MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE

DECRETO 8 novembre 1999, n. 520

Regolamento recante le caratteristiche formali generali della terza prova scritta negli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore e le istruzioni per lo svolgimento della prova medesima per l'anno scolastico 1999-2000.

vigente al 19/01/2022
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Testo in vigore dal: 28-1-2000
attiva riferimenti normativi
                IL MINISTRO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE
  Vista  la  legge 10 dicembre 1997, n. 425, recante disposizioni per
la  riforma  degli  esami  di Stato conclusivi dei corsi di studio di
istruzione secondaria superiore e, in particolare, l'articolo 3;
  Visti  gli  articoli  4,  5  e  14 del decreto del Presidente della
Repubblica  23 luglio  1998, n. 323, con il quale e' stato emanato il
regolamento che disciplina gli esami di Stato;
  Visto  l'articolo  15  del  medesimo  decreto  del Presidente della
Repubblica  che  detta  disposizioni  transitorie  per l'applicazione
graduale della nuova disciplina e, in particolare, per lo svolgimento
della terza prova scritta;
  Visto  il  proprio decreto n. 357 del 18 settembre 1998, recante le
caratteristiche  formali  generali  della  terza  prova scritta negli
esami   di  Stato  conclusivi  dei  corsi  di  studio  di  istruzione
secondaria  superiore  e le istruzioni per lo svolgimento della prova
medesima nei primi due anni di applicazione del nuovo ordinamento;
  Ritenuto,  sulla base dei riscontri registrati nella sessione degli
esami  dell'anno  scolastico 1998-1999, di modificare parzialmente le
modalita'  di  svolgimento  della  terza  prova per l'anno scolastico
1999-2000;
  Visto  il  testo  unico  delle  leggi  in  materia  di  istruzione,
approvato  con  decreto  legislativo  16 aprile  1994,  n.  297 e, in
particolare, l'articolo 205, comma 1;
  Visto l'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
  Udito   il  parere  del  Consiglio  di  Stato  n.  218/99  espresso
nell'adunanza  della  sezione  consultiva  per gli atti normativi del
25 ottobre 1999;
  Vista  la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri, a
norma dell'articolo 17, comma 3, della citata legge n. 400/1988 (nota
n. 7434 del 4 novembre 1999);
                             A d o t t a
                      il seguente regolamento:
                               Art. 1.
                              Conferma
  1.  Gli  articoli  1,  2  e 3 del decreto ministeriale 18 settembre
1998,  n.  357,  citato  in  premessa,  sono  confermati  per  l'anno
scolastico 1999-2000.
Avvertenza:
    Il   testo   delle   note   qui   pubblicato   e'  stato  redatto
dall'amministrazione  competente  per materia, ai sensi dell'art. 10,
comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle
leggi,  sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e
sulle  pubblicazioni  ufficiali  della Repubblica italiana, approvato
con  D.P.R.  28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la
lettura  delle disposizioni di legge alle quali e' operato il rinvio.
Restano  invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui
trascritti.
Nota al titolo:
    - Il  D.M.  18 settembre 1998, n. 357, reca: "Regolamento recante
le  caratteristiche  formali generali della terza prova scritta negli
esami   di  Stato  conclusivi  dei  corsi  di  studio  di  istruzione
secondaria  superiore  e le istruzioni per lo svolgimento della prova
medesima nei primi due anni di applicazione del nuovo ordinamento".
Note alle premesse:
    - Si  riporta  il testo dell'art. 3 della legge 10 dicembre 1997,
n.  425  (Disposizioni per la riforma degli esami di Stato conclusivi
dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore):
    "Art.  3  (Contenuto  ed esito dell'esame). - 1. L'esame di Stato
comprende tre prove scritte e un colloquio. La prima prova scritta e'
intesa  ad  accertare  la  padronanza  della  lingua italiana o della
lingua  nella  quale  si  svolge l'insegnamento, nonche' le capacita'
espressive, logico-linguistiche e critiche del candidato, consentendo
la  libera espressione della personale creativita'; la seconda ha per
oggetto  una  delle materie caratterizzanti il corso di studio per le
quali  l'ordinamento  vigente  prevede verifiche scritte; la terza, a
carattere  pluridisciplinare, verte sulle materie dell'ultimo anno di
corso  e  consiste  nella  trattazione  sintetica di argomenti, nella
risposta  a  quesiti  singoli  o  multipli  ovvero nella soluzione di
problemi  o  di  casi  pratici  e  professionali  o nello sviluppo di
progetti;  tale ultima prova e' strutturata in modo da consentire, di
norma, anche l'accertamento della conoscenza di una lingua straniera.
