MINISTERO DELLA DIFESA
DECRETO MINISTERIALE 8 agosto 1996, n. 690

Regolamento recante disposizioni di attuazione degli articoli 2 e 4 della legge 7 agosto 1990, n. 241, nell'ambito degli enti, dei distaccamenti, dei reparti dell'Esercito, della Marina, dell'Aeronautica nonche' di quelli a carattere Interforze.

note: Entrata in vigore del decreto: 09/02/1997 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 08/05/2010)
  • Allegati
Testo in vigore dal: 9-2-1997
al: 8-10-2010
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                      IL MINISTRO DELLA DIFESA 
 Visti gli articoli 2 e 4 della legge 7 agosto 1990, n. 241; 
 Visto il decreto ministeriale 16 settembre 1993, n. 603; 
 Considerata la complessita' dell'organizzazione dell'Amministrazione
della  difesa,  articolata  in  organi   centrali,   territoriali   e
periferici, interforze e di forza armata, e la conseguente necessita'
di procedere, per quanto concerne l'adempimento di  cui  al  comma  2
dell'articolo 2 della citata legge n. 241 del  7  agosto  1990,  alla
disciplina dei termini di conclusione dei procedimenti di  competenza
degli organi  territoriali  e  periferici,  la  cui  durata  non  sia
disposta per legge o regolamento; 
 Visto l'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400; 
 Udito il parere  del  Consiglio  di  Stato,  espresso  nell'adunanza
generale del 25 gennaio 1996; 
 Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei  Ministri,  a
norma dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n.  400,
inviata con nota prot. n. COORD/02-02/4901/U4 del 30 luglio 1996; 
                               ADOTTA 
                      il seguente regolamento: 
                               Art. 1. 
                 Ambito di efficacia del regolamento 
 1. Ai fini delle norme del  presente  regolamento,  si  intende  per
"legge" la legge  7  agosto  1990,  n.  241;  per  "Amministrazione",
l'Amministrazione della difesa; per  "comandante  territoriale":  per
l'Esercito, i comandanti militari  territoriali,  per  la  Marina,  i
comandanti in capo di dipartimento militare  marittimo  e  comandanti
militari marittimi  autonomi;  per  l'Aeronautica,  i  comandanti  di
regione aerea; per "comandante" i comandanti di unita'  organiche,  i
direttori dei servizi  territoriali,  i  capi  degli  uffici  e/o  di
istituti di forza armata o interforze. 
 2. Le  norme  del  presente  regolamento  si  applicano  a  tutti  i
procedimenti  dell'Amministrazione   che   si   concludono   con   un
provvedimento finale del comandante territoriale o del  comandante  e
si sostituiscono a tutte le direttive ed istruzioni sinora  impartite
dagli  organi  dell'Amministrazione,  in  relazione  ai  procedimenti
medesimi, per dare attuazione alle norme della legge  in  materia  di
determinazione dei termini, di unita' organizzative, di  responsabile
del procedimento, di obbligo di provvedere e di motivare, nonche'  di
partecipazione al procedimento. 
 3. Gli anzidetti procedimenti si  concludono  con  un  provvedimento
espresso nel  termine  stabilito,  per  ciascun  procedimento,  nelle
tabelle allegate che  costituiscono  parte  integrante  del  presente
regolamento. 
 4.  I  procedimenti  non  elencati,  con  i  relativi   termini   di
conclusione, nelle  tabelle  allegate  al  presente  regolamento,  si
concludono  nel  termine  previsto  da  altra  fonte  legislativa   o
regolamentare o, in mancanza, nel termine indicato  dall'articolo  2,
comma 3, della legge. 
 5.  Le  norme  del  regolamento   si   applicano   ai   procedimenti
amministrativi, sia che debbano essere promossi  d'ufficio,  sia  che
conseguano obbligatoriamente ad  una  istanza  di  parte  diretta  ad
ottenere provvedimenti di competenza dell'Amministrazione. 
    

         AVVERTENZA:
           Il  testo  delle  note  qui pubblicato e' stato redatto ai
          sensi   dell'art.  10,  comma  3,  del  testo  unico  delle
          disposizioni     sulla     promulgazione    delle    leggi,
          sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
          e  sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
          approvato  con  decreto  del Presidente della Repubblica 28
          dicembre  1985,  n.  1092,  al  solo  fine di facilitare la
          lettura  delle  disposizioni di legge alle quali e' operato
          il  rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli
          atti legislativi qui trascritti.

    
          Note alle premesse: 
           - Si trascrive il testo degli articoli 2 e 4  della  legge
          n.  241/1990  (Nuove  norme  in  materia  di   procedimento
          amministrativo  e   diritto   di   accesso   ai   documenti
          amministrativi): 
           "Art.   2.   -   1.   Ove   il    procedimento    consegua
          obbligatoriamente  ad  una  istanza,  ovvero  debba  essere
          iniziato  d'ufficio,  la  pubblica  amministrazione  ha  il
          dovere   di   concluderlo   mediante   l'adozione   di   un
          provvedimento espresso. 
           2. Le pubbliche amministrazioni  determinano  per  ciascun
          tipo di procedimento, in quanto non sia  gia'  direttamente
          disposto per legge o per regolamento, il termine entro  cui
          esso deve concludersi. Tale termine decorre dall'inizio  di
          ufficio del procedimento o dal ricevimento della domanda se
          il procedimento e' ad iniziativa di parte. 
           3. Qualora le pubbliche amministrazioni non provvedano  ai
          sensi del comma 2, il termine e' trenta giorni. 
           4. Le determinazioni adottate ai sensi del  comma  2  sono
          rese  pubbliche  secondo  quanto   previsto   dai   singoli
          ordinamenti". 
           "Art. 4. - 1. Ove non sia gia' direttamente stabilito  per
          legge o per regolamento, le pubbliche amministrazioni  sono
          tenute a  determinare  per  ciascun  tipo  di  procedimento
          relativo ad atti di loro competenza l'unita'  organizzativa
          responsabile della istruttoria e di ogni altro  adempimento
          procedimentale, nonche' dell'adozione del provvedimento fi-
          nale. 
           2. Le disposizioni adottate ai sensi del comma 1 sono rese
          pubbliche secondo quanto previsto dai singoli ordinamenti". 
           - Si trascrive il testo del comma  3  dell'art.  17  della
          legge n. 400/1988: "Con decreto Ministeriale possono essere
          adottati  regolamenti  nelle  materie  di  competenza   del
          Ministro o di autorita' sottordinate al Ministro, quando la
          legge   espressamente   conferisca   tale   potere.    Tali
          regolamenti, per materie di competenza  di  piu'  Ministri,
          possono  essere  adottati  con  decreti  interministeriali,
          ferma restando la necessita' di apposita autorizzazione  da
          parte  della   legge.   I   regolamenti   ministeriali   ed
          interministeriali non possono  dettare  norme  contrarie  a
          quelle dei regolamenti emanati dal  Governo.  Essi  debbono
          essere comunicati al Presidente del Consiglio dei  Ministri
          prima della loro emanazione".