MINISTERO DEI TRASPORTI

DECRETO 15 maggio 1992, n. 327

Regolamento recante modificazioni al decreto del Ministro per il coordinamento delle politiche comunitarie 22 gennaio 1988, n. 78, sui pesi, le dimensioni e certe altre caratteristiche tecniche di taluni veicoli stradali, integrato con decreto del Ministro dei trasporti 29 settembre 1989, in attuazione della direttiva n. 91/60/CEE del 4 febbraio 1991.

note: Entrata in vigore del decreto: 19/07/1992
vigente al 19/01/2022
Testo in vigore dal: 19-7-1992
attiva riferimenti normativi
                      IL MINISTRO DEI TRASPORTI
                           DI CONCERTO CON
                   IL MINISTRO DEI LAVORI PUBBLICI
  Visti gli articoli 26, 32,  33,  53,  58  e  144  del  decreto  del
Presidente  della  Repubblica  15  giugno  1959, n. 393: "Testo unico
delle norme sulla circolazione stradale", e successive  modificazioni
e integrazioni;
  Visto l'art. 11 della legge 30 marzo 1987, n. 132, pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale n. 80 del 5 aprile 1987;
  Visto  l'art. 20 della legge 16 aprile 1987, n. 183, pubblicata nel
supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 109  del  13  maggio
1987;
  Visto l'art. 5, comma 1, della legge 9 marzo 1989, n. 86;
  Visto l'art. 4, comma 1, della legge 29 dicembre 1990, n. 428;
  Visto  il decreto del Ministro per il coordinamento delle politiche
comunitarie del 22 gennaio 1988,  n.  78  pubblicato  nella  Gazzetta
Ufficiale n. 64 del 17 marzo 1988, con il quale viene data attuazione
alle direttive n. 85/3/CEE, 86/360/CEE, 86/364/CEE;
  Visto  il decreto del Ministro dei trasporti del 29 settembre 1989,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 6 ottobre 1989, con il  quale
e'  stata  data attuazione alla direttiva n. 89/461/CEE del 18 luglio
1989;
  Vista la direttiva del Consiglio delle Comunita' economiche europee
del 4 febbraio 1991 n. 91/60/CEE, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
della CEE n. L 37 del 9 febbraio 1991, che modifica la  direttiva  n.
85/3/CEE  allo scopo di fissare talune dimensioni massime autorizzate
dagli autotreni;
  Vista la rettifica alla direttiva  del  Consiglio  delle  Comunita'
economiche europee del 4 febbraio 1991 n. 91/60/CEE, pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale della CEE n. L 54 del 28 febbraio 1991;
  Ritenuta  la necessita' di modificare parzialmente il regolamento e
gli allegati al decreto ministeriale 22 gennaio  1988,  n.  78,  gia'
integrato con il decreto del Ministro dei trasporti 29 settembre 1989
in  attuazione della direttiva n. 91/60/CEE del 4 febbraio 1991, come
rettificata nella Gazzetta Ufficiale CEE n.  L  54  del  28  febbraio
1991;
  Vista  la  legge  23 agosto 1988, n. 400, in particolare l'art. 17,
commi 3 e 4;
  Sentito il parere  del  Dipartimento  per  il  coordinamento  delle
politiche comunitarie e del Ministero dei lavori pubblici;
  Esperita la procedura prevista dalla sopracitata legge n. 400/1988,
art.  17, comma 3, ultimo periodo, con la comunicazione al Presidente
del Consiglio dei Ministri;
  Udito il parere del Consiglio di Stato reso dall'adunanza  generale
del 19 marzo 1992;
                             A D O T T A
                      il seguente regolamento:
                               Art. 1.
  1. L'art. 1 del regolamento adottato con il decreto ministeriale n.
78 del 22 gennaio 1988 e' sostituito dal seguente:
  "  1.  Il  presente  regolamento  stabilisce le norme di attuazione
della  direttiva  n.  85/3/CEE  e  successive  integrazioni  e  delle
modifiche  apportate  alle  precedenti  direttive dalla n. 91/60/CEE,
relative ai pesi, alle dimensioni, ed a certe  altre  caratteristiche
tecniche  di  taluni  veicoli  stradali, che hanno forza di legge, ai
sensi dell'art. 14 della legge 16 aprile 1987, n. 183.