    2.  I testi relativi alla prima e alla seconda prova scritta sono
inviati dal Ministero della pubblica istruzione; il testo della terza
prova  scritta e' predisposto dalla commissione d'esame con modalita'
predefinite.  Le  materie  oggetto  della  seconda prova scritta sono
individuate dal Ministro della pubblica istruzione nella prima decade
del  mese  di aprile di ciascun anno. Il Ministro disciplina altresi'
le  caratteristiche  della  terza prova scritta, nonche' le modalita'
con  le quali la commissione d'esame provvede alla elaborazione delle
prime  due  prove  d'esame  in caso di mancato tempestivo ricevimento
delle medesime.
    3.   Il   colloquio   si   svolge   su   argomenti  di  interesse
multidisciplinare  attinenti  ai  programmi  e  al  lavoro  didattico
dell'ultimo anno di corso.
    4. La lingua d'esame e' la lingua ufficiale di insegnamento.
    5.  Nelle  scuole  della Valle d'Aosta la conoscenza delle lingue
italiana  e  francese,  parificate a norma dell'art. 38, primo comma,
della  legge  costituzionale 26 febbraio 1948, n. 4, recante "Statuto
speciale  per  la  valle  d'Aosta",  e'  accertata  nell'ambito dello
svolgimento  delle  tre  prove scritte, di cui almeno una deve essere
svolta  in  lingua  italiana  e  una  in lingua francese a scelta del
candidato.
    6.  A  conclusione  dell'esame  di  Stato  e' assegnato a ciascun
candidato  un  voto  finale  complessivo  in  centesimi,  che  e'  il
risultato  della somma dei punti attribuiti dalla commissione d'esame
alle  prove  scritte  e  al  colloquio  e  dei  punti  per il credito
scolastico  acquisito  da  ciascun  candidato. La commissione d'esame
dispone  di  quarantacinque  punti  per  la  valutazione  delle prove
scritte  e  di trentacinque per la valutazione del colloquio. Ciascun
candidato  puo'  far  valere  un  credito scolastico massimo di venti
punti.  Il  punteggio  minimo  complessivo per superare l'esame e' di
60/100.  L'esito  delle  prove  scritte  e'  pubblicato,  per tutti i
candidati,  nell'albo  dell'istituto  sede  della commissione d'esame
almeno  due  giorni  prima  della  data  fissata  per  l'inizio dello
svolgimento  del  colloquio.  Fermo  restando il punteggio massimo di
100, la commissione d'esame puo' motivatamente integrare il punteggio
fino  a  un  massimo  di  5  punti ove il candidato abbia ottenuto un
credito  scolastico  di  almeno  15  punti e un risultato complessivo
nella prova d'esame pari almeno a 70 punti.
    7.  Gli  esami  degli  alunni  con  handicap sono disciplinati in
coerenza con la legge 5 febbraio 1992, n. 104.
    8.  Per  gli  alunni  ammalati  o  assenti  dagli esami per cause
specificamente  individuate  sono  previste  una  sessione suppletiva
d'esame  e, in casi eccezionali, particolari modalita' di svolgimento
degli stessi.".
    - Si  riporta  il  testo degli articoli 4, 5, 14 e 15 del decreto
del  Presidente  della Repubblica 23 luglio 1998, n. 323 (Regolamento
recante  disciplina  degli  esami  di  Stato  conclusivi dei corsi di
studio  di istruzione secondaria superiore, a norma dell'art. 1 della
legge 10 dicembre 1997, n. 425:
    "Art.  4  (Contenuto  ed esito dell'esame). - 1. L'esame di Stato
comprende tre prove scritte aventi le caratteristiche di cui ai commi
2,  3  e  4  ed  un  colloquio  volti  ad  evidenziare le conoscenze,
competenze  e capacita' acquisite dal candidato. La lingua d'esame e'
la lingua ufficiale di insegnamento.
