di principio, esclusi
          quelli   relativi   a  materie  riservate  alla  competenza
          regionale;
                c) le materie in cui manchi la disciplina da parte di
          leggi  o  di  atti aventi forza di legge, sempre che non si
          tratti di materie comunque riservate alla legge;
                d) l'organizzazione   ed   il   funzionamento   delle
          amministrazioni  pubbliche  secondo le disposizioni dettate
          dalla legge.
              2.  Con decreto del Presidente della Repubblica, previa
          deliberazione   del  Consiglio  dei  Ministri,  sentito  il
          Consiglio  di  Stato,  sono  emanati  i  regolamenti per la
          disciplina  delle  materie, non coperte da riserva assoluta
          di legge prevista dalla Costituzione, per le quali le leggi
          della  Repubblica,  autorizzando l'esercizio della potesta'
          regolamentare  del  Governo,  determinano le norme generali
          regolatrici  della materia e dispongono l'abrogazione delle
          norme  vigenti,  con  effetto  dall'entrata in vigore delle
          norme regolamentari.
              3.  Con  decreto  ministeriale  possono essere adottati
          regolamenti  nelle  materie di competenza del Ministro o di
          autorita'   sottordinate   al  ministro,  quando  la  legge
          espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per
          materie  di  competenza  di  piu'  Ministri, possono essere
          adottati  con  decreti interministeriali, ferma restando la
          necessita'  di  apposita  autorizzazione  da  parte,  della
          legge.  I regolamenti Ministeriali ed interministeriali non
          possono  dettare  norme  contrarie a quelle dei regolamenti
          emanati  dal  Governo.  Essi  debbono  essere comunicati al
          Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri  prima della loro
          emanazione.
              4.  I  regolamenti  di  cui al comma 1 ed i regolamenti
          ministeriali  ed  interministeriali,  che  devono recare la
          denominazione  di  regolamento, sono adottati previo parere
          del  Consiglio  di  Stato,  sottoposti  al  visto  ed  alla
          registrazione  della  Corte  dei  conti  e pubblicati nella
          Gazzetta Ufficiale.
              4-bis.  L'organizzazione  e  la disciplina degli uffici
          dei  Ministeri  sono determinate con regolamenti emanati ai
          sensi  del  comma  2,  su  proposta del Ministro competente
          d'intesa con il Presidente del Consiglio dei Ministri e con
          il Ministro del tesoro, nel rispetto dei principi posti dal
          decreto  legislativo  3 febbraio  1993, n. 29, e successive
          modificazioni,  con  i contenuti e l'osservanza dei criteri
          che seguono:
                a) riordino  degli  uffici  di diretta collaborazione
          con  i Ministri e i Sottosegretari di Stato, stabilendo che
          tali   uffici   hanno   esclusive  competenze  di  supporto
          all'organo di direzione politica e di raccordo tra questo e
          l'amministrazione;
                b) individuazione    degli    uffici    di    livello
          dirigenziale  generale,  centrali  e  periferici,  mediante
          diversificazione  tra  strutture  con funzioni finali e con
          funzioni  strumentali  e  loro  organizzazione per funzioni
          omogenee  e  secondo criteri di flessibilita' eliminando le
          duplicazioni funzionali;
                c) previsione  di  strumenti  di  verifica  periodica
          dell'organizzazione e dei risultati;
                d) indicazione    e    revisione    periodica   della
          consistenza delle piante organiche;
                e) previsione  di  decreti ministeriali di natura non
          regolamentare  per  la definizione dei compiti delle unita'
          dirigenziali    nell'ambito   degli   uffici   dirigenziali
          generali.".
          Note all'art. 1:
              - Per  il  testo  dell'art.  14,  comma  2,  del citato
          decreto  legislativo  3 febbraio 1993, n. 29, si veda nella
          nota alle premesse.
              - Per il titolo del decreto legislativo 30 luglio 1999,
          n. 300, si veda nelle note alle premesse.