   2. Le direttive n. 85/3/CEE, n. 86/360/CEE, numero 89/461/CEE e n.
91/60/CEE vengono pubblicate unitamente al presente regolamento".
          AVVERTENZA:
             Il testo delle note qui pubblicato e' stato  redatto  ai
          sensi  dell'art.  10,  commi  2  e 3, del testo unico delle
          disposizioni    sulla    promulgazione     delle     leggi,
          sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
          e  sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
          approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985,  n.  1092,  al  solo
          fine  di  facilitare la lettura delle disposizioni di legge
          modificate o alle  quali  e'  operato  il  rinvio.  Restano
          invariati  il  valore  e l'efficacia degli atti legislativi
          qui trascritti.
          Note alle premesse:
             - Si riporta di seguito il testo degli articoli 26,  32,
          33,  53,  58 e 144 del D.P.R. 15 giugno 1959, n. 393 (Testo
          unico delle norme sulla circolazione stradale):
             "Art. 26 (Autoveicoli). - Gli  autoveicoli,  consistenti
          in  veicoli  a  motore  con almeno quattro ruote, esclusi i
          motoveicoli, si dividono in:
               a) autovetture:  veicoli  destinati  al  trasporto  di
          persone  capaci di contenere al massimo nove posti compreso
          quello del conducente;
               b) autobus: veicoli destinati al trasporto di  persone
          con piu' di nove posti, compreso quello del conducente;
               c) autoveicoli per trasporto promiscuo di persone e di
          cose,  di  peso  complessivo  a  pieno  carico  fino  a  35
          quintali,  capaci  di  contenere  al  massimno  nove  posti
          compreso quello del conducente;
               d) autocarri: veicoli destinati al trasporto di cose;
               e)  trattori  stradali:  veicoli destinati al traino e
          non atti a portare carico utile proprio;
               f)  autoveicoli  per  uso  speciale  o  per  trasporti
          specifici:     veicoli  caratterizzati  dall'essere  muniti
          permanentemente di speciali attrezzature. Sono  autoveicoli
          per   uso  speciale  quelli  destinati  prevalentemente  al
          trasporto proprio e distinti dalla speciale attrezzatura di
          cui sono muniti; sono autoveicoli per  trasporti  specifici
          quelli  destinati  al  trasporto  di persone in particolari
          condizioni  o  di  determinate  cose  e  distinti  da   una
          particolare attrezzatura relativa a tale scopo;
               g)  autotreni:  complessi di veicoli costituiti da due
          unita' distinte, agganciate, delle quali  una  motrice.  Ai
          soli  fini  dell'applicazione  del  secondo comma dell'art.
          119,   costituiscono   un'unica   unita'   gli    autotreni
          caratterizzanti   in   modo   permanente   da   particolari
          attrezzature per il trasporto di  cose  determinate  e  gli
          autotreni  composti da un autoveicolo e da un rimorchio per
          trasporto  di  imbarcazioni   o   velivoli;   costituiscono
          altresi'  una  unica  unita', ai fini dell'applicazione del
          primo  comma  dell'art.  48,  i  treni   composti   da   un
          autoveicolo  e  da  un  caravan  o  da  un rimorchio per il
          trasporto di attrezzature turistiche e  sportive.  In  ogni
          caso  se  vengono  superate  le  dimensioni  massime di cui
          all'art. 32, il trasporto e' considerato eccezionale;
               h) autoarticolati: complessi di veicoli costituiti  da
          un trattore e da un semirimorchio;
               i)  autosnodati:  veicoli  costituiti  da due elementi
          atti  al  carico,  dei   quali   uno   motore   e   l'altro
          permanentemente   e   non  rigidamente  collegato,  da  non
          considerarsi rimorchio ai sensi degli articoli 32 e 33.  Ai
          soli  fini  dell'applicazione  dell'art. 58 gli autosnodati
          sono da considerarsi veicolo unico;
               l)  auto-caravan:  autoveicolo  avente  una   speciale
          carrozzeria e attrezzato permanentemente per essere adibito
          al  trasporto e all'alloggio di un massimo di sette persone
          compreso il conducente.