    2.  La  prima  prova scritta e' intesa ad accertare la padronanza
della   lingua   italiana  o  della  lingua  nella  quale  si  svolge
l'insegnamento,  nonche' le capacita' espressive, logico-linguistiche
e  critiche  del  candidato,  consentendo la libera espressione della
personale  creativita'; essa consiste nella produzione di uno scritto
scelto  dal  candidato  tra  piu'  proposte  di  varie tipologie, ivi
comprese  le  tipologie  tradizionali,  individuate  annualmente  dal
Ministro  della pubblica istruzione con il decreto di cui all'art. 5,
comma 1.
    3.  La seconda prova scritta e' intesa ad accertare le conoscenze
specifiche  del  candidato  ed  ha  per  oggetto  una  delle  materie
caratterizzanti il corso di studio per le quali l'ordinamento vigente
o  le  disposizioni relative alle sperimentazioni prevedono verifiche
scritte,  grafiche  o  scrittografiche. Al candidato puo' essere data
facolta' di scegliere tra piu' proposte.
    4.  La  terza  prova, a carattere pluridisciplinare, e' intesa ad
accertare,  oltre  quanto  previsto  dal  comma  1,  le capacita' del
candidato di utilizzare ed integrare conoscenze e competenze relative
alle  materie  dell'ultimo  anno  di  corso,  anche  ai  fini  di una
produzione  scritta,  grafica  o  pratica.  La  prova  consiste nella
trattazione  sintetica di argomenti, nella risposta a quesiti singoli
o  mulupli,  ovvero  nella  soluzione di problemi o di casi pratici e
professionali  o nello sviluppo di progetti. Le predette modalita' di
svolgimento  della  prova  possono  essere adottate cumulativamente o
alternativamente. La prova e' strutturata in modo da consentire anche
l'accertamento  della  conoscenza  delle lingue straniere se comprese
nel piano di studi dell'ultimo anno.
    5. Il colloquio tende ad accertare la padronanza della lingua, la
capacita'  di  utilizzare  le  conoscenze  acquisite  e di collegarle
nell'argomentazione e di discutere ed approfondire sotto vari profili
i  diversi  argomenti.  Esso  si  svolge  su  argomenti  di interesse
pluridisciplinare  attinenti  ai  programmi  e  al  lavoro  didattico
dell'ultimo anno di corso.
    6.  A  conclusione  dell'esame  di  Stato  e' assegnato a ciascun
candidato  un  voto  finale  complessivo  in  centesimi,  che  e'  il
risultato  della somma dei punti attribuiti dalla commissione d'esame
alle  prove  scritte  e  al colloquio e dei punti relativi al credito
scolastico  acquisito  da  ciascun  candidato. La commissione d'esame
dispone  di  quarantacinque  punti  per  la  valutazione  delle prove
scritte  e  di  trentacinque  per  la  valutazione  del  colloquio. I
quarantacinque  punti  per  la  valutazione  delle prove scritte sono
ripartiti  in  parti  uguali tra le tre prove. A ciascuna delle prove
scritte   e  al  colloquio  giudicati  sufficienti  non  puo'  essere
attribuito  un  punteggio  inferiore,  rispettivamente,  a 10 e a 22.
Ciascun  candidato  puo'  far valere un credito scolastico massimo di
venti  punti.  Per  superare  l'esame  di  Stato  e'  sufficiente  un
punteggio  minimo  complessivo di 60/100. L'esito delle prove scritte
e'  pubblicato,  per  tutti i candidati, nell'albo dell'istituto sede
della  commissione d'esame almeno due giorni prima della data fissata
per l'inizio dello svolgimento del colloquio.
    7.  Fermo  restando il punteggio massimo di cento, la commissione
d'esame  puo'  motivatamente integrare il punteggio fino a un massimo
di  5  punti ove il candidato abbia ottenuto un credito scolastico di
almeno  15  punti e un risultato complessivo nella prova d'esame pari
almeno a 70 punti".