              - Il  testo  dell'art. 7 del decreto legislativo n. 300
          del 1999 e' il seguente:
              "Art.  7  (Uffici  di  diretta  collaborazione  con  il
          Ministro).  -  1.  La  costituzione  e  la disciplina degli
          uffici   di   diretta   collaborazione  del  Ministro,  per
          l'esercizio   delle   funzioni  ad  esso  attribuite  dagli
          articoli 3 e 14 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n.
          29    e    successive    modificazioni   ed   integrazioni,
          l'assegnazione  di  personale  a  tali uffici e il relativo
          trattamento   economico,   il   riordino  delle  segreteria
          particolari  dei  sottosegretari  di  Stato,  sono regolati
          dall'art.  14,  comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio
          1993, n. 29.
              2.  I  regolamenti di cui al suddetto art. 14, comma 2,
          del   decreto   legislativo  3 febbraio  1993,  n.  29,  si
          attengono,  tra  l'altro,  ai  seguenti  principi e criteri
          direttivi:
                a) attribuzione dei compiti di diretta collaborazione
          secondo  criteri  che  consentano  l'efficace  e funzionale
          svolgimento  dei compiti di definizione degli obiettivi, di
          elaborazione  delle  politiche  pubbliche  e di valutazione
          della  relativa  attuazione  e  delle connesse attivita' di
          comunicazione,  nel  rispetto  del principio di distinzione
          tra funzioni di indirizzo e compiti di gestione;
                b) assolvimento   dei   compiti   di   supporto   per
          l'assegnazione e la ripartizione delle risorse ai dirigenti
          preposti  ai centri di responsabilita, ai sensi dell'art. 3
          del  decreto  legislativo  7 agosto  1997, n. 279, anche in
          funzione  della  verifica  della  gestione effettuata dagli
          appositi  uffici,  nonche'  del  compito  di  promozione  e
          sviluppo dei sistemi informativi;
                c) organizzazione  degli uffici preposti al controllo
          interno  di diretta collaborazione con il Ministro, secondo
          le  disposizioni  del  decreto  legislativo  di  riordino e
          potenziamento  dei meccanismi e strumenti di monitoraggio e
          valutazione  dei  costi,  dei  rendimenti  e  dei risultati
          dell'attivita'  svolta  dalle amministrazioni pubbliche, in
          modo  da assicurare il corretto ed efficace svolgimento dei
          compiti  ad essi assegnati dalla legge, anche attraverso la
          provvista  di  adeguati  mezzi  finanziari, organizzativi e
          personali;
                d) organizzazione  del  settore giuridico-legislativo
          in   modo   da   assicurare   il  raccordo  permanente  con
          l'attivita'  normativa  del  Parlamento,  l'elaborazione di
          testi  normativi  del Governo garantendo la valutazione dei
          costi   della   regolazione,  la  qualita'  del  linguaggio
          normativo,  l'applicabilita'  delle  norme  introdotte,  lo
          snellimento  e  la semplificazione della normativa, la cura
          dei  rapporti  con  gli altri organi costituzionali, con le
          autorita' indipendenti e con il Consiglio di Stato;
                e) attribuzione dell'incarico di capo degli uffici di
          cui    al    comma    1,   ad   esperti,   anche   estranei
          all'amministrazione, dotati di elevata professionalita.".
              - Il    decreto   del   Presidente   della   Repubblica
          26 febbraio  1999,  n.  150,  recante  "Regolamento recante
          disciplina  delle  modalita'  di  costituzione e tenuta del
          ruolo  della dirigenza delle amministrazioni statali, anche
          ad  ordinamento  autonomo,  e  della banca dati informatica
          della  dirigenza,  nonche'  delle modalita' di elezione del
          componente  del  comitato  dei garanti" e' stato pubblicato
          nella Gazzetta Ufficiale n. 121 del 26 maggio 1999.
              - Per  il  titolo  del  decreto  legislativo 3 febbraio
          1993, n. 29, si veda nelle note alle premesse.