MINISTERO DELLE RISORSE AGRICOLE, ALIMENTARI E FORESTALI

DECRETO 15 novembre 1995, n. 576

Regolamento recante norme per l'istituzione di un servizio di controllo interno presso il Ministero delle risorse agricole, alimentari e forestali.

note: Entrata in vigore del decreto: 26/01/1996
vigente al 22/01/2022
Testo in vigore dal: 26-1-1996
attiva riferimenti normativi
                      IL MINISTRO DELLE RISORSE
                  AGRICOLE, ALIMENTARI E FORESTALI
  Vista  la  legge  4 dicembre 1993, n. 491, sul "Riordinamento delle
competenze regionali e statali in  materia  agricola  e  forestale  e
istituzione  del  Ministero  delle  risorse  agricole,  alimentari  e
forestali";
  Visto il decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 1994,  n.
197  "Regolamento recante norme per l'organizzazione degli uffici del
Ministero delle risorse agricole, alimentari e forestali";
  Vista la legge 7 agosto 1990, n. 241, contenente  "Nuove  norme  in
materia  di  procedimento  amministrativo  e di diritto di accesso ai
documenti amministrativi";
  Visto  il  decreto  legislativo  3  febbraio  1993,  n.  29,  sulla
"Razionalizzazione    dell'organizzazione    delle    amministrazioni
pubbliche  e  revisione  della  disciplina  in  materia  di  pubblico
impiego, a norma dell'art. 2 della legge 23 ottobre 1992, n. 421", e,
in  particolare,  l'art.  20,  cosi'  come modificato dall'art. 6 del
decreto legislativo 10 novembre 1993, n. 470;
  Vista  la  legge  23  agosto  1988,  n.  400,   sulla   "Disciplina
dell'attivita'   di   governo  e  ordinamento  della  Presidenza  del
Consiglio dei Ministri", e, in particolare, l'art. 17, commi 3 e 4;
  Ritenuto di dover  istituire,  in  conformita'  a  quanto  disposto
dall'art.  20,  comma  2, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n.
29, cosi' come modificato dall'art.  6  del  decreto  legislativo  10
novembre   1993,  n.  470,  un  servizio  di  controllo  interno  per
l'accertamento  della  rispondenza   dei   risultati   dell'attivita'
amministrativa  alle  prescrizioni  e  agli  obiettivi  stabiliti  in
disposizioni normative e  nelle  direttive  impartite  dal  Ministro,
nonche' per la verifica, mediante valutazioni comparative dei costi e
dei  rendimenti,  della  corretta ed economica gestione delle risorse
pubbliche, della trasparenza, dell'imparzialita' e del buon andamento
dell'attivita' amministrativa;
  Udito il parere  del  Consiglio  di  Stato  espresso  nell'adunanza
generale del 20 luglio 1995;
  Considerato  che  la  Corte  dei  conti  con  rilievo n. 104 del 14
ottobre 1995 ha formulato alcune osservazioni sul testo  del  decreto
ministeriale 15 settembre 1995, concernente il regolamento istitutivo
del servizio di controllo interno;
  Ritenuto  di  aderire  alle  osservazioni formulate dalla Corte dei
conti;
  Vista la comunicazione al Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri
effettuata il 14 novembre 1995, ai sensi dell'art. 17, comma 3, della
legge 23 agosto 1988, n. 400;
                              E M A N A
                      il seguente regolamento:
                               Art. 1.
  1.  Ai  sensi  e per gli effetti dell'art. 20, comma 2, del decreto
legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, cosi' come modificato dall'art. 6
del decreto legislativo 10  novembre  1993,  n.  470,  e'  istituito,
presso  il  Gabinetto  del Ministro, un servizio di controllo interno
che opera in posizione di  autonomia  e  risponde  esclusivamente  al
Ministro.