    "Art. 5 (Modalita' di invio, formazione e svolgimento delle prove
d'esame).  -  1.  I  testi  relativi  alla prima e alla seconda prova
scritta sono scelti dal Ministro della pubblica istruzione ed inviati
ai  provveditorati  agli  studi  o  alle  istituzioni scolastiche con
indicazione   dei   tempi  massimi  per  il  loro  svolgimento.  Alla
trasmissione  dei  testi  puo'  provvedersi in via telematica, previa
adozione  degli  accorgimenti necessari a tutelarne la segretezza. La
materia  oggetto  della  seconda  prova  scritta  e'  individuata con
decreto del Ministro della pubblica istruzione, entro la prima decade
del mese di aprile di ciascun anno.
    2.  Le caratteristiche formali generali della terza prova scritta
sono stabilite con decreto del Ministro della pubblica istruzione. Il
testo  relativo  alla predetta prova e' predisposto dalla commissione
di  esame. La relativa formulazione deve essere coerente con l'azione
educativa  e  didattica  realizzata  nell'ultimo anno di corso. A tal
fine,  i  consigli  di  classe,  entro  il 15 maggio elaborano per la
commissione di esame un apposito documento che esplicita i contenuti,
i  metodi,  i  mezzi,  gli  spazi  ed i tempi del percorso formativo,
nonche'  i  criteri,  gli  strumenti  di  valutazione  adottati e gli
obiettivi   raggiunti.   Esso   e'  immediatamente  affisso  all'albo
dell'istituto ed e' consegnato in copia a ciascun candidato. Chiunque
abbia interesse puo' estrarne copia.
    3.  La  commissione  entro  il  giorno  successivo  a  quello  di
svolgimento della seconda prova definisce collegialmente la struttura
della  terza  prova  scritta  in  coerenza  con  quanto attestato nel
documento  di  cui al comma 2. La mattina del giorno stabilito per lo
svolgimento  di  detta  prova, la commissione, in coerenza con quanto
attestato  nel predetto documento, predispone collegialmente il testo
della  terza  prova  scritta tenendo conto delle proposte avanzate da
ciascun  componente. Per la formulazione delle singole proposte e per
la  predisposizione  collegiale  della  prova,  la  commissione  puo'
avvalersi dell'archivio nazionale permanente di cui all'art. 14.
    4.  Il  documento  di  cui  al  comma 2, nelle scuole che attuano
l'autonomia   didattica  e  organizzativa  in  via  sperimentale,  e'
integrato   con   le   relazioni   dei  docenti  dei  gruppi  in  cui
eventualmente  si  e'  scomposta  la  classe  o dei docenti che hanno
guidato corsi destinati agli alunni provenienti da piu' classi.
    5.  Le  scuole  che  abbiano  conseguito personalita' giuridica e
autonomia  ai  sensi  dell'art.  21 della legge 15 marzo 1997, n. 59,
individuano  le  modalita' di predisposizione del documento di cui al
comma 2 nel proprio regolamento.
    6.  Qualora  i  testi  relativi  alle prime due prove scritte non
giungano    tempestivamente,    il   Presidente   della   commissione
esaminatrice  ne  informa il Ministero della pubblica istruzione, che
provvede  all'invio  dei  testi  richiesti.  In  caso  di particolari
difficolta'  o  disguidi,  ove  siano  trascorse  due ore dall'orario
previsto  per l'inizio della prova scritta, la commissione provvede a
formulare  i  testi  delle  prime due prove di esame con le modalita'
stabilite col decreto di cui al comma 1.
    7. Il colloquio ha inizio con un argomento o con la presentazione
di  esperienze di ricerca e di progetto, anche in forma multimediale,
scelti  dal  candidato.  Esso,  tenendo  conto di quanto previsto dal
comma  8,  prosegue  su  argomenti  proposti  al  candidato  a  norma
dell'art.  4,  comma  5.  Gli  argomenti  possono  essere  introdotti
mediante  la  proposta di un testo, di un documento, di un progetto o
di  altra  indicazione  di  cui  il candidato individua le componenti
culturali,   discutendole.   Nel  corso  del  colloquio  deve  essere
assicurata  la  possibilita' di discutere gli elaborati relativi alle
prove scritte.
    8.  Le  commissioni  d'esame  possono  provvedere alle correzioni
delle  prove  scritte  e  all'espletamento del colloquio operando per
aree disciplinari definite dal Ministro della pubblica istruzione con
proprio  decreto,  ferma restando la responsabilita' collegiale delle
commissioni.
