MINISTERO DELLA MARINA MERCANTILE

DECRETO 13 ottobre 1992, n. 584

Regolamento recante norme per il funzionamento degli uffici di collocamento della gente di mare.

note: Entrata in vigore del decreto: 6-4-1994 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 13/07/2006)
Testo in vigore dal: 6-4-1994
al: 27-7-2006
aggiornamenti all'articolo
                 IL MINISTRO DELLA MARINA MERCANTILE 
  Visto il regio decreto-legge 24 maggio 1925,  n.  1031,  convertito
nella legge 18 marzo 1926, n. 562, concernente la  repressione  della
senseria per il collocamento della gente di mare; 
  Vista la legge 16 dicembre 1928, n. 3042, relativa alla istituzione
di uffici movimento  ufficiali  della  marina  mercantile  presso  le
capitanerie di porto; 
  Visti gli artt. 125, 126, 1176, 1177 del codice della navigazione; 
  Visto l'art. 2098 del codice civile; 
  Visto l'art. 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400; 
  Considerata la necessita' di dettare una nuova  normativa  generale
sostitutiva delle  norme  particolari  che  attualmente  regolano  il
funzionamento degli uffici di collocamento della gente di mare; 
  Udito il parere  del  Consiglio  di  Stato  espresso  nell'adunanza
generale del 19 dicembre 1991; 
  Vista la comunicazione in data 14 febbraio 1992  prot.  n.  4140589
alla presidenza del Consiglio dei Ministri; 
                A D O T T A il seguente regolamento: 
 
                               Art. 1 
                       Ricorso al collocamento 
 
  1. Il ricorso al collocamento e'  obbligatorio  per  l'arruolamento
dei marittimi disoccupati (sottufficiali e comuni)  da  imbarcare  su
tutte le navi  nazionali  di  qualsiasi  tipo,  per  qualsiasi  scopo
armate, e per l'imbarco di marittimi italiani  su  navi  di  bandiera
estera noleggiate a scafo nudo da armatori italiani. 
  2. Non sono soggetti all'obbligo del collocamento: 
   i marittimi in regime di "continuita' di rapporto di  lavoro"  con
l'armatore; 
   i marittimi che intendono essere imbarcati: 
a) su navi inferiori a 50 T.S.L. o su velieri e motovelieri; 
b) su rimorchiatori in servizio locale; 
c) sulle navi che esercitano il traffico locale; 
d) sulle navi che effettuano la pesca costiera; 
e) su navi da carico aventi tonnellaggio compreso tra 50 e 150 T.S.L. 
   con contratto a compartecipazione; 
f) su navi da pesca aventi tonnellaggio compreso tra 50 e 150  T.S.L.
   che effettuano la pesca mediterranea ovvero oltre gli Stretti  con
   contratto a parte. 
          AVVERTENZA:
          Il  testo  delle  note  qui  pubblicato e' stato redatto ai
          sensi   dell'art.  10,  comma  3,  del  testo  unico  delle
          disposizioni     sulla     promulgazione    delle    leggi,
          sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
          sulle  pubblicazioni  ufficiali  della Repubblica italiana,
          approvato  con  D.P.R.  28  dicembre 1985, n. 1092, al solo
          fine  di  facilitare la lettura delle disposizioni di legge
          alle  quali  e'  operato  il  rinvio.  Restano invariati il
          valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
          Note alle premesse:
- Il R.D.L.  n.  1031/1925  ha  istituito  gli uffici di collocamento
          della gente di mare.
- La legge n.  3042/1928  ha istituito gli uffici di collocamento per
          gli ufficiali della Marina mercantile denominati "movimenti
          ufficiali".
- Il testo degli  articoli  125,  126,  1176  e 1177 del codice della
          navigazione e' il seguente:
"Art. 125. -  Al  collocamento  degli  iscritti nelle matricole della
          gente  di mare, destinati a far parte degli equipaggi delle
          navi,   si   provvede,  nel  territorio  della  Repubblica,
          esclusivamente   ad  opera  di  appositi  uffici  istituiti
          secondo norme stabilite con legge".
"Art. 126. -   E'   vietata  la  mediazione  anche  gratuita  per  il
          collocamento  degli iscritti nelle matricole della gente di
          mare destinati a far parte degli equipaggi delle navi".
"Art. 1176.  -  Chiunque  richiede  o  riceve per se' o per altri, in
          danaro  o  altra  utilita',  una retribuzione per procurare
          l'assunzione  di  una  persona  dell'equipaggio  di  navi o
          galleggianti  marittimi nazionali o aeromobili nazionali e'
          punito,  qualora  il  fatto  non  costituisca un piu' grave
          reato,  con  l'arresto fino a sei mesi ovvero con l'ammenda
          fino a L. 40.000".
"Art. 1177.  -  La  pena  e'  dell'arresto  da  sei mesi ad un anno o
          dell'ammenda da L. 40.000 a 200.000:
1) se il fatto   previsto   nell'articolo   precedente  si  riferisce
          all'assunzione di piu' persone;
2) se il colpevole  e'  dedito  a  scopo  di lucro al collocamento di
          appartenenti  alla  gente  di  mare  o al personale di volo
          ovvero esplica abusivamente una attivita', anche indiretta,
          intesa  a  procurare  o  a facilitare il collocamento della
          gente di mare o del personale di volo;
3) se il fatto  si  verifica  in  localita' dove esiste un ufficio di
          collocamento per la gente di mare o del personale di volo;
4) se il colpevole  e' fornito di un titolo professionale marittimo o
          aeronautico. In tal caso la condanna importa la sospensione
          dai titoli per la durata di un anno".
- Si trascrive il testo dell'art. 2098 del codice civile:
"Art. 2098.  -  Il  contratto  di lavoro stipulato senza l'osservanza
          delle  disposizioni concernenti la disciplina della domanda
          e  dell'offerta  di  lavoro  puo'  essere  annullato, salvo
          l'applicazione delle sanzioni penali.
La domanda di  annullamento  e'  proposta  dal  pubblico ministero su
          denuncia  dell'ufficio di collocamento, entro un anno dalla
          data dell'assunzione del prestatore di lavoro".
- Il comma 3   dell'art.  17  della  legge  n.  400/1988  (Disciplina
          dell'attivita'  di  Governo  e ordinamento della Presidenza
          del   Consiglio  dei  Ministri)  prevede  che  con  decreto
          ministeriale  possano  essere  adottati  regolamenti  nelle
          materie   di   competenza   del  Ministro  o  di  autorita'
          sottordinate  al  Ministro,  quando  la legge espressamente
          conferisca  tale  potere.  Tali regolamenti, per materie di
          competenza  di  piu'  Ministri, possono essere adottati con
          decreti  interministeriali, ferma restando la necessita' di
          apposita autorizzazione da parte della legge. I regolamenti
          ministeriali ed interministeriali non possono dettare norme
          contrarie a quelle dei regolamenti emanati dal Governo.
          Essi  debbono essere comunicati al Presidente del Consiglio
          dei  Ministri prima della loro emanazione. Il comma 4 dello
          stesso  articolo  stabilisce  che gli anzidetti regolamenti
          debbano  recare  la  denominazione  di "regolamento", siano
          adottati  previo  parere del Consiglio di Stato, sottoposti
          al  visto  ed  alla  registrazione  della Corte dei conti e
          pubblicati nella Gazzetta Ufficiale