          AVVERTENZA:
             Il  testo  delle note qui pubblicato e' stato redatto ai
          sensi  dell'art.  10,  comma  3,  del  testo  unico   delle
          disposizioni     sulla     promulgazione    delle    leggi,
          sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
          e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica  italiana,
          approvato  con  D.P.R.  28  dicembre 1985, n. 1092, al solo
          fine di facilitare la lettura delle disposizioni  di  legge
          alle  quali  e'  operato  il  rinvio.  Restano invariati il
          valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
          Note alle premesse:
             - L'art. 20 del D.Lgs. n. 29/1993, cosi' come modificato
          dall'art.  6 del D.Lgs. n. 470/1993, disciplina la verifica
          dei risultati e  la  responsabilita'  dirigenziale.  Se  ne
          trascrive il testo:
             "Art.   20   (Verifica  dei  risultati.  Responsabilita'
          dirigenziali). - 1. I dirigenti  generali  ed  i  dirigenti
          sono responsabili del risultato dell'attivita' svolta dagli
          uffici  ai  quali  sono  preposti,  della realizzazione dei
          programmi e dei progetti loro affidati  in  relazione  agli
          obiettivi  dei  rendimenti  e  dei risultati della gestione
          finanziaria,  tecnica   ed   amministrativa,   incluse   le
          decisioni   organizzative  e  di  gestione  del  personale.
          All'inizio  di  ogni  anno,  i  dirigenti   presentano   al
          direttore  generale,  e  questi  al Ministro, una relazione
          sull'attivita' svolta nell'anno precedente.
             2.  Nelle  amministrazioni  pubbliche,  ove   gia'   non
          esistano,  sono  istituiti  servizi di controllo interno, o
          nuclei  di  valutazione,  con  il  compito  di  verificare,
          mediante   valutazioni   comparative   dei   costi   e  dei
          rendimenti, la realizzazione degli obiettivi,  la  corretta
          ed    economica    gestione    delle   risorse   pubbliche,
          l'imparzialita'   ed   il   buon   andamento    dell'azione
          amministrativa.  I  servizi  o  nuclei  determinano  almeno
          annualmente, anche su indicazione degli organi di  vertice,
          i parametri di riferimento del controllo.
             3.  Gli uffici di cui al comma 2 operano in posizione di
          autonomia  e  rispondono  esclusivamente  agli  organi   di
          direzione  politica.  Ad  essi  e'  attribuito, nell'ambito
          delle dotazioni organiche vigenti, un apposito  contingente
          di  personale.  Puo' essere utilizzato anche personale gia'
          collocato  fuori   ruolo.   Per   motivate   esigenze,   le
          amministrazioni  pubbliche  possono  altresi'  avvalersi di
          consulenti esterni, esperti in tecniche  di  valutazione  e
          nel controllo di gestione.
             4. I nuclei di valutazione, ove istituiti, sono composti
          da  dirigenti  generali  e  da  esperti  anche esterni alle
          amministrazioni.  In casi di particolare  complessita',  il
          Presidente    del    Consiglio    puo'   stipulare,   anche
          cumulativamente  per  piu'   amministrazioni,   convenzioni
          apposite  con  soggetti  pubblici o privati particolarmente
          qualificati.
             5.  I  servizi  e  nuclei  hanno  accesso  ai  documenti
          amministrativi  e  possono  richiedere,  oralmente  o   per
          iscritto,  informazioni  agli  uffici pubblici. Riferiscono
          trimestralmente sui risultati  della  loro  attivita'  agli
          organi  generali  di  direzione.  Gli  uffici  di controllo
          interno delle amministrazioni  territoriali  e  periferiche
          riferiscono altresi' ai comitati di cui al comma 6.
             6.    I    comitati    provinciali    delle    pubbliche
          amministrazioni e i comitati metropolitani di cui  all'art.
          18  del decreto-legge 24 novembre 1990, n. 344, convertito,
          con modificazioni, dalla legge 23 gennaio 1991, n. 21, e al
          decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 10 giugno
          1992, si avvalgono degli uffici di controllo interno  delle
          amministrazioni territoriali e periferiche.