    9.  Le  operazioni  di  cui  al  comma  8  si  concludono  con la
formulazione  di  una  proposta  di  punteggio relativa alle prove di
ciascun candidato. I punteggi sono attribuiti dall'intera commissione
a maggioranza. Se sono proposti piu' di due punteggi, e non sia stata
raggiunta  la maggioranza  assoluta,  la commissione vota su proposte
del  presidente a partire dal punteggio piu' alto, a scendere. Ove su
nessuna  delle  proposte  si  raggiunga la maggioranza, il presidente
attribuisce   al   candidato  il  punteggio  risultante  dalla  media
aritmetica dei punti proposti. Di tali operazioni e' dato dettagliato
e  motivato  conto  nel  verbale.  Non  e'  ammessa  l'astensione dal
giudizio da parte dei singoli componenti".
    Art.  14  (Osservatorio).  -  1.  E'  istituito, presso il Centro
europeo  dell'educazione, un Osservatorio nazionale con il compito di
monitorare,   verificare   e   valutare  l'applicazione  della  nuova
disciplina  degli  esami  di  Stato conclusivi dei corsi di studio di
istruzione   secondaria   superiore   e  di  costituire  un  supporto
permanente  per  le  commissioni  di  esame  per  quanto  riguarda la
predisposizione  della  terza  prova  scritta  anche  realizzando, in
collaborazione  con  i  competenti  uffici dell'amministrazione della
pubblica   istruzione,   un'apposito  archivio  nazionale  permanente
utilizzabile, a tal fine, dalle commissioni.
    2.  Al fine del monitoraggio dell'andamento degli esami di Stato,
i  presidenti  delle  commissioni di esame predispongono, prima della
chiusura  dei  lavori,  un'apposita  relazione  sulla base di criteri
predefiniti  dall'Osservatorio  nazionale  di  cui  al  comma  1, che
provvede  all'esame  e  alla  valutazione  degli elementi conoscitivi
contenuti nelle relazioni".
    "Art.  15  (Disposizioni  transitorie per l'applicazione graduale
della  nuova  disciplina  e  disposizioni  finali). - 1. Gli esami di
Stato secondo il nuovo ordinamento si svolgeranno a partire dall'anno
scolastico  1998/1999 con la gradualita' di applicazione prevista dal
presente articolo.
    2.  Negli esami di Stato che si svolgeranno nei primi due anni di
applicazione  del  nuovo  ordinamento  la  terza  prova scritta sara'
strutturata  in  forma semplificata e comunque con la proposizione di
un  numero limitato di argomenti, quesiti, problemi, casi pratici. Le
relative  istruzioni  sono  impartite  dal  Ministro  della  pubblica
istruzione  e  diramate alle istituzioni scolastiche, contestualmente
al  decreto  di  cui  all'art.  5,  comma  2,  in  tempo  utile  allo
svolgimento dei primi esami secondo il nuovo ordinamento.
    3.  Agli  alunni  che  affronteranno l'esame al termine dell'anno
scolastico  1998/1999  il  credito scolastico sara' attribuito, sulla
base  dell'allegata  tabella  d) e della nota in calce alla medesima,
tutto  con  riferimento  ai  risultati del medesimo anno, tendo conto
anche  dell'andamento  dei  due  anni  precedenti;  agli  alunni  che
affronteranno l'esame al termine dell'anno scolastico 1999/2000 sara'
attribuito, sulla base dell'allegata tabella e) e della nota in calce
alla  medesima,  nello  scrutinio finale di ciascuno degli ultimi due
anni,   con  riferimento,  rispettivamente,  ai  risultati  dell'anno
1999/2000   e  dell'anno  precedente,  tenendo  conto  dell'andamento
dell'anno scolastico 1997/1998.
    4.  Ai  sensi  dell'articolo  1, comma 2, della legge 10 dicembre
1997,  n. 425, in connessione a quanto previsto dall'art. 2, comma 1,
lettera  c), della medesima legge e agli stessi effetti, gli istituti
pareggiati   e   legalmente  riconosciuti  possono  istituire  classi
terminali  soltanto  nei  corsi di studio di cui all'art. 2, comma 1,
lettera  c),  in  cui  siano  funzionanti,  oltre  alla stessa classe
terminale, almeno altre due classi.