             Secondo quanto disposto dal Ministro dei  trasporti  con
          propri decreti, gli autoveicoli di cui alle lettere c) e l)
          sono  soggetti  alle  norme  tecniche di quelli di cui alle
          lettere a) e/o b), viste  le  direttive  comunitarie  ed  i
          regolamenti internazionali".
             "Art.  32  (Sagoma  limite). - Ogni veicolo, compreso il
          suo carico, deve potersi inscrivere, quando marcia in linea
          retta, in una sagoma di metri 2,50 di larghezza e di  metri
          4  di altezza dal piano stradale; per gli autobus e filobus
          destinati a servizi pubblici di linea urbani e  extraurbani
          e' consentito che tale altezza raggiunga metri 4,30.
             La  lunghezza totale, compresi gli organi di traino, non
          deve eccedere 7,5 metri per i veicoli isolati a un asse, 12
          metri per i veicoli isolati a due o piu' assi.
             La lunghezza dei semirimorchi non  deve  eccedere  metri
          12,50.  La  carrozzeria  della caravan non deve eccedere in
          lunghezza se ad un asse metri 6 e se a due assi metri 7,50;
          non  deve  eccedere  in  larghezza  metri  2,30;  l'altezza
          massima  da  terra non deve essere superiore a 1,8 volte la
          larghezza  della  carreggiata  del  veicolo.  La  lunghezza
          totale  delle auto-caravan non puo' eccedere per il veicolo
          isolato, a due o piu' assi, metri 8.
             Gli autoarticolati e gli autosnodati non devono superare
          la lunghezza massima di  metri  15,50.  Gli  autosnodati  e
          filosnodati adibiti a trasporto di persone, gli autotreni e
          i  filotreni  possono  raggiungere  la lunghezza massima di
          metri 18.
             Le  estremita'  di  fusello  e  del  mozzo  non  debbono
          sporgere dal contorno esteriore del veicolo.
             Sono  eccettuati dalla disposizione del precedente comma
          le macchine  agricole  ed  i  veicoli  a  trazione  animale
          sprovvisti di parafanghi o con la carrozzeria non sporgente
          dalle  ruote,  per i quali la massima sporgenza del mozzo o
          fusello rispetto al piano esterno del  cerchione  non  deve
          superare 25 centimetri.
             Chiunque  circoli  con  veicolo  che  supera i limiti di
          sagoma o di lunghezza stabiliti dal  presente  articolo  e'
          punito  con la sanzione amministrativa del pagamento di una
          somma da lire duecentomila a lire ottocentomila".
             Art. 33 (Pesi massimi). - Il peso  complessivo  a  pieno
          carico  di  un  veicolo,  salvo  quanto  disposto nei commi
          successivi, costituito  dal  peso  del  veicolo  stesso  in
          ordine  di  marcia  e  da  quello  del suo carico, non puo'
          eccedere i 50 quintali per i veicoli a un asse, 80 quintali
          per quelli a due assi e 100 quintali per  quelli  a  tre  o
          piu' assi.
             Il peso complessivo a pieno carico di un rimorchio ad un
          asse  non  puo' eccedere 60 quintali; fa eccezione l'unita'
          posteriore dell'autosnodato.
