DECRETO-LEGGE 26 gennaio 1987, n. 10

Disposizioni urgenti in materia di scarichi dei frantoi oleari.

note:
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 24 marzo 1987, n. 119 (in G.U. 28/03/1987, n.73).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 12/11/1996)
Testo in vigore dal: 26-1-1987
al: 27-3-1987
aggiornamenti all'articolo
                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

  Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
  Ritenuta   la   straordinaria  necessita'  ed  urgenza  di  emanare
disposizioni  in materia di scarichi dei frantoi oleari, tenuto conto
delle  esigenze  produttive  connesse con l'attuale campagna olearia,
nonche'  delle  difficolta'  derivanti  dalla  mancanza  di incentivi
diretti  ad  agevolare l'adeguamento degli impianti alle prescrizioni
della legge 10 maggio 1976, n. 319;
  Vista  la  deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 23 gennaio 1987;
  Sulla  proposta  del  Presidente  del  Consiglio dei Ministri e del
Ministro dell'agricoltura e delle foreste, di concerto con i Ministri
dell'ambiente,  dell'industria,  del commercio e dell'artigianato, di
grazia e giustizia e del bilancio e della programmazione economica;

                                EMANA

il seguente decreto:
                               Art. 1.

  1.  I  titolari  di  impianti  di molitura delle olive, che abbiano
natura  di  insediamenti  produttivi  ed i cui scarichi, alla data di
entrata  in vigore del presente decreto, non siano conformi ai limiti
da  osservare  a  norma  degli articoli 11 e 13 della legge 10 maggio
1976,  n.  319,  sono  tenuti  a  presentare al sindaco, entro trenta
giorni  dalla data di entrata in vigore del presente decreto, domanda
di  autorizzazione  allo smaltimento dei reflui sul suolo. La domanda
deve contenere l'indicazione dell'ubicazione dell'impianto, della sua
potenzialita'  giornaliera e dei relativi volumi di acque reflue, del
ciclo  continuo  o  discontinuo di lavorazione, dell'attuale recapito
dei   reflui,   nonche'   delle  aree  disponibili  per  eseguire  lo
smaltimento  sul  suolo.  Copia  della domanda medesima, nello stesso
termine, deve essere inviata alla regione.
  2.   Il  sindaco,  nel  rispetto  delle  norme  igieniche  vigenti,
autorizza  lo  smaltimento sul suolo delle acque reflue, dettando nel
provvedimento   di  autorizzazione  le  prescrizioni  da  osservarsi,
tenendo conto delle norme tecniche generali contenute nell'allegato 5
alla  deliberazione adottata in data 4 febbraio 1977 dal Comitato dei
Ministri  per la tutela delle acque dall'inquinamento, pubblicata nel
supplemento  ordinario  alla Gazzetta Ufficiale n. 48 del 21 febbraio
1977,  e della normativa regionale di attuazione, in modo da adeguare
le  prescrizioni  alle  caratteristiche  degli scarichi e dei terreni
destinati a riceverli.
  3. Salvo quanto previsto dall'articolo 2, comma 1, l'autorizzazione
puo'  essere  rilasciata in deroga ai limiti di accettabilita' di cui
alle tabelle allegate alla legge 10 maggio 1976, n. 319.
  4.  Sono  fatte  salve  le  disposizioni  dettate  dal  decreto del
Presidente  della Repubblica 10 settembre 1982, n. 915, in materia di
smaltimento di rifiuti tossici e nocivi.
  5.  L'autorizzazione  comunale  deve  essere  rilasciata  in  forma
espressa  entro trenta giorni dalla presentazione della domanda. Sino
a   quando   il  sindaco  non  abbia  provveduto,  e'  consentito  lo
smaltimento  dei  reflui  sul suolo nell'area indicata nella domanda,
nell'osservanza   delle  prescrizioni  regionali  e  dei  regolamenti
locali,  sempre  che  lo  smaltimento non costituisca pericolo per la
salute pubblica.