    5.  Le  disposizioni  di  cui  al  comma 4 si applicano a partire
dall'anno  scolastico  1999/2000;  alle stesse faranno riferimento le
istituzioni  scolastiche  legalmente  riconosciute  e  pareggiate nel
programmare gli esami di idoneita' dell'anno scolastico 1998/1999.
    6. Limitatamente agli esami di Stato che si svolgeranno nell'anno
scolastico   1998/1999   gli   istituti   pareggiati   e   legalmente
riconosciuti  sono  sede  di  esame anche per gli alunni delle ultime
classi di corsi che non hanno i requisiti di cui all'art. 2, comma 1,
a  condizione  che,  nell'anno  scolastico  1997/1998,  detti  alunni
abbiano  frequentato presso il medesimo istituto la penultima classe,
ovvero   abbiano  sostenuto  esami  di  idoneita'  per  la  frequenza
dell'ultima classe.
    7.  I  titoli  conseguiti  nell'esame  di Stato a conclusione dei
corsi  di  studio  dell'istituto  magistrale  iniziati  entro  l'anno
scolastico  1997/1998  conservano  in via permanente l'attuale valore
legale  e  abilitante  all'insegnamento nella scuola elementare. Essi
consentono  di partecipare ai concorsi per titoli ed esami a posti di
insegnante nella scuola materna e nella scuola elementare.
    8.  Il  diploma  rilasciato  in  esito  all'esame  di Stato negli
istituti professionali e' equipollente a quello che si ottiene presso
gli istituti tecnici di analogo indirizzo.
    9.  Per la regione Valle d'Aosta si applicano le disposizioni del
presente  regolamento in quanto compatibili con il disposto dell'art.
21,  comma  20-bis  della  legge  15 marzo  1997,  n.  59, introdotto
dall'art. 1, comma 22, della legge 16 giugno 1998, n. 191.
    10.  Il  presente  regolamento  si  applica  anche  nelle  scuole
italiane all'estero sedi degli esami con gli opportuni adattamenti da
adottarsi  con  provvedimento  del  Ministro  degli  affari esteri di
concerto con il Ministro della pubblica istruzione.
    11.  Sono  fatte  salve  le competenze delle province autonome di
Trento  e  di  Bolzano  previste,  rispettivamente,  dall'art.  8 del
decreto  del Presidente della Repubblica 15 luglio 1988, n. 405, come
modificato  dall'art.  4  del  decreto legislativo 24 luglio 1996, n.
433,  e  dall'art.  11  del  decreto  del Presidente della Repubblica
10 febbraio  1983,  n.  89,  come  modificato dall'art. 6 del decreto
legislativo 24 luglio 1996, n. 434.
    12.  In  relazione a quanto previsto dall'art. 2, commi 2 e 3, si
intendono  abrogati  i  commi  1  e  2  dell'art. 199 del testo unico
approvato con decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297".
    - Si  riporta  il  testo  dell'art.  205,  comma  1,  del decreto
legislativo  16 aprile  1994,  n. 297 (Testo unico delle disposizioni
legislative  vigenti in materia di istruzione relative alle scuole di
ogni ordine e grado):
    "1. Con propri decreti da adottarsi secondo la procedura prevista
dall'art.  17,  commi  3  e 4, della legge 23 agosto 1988, n. 400, il
Ministro  della  pubblica istruzione emana uno o piu' regolamenti per
l'esecuzione delle disposizioni relative agli scrutini ed agli esami.
Il  Ministro  della  pubblica  istruzione  determina annualmente, con
propria ordinanza, le modalita' organizzative degli scrutini ed esami
stessi".
    - Si  riporta  il  testo  dell'art.  17,  comma  3,  della  legge
23 agosto  1988,  n  400  (Disciplina  dell'attivita'  di  Governo  e
ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri):
    "3.  Con decreto ministeriale possono essere adottati regolamenti
nelle  materie di competenza del Ministro o di autorita' sottordinate
al  Ministro,  quando  la legge espressamente conferisca tale potere.