              Per gli autoveicoli e  filoveicoli  isolati  muniti  di
          pneumatici  tali  che  il  carico  unitario medio trasmesso
          all'area di appoggio sulla strada non  sia  superiore  a  8
          chilogrammi  per  centimetro quadrato e quando, se trattasi
          di veicoli a tre o piu' assi,  la  distanza  tra  due  assi
          contigui  non sia inferiore ad un metro e 20 centimetri, il
          peso complessivo a pieno carico  del  veicolo  isolato  non
          puo'  eccedere i 180 quintali se si tratta di veicoli a due
          assi, i 240 quintali se si tratta di veicoli a tre  o  piu'
          assi.  Qualori  si  tratti  di autobus o filobus a due assi
          destinati a servizi pubblici di linea urbana e suburbana il
          peso complessivo a pieno carico non  deve  eccedere  i  190
          quintali.
             Qualunque  sia  il  tipo  di veicolo, il peso massimo in
          corrispondenza dell'asse piu' caricato non deve eccedere  i
          120 quintali.
             In  corrispondenza  di  due  assi  contigui  a  distanza
          inferiore a 2 metri fra loro,  il  peso  massimo  non  deve
          superare 200 quintali, se a distanza inferiore a un metro e
          20  centimetri non deve superare il valore di 170 quintali;
          se a distanza non superiore a un metro, non  deve  superare
          il valore di 120 quintali.
             Il  peso complessivo a pieno carico di un autoarticolato
          o di  un  autosnodato  o  di  un  filoarticolato  o  di  un
          filosnodato,  quando  concorrono le condizioni indicate nel
          comma terzo, non deve eccedere 300 quintali se  a  3  assi,
          400  quintali se a 4 assi, 440 quintali se a 5 o piu' assi;
          il peso complessivo a pieno carico di un autotreno o di  un
          filotreno,  quando  concorrono  le medesime condizioni, non
          deve eccedere 240 quintali se a 3 assi, 400 quintali se a 4
          assi, 440 quintali se a 5 o piu' assi.
             Per i rimorchi, il peso complessivo del veicolo isolato,
          nel rispetto delle stesse condizioni di cui al comma terzo,
          non puo' superare i 220  quintali  se  a  due  assi  e  252
          quintali se a tre o piu' assi".
             "Art.  53  (Omologazione del tipo). - Gli autoveicoli, i
          motoveicoli, i rimorchi, nonche' i rispettivi  autotelai  o
          telai  montati  ed i ciclomotori sono soggetti, se prodotti
          in serie, alla omologazione del tipo.  Questa  ha  luogo  a
          seguito  dell'esame dei medesimi da parte del Ministero dei
          trasporti - Direzione generale della motorizzazione civile,
          il quale ne accerta la corrispondenza alle  caratteristiche
          di   legge   e   rilascia  alla  fabbrica  costruttrice  un
          certificato che contiene la sommaria descrizione  di  tutti
          gli elementi che caratterizzano il veicolo, ivi comprese le
          unita'  tecniche indipendenti omologate destinate ad essere
          installate su veicoli per costituirne parti integranti.
             Per i ciclomotori costituiti da un normale velocipede  e
          da  un  motore  ausiliario  di  cilindrata  fino a 50 cmc.,
          l'omologazione e' limitata al solo motore.
             La fabbrica costruttrice dei veicoli o  motori  di  tipo
          omologato     rilascia     all'acquirente    una    formale
          dichiarazione, attestante che il veicolo  o  il  motore  e'
          conforme  al tipo omologato in tutte le sue parti e redatta
          su modello fornito dal Ministero  dei  trasporti.  Di  tale
          dichiarazione  la  fabbrica  che  la  rilascia assume piena
          responsabilita' civile e penale.
             Il Ministero dei trasporti ha facolta' di sottoporre  in
          qualsiasi momento ad accertamenti di controllo i veicoli di
          tipo     omologato    in    circolazione    non    soggetti
          all'accertamento   dei   requisiti   di   idoneita'    alla
          circolazione ai sensi dell'art. 54.
             Nel  regolamento  per  l'esecuzione delle presenti norme
          saranno stabiliti i documenti da produrre a  corredo  della
          domanda  di  omologazione  e  le  modalita'  di  esecuzione
          dell'esame del tipo degli autoveicoli, dei motoveicoli, dei
          ciclomotori e dei rimorchi".
