MINISTERO DELLE FINANZE

DECRETO 11 settembre 2000, n. 289

Regolamento relativo all'albo dei soggetti abilitati ad effettuare attivita' di liquidazione e di accertamento dei tributi e quelle di riscossione dei tributi e di altre entrate delle province e dei comuni, da emanarsi ai sensi dell'articolo 53, comma 1, del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446.

(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 15/07/2011)
vigente al 21/01/2022
Testo in vigore dal: 2-11-2000
attiva riferimenti normativi
                      IL MINISTRO DELLE FINANZE

  Visto  il  comma  1,  dell'articolo  53  del decreto legislativo 15
dicembre  1997,  n.  446,  che  istituisce, presso il Ministero delle
finanze,   l'albo   dei  soggetti  privati  abilitati  ad  effettuare
attivita'  di  liquidazione e di accertamento dei tributi e quelle di
riscossione  dei  tributi  e  di  altre  entrate delle province e dei
comuni;
  Visto  il  comma 3 del medesimo articolo 53 del decreto legislativo
n.  446  del  1997,  che  prevede  che con decreti del Ministro delle
finanze,  da  emanare ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge
23  agosto  1988,  n.  400,  sentita la Conferenza Stato-citta', sono
definite le condizioni ed i requisiti per l'iscrizione nell'albo;
  Sentita la Conferenza Stato-citta', con parere del 5 agosto 1999;
  Visto  l'articolo  17,  commi 3 e 4, della legge 23 agosto 1988, n.
400;
  Udito  il  parere  del  Consiglio  di  Stato espresso dalla Sezione
consultiva per gli atti normativi n. 240/99 del 19 ottobre 1999;
  Considerato,  in  ordine  alle osservazioni di cui al citato parere
del  Consiglio  di Stato, che non si e' ritenuto necessario apportare
modifiche all'articolo 5 del presente regolamento in quanto il regime
della  pubblicita' delle societa' quotate in borse valori dell'Unione
europea  e'  di per se' sufficiente per l'effettuazione dei necessari
controlli  circa l'identita' delle persone fisiche cui direttamente o
indirettamente  fanno  capo  quote o azioni dei soggetti da iscrivere
nell'albo  e  che  inoltre  il regime della preclusione all'esercizio
della commercializzazione della pubblicita' opera in via generale per
tutti i soggetti iscrivibili;
  Considerato,  altresi', con riferimento all'articolo 6 del presente
regolamento,  che si e' ampliato ad un massimo di 100.000 abitanti in
totale  il  complesso  dei  comuni gestibili dai soggetti della prima
categoria  mentre  non  si  e'  ritenuto  di modificare l'entita' del
capitale  sociale,  cio'  in  quanto  la  misura  minima del capitale
sociale  costituisce  una garanzia di affidabilita', che, esercitando
il    massimo    prudente   apprezzamento   possibile,   si   ritiene
irrinunciabile  tenuto  conto  della  delicatezza  dell'attivita'  di
liquidazione,  accertamento  e  riscossione dei tributi e delle altre
entrate di province e comuni;
  Considerato,  inoltre,  sempre  in  riferimento  all'articolo 6 del
presente regolamento, che si e' ritenuto di prevedere la possibilita'
di  variare  i  requisiti  finanziari come richiesto dalla Conferenza
Stato-citta',  variazione che, tenuto presente l'ordinario incremento
del costo della vita, non potra' che essere in aumento;
  Vista  la  comunicazione  al  Presidente del Consiglio dei Ministri
inviata con nota n. 3-1753/UCL del 1o febbraio 2000;