Tali regolamenti, per materie di competenza di piu' Ministri, possono
essere  adottati  con  decreti  interministeriali,  ferma restando la
necessita'  di  apposita  autorizzazione  da  parte  della  legge.  I
regolamenti ministeriali non possono dettare norme contrarie a quelle
dei  regolamenti  emanati dal Governo. Essi debbono essere comunicati
al   Presidente   del   Consiglio   dei  Ministri  prima  della  loro
emanazione".
Nota all'art. 1:
    - Si  riporta  il testo degli articoli 1, 2, 3 del citato decreto
ministeriale 18 settembre 1998, n. 357:
    "Art.  1  (Finalita'). - 1. La terza prova scritta negli esami di
Stato  conclusivi  dei  corsi  di  studio  di  istruzione  secondaria
superiore,  a  carattere pluridisciplinare, e' intesa ad accertare le
conoscenze,  competenze  e capacita' acquisite dal candidato, nonche'
le  capacita'  di  utilizzare  e  integrare  conoscenze  e competenze
relative alle materie dell'ultimo anno di corso, anche ai fini di una
produzione scritta, grafica o pratica".
    "Art.  2  (Tipologie  e  caratteristiche  formali  generali della
prova).  -  1.  La  prova,  predisposta  dalle  commissioni  a  norma
dell'art.  5,  comma  2,  del decreto del Presidente della Repubblica
23 luglio  1998,  n.  323, per la quale le commissioni stesse possono
avvalersi   dell'archivio   nazionale   permanente  dell'Osservatorio
nazionale  istituito  presso il Centro europeo dell'educazione di cui
all'art.  14 del medesimo decreto, puo' comprendere, alternativamente
o cumulativamente, le seguenti tipologie di svolgimento:
      A) Trattazione sintetica di argomenti:
        la   proposta   di   trattazione   sintetica   di   argomenti
significativi,   anche   a   carattere   pluridisciplinare,  contiene
l'indicazione della estensione massima consentita (numero delle righe
o  delle  parole).  Tale proposta puo' essere presentata al candidato
anche  mediante  un  breve testo, in relazione al quale vengano poste
specifiche domande.
      B) Quesiti a risposta singola:
        i   quesiti   a  risposta  singola,  volti  ad  accertare  la
conoscenza  e  i  livelli  di  competenza  raggiunti dal candidato su
argomenti  riguardanti  una o piu' materie, possono essere articolati
in  una  o  piu' domande chiaramente esplicitate. Le risposte debbono
essere in ogni caso autonomamente formulate dal candidato e contenute
nei  limiti  della  estensione  massima  indicata  dalla commissione,
analogamente a quanto previsto alla precedente lettera A).
      C) Quesiti a risposta multipla:
        i  quesiti  a  risposta multipla, per i quali vengono fornite
piu'  risposte,  tra  cui il candidato sceglie quella esatta, possono
essere  presentati  anche  in forma di risposta chiusa e prevedere un
certo  numero  di  permutazioni  di  posizione  delle domande e delle
risposte. Tali quesiti possono pertanto concretarsi in vere e proprie
prove   strutturate   vertenti  su  argomenti  di  tutte  le  materie
dell'ultimo anno di corso.
      D) Problemi a soluzione rapida:
        la  proposta  di problemi che richiedono una soluzione rapida
e'  articolata in relazione allo specifico indirizzo di studio e alle
esercitazioni  effettuate  dal  candidato  nel  settore  disciplinare
coinvolto nel corso dell'ultimo anno.
      E) Casi pratici e professionali:
        l'analisi  di  casi  pratici  e professionali va correlata ai
contenuti  dei  singoli  piani  di  studio  dei  vari indirizzi, alle
impostazioni  metodologiche  seguite  dai candidati e alle esperienze
acquisite   anche   all'interno  di  una  progettazione  di  Istituto
caratterizzata    dall'ampliamento    dell'offerta    formativa.   La
trattazione  di  un caso pratico e professionale, che costituisce una
esercitazione   didattica   particolarmente  diffusa  negli  Istituti
professionali   e  tecnici,  puo'  coinvolgere  piu'  materie  ed  e'
presentata   con  indicazioni  di  svolgimento  puntuali  e  tali  da
assicurare risposte. in forma sintetica.