             "Art. 58 (Carta di circolazione e  immatricolazione).  -
          Gli  autoveicoli,  i motoveicoli e i rimorchi per circolare
          debbono essere muniti  di  una  carta  di  circolazione  ed
          immatricolati distintamente per provincia.
             L'Ispettorato  della  motorizzazione  civile  nella  cui
          circoscrizione risiede l'interessato rilascia la  carta  di
          circolazione a colui che dichiari di essere il proprietario
          del veicolo, e provvede alla immatricolazione.
             Nella  carta  di  circolazione  sono  indicati i dati di
          immatricolazione, quelli di identificazione e  costruttivi,
          l'uso  al  quale  il veicolo e' destinato e il numero delle
          persone che possono prendere posto sul sedile anteriore.
             Per effettuare  il  traino  di  un  rimorchio  o  di  un
          semirimorchio, e' necessario che:
               a)  gli  organi  di  traino  siano di tipo approvato e
          compatibili;
               b il complesso veicolare sia inscrivibile nella  curva
          di minor raggio del veicolo trattore;
               c)  il  complesso  veicolare  sia  inscrivibile  nella
          corona  circolare  determinata  ai  sensi   della   vigente
          disciplina;
               d)  il complesso veicolare non superi le dimensioni di
          cui al precedente art. 32;
               e)  i  dispositivi  di  frenatura  dei due veicoli del
          complesso veicolare siano compatibili tra loro;
               f)  i  sistemi  di   attacco   delle   giunzioni   dei
          dispositivi  di  frenatura e d'illuminazione e segnalazione
          visiva siano compatibili;
               g) le  masse  dei  singoli  veicoli  e  del  complesso
          veicolare  non  superino  i  limiti  di cui all'art. 33 del
          presente testo unico;
               h) non si verifichi interferenza tra i due veicoli del
          complesso quando  questo  transita  su  curve  altimetriche
          della superficie stradale;
               i)  siano  osservate,  nel  caso  di merci pericolose,
          tutte le prescrizioni e condizioni  di  sicurezza  definite
          nella  normativa  nazionale,  nonche' le norme dell'accordo
          internazionale ADR qualora si tratti di mezzi impiegati nel
          trasporto internazionale.
             Per gli autoveicoli e i rimorchi indicati nell'art.  10,
          secondo  comma,  e'  rilasciato  uno  speciale documento di
          circolazione,    che    e'    valido    se     accompagnato
          dall'autorizzazione quando prevista dall'articolo stesso.
             Il   medesimo  speciale  documento  e'  rilasciato  alle
          macchine agricole e operatrici quando per le stesse ricorre
          l'art. 10.
             Quando si tratti di  autoveicoli  o  motocarrozzette  da
          destinare  a  noleggio  con conducente ovvero di veicoli da
          destinare a servizi pubblici, la carta di circolazione  non
          puo'   essere   rilasciata  se  il  richiedente  non  abbia
          conseguito il titolo per effettuare il servizio. Quando  si
          tratti  di  autobus da destinare ad uso privato la carta di
          circolazione  non  puo'  essere  rilasciata   se   non   ad
          imprenditori,   collettivita'   e   simili,   per  le  loro
          necessita'.
             La carta di  circolazione  viene  trasmessa  all'ufficio
          provinciale  del  pubblico registro automobilistico per gli
          adempimenti di sua competenza.
             Chiunque circola con un veicolo  per  il  quale  non  e'
          stata  rilasciata  la  carta  di circolazione e' punito con
          l'arresto  fino  ad  un  mese  o  con  l'ammenda  di   lire
          venticinquemila   a   lire   centomila  (ora  con  sanzione
          amministrativa da lire duecentomila a lire due milioni).
             Chiunque circola effettuando un traino per il quale  non
          sono  osservate  le disposizioni di cui alla lettera g) del
          quarto comma  del  presente  articolo,  e'  punito  con  le
          sanzioni comminate dall'art. 121.
             Chiunque  circola effettuando un traino per il quale non
          sono osservate anche singolarmente, le disposizioni di  cui
          alle  rimanenti  lettere  del  quarto  comma  del  presente
          articolo, e' punito con la sanzione amministrativa da  lire
          duecentomila a lire ottocentomila.
             Il  titolare  della  licenza  o  dell'autorizzazione  al
          trasporto  di  cose  su  strada  che   non   impedisce   la
          circolazione  di un traino in violazione delle disposizioni
          di cui  al  precedente  quarto  comma,  e'  punito  con  la
          sanzione  amministrativa  da  lire  un  milione  a lire tre
          milioni.  Le  sanzioni  di  cui  ai  commi  precedenti   si
          applicano  anche  al  soggetto  che ha in disponibilita' il
          veicolo rimorchiato qualora tale soggetto non coincida  con
          il titolare dell'autorizzazione del veicolo trattore.
             Se il conducente del veicolo ed i titolari della licenza
          o  dell'autorizzazione  sono la stessa persona, le sanzioni
          previste sono applicate una sola volta  nella  misura  piu'
          grave".
             "Art.  144  (Competenza  per  le  materie regolate dalle
          presenti norme). -  Salvo  che  nelle  presenti  norme  sia
          diversamente disposto, la competenza per le materie da esse
          regolate spetta:
               a)  al Ministero dei trasporti per quelle disciplinate
          nel titolo II (segnalazione stradale) art. 15 (segnalazione
          dei  passaggi  a  livello);  nel  titolo  III  (veicoli  in
          generale) ad eccezione degli articoli 22 (veicoli a braccia
          e a trazione animale), 23 (velocipedi), 32 (sagoma limite),
          33  (pesi  massimi)  e 34 (traino di veicoli); nel titolo V
          (veicoli a motore) ad eccezione  dell'art.  69  (limiti  di
          sagoma  e  di peso delle macchine agricole); nel titolo VI,
          per quanto riguarda la guida  dei  veicoli  a  motore;  nel
          titolo  VII (disposizioni speciali); nel titolo VIII (norme
          di  comportamento):    art.  108  (incrocio  su  strade  di
          montagna  con  autoveicoli  adibiti  a  servizi pubblici di
          linea); art.  110  (uso  dei  dispositivi  di  segnalazione
          visiva  e  di  illuminazione  dei  veicoli  a  motore e dei
          rimorchi); art. 112 (limitazione dei rumori); art. 113 (uso
          dei dispositivi di segnalazione acustica); art. 123 (uso di
          occhiali e di determinati apparecchi durante la  guida)  e,
          in  generale,  per  le  norme  concernenti la idoneita' dei
          veicoli a motore alla circolazione  e  l'abilitazione  alla
          guida di essi;
               b)   al  Ministero  dei  lavori  pubblici  per  quelle
          disciplinate nel  titolo  I  (disposizioni  generali);  nel
          titolo  II  (segnalazione stradale), ad eccezione dell'art.
          15 (segnalazione dei passaggi a livello);  nel  titolo  III
          (veicoli  in  generale):  art.  22  (veicoli  a braccia e a
          trazione animale); art. 23 (velocipedi) e art.  34  (traino
          di  veicoli);  nel  titolo  IV (veicoli a trazione animale,
          slitte e velocipedi); nel titolo VI, per quanto concerne la
          condotta dei veicoli in genere e degli animali; nel  titolo
          VIII  (norme  di comportamento) ad eccezione degli articoli
          108 (incrocio su strade di montagna con autoveicoli adibiti
          a servizi pubblici di linea); 110 (uso dei  dispositivi  di
          segnalazione visiva e di illuminazione dei veicoli a motore
          e  dei rimorchi); 112 (limitazione dei rumori); 113 (uso di
          dispositivi di segnalazione acustica);  121  (trasporto  di
          cose  sui  veicoli a motore e sui rimorchi); 122 (trasporto
          di persone e di oggetti sugli autoveicoli, sui  motoveicoli
          e  sui  ciclomotori); 123 (uso di occhiali e di determinati
          apparecchi durante la guida) e, in generale, per  le  norme
          concernenti  la  tutela  delle  strade  e  la  circolazione
          stradale.