                             A d o t t a

                      il seguente regolamento:
                               Art. 1.
                        Istituzione dell'albo
  1.  Presso  il Ministero delle finanze, dipartimento delle entrate,
direzione  centrale per la fiscalita' locale, e' istituito l'albo dei
gestori delle attivita' di liquidazione e di accertamento dei tributi
e  quelle di riscossione dei tributi e delle entrate delle province e
dei   comuni,   previsto  dall'articolo  53,  comma  3,  del  decreto
legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, di seguito denominato "albo".
          Avvertenza:
              Il  testo  delle  note  qui pubblicato e' stato redatto
          dall'amministrazione   competente  per  materia,  ai  sensi
          dell'art.   10,   commi  2  e  3,  del  testo  unico  delle
          disposizioni     sulla     promulgazione    delle    leggi,
          sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
          e  sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
          approvato  con  D.P.R.  28 dicembre  1985, n. 1092, al solo
          fine  di  facilitare la lettura delle disposizioni di legge
          modificate  o  alle  quali  e'  operato  il rinvio. Restano
          invariati  il  valore  e l'efficacia degli atti legislativi
          qui trascritti.
          Nota al titolo:
              - Per  il  testo  dell'art.  53,  comma  1, del decreto
          legislativo  15 dicembre  1997,  n. 446, si veda nelle note
          alle premesse.
          Note alle premesse:
              - Il  decreto  legislativo  15  dicembre  1997, n. 446,
          reca,  "Riordino  della  disciplina dei tributi locali", si
          riporta il testo dell'art. 53:
              "Art.  53. - 1.  Presso  il  Ministero delle finanze e'
          istituito   l'albo   dei   soggetti  privati  abilitati  ad
          effettuare  attivita' di liquidazione e di accertamento dei
          tributi  e  quelle  di  riscossione  dei tributi e di altre
          entrate delle province e dei comuni.
              2.  L'esame  delle  domande di iscrizione, la revisione
          periodica,  la cancellazione e la sospensione dall'albo, la
          revoca e la decadenza della gestione sono effettuate da una
          apposita  commissione  in  cui  sia  prevista  una adeguata
          rappresentanza dell'ANCI e dell'UPI.
              3.  Con  decreti del Ministro delle finanze, da emanare
          ai sensi dell'art. 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988,
          n.  400,  tenuto  conto  delle esigenze di trasparenza e di
          tutela  del pubblico interesse, sentita la conferenza Stato
          citta',  sono  definiti  le  condizioni  ed i requisiti per
          l'iscrizione  nell'albo,  al fine di assicurare il possesso
          di  adeguati requisiti tecnici e finanziari, la sussistenza
          di  sufficienti  requisiti  morali  e l'assenza di cause di
          incompatibilita'   da  parte  degli  iscritti,  ed  emanate
          disposizioni  in ordine alla composizione, al funzionamento
          e alla durata in carica dei componenti della commissione di
          cui  al  comma 2, alla tenuta dell'albo, alle modalita' per
          l'iscrizione   e   la   verifica  dei  presupposti  per  la
          sospensione  e  la cancellazione dall'albo, nonche' ai casi
          di revoca e decadenza della gestione.
              Per  i  soggetti affidatari di servizi di liquidazione,
          accertamento e riscossione di tributi e altre entrate degli
          enti  locali,  che  svolgono  i predetti servizi almeno dal
          1o gennaio   1997,   puo'   essere   stabilito  un  periodo
          transitorio,  non  superiore  a due anni, per l'adeguamento
          alle  condizioni  e ai requisiti per l'iscrizione nell'albo
          suddetto.
              4.  Sono  abrogati  gli articoli da 25 a 34 del decreto
          legislativo   15 novembre  1993,  n.  507,  concernenti  la
          gestione   del   servizio  di  accertamento  e  riscossione
          dell'imposta comunale sulla pubblicita'".
              - La   legge   23 agosto  1988,  n.  400,  riguarda  la
          disciplina  dell'attivita' di Governo e l'ordinamento della
          Presidenza  del Consiglio dei Ministri. Si riporta il testo
          dell'art. 17, commi 3 e 4:
              "Art.  17. - 3. Con decreto ministeriale possano essere
          adottati   regolamenti  nelle  materie  di  competenza  del
          Ministro o di autorita' sottordinate al Ministro, quando la
          legge    espressamente   conferisce   tale   potere.   Tali
          regolamenti,  per  materie  di competenza di piu' Ministri,
          possono  essere  adottati  con  decreti  interministeriali,
          ferma  restando la necessita' di apposita autorizzazione da
          parte   della   legge.   I   regolamenti   ministeriali  ed
          interministeriali  non  possono  dettare  norme contrarie a
          quelle  dei  regolamenti  emanati dal Governo. Essi debbono
          essere  comunicati al Presidente del Consiglio dei Ministri
          prima della loro emanazione.
              4.  I  regolamenti  di  cui al comma 1 ed i regolamenti
          ministeriali  ed  interministeriali,  che  devono recare la
          denominazione di "regolamento", sono adottati previo parere
          del  Consiglio  di  Stato,  sottoposti  al  visto  ed  alla
          registrazione  della  Corte  dei  conti  e pubblicati nella
          Gazzetta Ufficiale".
          Nota all'art. 1:
              - Per  il  testo  dell'art.  53,  comma  3, del decreto
          legislativo  15 dicembre 1997, n. 446, si veda la nota alle
          premesse.