LEGGE 9 giugno 1947, n. 530

Modificazioni al testo unico della legge comunale e provinciale, approvato con regio decreto 3 marzo 1934, n. 383, e successive modificazioni.

(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 25/06/2008)
Testo in vigore dal: 1-7-1947
al: 21-12-2008
aggiornamenti all'articolo
                   IL CAPO PROVVISORIO DELLO STATO 
 
  Ha sanzionato e promulga la seguente legge approvata dall'Assemblea
Costituente: 
 
                               Art. 1. 
 
  L'art. 87 del testo  unico  della  legge  comunale  e  provinciale,
approvato con regio decreto 3  marzo  1934,  n.  383,  e  abrogato  e
sostituito dal seguente: 
  "I  contratti  di  comuni   riguardanti   alienazioni,   locazioni,
acquisti, somministrazioni od  appalti  di  opere  devono  di  regola
essere preceduti da pubblici  incanti  con  le  forme  stabilite  pei
contratti dello Stato. 
  "E' consentito di provvedere mediante licitazione privata: 
    a) per i comuni con popolazione superiore  ai  500.000  abitanti,
quando si tratti: 
      1) di contratti il cui valore complessivo  e  giustificato  non
ecceda le lire 2.500.000; 
      2) di spesa che non superi annualmente le lire  500.000  ed  il
comune non resti obbligato oltre i cinque anni,  sempre  che  per  lo
stesso oggetto non vi sia altro  contratto,  computato  il  quale  si
oltrepassi il limite anzidetto; 
      3) di locazione di fondi rustici, fabbricati od altri immobili,
se il canone complessivo non superi le lire 2.500.000 e la durata del
contratto non ecceda i nove anni; 
    b) per i comuni con popolazione superiore ai 100.000  abitanti  o
che, pur non avendo popolazione superiore ai 100.000 abitanti,  siano
capoluoghi di provincia, quando si tratti: 
      1) di contratti il cui valore complessivo  e  giustificato  non
ecceda le lire 1.500.000; 
      2) di spesa che non superi annualmente le lire  250.000  ed  il
comune non resti obbligato oltre i cinque anni,  sempre  che  per  lo
stesso oggetto non vi sia, altro contratto,  computato  il  quale  si
oltrepassi il limite anzidetto; 
      3) di locazione di fondi rustici, fabbricati od altri immobili,
se il canone complessivo non superi le lire 1.500.000 e la durata del
contratto non ecceda i nove anni; 
    c) per i comuni con popolazione superiore  ai  20.000  e  non  ai
100.000 abitanti, quando si tratti: 
      1) di contratti il cui valore complessivo  e  giustificato  non
ecceda le lire 750.000; 
      2) di spesa che non superi annualmente le lire  150.000  ed  il
comune non resti obbligato oltre i cinque anni,  sempre  che  per  lo
stesso oggetto non vi sia altro  contratto,  computato  il  quale  si
oltrepassi il limite anzidetto; 
      3) di locazioni di fondi rustici, fabbricati od altri immobili,
se il canone complessivo non superi le lire 750.000 e la  durata  del
contratto non ecceda i nove anni; 
    d) per gli altri comuni, quando si tratti: 
      1) di contratti il cui valore complessivo  e  giustificato  non
ecceda le lire 400.000; 
      2) di spesa che non superi annualmente le  lire  75.000  ed  il
comune non resti obbligato oltre i cinque anni,  sempre  che  per  lo
stesso oggetto non vi sia altro  contratto,  computato  il  quale  si
oltrepassi il limite anzidetto; 
      3) di locazione di fondi rustici, fabbricati od altri immobili,
se il canone complessivo non superi le lire 400.000 e la  durata  del
contratto non ecceda i nove anni. 
  "Anche all'infuori dei casi previsti nel comma secondo, il Prefetto
puo' consentire che i contratti seguano a licitazione privata, quando
tale forma di appalto risulti piu' vantaggiosa per l'Amministrazione. 
  "Puo' anche autorizzare la trattativa privata, allorche'  ricorrano
circostanze eccezionali e  ne  siano  evidenti  la  necessita'  e  la
convenienza".