      F) Sviluppo di progetti:
        lo  sviluppo  di un progetto e' proposto per quegli indirizzi
di  studio  per  i  quali  tale  modalita'  rappresenta  una  pratica
didattica  largamente adottata. In particolare negli Istituti tecnici
e professionali, in relazione ai singoli piani di studio, puo' essere
richiesto lo sviluppo di un progetto che coinvolga diverse discipline
o  la  esposizione  di  una  esperienza  di  laboratorio  o  anche la
descrizione  di  procedure  di  misura  o  di  collaudo di apparati o
impianti  che  siano  tali  da  consentire al candidato di dimostrare
anche  la  conoscenza  degli  strumenti, delle loro caratteristiche e
delle metodologie di impiego.
    Nei  Licei  artistici,  al  fine  di  accertare in particolare le
capacita'    di    integrazione    e   applicazione   dei   linguaggi
plastico-visuali  ad  una  problematica  architettonica,  puo' essere
richiesto  lo  sviluppo  di  un progetto anche attraverso la lettura,
l'analisi  e  la  interpretazione  grafica dei caratteri compositivi,
stilistici, costruttivi di un'opera o di un complesso monumentale. La
formulazione  della  proposta deve prevedere anche la trattazione, in
forma  sintetica, del contesto culturale, storico e sociale entro cui
l'opera  si  pone. In relazione alla specificita' dei piani di studio
la  trattazione  e'  integrata  da  quesiti attinenti alle discipline
dell'ultimo anno, eventualmente non incluse nella traccia assegnata.
    Negli  Istituti  d'arte  e' richiesta una produzione, a carattere
scritto-grafico,  intesa  ad  accertare le capacita' di argomentare e
motivare il processo progettuale seguito nella seconda prova scritta,
anche   sotto   il   profilo   storico,  culturale,  socio-economico,
tecnologico  e  artistico.  Il  progetto  assegnato  e'  integrato da
quesiti inerenti le discipline dell'ultimo anno".
    "Art. 3 (Accertamento della conoscenza della lingua straniera). -
1.  All'interno  della  terza  prova scritta deve essere previsto, di
norma,  un  breve  spazio destinato all'accertamento della conoscenza
della  lingua  o  delle  lingue straniere comprese nel piano di studi
dell'ultimo   anno.  La  verifica  di  tale  conoscenza  puo'  essere
effettuata dalla commissione secondo una delle seguenti modalita':
      A)  Breve  esposizione  in  lingua  straniera  (entro un numero
massimo  di  parole prestabilito) di uno degli argomenti o di uno dei
quesiti,   a   scelta   del  candidato,  tra  quelli  proposti  dalla
commissione  nell'ambito della trattazione sintetica o del gruppo dei
quesiti  o  anche delle domande che accompagnano la soluzione di casi
pratici o lo sviluppo di progetti. All'interno di tali tipologie puo'
anche  prevedersi  che una richiesta o parte di essa venga presentata
al  candidato attraverso un testo in lingua straniera della lunghezza
di  circa  ottanta  parole,  seguito  da  una o due domande intese ad
accertare  la  comprensione  del  brano  e la capacita' di produzione
scritta.   In   tal   caso   la  commissione  ha  cura  di  scegliere
possibilmente   un   testo   che   per  contenuto  e  caratteristiche
linguistico-formali  sia,  per  quanto  possibile,  congruente con la
specificita' dell'indirizzo di studio seguito dal candidato.
      B)  Breve  risposta  in  lingua  straniera  o  anche  in lingua
italiana  ad  uno  o  piu'  quesiti appositamente formulati in lingua
dalla commissione.
    2.  Qualora  nel  piano di studio dell'ultimo anno siano comprese
due  o  piu'  lingue straniere, di cui una gia' oggetto della seconda
prova  scritta,  il  candidato deve utilizzare per la terza prova una
lingua  straniera  diversa da quella nella quale ha svolto la seconda
prova.
    3.  Nella scelta delle modalita' da seguire per la verifica della
conoscenza  della  lingua  straniera, la commissione tiene nel debito
conto  gli  spazi  orari,  l'impostazione metodologica, le esperienze
realizzate, gli obiettivi conseguiti e il livello di conoscenza della
lingua raggiunto dai candidati, in conformita' di quanto puntualmente
precisato nel documento del consiglio di classe".