             La competenza per le materie disciplinate dagli articoli
          32 (sagoma limite), 33 (pesi massimi), 69 (limiti di sagoma
          e  di peso delle macchine agricole), 121 (trasporto di cose
          sui veicoli a motore e sui  rimorchi),  122  (trasporto  di
          persone  e  di oggetti sugli autoveicoli, sui motoveicoli e
          sui  ciclomotori)  e  124  (guida  degli   autobus,   degli
          autotreni,  degli  autosnodati  e  degli autoarticolati) e'
          attribuita congiuntamente al Ministero dei lavori  pubblici
          e al Ministero dei trasporti.
             Ciascuno   dei  due  Ministeri,  fermo  restando  quanto
          stabilito nei  precedenti  commi,  esamina  i  problemi  di
          carattere  generale  riflettenti  la  materia  disciplinata
          dalle presenti norme, sentendo il parere dell'altro.
             Restano ferme le attribuzioni del Ministero dell'interno
          e degli altri Ministeri".
             - La legge n. 132/1987 contiene "Disposizioni urgenti in
          materia di autotrasporto di cose e di sicurezza  stradale".
          Si trascrive il testo dell'art. 11:
             "Art. 11. - 1. Entro trenta giorni dalla data di entrata
          in  vigore  della legge di conversione del presente decreto
          il   Ministro   dei   trasporti,   tenendo   conto    delle
          raccomandazioni  ECE-ONU,  adotta, con proprio decreto, per
          gli autobus, nonche' per gli autoveicoli e rimorchi adibiti
          al trasporto di cose, disposizioni conformi alle  direttive
          CEE  relative  alla  durata  dei veicoli, alla costruzione,
          alle caratteristiche tecniche dei dispositivi di sicurezza,
          in   particolare   pannelli   con   speciale    dispositivi
          retroriflettenti  e  fluorescenti  posteriori  e  laterali,
          strumenti di  contenimento  degli  spruzzi  di  marcia  sul
          bagnato, e dispositivi di frenatura, nonche' alle procedure
          di  omologazione  dei  predetti  veicoli,  anche ai fini di
          rendere i veicoli stessi insuscettibili  di  superare,  per
          azione  del  propulsore,  determinati  valori di velocita'.
          Nell'ipotesi di misure  non  previste  espressamente  dalle
          direttive  CEE, le disposizioni debbono essere coerenti con
          lo spirito delle direttive stesse.
             2. Nello stesso termine, con decreto  del  Ministro  dei
          trasporti,  di  concerto con il Ministro dell'interno, sono
          adottate le disposizioni attuative del regolamento  CEE  n.
          3820/85,  relativo  all'armonizzazione  di  alcune norme in
          materia sociale nel settore dei trasporti su strada nonche'
          le norme  di  attuazione  della  direttiva  CEE  n.  561/74
          relativa all'accesso alla professione di autotrasportatore.
             2-bis.  L'iscrizione in via provvisoria di nuove imprese
          nell'albo nazionale degli  autotrasportatori  di  cose  per
          conto terzi e' comunque consentita, a partire dal 1› giugno
          1987,  a  condizione  che  vengano  soddisfatti i requisiti
          dell'onorabilita' e della  capacita'  finanziaria,  di  cui
          alla   citata   direttiva   n.   561/74,   con  riserva  di
          accertamento, entro diciotto mesi dal predetto termine, del
          requisito della capacita' professionale.
             3. I riferimenti al regolamento CEE n. 1463/70 contenuti
          nella legge 13 novembre 1978,  n.  727,  devono  intendersi
          come  riferimenti  fatti  al  regolamento CEE n. 3821/85. I
          riferimenti al regolamento CEE n.  543/69  contenuti  negli
          articoli  124  e  127  del  testo  unico  delle norme sulla
          disciplina  della  circolazione  stradale,  approvato   con
          decreto  del Presidente della Repubblica 15 giugno 1959, n.
