DECRETO-LEGGE 31 marzo 1994, n. 216

Norme per l'accelerazione delle procedure di dismissione di partecipazioni del Ministero del tesoro in societa' per azioni.

note: Entrata in vigore del decreto: 2/4/1994.
Decreto-Legge decaduto per mancata conversione.
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 23/05/1994)
Testo in vigore dal: 2-4-1994
al: 31-5-1994
                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 
  Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione; 
  Ritenuta  la  straordinaria  necessita'  ed  urgenza   di   emanare
disposizioni al fine di  ulteriormente  accelerare  le  procedure  di
dismissione di partecipazioni del Ministero del  tesoro  in  societa'
per azioni; 
  Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri,  adottata  nella
riunione del 30 marzo 1994; 
  Sulla proposta del Presidente del  Consiglio  dei  Ministri  e  del
Ministro del tesoro, di concerto con i Ministri del bilancio e  della
programmazione   economica,   dell'industria,   del    commercio    e
dell'artigianato, di grazia e giustizia, per la funzione  pubblica  e
delle finanze; 
                              E M A N A 
                     il seguente decreto-legge: 
                               Art. 1. 
Modalita' della  dismissione  delle  partecipazioni  azionarie  dello
                     Stato e degli enti pubblici 
  1. Le vigenti norme di legge e di  regolamento  sulla  contabilita'
generale  dello  Stato  non  si  applicano  alle  alienazioni   delle
partecipazioni dello Stato e degli  enti  pubblici  in  societa'  per
azioni,  nonche'  agli  atti  ed  alle  operazioni  complementari   e
strumentali alle medesime alienazioni. 
  2. L'alienazione delle partecipazioni  di  cui  al  comma  1  viene
effettuata di norma mediante offerta pubblica di vendita disciplinata
dalla  legge  18  febbraio  1992,  n.  149,  e  relativi  regolamenti
attuativi; puo' inoltre essere  effettuata  mediante  cessione  delle
azioni sulla base di trattative dirette con i  potenziali  acquirenti
ovvero mediante il ricorso ad entrambe le procedure. 
  3.  In  caso   di   cessione   mediante   trattativa   diretta   di
partecipazioni in societa' controllate direttamente o  indirettamente
dallo Stato, con decreto del Presidente del Consiglio  dei  Ministri,
adottato su proposta del Ministro del tesoro, d'intesa con i Ministri
dell'industria, del commercio e dell'artigianato  e  del  bilancio  e
della programmazione economica, ovvero, per le  societa'  controllate
indirettamente, con  deliberazione  dell'organo  competente,  possono
essere individuate le societa' per le quali, al fine di costituire un
nucleo  stabile  di  azionisti  di  riferimento,  la  cessione  della
partecipazione   deve   essere   effettuata   invitando    potenziali
acquirenti,   che   presentino   requisiti   di   idonea    capacita'
imprenditoriale, ad avanzare, agendo di concerto, offerte comprensive
dell'impegno, da inserire nel contratto di  cessione,  di  garantire,
mediante accordo fra i partecipanti al  nucleo  stabile,  determinate
condizioni finanziarie, economiche e gestionali.  Il  contratto  puo'
altresi'  prevedere,  per  un  periodo  determinato,  il  divieto  di
cessione della partecipazione, il divieto di cessione dell'azienda  e
la determinazione del risarcimento in caso di inadempimento ai  sensi
dell'articolo 1382 del codice civile.  Il  contratto  di  cessione  e
l'accordo fra i partecipanti al nucleo stabile, nonche' le  eventuali
modificazioni,  devono  essere  depositati,  entro  quindici  giorni,
presso l'ufficio del registro delle imprese nella cui  circoscrizione
e'  stabilita  la  sede  sociale  della  societa'  e  devono   essere
pubblicati nei successivi quindici giorni per estratto a  cura  della
societa' su due quotidiani a diffusione nazionale. 
  4. Nel caso in  cui  tra  i  partecipanti  al  nucleo  stabile  sia
presente il Ministro del  tesoro,  questi  deve  riservarsi,  per  un
periodo da indicare nel contratto di cui al comma 3,  il  diritto  di
prelazione nel caso di cessione della partecipazione. 
  5.  Il  Ministero  del  tesoro,  fermo  restando  quanto   disposto
dall'articolo  15  del  decreto-legge  11  luglio   1992,   n.   333,
convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1992, n. 359,  ai
fini  della  predisposizione  ed  esecuzione  delle   operazioni   di
alienazione delle azioni delle societa' di cui  al  comma  1  e  loro
controllate, puo' affidare, salvo  quanto  previsto  dalla  direttiva
92/50/CEE del Consiglio, del 18 giugno 1992, a  societa'  di  provata
esperienza e capacita'  operativa  nazionali  ed  estere,  nonche'  a
singoli  professionisti  di  chiara  fama,   incarichi   di   studio,
consulenza, valutazione,  assistenza  operativa,  amministrazione  di
titoli di proprieta' dello Stato  e  direzione  delle  operazioni  di
collocamento  con  facolta'  di  compiere  per  conto   dello   Stato
operazioni   strumentali   e   complementari,    fatte    salve    le
incompatibilita' derivanti da conflitti d'interesse. Gli incarichi di
valutazione non possono essere affidati a societa' di  revisione  che
abbiano svolto incarichi di consulenza in favore  delle  societa'  di
cui al comma 1 nei due anni precedenti la data di entrata  in  vigore
del presente decreto. I compensi e le modalita'  di  pagamento  degli
incarichi  di  cui  al  presente  comma  devono  essere   previamente
stabiliti dalle parti. 
  6. Con atto di indirizzo e coordinamento  adottato  dal  Presidente
del Consiglio dei Ministri, sentita la Conferenza  permanente  per  i
rapporti tra lo Stato,  le  regioni  e  le  province  autonome,  sono
individuati  i  criteri  e  le  procedure  per   l'attuazione   delle
disposizioni del presente decreto, relativamente  alle  societa'  con
partecipazioni delle regioni e degli enti locali territoriali,  fatta
salva la loro compatibilita' con  gli  ordinamenti  delle  regioni  a
statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano.