DECRETO-LEGGE 10 luglio 1982, n. 429

Norme per la repressione della evasione in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto e per agevolare la definizione delle pendenze in materia tributaria.

note:
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 07 agosto 1982, n. 516 (in G.U. 07/08/1982, n.216)
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 31/03/2000)
Testo in vigore dal: 14-7-1982
al: 7-8-1982
aggiornamenti all'articolo
                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 
 
  Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione; 
  Ritenuta la  necessita'  e  l'urgenza  di  disporre  norme  per  la
repressione della evasione in materia di imposte sui  redditi  e  sul
valore aggiunto, e conseguentemente  di  prevedere  disposizioni  per
agevolare la definizione delle pendenze in materia tributaria; 
  Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri,  adottata  nella
riunione del 30 giugno 1982; 
  Sulla proposta del Presidente del  Consiglio  dei  Ministri  e  del
Ministro delle finanze, di  concerto  con  i  Ministri  di  grazia  e
giustizia, del tesoro e del bilancio e la programmazione economica; 
 
                                EMANA 
 
il seguente decreto: 
                               Art. 1. 
 
  Chi omette di presentare una delle dichiarazioni che e' obbligato a
presentare ai fini delle imposte sui redditi o ai  fini  dell'imposta
sul valore aggiunto e' punito con l'arresto fino a  due  anni  o  con
l'ammenda fino a lire  cinque  milioni  se  l'ammontare  dei  redditi
fondiari,  corrispettivi,  ricavi,  compensi  o  altri  proventi  non
dichiarati e' superiore a venticinque milioni di lire; se l'ammontare
predetto e' superiore a cento milioni di  lire  si  applica  la  pena
dell'arresto da tre mesi a due anni e dell'ammenda da 10 a 20 milioni
di lire. Ai fini del  presente  comma  non  si  considera  omessa  la
dichiarazione presentata entro  novanta  giorni  dalla  scadenza  del
termine prescritto o presentata ad  un  ufficio  incompetente  o  non
sottoscritta o non  redatta  su  uno  stampato  conforme  al  modello
prescritto. 
  E' punito con l'arresto fino a due anni o con l'ammenda fino a lire
quattro milioni chiunque: 
    1) avendo effettuato cessioni di beni o prestazioni  di  servizi,
ne omette l'annotazione nelle  scritture  contabili  obbligatorie  ai
fini delle imposte sui redditi o annota i relativi  corrispettivi  in
misura inferiore a quella reale, se l'ammontare dei corrispettivi non
annotati nelle scritture del relativo periodo di imposta e' superiore
a venticinque milioni di lire  e  al  due  per  cento  dell'ammontare
complessivo dei corrispettivi  risultanti  dall'ultima  dichiarazione
presentata, al netto di quelli imputati ai redditi di immobili  e  di
capitale di cui al successivo n. 3),  o,  comunque,  e'  superiore  a
duecento milioni di lire; 
    2) avendo effettuato cessioni di beni o prestazioni  di  servizi,
ne omette la fatturazione o l'annotazione nelle  scritture  contabili
obbligatorie ai fini dell'imposta sul valore aggiunto  ovvero  indica
nelle fatture o nelle annotazioni i relativi corrispettivi in  misura
inferiore a  quella  reale,  se  l'ammontare  dei  corrispettivi  non
fatturati o non  annotati  nelle  scritture  contabili  del  relativo
periodo di imposta e' superiore a venticinque milioni di  lire  e  al
due per cento dell'ammontare complessivo dei corrispettivi risultanti
dall'ultima dichiarazione presentata  o,  comunque,  e'  superiore  a
duecento milioni di lire; 
    3) nella dichiarazione  annuale  indica  redditi  fondiari  o  di
capitale o altri redditi, in relazione ai quali non era obbligato  ad
annotazioni in scritture  contabili,  per  un  ammontare  complessivo
inferiore a quello effettivo di oltre un quarto di quest'ultimo e  di
oltre venticinque milioni di lire. Per i terreni ed i  fabbricati  si
considera effettivo il reddito determinato ai fini delle imposte  sui
redditi. Si tiene conto dei redditi fondiari o di capitale  anche  se
concorrono a formare il reddito di impresa, purche' non derivanti  da
cessioni di beni o prestazioni di servizi. 
  Nei casi previsti nel numero 3) del comma precedente si applica  la
pena dell'arresto da tre mesi a due anni e dell'ammenda da lire dieci
milioni a lire venti  milioni  se  l'ammontare  dei  dati  omessi  e'
superiore a duecento milioni di lire. Tuttavia non e'  punibile  chi,
entro novanta giorni dal termine stabilito per la presentazione della
dichiarazione,  porta  specificamente  a  conoscenza   degli   uffici
competenti i  redditi  non  indicati  nella  dichiarazione  infedele,
sempreche' la  violazione  non  sia  stata  constatata  e  non  siano
iniziate ispezioni o verifiche. 
  Nei casi previsti  nei  numeri  1)  e  2)  del  secondo  comma,  se
l'ammontare  dei  corrispettivi  non  fatturati  o  non  annotati  e'
superiore  a  trecento  milioni  di  lire  e  allo  0,50  per   cento
dell'ammontare  complessivo  risultante   dall'ultima   dichiarazione
presentata o, comunque, e'  superiore  a  750  milioni  di  lire,  si
applica la pena dell'arresto da tre mesi a due anni e dell'ammenda da
lire dieci milioni a lire venti milioni sempreche' le annotazioni non
siano state effettuate  ne'  nel  libro  giornale  ne'  nei  registri
prescritti ai fini della imposta sul valore aggiunto e i  dati  delle
operazioni  non  risultino  da   documenti   la   cui   emissione   e
conservazione e' obbligatoria a norma di legge. Non e'  punibile  chi
specificamente indica nella relativa  dichiarazione  i  corrispettivi
non  fatturati  o  non  annotati,  a  condizione  che  ne  sia  stata
effettuata apposita annotazione nelle  scritture  contabili,  che  la
violazione  non  sia  stata  constatata  e  che  non  siano  iniziate
ispezioni o verifiche. Non si tiene conto delle  operazioni  che  non
danno  luogo  all'applicazione  delle  relative  imposte  e  non   si
considerano  omesse  le  annotazioni  che  risultano  effettuate,  in
violazione dei criteri di cui al primo  comma  dell'articolo  74  del
decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre  1973,  n.  597,
nelle  scritture  contabili  obbligatorie  del  periodo  di   imposta
precedente o successivo  a  quello  di  competenza,  quando  derivano
dall'adozione di metodi costanti di impostazione contabile e  si  sia
tenuto conto  dei  relativi  corrispettivi  nella  dichiarazione  del
periodo in cui l'annotazione e' stata eseguita. 
  Salvo che il fatto costituisca piu'  grave  reato,  e'  punito  con
l'arresto fino a due anni o con l'ammenda fino a lire quattro milioni
chi non tiene o non conserva,  in  conformita'  all'articolo  22  del
decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre  1973,  n.  600,
taluna delle scritture contabili obbligatorie indicate ai punti a)  e
b) dell'articolo 14 del medesimo decreto.