REGIO DECRETO 17 dicembre 1893, n. DCCVI

Che erige in ente morale l'istituto Vito Circolone in Lecce. (9300706R)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 26/01/1894
vigente al 27/09/2020
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Testo in vigore dal: 26-1-1894
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                              UMBERTO I 
 
           PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTA' DELLA NAZIONE 
 
                             RE D'ITALIA 
 
  Vista la istanza del presidente del consiglio  di  amministrazione,
delegato  dal  consiglio  provinciale  di  Lecce,  per  ottenere   la
costituzione in ente morale dell'istituto Vito Circolone; 
 
  Visto il testamento in data 15 marzo 1881 nei  rogiti  Danesi,  con
cui il fu Vito Circolone chiamo' erede dei suoi beni la provincia  di
Lecce per la fondazione di un istituto teoretico agricolo-industriale
per la educazione delle classi povere della provincia, esclusi sempre
i naturali di Maglie da tal beneficio; 
 
  Vista  la  deliberazione  del  28  dicembre  1892   del   consiglio
provinciale di Lecce; 
 
  Vista la legge 17 luglio 1890, n. 6972; 
 
  Udito il parere del consiglio di Stato; 
 
  Sulla proposta del Nostro ministro  segretario  di  Stato  per  gli
affari dell'interno, presidente del consiglio dei ministri; 
 
  Abbiamo decretato e decretiamo: 
 
                           Articolo unico. 
 
  L'istituto Vito Circolone  e'  eretto  in  ente  morale  e  la  sua
amministrazione sara' tenuta dalla deputazione provinciale di  Lecce,
sinche'  sia  stato  debitamente  approvato   lo   statuto   organico
dell'opera pia. 
 
  Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello  Stato,
sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e  dei  decreti  del
Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e  di  farlo
osservare. 
 
    Dato a Roma, addi' 17 dicembre 1893. 
 
                               UMBERTO 
 
  Registrato alla Corte dei conti addi' 3 gennaio 1894. 
 
    Reg 194. Atti del Governo a f. 71. E. Angelotti. 
 
  Luogo del Sigillo. V. Il Guardasigilli V. CALENDA. 
 
                                                           F. Crispi.