          393, e successive  modificazioni,  devono  intendersi  come
          riferimenti fatti al regolamento CEE n. 3820/85.
             3-bis.  Il secondo e terzo comma dell'art. 124 del testo
          unico delle norme sulla  circolazione  stradale,  approvato
          con decreto del Presidente della Repubblica 15 giugno 1959,
          n. 393, sono abrogati".
             -  La  legge  n. 183/1987 (Coordinamento delle politiche
          riguardanti  l'appartenenza  dell'Italia   alle   Comunita'
          europee  ed  adeguamento dell'ordinamento interno agli atti
          normativi comunitari)  dispone,  all'art.  20  (Adeguamenti
          tecnici) che:
             "1.  Con  decreti  dei  Ministri  interessati sara' data
          attuazione  alle  direttive  che  saranno   emanate   dalla
          Comunita' economica europea per le parti in cui modifichino
          modalita'  esecutive e caratteristiche di ordine tecnico di
          altre direttive  della  Comunita'  economica  europea  gia'
          recepite nell'ordinamento nazionale.
             2.  I Ministri interessati danno immediata comunicazione
          dei provvedimenti adottati ai sensi del comma 1 al Ministro
          per  il  coordinamento  delle  politiche  comunitarie,   al
          Ministro degli affari esteri ed al Parlamento".
             -  La  legge  n.  86/1989 contiene "Norme generali sulla
          partecipazione   dell'Italia    al    processo    normativo
          comunitario  e sulle procedure di esecuzione degli obblighi
          comunitari. L'art. 5 (Attuazioni modificative) al  comma  1
          dispone  che:  "1. Fermo quanto previsto dall'art. 20 della
          legge 16 aprile 1987, n. 183,  la  legge  comunitaria  puo'
          disporre  che,  all'attuazione  di  ciascuna modifica delle
          direttive da attuare mediante regolamento a norma dell'art.
          4, si provveda con la procedura di cui ai commi 4 e  5  del
          medesimo articolo".
             -   La   legge   n.   428/1990  reca  "Disposizioni  per
          l'adempimento  di  obblighi   derivanti   dall'appartenenza
          dell'Italia  alle  Comunita' europee (legge comunitaria per
          il 1990). L'art. 4  (Adeguamenti  tecnici  e  provvedimenti
          amministrativi  di  attuazione) al comma 1 dispone che: "1.
          Ai decreti ministeriali da adottare a  norma  dell'art.  20
          della  legge 16 aprile 1987, n. 183, soggetti al parere del
          Consiglio di Stato ai sensi dell'art. 17,  comma  4,  della
          legge  23  agosto  1988,  n. 400, si applicano il secondo e
          terzo periodo dell'art. 4, comma 5,  della  legge  9  marzo
          1989, n. 86".
             -  Il  comma  3  dell'art.  17  della  legge n. 400/1988
          (Disciplina dell'attivita' di Governo e  ordinamento  della
          Presidenza  del  Consiglio  dei  Ministri)  prevede che con
          decreto ministeriale possano  essere  adottati  regolamenti
          nelle  materie  di  competenza  del Ministro o di autorita'
          sottordinate al Ministro,  quando  la  legge  espressamente
          conferisca  tale  potere.  Tali regolamenti, per materie di
          competenza di piu' Ministri, possono  essere  adottati  con
          decreti  interministeriali, ferma restando la necessita' di
          apposita autorizzazione da parte della legge. I regolamenti
          ministeriali ed interministeriali non possono dettare norme
          contrarie a quelle dei  regolamenti  emanati  dal  Governo.
          Essi  debbono essere comunicati al Presidente del Consiglio
          dei Ministri prima della loro emanazione. Il comma 4  dello
          stesso  articolo  stabilisce  che gli anzidetti regolamenti
          debbano recare la  denominazione  di  "regolamento",  siano
          adottati  previo  parere del Consiglio di Stato, sottoposti
          al visto ed alla registrazione  della  Corte  dei  conti  e
          pubblicati nella Gazzetta Ufficiale.