             7.  All'istituzione  degli  uffici  di cui al comma 2 si
          provvede con regolamenti delle singole  amministrazioni  da
          emanarsi entro il 1 febbraio 1994. E' consentito avvalersi,
          sulla   base   di  apposite  convenzioni,  di  uffici  gia'
          istituiti in altre amministrazioni.
             8. Per la Presidenza del Consiglio dei Ministri e per le
          amministrazioni che esercitano  competenze  in  materia  di
          difesa  e sicurezza dello Stato, di polizia e di giustizia,
          le operazioni  di  cui  al  comma  2  sono  effettuate  dal
          Ministro per i dirigenti e dal Consiglio dei Ministri per i
          dirigenti  generali. I termini e le modalita' di attuazione
          del procedimento di verifica dei  risultati  da  parte  del
          Ministro  competente  e  del  Consiglio  dei  Ministri sono
          stabiliti rispettivamente con  regolamento  ministeriale  e
          con  decreto  del  Presidente della Repubblica da adottarsi
          entro sei mesi, ai sensi dell'art. 17 della legge 23 agosto
          1988, n. 400.
             9. L'inosservanza delle direttive e i risultati negativi
          della  gestione  finanziaria,  tecnica   e   amministrativa
          comportano,   in   contraddittorio,   il   collocamento   a
          disposizione  per  la  durata  massima  di  un  anno,   con
          conseguente  perdita  del  trattamento economico accessorio
          connesso alle funzioni. Per le amministrazioni statali tale
          provvedimento e' adottato dal Ministro  ove  si  tratti  di
          dirigenti  e  dal  Consiglio  dei Ministri ove si tratti di
          dirigenti generali. Nelle altre amministrazioni, provvedono
          gli organi  amministrativi  di  vertice.  Per  effetto  del
          collocamento  a  disposizione non si puo' procedere a nuove
          nomine   a   qualifiche   dirigenziali.    In    caso    di
          responsabilita'  particolarmente  grave  o  reiterata,  nei
          confronti dei dirigenti generali o equiparati, puo'  essere
          disposto  -  in  contraddittorio - il collocamento a riposo
          per ragioni di servizio, anche se  non  sia  mai  stato  in
          precedenza  disposto  il  collocamento  a disposizione: nei
          confronti dei dirigenti si applicano  le  disposizioni  del
          codice civile.
             10.  Restano ferme le disposizioni vigenti in materia di
          responsabilita' penale, civile  amministrativo-contabile  e
          disciplinare    previste    per    i    dipendenti    delle
          amministrazioni pubbliche.
             11.  Restano  altresi' ferme le disposizioni vigenti per
          il personale delle qualifiche dirigenziali delle  forze  di
          polizia,  delle  carriere diplomatica e prefettizia e delle
          Forze armate".
             - Il comma  3  dell'art.  17  della  legge  n.  400/1988
          (Disciplina  dell'attivita'  di Governo e ordinamento della
          Presidenza del Consiglio  dei  Ministri)  prevede  che  con
          decreto  ministeriale  possano  essere adottati regolamenti
          nelle materie di competenza del  Ministro  o  di  autorita'
          sottordinate  al  Ministro,  quando  la legge espressamente
          conferisca tale potere. Tali regolamenti,  per  materie  di
          competenza  di  piu'  Ministri, possono essere adottati con
          decreti interministeriali, ferma restando la necessita'  di
          apposita autorizzazione da parte della legge. I regolamenti
          ministeriali ed interministeriali non possono dettare norme
          contrarie  a  quelle  dei  regolamenti emanati dal Governo.
          Essi debbono essere comunicati al Presidente del  Consiglio
          dei  Ministri prima della loro emanazione. Il comma 4 dello
          stesso articolo stabilisce che  gli  anzidetti  regolamenti
          debbano  recare  la  denominazione  di "regolamento", siano
          adottati previo parere del Consiglio di  Stato,  sottoposti
          al  visto  ed  alla  registrazione  della Corte dei conti e
          pubblicati nella Gazzetta Ufficiale.
          Nota all'art. 1:
             - Per il testo dell'art. 20 del  D.Lgs.  n.  29/1993  si
          veda in nota alle premesse.