LEGGE 8 marzo 1989, n. 101

Norme per la regolazione dei rapporti tra lo Stato e l'Unione delle Comunita' ebraiche italiane.

note: Entrata in vigore della legge: 7/4/1989 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 21/12/1996)
Testo in vigore dal: 7-4-1989
attiva riferimenti normativi
                               Art. 2.
1.  In conformita' ai principi della Costituzione, e' riconosciuto il
diritto di professare e praticare liberamente la religione ebraica in
qualsiasi  forma,  individuale  o associata, di farne propaganda e di
esercitarne in privato o in pubblico il culto e i riti.
2.  E' garantita agli ebrei, alle loro associazioni e organizzazioni,
alle  Comunita'  ebraiche  e  all'Unione  delle  Comunita'   ebraiche
italiane  la  piena  liberta'  di  riunione  e  di manifestazione del
pensiero con la parola e lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
3.  Gli  atti  relativi  al  magistero  rabbinico,  l'affissione e la
distribuzione di pubblicazioni  e  stampati  di  carattere  religioso
all'interno  e  all'ingresso  dei  luoghi di culto nonche' delle sedi
delle Comunita' e dell'Unione e le raccolte  di  fondi  ivi  eseguite
sono liberi e non soggetti ad oneri.
4.  E'  assicurata in sede penale la parita' di tutela del sentimento
religioso e dei diritti di liberta' religiosa, senza  discriminazioni
tra i cittadini e tra i culti.
5.  Il  disposto dell'articolo 3 della legge 13 ottobre 1975, n. 654,
si intende riferito  anche  alle  manifestazioni  di  intolleranza  e
pregiudizio religioso.
          Nota all'art. 2:
          Il  testo  dell'art.3  della legge n. 654/1975 (Ratifica ed
          esecuzione      della      convenzione       internazionale
          sull'eliminazione  di  tutte  le  forme  di discriminazione
          razziale, aperta alla firma a New York il 7 marzo 1986)  e'
          il seguente:
          "Art. 3. - Salvo che il fatto costituisca piu' grave reato,
          ai fini dell'attuazione della disposizione dell'articolo  4
          della  convenzione  e'  punito  con  la reclusione da uno a
          quattro anni:
           a)  chi  diffonde  in  qualsiasi  modo  idee fondate sulla
          superiorita' o sull'odio razziale;
           b)  chi  incita  in qualsiasi modo alla discriminazione, o
          incita a commettere atti di violenza o di provocazione alla
          violenza,  nei confronti di persone perche' appartenenti ad
          un gruppo nazionale, etnico o razziale.
          E'  vietata ogni organizzazione o associazione avente tra i
          suoi scopi di  incitare  all'odio  o  alla  discriminazione
          razziale. Chi partecipi ad organizzazioni o associazioni di
          tal genere, o presti assistenza  alla  loro  attivita',  e'
          punito   per   il   solo   fatto   della  partecipazione  o
          dell'assistenza, con la reclusione da uno a cinque anni.
          Le  pene  sono  aumentate  per i capi e i promotori di tali
          organizzazioni o associazioni".